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	<title>AZIENDE Archives - Trendiest</title>
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	<title>AZIENDE Archives - Trendiest</title>
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		<title>L’era del tramonto per le compagnie petrolifere: come si stanno adattando alle sfide del futuro energetico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Cordusio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 09:38:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’industria petrolifera in un’era di cambiamento Il settore petrolifero sta affrontando una fase di trasformazione senza precedenti, con indicatori chiave che mostrano una stagnazione nei valori delle azioni delle principali aziende. L’indice petrolifero S&#38;P Global, che monitora 120 produttori internazionali, non ha superato i livelli del 2015, rimanendo sostanzialmente invariato a eccezione di un brusco [&#8230;]</p>
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<h1 class="entry-title"><span style="font-size: 16px;">L’industria petrolifera in un’era di cambiamento</span></h1>
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<section class="entry-content">Il settore petrolifero sta affrontando una fase di trasformazione senza precedenti, con indicatori chiave che mostrano una stagnazione nei valori delle azioni delle principali aziende. L’indice petrolifero S&amp;P Global, che monitora 120 produttori internazionali, non ha superato i livelli del 2015, rimanendo sostanzialmente invariato a eccezione di un brusco calo durante la pandemia di Covid. Negli ultimi anni, gli investitori hanno spostato i loro capitali verso aziende tecnologiche, evidenziando un cambiamento di interesse e fiducia nei mercati. La rapida adozione dei veicoli elettrici, in particolare in Cina, ha sconvolto le aspettative dell’industria e costretto le compagnie petrolifere a rivalutare le loro strategie a lungo termine. Molti esperti, come Paul Gooden, responsabile delle risorse naturali di Ninety One, avvertono che siamo in presenza di un’industria al tramonto, sostenendo che le aziende devono riconoscere e adattarsi a questa nuova realtà. Le proiezioni indicano che la produzione di petrolio potrebbe raggiungere il massimo entro il prossimo decennio, una considerazione che getta una nuova luce su un settore tradizionalmente noto per le sue ciclicità di boom e busto.</p>
<h2><span id="Prospettive_di_picco_della_domanda" class="ez-toc-section"></span>Prospettive di picco della domanda</h2>
<p>Le proiezioni riguardanti il picco della domanda di petrolio si fanno sempre più ricorrenti nel dibattito del settore. Secondo esperti come László Varró, responsabile della pianificazione scenari in Shell, non c’è dubbio che la domanda massima di petrolio si avvicina. Tuttavia, non esiste un consenso unanime sulla tempistica di questo evento. Mentre alcuni analisti prevedono un picco imminente, altri, come ExxonMobil, sono più ottimisti, stimando che la domanda non comincerà a decrescere prima del 2050. Questa divergenza di opinioni si riflette nelle strategie delle aziende, con molte che continuano a investire nella produzione senza considerare un suo ridimensionamento. Anche in Norvegia, un paese noto per l’attenzione alle questioni ambientali, Equinor si impegna a mantenere i livelli di produzione petrolifera fino al 2035. Il CEO Anders Opedal sottolinea l’importanza di sfruttare al massimo le risorse disponibili sulla piattaforma continentale norvegese, evidenziando l’impegno continuo verso l’industria tradizionale nonostante l’emergere di alternative più sostenibili.</p>
<p>Questo scenario evidenzia un aspetto fondamentale: l’industria petrolifera non intende abbandonare il mercato ma piuttosto cercare di massimizzare i profitti prima del previsto declino della domanda. L’analisi dei dati indica che, anche in presenza di picchi della domanda, l’uso del petrolio potrebbe continuare a persistere per diversi decenni, alimentato dalla necessità di combustibili per l’aviazione, il trasporto marittimo e settore petrolchimico. Per attutire impatti negativi derivanti da una possibile contrazione della domanda, le aziende devono essere pronte a rispondere prontamente e a riorientare le loro strategie investendo in tecnologie che possano garantirgli un ruolo nel futuro energetico globale. La sfida principale rimane quella di bilanciare la produzione attuale con la transizione verso un sistema energetico più sostenibile.</p>
<h2><span id="Risposte_frammentate_del_settore" class="ez-toc-section"></span>Risposte frammentate del settore</h2>
<p>Il settore petrolifero presenta una divisione significativa nelle proprie risposte alle sfide della transizione energetica. Mentre le compagnie europee stanno riconoscendo l’importanza di abbracciare questa transizione e modificare le loro operazioni di conseguenza, i colossi statunitensi, come ExxonMobil e Chevron, mantengono un atteggiamento più ottimista riguardo alla domanda di petrolio. ExxonMobil, per esempio, non prevede un calo nella richiesta di petrolio fino al 2050 e ha annunciato un’espansione della produzione, una decisione che riflette una strategia di investimento audace in un settore che affronta potenziali cambiamenti strutturali. Cheveron ha adottato una posizione simile, minimizzando l’urgenza di un ripensamento imminente.</p>
<p>Interesante è la posizione di Equinor, l’azienda energetica norvegese, che pur essendo situata in un contesto di forte consapevolezza ambientale, intende mantenere i livelli di produzione petrolifera attuali fino al 2035. Come affermato dal CEO Anders Opedal, l’obiettivo è massimizzare l’estrazione dal territorio norvegese, giustificato dalla ridotta impronta di carbonio rispetto ad altri produttori globali. In contrasto, Shell si è impegnata a mantenere una produzione stabile fino al 2030, mentre BP, che un tempo si era distinta nel promettere tagli agli investimenti, ha ora fissato obiettivi di crescita moderata.</p>
<p>Questa spaccatura è critica, poiché mentre alcuni player tentano di adeguarsi ai cambiamenti del mercato, altri sembrano voler continuare lungo il percorso tradizionale. Le conseguenze di tali strategie disomogenee potrebbero avere un impatto considerevole sul futuro dell’industria petrolifera, man mano che la domanda globale evolve e si orienta verso fonti più sostenibili. Se alcuni operatori si aggrappano a modelli di business obsoleti, rischiano di trovarsi in difficoltà nel lungo termine, mentre coloro che abbracciano la transizione potrebbero trovarsi meglio posizionati per affrontare le sfide di un mercato in rapido cambiamento. La strada che il settore deciderà di prendere in questi tempi di grande incertezza definirà non solo il proprio destino, ma avrà anche ripercussioni significative sull’intero panorama energetico globale.</p>
<h2><span id="Strategie_di_trasformazione_e_diversificazione" class="ez-toc-section"></span>Strategie di trasformazione e diversificazione</h2>
<p>I produttori di petrolio si trovano di fronte a un’importante sfida: la necessità di trasformare e diversificare le proprie operazioni in risposta a cambiamenti strutturali del mercato energetico. Molte compagnie hanno adottato l’approccio di costruire attività nell’ambito energetico rinnovabile, ma i risultati sono stati vari. Ad esempio, Shell e BP hanno investito significativamente nel settore delle energie pulite, ma si sono trovate a fronteggiare sfide competitive che li hanno costretti a rivalutare tali investimenti. Shell, infatti, ha quasi abbandonato i suoi progetti di energia rinnovabile, cercando di trovare una linea più sostenibile e profittevole.</p>
<p>Al contrario, TotalEnergies ha registrato un maggiore successo nell’integrazione di energie rinnovabili con le operazioni tradizionali, sfruttando la propria rete di stazioni di servizio e attività nel settore del gas. Un approccio innovativo che si manifesta nella previsione che le nuove aree di business supereranno i guadagni da petrolio e gas entro il 2040, il che potrebbe rivelarsi un vantaggio competitivo per l’azienda.</p>
<p>Le aziende stanno anche accettando il ruolo del gas naturale come una transizione strategica: Varró di Shell sottolinea che il gas è essenziale per l’elettricità e potrebbe aiutare diverse economie emergenti a ridurre le emissioni, mentre le iniziative di cattura del carbonio e produzione di idrogeno stanno guadagnando attenzione. Tuttavia, si prevede che la continua evoluzione delle normative e le pressioni ambientali rimarranno una costante nel panorama energetico, spingendo le aziende verso innovazioni sostenibili e verso un futuro energetico che possa bilanciare profitti e responsabilità ecologica.</p>
<h2><span id="Previsioni_di_fusione_e_acquisizione" class="ez-toc-section"></span>Previsioni di fusione e acquisizione</h2>
<p>Con il settore petrolifero che naviga attraverso un periodo di incertezze, le fusioni e le acquisizioni stanno per diventare sempre più centrali nel panorama industriale. Man mano che la crescita organica si appiattisce, molte aziende stanno valutando la consolidazione come opzione strategica per sopravvivere e prosperare. Come osserva Paul Gooden di Ninety One, è difficile per una grande compagnia giustificare ai propri investitori un modello di business che prevede il restringimento. È quindi probabile che le aziende petrolifere cerchino opportunità di fusione, non solo per accrescere la loro base di asset, ma anche per accrescere la resilienza in un contesto di mercato in evoluzione.</p>
<p>Le fusioni potrebbero servire a ristrutturare il settore, consentendo alle aziende di accedere a nuove tecnologie e mercati in fase di emergenza. Le grandi compagnie potrebbero essere attirate dall’idea di unire forze per affrontare i rischi associati alla transizione energetica. Tuttavia, il panorama è delicato, in quanto la critica alla dipendenza dai combustibili fossili aumenta e la pressione per un cambiamento immediato cresce. I leader del settore devono ponderare attentamente ogni decisione, tenendo conto delle criticità ambientali e sociali.</p>
<p>Inoltre, l’analisi dei dati di consumo globale rivela che, nonostante la prospettiva di un picco della domanda, il petrolio continuerà a svolgere un ruolo cruciale per diversi decenni. Le previsioni indicano che le crescenti necessità di trasporto e le esigenze del settore chimico garantiranno la domanda di petrolio, anche mentre le politiche climatiche si fanno più stringenti. Ciò implica che il settore dovrà adattarsi rapidamente per integrare Green Deal e iniziative di sostenibilità nelle loro operazioni quotidiane.</p>
<p>Le aziende che si concentrano sullo sviluppo di capacità strategiche per annettersi o collaborare con altre entità potrebbero trovarsi in una posizione vantaggiosa, pronte ad affrontare le sfide future e a capitalizzare sulle opportunità emergenti. Il futuro dell’industria petrolifera potrebbe risiedere dunque in un panorama consolidato e cooperativo, in grado di navigare le acque tempestose di un’era che sta indubbiamente cambiando.</p>
</section>
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		<title>Quando la moda incontra l’AI: 2WATCH firma per Baci &#038; Abbracci una campagna che (ri)definisce lo stile del futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annachiara de Rubeis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 14:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[2WATCH]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8212; di Annachiara De Rubeis &#8212; Cosa succede quando la creatività si affida all’intelligenza artificiale? Nasce un nuovo immaginario visivo. È questo il caso della nuova campagna di Baci &#38; Abbracci, storico brand italiano d’abbigliamento, che affida il racconto della sua ultima collezione alla visione di 2WATCH – hub innovativo e premiato tra le aziende [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8212; di <strong>Annachiara De Rubeis</strong> &#8212;</p>
<p>Cosa succede quando la creatività si affida all’intelligenza artificiale? Nasce un nuovo immaginario visivo. È questo il caso della nuova campagna di <strong>Baci &amp; Abbracci</strong>, storico brand italiano d’abbigliamento, che affida il racconto della sua ultima collezione alla visione di <strong>2WATCH</strong> – hub innovativo e premiato tra le aziende tecnologiche a più rapida crescita in EMEA secondo Deloitte.</p>
<p>Il risultato? Un’intera campagna fotografica – shooting, still life e modelli inclusi – generata integralmente con l’ausilio dell’<strong>Intelligenza Artificiale</strong>. E il punto non è solo “fare con l’AI ciò che prima facevano persone e obiettivi fotografici”, ma ripensare radicalmente il linguaggio dell’estetica visiva nel fashion.</p>
<p><strong>Corpi sintetici, emozioni reali</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-16579 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/05/COPPIA-1-240x300.png" alt="" width="240" height="300" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/05/COPPIA-1-240x300.png 240w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/05/COPPIA-1-768x960.png 768w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/05/COPPIA-1.png 800w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />I modelli protagonisti della campagna – maschili, femminili e in coppia – non sono stati selezionati tramite casting, ma generati digitalmente, attraverso un complesso lavoro di progettazione visuale e sintesi creativa. Pelle, sguardi, posture: ogni dettaglio è stato curato grazie a un sistema proprietario sviluppato da <strong>2WATCH</strong>, in grado di simulare la resa fotografica con una fedeltà sorprendente. Il risultato? Immagini che restituiscono un’estetica iperrealista, sospesa tra il fisico e il digitale, ma con una capacità narrativa che resta profondamente umana.</p>
<p>I capi Baci &amp; Abbracci – riconoscibili per grafiche decise e una visione stilistica contemporanea – vengono così riletti sotto una nuova luce, dove il tessuto non viene solo indossato, ma interpretato da corpi immaginari che sembrano parlare lo stesso linguaggio delle nuove generazioni: quello della velocità, della fluidità e dell’innovazione.</p>
<p><strong>Non solo volti: anche lo still life diventa intelligente</strong></p>
<p>Accanto agli scatti con modelli, anche lo <strong>still life</strong> dei prodotti è stato interamente generato pensando in ottica AI. Non si tratta solo di digitalizzare una vetrina, ma di riprogettare l’esperienza stessa della visione del prodotto, superando la distanza tra realtà e rappresentazione. Ogni dettaglio, dalle pieghe del tessuto alla texture dei materiali, è stato studiato per restituire fedeltà e impatto, anche nei formati digitali dell’e-commerce.</p>
<p><strong>Dall’AI una nuova grammatica della moda</strong></p>
<p>“In 2WATCH crediamo che l’innovazione passi da una visione chiara e da un investimento costante in ricerca e sviluppo, soprattutto in un ambito come l’AI dove l’evoluzione è rapidissima”, spiega <strong>Fabrizio Fiorentino</strong>, CMO di 2WATCH. “Padroneggiare queste tecnologie ci permette di anticipare i trend e ridefinire non solo lo standard creativo, ma anche quello operativo”.</p>
<p>Un&#8217;affermazione che non suona come semplice branding, ma come dichiarazione d’intenti: con questa campagna, 2WATCH mostra come il fashion possa uscire dai suoi confini tradizionali per abbracciare nuovi codici visivi, capaci di parlare il linguaggio dell’algoritmo senza rinunciare all’emozione dello stile.</p>
<p><strong>Il futuro è una passerella digitale</strong></p>
<p>Con una piattaforma dedicata alla creazione di contenuti AI-driven per il mondo fashion e merchandising, 2WATCH non si limita a offrire soluzioni tecniche: propone una nuova estetica, una nuova etica, una nuova esperienza. Dove il virtuale non sostituisce, ma trasforma. Dove il contenuto non è più solo un mezzo, ma una forma d’arte ibrida, sensibile, dinamica.</p>
<p>Il debutto con <strong>Baci &amp; Abbracci</strong> è solo l’inizio. La domanda non è più “se” l’intelligenza artificiale entrerà nella moda, ma “come” la moda saprà rispondere a questa rivoluzione con creatività, intelligenza e – perché no – anche un pizzico di audacia.</p>
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		<title>Benjamin Franchetti, Tenuta di Trinoro: seguendo le orme del padre realizza il suo primo millesimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 01:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Trinoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Benjamin Franchetti. Tenuta di Trinoro di GretaMarilyn Carnieletto &#8211; Benjamin Franchetti, produttore di seconda generazione e oggi alla guida di Tenuta di Trinoro, ha condotto la notevole degustazione di Tenuta di Trinoro 2022, presentando in particolar modo la nuova annata del vino rappresentativo dell’azienda della Val d’Orcia. In un bicchiere che pare raccontare l’eleganza dei silenzi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<header class="mb-5">
<h1><strong>Benjamin Franchetti. Tenuta di Trinoro</strong></h1>
<div class="header-meta text-muted">di GretaMarilyn Carnieletto &#8211; <time class="entry-date published" datetime="2025-05-23T19:26:43+02:00"></time><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-248935 alignright" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/05/fra--282x300.jpg" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" srcset="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/05/fra--282x300.jpg 282w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/05/fra-.jpg 366w" alt="" width="282" height="300" /></strong></div>
</header>
<section><strong>Benjamin Franchetti</strong>, produttore di seconda generazione e oggi alla guida di <strong>Tenuta di Trinoro</strong>, ha condotto la notevole degustazione di Tenuta di Trinoro 2022, presentando in particolar modo la nuova annata del vino rappresentativo dell’azienda della Val d’Orcia.</p>
<p>In un bicchiere che pare raccontare l’eleganza dei silenzi, la nuova annata di <strong>Tenuta di Trinoro 2022</strong> si svela con grazia riservata. “Un vino longilineo ma lunghissimo”, lo definisce lo stesso Benjamin Franchetti, lasciando intravedere l’anima più intima di questa sua nuova espressione.</p>
<p>Il cuore pulsante della degustazione è proprio Tenuta di Trinoro 2022. Frutto di un’annata segnata dalla siccità, ma riscattata da piogge settembrine, notti fresche e soprattutto da un diligente lavoro in vigna.  Il 2022 è entrato così nella cantina toscana, in modo frammentato ma deciso. Ben 50 parcelle sono state vinificate separatamente hanno dato vita a un prezioso blend di Cabernet Franc (44%), Merlot (44%), Cabernet Sauvignon (6%) e Petit Verdot (6%); una combinazione che non si vedeva dal 2015 e che si presenta come un vino positivamente “impressivo” e che concede il tempo di raccontarsi.</p>
<p>A completare il quadro dell’assaggio, si è avuto l’onore di degustare anche <strong>Le Cupole 2023</strong>, che ha mostrato il lato più vibrante e generoso della tenuta: un taglio composto da Merlot (41%), Cabernet Franc (39%), Cabernet Sauvignon (14%) e Petit Verdot (6%). La degustazione si è conclusa con <strong>Trinoro Bianco 2023</strong>, un sorprendente Semillon in purezza, nato a 630 metri d’altitudine, tra boschi e sabbia. Un micro-ricco vigneto che ha donato 2.900 bottiglie, definita come un’annata “ricca” di raccolto.</p>
<p>Nel segno della continuità e della profonda interpretazione del territorio, Tenuta di Trinoro conferma la propria identità, mai statica e dove è l’annata che parla. I vini della Tenuta sono la rappresentazione di un carattere distintivo e d’eccellenza del territorio.</p>
<p><em>GretaMarilyn Carnieletto</em></p>
</section>
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		<item>
		<title>Cigierre adotta un Sistema di Gestione per la Parità di Genere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 09:54:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Cigierre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CIGIERRE CHIUDE IL 2024 CON LA CERTIFICAZIONE SULLA PARITÀ DI GENERE &#8212; di Ivana Quartarone &#8212; Cigierre, azienda italiana punto di riferimento nel casual dining a gestione diretta e in franchising, prosegue il suo percorso di trasparenza e valorizzazione delle risorse. Dopo i risultati raggiunti, rendicontati all’interno del primo Report di Sostenibilità, la realtà udinese [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CIGIERRE CHIUDE IL 2024 CON LA CERTIFICAZIONE SULLA PARITÀ DI GENERE</strong></p>
<p>&#8212; di <strong>Ivana Quartarone</strong> &#8212;</p>
<p><strong>Cigierre, </strong>azienda italiana punto di riferimento nel casual dining a gestione diretta e in franchising, prosegue il suo percorso di trasparenza e valorizzazione delle risorse. Dopo i risultati raggiunti, rendicontati all’interno del primo Report di Sostenibilità, la realtà udinese chiude il 2024 con <strong>l’ottenimento della certificazione sulla parità di genere </strong>da Bureau Veritas Italia in base allo standard UNI/PdR125:2022.</p>
<p>In particolare, Cigierre ha adottato un Sistema di Gestione per la Parità di Genere <strong>finalizzato al raggiungimento di obiettivi fondamentali condivisi a livello europeo</strong> quali l’aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, la riduzione del divario retributivo e pensionistico tra i sessi, la promozione della parità tra uomo e donna nel processo decisionale, il contrasto agli stereotipi, alla violenza di genere e il sostegno delle vittime.</p>
<p>“<em>L’inclusione e il rispetto sono sempre stati elementi fondanti per Cigierre, &#8211; </em>afferma <strong>Stefania Criveller, Corporate General Manager dell’azienda </strong>– <em>e per questo</em> <em>siamo lieti del traguardo della certificazione, che attesta il nostro impegno. Oltre agli strumenti per la formazione e la valorizzazione delle professioniste nell’ambito della loro carriera, siamo infatti in prima linea nel supporto di associazioni che agiscono sul territorio, e nei nostri ristoranti sensibilizziamo sui temi della violenza di genere e della sicurezza. Proprio perché crediamo che questi valori siano alla base di qualsiasi tipo di crescita, che sia economica, professionale o personale, anche nel 2025 intendiamo essere attivi e propositivi, sia verso la nostra popolazione aziendale che verso i nostri clienti”.</em></p>
<p><strong>L’importanza della formazione</strong></p>
<p>Per raggiungere questi obiettivi, la formazione svolge un ruolo fondamentale ed è la chiave per alimentare una cultura di sicurezza e rispetto. In questo contesto sono stati organizzati all’interno di Academy Go Digital corsi e-learning specifici che vanno dall’introduzione dei principi base della parità di genere, fino alle istruzioni per l’utilizzo di un linguaggio inclusivo, alla comunicazione della disabilità e alla comunicazione inclusiva e interculturale. Un tassello, quello della formazione, destinato ad assumere ulteriore rilievo nel corso del 2025.</p>
<p><strong>Una rete capillare e contro la violenza</strong></p>
<p>Consapevole della vicinanza alla popolazione che una rete di ristoranti capillari e con un orario di apertura esteso costituisce, l’azienda è attiva nell’applicazione di campagne e di strumenti che ne facciano anche un rifugio per chi dovesse trovarsi in difficoltà. In quest’ottica in tutti i ristoranti del territorio, oltre a istruire il personale su come intervenire se necessario, sono stati posizionati adesivi con il numero della rete antiviolenza 1522.</p>
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		<title>Terre d’Oltrepò. Nuova visione manageriale internazionale: modello di crescita per soci, dipendenti e per l’intero territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 08:01:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Terre d’Oltrepò]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Callegari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8212; Terre d’Oltrepò &#8212;  Nell’era della globalizzazione e della competitività internazionale, le aziende agricole e vinicole italiane cercano nuove vie per crescere e rimanere protagoniste sui mercati globali. Terre d’Oltrepò (TDO), una delle cooperative più importanti della Lombardia, ha intrapreso una trasformazione in grado di rilanciare le sue potenzialità nel mercato globale. Il cambiamento delle aziende [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8212; Terre d’Oltrepò &#8212; </em></p>
<p><em>Nell’era della globalizzazione e della competitività internazionale, le <strong>aziende agricole e vinicole italiane</strong> cercano nuove vie per crescere e rimanere protagoniste sui mercati globali.<strong> Terre d’Oltrepò (TDO)</strong>, una delle cooperative più importanti della Lombardia, ha intrapreso una trasformazione in grado di rilanciare le sue potenzialità nel mercato globale. </em></p>
<h4>Il cambiamento delle aziende agricole e vinicole italiane</h4>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-233122 alignleft" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2024/10/Umberto-Callegari-451x300.jpg" alt="" width="382" height="254" />A guidare questo cambiamento è<strong> Terre d’Oltrepò (TDO)</strong>, una delle cooperative vinicole più rilevanti della zona, che ha avviato un’importante ristrutturazione, evolvendo in una cooperativa gerarchica con una società per azioni (S.p.A.) operativa. Al centro di questa trasformazione si colloca la visione e la leadership di <strong>Umberto Callegari</strong> <em>(nella foto)</em> CEO di TDO, che ha saputo attrarre l’attenzione di partner strategici e manager di calibro internazionale – un risultato mai ottenuto prima nella storia della cooperativa e del territorio.</p>
<h4>Un modello di successo ispirato a esempi italiani ed esteri</h4>
<p>L&#8217;idea di trasformare TDO in una cooperativa gerarchica con una S.p.A. partecipata al 100% non è nuova, ma si basa su modelli di successo già adottati in Italia e all’estero. Questo modello organizzativo – che vede la cooperativa detenere tutte le quote della nuova S.p.A. conservando quindi interamente la proprietà diffusa – permette di mantenere saldi i valori mutualistici, con il vantaggio di operare sul mercato con maggiore flessibilità e capacità d’innovazione. Un caso esemplare è quello di Granterre, leader nel settore agroalimentare, che ha dimostrato come la diversificazione in società operative possa portare grandi benefici.</p>
<h4>I benefici finanziari e la capacità di attirare investitori</h4>
<p>Uno dei limiti strutturali delle cooperative è l’impossibilità di accogliere capitali esterni senza compromettere il principio mutualistico. Con la nascita di TDO S.p.A., la cooperativa può accedere a investitori finanziari ed industriali, come i fondi di private equity, ma anche enti statali o società industriali del settore vinicolo e non, garantendo risorse fresche senza alterare la governance e i valori. Attraverso la possibilità di investimenti esterni, TDO potrà finanziare progetti di ammodernamento, innovazione e crescita, accedendo a capitali che altrimenti sarebbero stati inaccessibili, e aprendo le porte a piani di sviluppo ambiziosi e sostenibili.<br />
Questa innovazione nella struttura organizzativa non solo garantisce un accesso al capitale strategico, ma permette anche di valorizzare il patrimonio dei soci, proteggendone gli interessi. Qualsiasi aumento di capitale contribuirà all’incremento del valore delle azioni, preservando il capitale personale dei soci, che resterà protetto.</p>
<h4>Una nuova competitività operativa</h4>
<p>Per i dipendenti, la nascita di TDO S.p.A. rappresenta un’opportunità per lavorare in un ambiente dinamico e orientato al mercato. L’S.p.A., infatti, sarà gestita con una logica aziendale più orientata all’efficienza e alla competitività, permettendo un livello di agilità operativa difficilmente raggiungibile da una cooperativa pura. Con questa struttura, TDO sarà in grado di cogliere opportunità di crescita sui mercati internazionali, rafforzando la propria presenza e competitività.</p>
<h4>Governance rafforzata e manager di livello mondiale</h4>
<p>Grazie all’azione di Callegari, Terre d’Oltrepò ha potuto costruire una governance solida, sostenuta da un Advisory Board di alto livello, composto da leader riconosciuti a livello mondiale. Figure di spicco come <strong>Gianfranco Casati</strong> (Retired Corporate Officer di Accenture), <strong>Andrea Toselli</strong> (Presidente e Amministratore Delegato di PwC Italia), <strong>Elena Vistarini</strong> (esperta in advisory finanziaria e corporate finance) ed <strong>Enrico Cotta Ramusino</strong> (professore ordinario e consulente aziendale) hanno scelto di supportare la visione di Callegari per il rilancio dell’Oltrepò Pavese. Questa squadra non solo porterà una visione moderna alla guida della S.p.A., ma metterà a disposizione competenze di respiro internazionale che si riveleranno decisive per il successo e la crescita sostenibile di TDO nel lungo termine.</p>
<p>Il merito di questa trasformazione è fortemente legato alla capacità di Callegari di riunire attorno alla cooperativa partner di tale spessore, convinti del valore del progetto e del potenziale dell’Oltrepò. Callegari, con un approccio manageriale e una determinazione uniche, ha saputo attrarre questi manager nella convinzione che la rinascita del territorio passi attraverso la costruzione di un modello di cooperativa gerarchica con una S.p.A. operativa.</p>
<h4>Vantaggi concreti per i soci e valorizzazione del territorio</h4>
<p>Per i soci, il modello di cooperativa gerarchica offre notevoli vantaggi diretti e indiretti. La cooperativa, rimanendo proprietaria al 100% della S.p.A., garantirà ai soci il pieno controllo e la trasparenza delle operazioni, assicurando che il principio mutualistico venga mantenuto. I soci continueranno a conferire i propri prodotti a TDO S.p.A., beneficiando di compensi migliorativi grazie a una gestione più efficiente e orientata al mercato. Inoltre, con l’ingresso di investitori esterni, la cooperativa potrà investire nell’innovazione e migliorare la qualità dei prodotti, creando una catena di valore che ricade positivamente sui soci stessi e sul territorio.</p>
<p>Questa ristrutturazione non è solo vantaggiosa per i singoli soci o dipendenti, ma rappresenta anche un’opportunità di sviluppo economico per l’intero territorio. Attraverso investimenti strategici, TDO può potenziare l’attrattività dell’Oltrepò Pavese come zona vinicola d’eccellenza, rafforzando il settore turistico e creando posti di lavoro diretti e indiretti.</p>
<h4>Conclusione: un modello di crescita sostenibile e innovativo</h4>
<p>In un panorama in cui la competizione è globale e le sfide sono sempre più complesse, <strong>Terre d’Oltrepò</strong> ha scelto di evolversi, mantenendo radici forti nella tradizione cooperativa ma con uno sguardo deciso verso il futuro. La trasformazione in cooperativa gerarchica con una S.p.A. operativa apre le porte a una crescita sostenibile e inclusiva, permettendo alla cooperativa di continuare a crescere a vantaggio dei soci, dei dipendenti e dell’intero territorio.</p>
<p>Grazie a questo modello innovativo, Terre d’Oltrepò potrà affrontare il futuro con fiducia, combinando i principi mutualistici con le opportunità offerte dai mercati finanziari e dalla moderna governance aziendale, garantendo un futuro prospero per tutti coloro che credono e investono in questo grande progetto cooperativo.</p>
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		<title>L’eccellenza della viticoltura in Italia. Terre d’Oltrepò e La Versa</title>
		<link>https://trendiest.it/leccellenza-della-viticoltura-in-italia-terre-doltrepo-e-la-versa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Annachiara de Rubeis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 10:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Terre d’Oltrepò]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Callegari]]></category>
		<category><![CDATA[La Versa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8212; di Annachiara De Rubeis &#8212; Terre d’Oltrepò (TDO) rappresenta l’eccellenza della scena viticola italiana dal 2008 ad oggi. Nel 2017 TDO acquisisce La Versa, cantina fondata nel 1905 che oggi dà il nome al suo storico brand, con oltre un secolo di tradizione. Umberto Callegari, CEO del gruppo, dice: “La Versa rappresentava l’eccellenza italiana del metodo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8212; di <strong>Annachiara De Rubeis</strong> &#8212;</p>
<p><strong>Terre d’Oltrepò</strong> (TDO) rappresenta l’eccellenza della scena viticola italiana dal 2008 ad oggi. Nel 2017 TDO acquisisce La Versa, cantina fondata nel 1905 che oggi dà il nome al suo storico brand, con oltre un secolo di tradizione.</p>
<p><strong>Umberto Callegari</strong>, CEO del gruppo, dice: <em>“La Versa rappresentava l’eccellenza italiana del metodo classico fino agli inizi degli anni 2000. Un’eccellenza sopita che deve essere riscoperta”.</em></p>
<p><strong>Creare un polo vinicolo industriale integrato e sostenibile</strong></p>
<p>Situata nella zona principe fino agli anni ‘80, ovvero la punta meridionale della Lombardia, TDO è vicina sia fisicamente sia nei suoi valori a tutti gli imprenditori del territorio circostante che coinvolge nei suoi progetti in uno stretto piano ad hoc. Creare un polo vinicolo industriale integrato e sostenibile. Che possa catalizzare e valorizzare le risorse inespresse del territorio. Questa è <strong>la missione di Terre d’Oltrepò</strong>. Il rilancio passa da un piano quinquennale, che si concentra sull’incremento della capacità produttiva, un focus sulla qualità del processo, trasparente, certificato a ogni passo, e una strategia che mira all’aggregazione e alle potenzialità ancora inespresse legate alla possibilità di fare sistema</p>
<h4>Ieri è stata la serata di ritorno a casa per La Versa</h4>
<p>Ieri ad <strong>A’Riccione Terrazza 12</strong>, è andata in scena la serata di ritorno a casa per La Versa. Tornata nella “sua Milano” per essere ancora protagonista ed eccellenza. Un Brand che vuole tornare ad essere quello che per anni è stata “La Bollicina di Milano”, degli aperitivi, degli eventi e dello Stile Milanese, città che più di tutte in Italia guarda al mondo con un approccio internazionale e contemporaneo. Ecco questo lo stile e la proposizione che La Versa vuole riproporre. Il ruolo che vuole riconquistare. Difficile certo ma forse non impossibile, “Because limits, like fears are often just an illusion.”</p>
<h4 class="wp-block-heading">L’eccellenza della viticoltura in Italia</h4>
<p><strong>I vini che sono stati presentati all’evento:</strong></p>
<p><strong>Rosè:</strong> 100% Pinot Nero, dopo la diraspatura viene fatta una leggera macerazione sulle bucce, la temperatura viene abbassata e questo permette di ottenere il colore rosa antico.</p>
<p><strong>Blanc de Blancs:</strong> 100% Chardonnay, ottimo con plateau royal di frutti di mare e crostacei, caviale e formaggi, carni bianche raffinate;</p>
<p><strong>Dosage zero:</strong> 100% Pinot Nero. Al naso il profumo ampio con note evolute di piccoli frutti rossi, tra cui ribes e lampone, finale floreale di glicine e sambuco.</p>
<p><strong>Testa Rossa:</strong> 100 % Pinot Nero, ma con un know how del tutto diverso. È la grande storia dell’Oltrepò, ha reso famosa la cantina La Versa e ha una grandissima bevibilità. Annata 2016. Si esalta se servito con le pietanze più raffinate.</p>
<p><strong>Collezione 2008:</strong> dal colore giallo paglierino e il profumo di croissant. Mentre gli altri hanno un processo di 6 anni, l’ultimo diamante della stagione ne ha 16.<br />
85% Pinot Nero, 15% Chardonnay.  Richiede un affinamento di almeno 150 mesi sui lieviti e 12 mesi di élevage in bottiglia.</p>
<p>La magia di Oltrepò, cui sia i milanesi sia i francesi fanno fatica a credere, è questa: fanno solo millesimati, non prima quelli base e poi i millesimati. Un valore, quello di avere note altissime, che Terre d’Oltrepò sta sperimentando e <a href="https://shop.terredoltrepo.it/5-la-versa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mettendo sul mercato</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’ampia cultura della gestione del cyber risk in modo semplice e chiaro</title>
		<link>https://trendiest.it/lampia-cultura-della-gestione-del-cyber-risk-in-modo-semplice-e-chiaro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Cordusio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 03:37:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza informatica]]></category>
		<category><![CDATA[cyber risk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“SEMPLICE COME… CLICCARE SUL LINK SBAGLIATO”, IL PODCAST DI GENERALI ITALIA PER SENSIBILIZZARE SUL CYBER RISK &#8212; di Ivana Quartarone &#8212; Realizzato da KIWI, Part of Uniting Group, il format ha l’obiettivo di coinvolgere gli utenti sull’ampia cultura della gestione del cyber risk in modo semplice e chiaro. In un’era sempre più connessa, l’Italia si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“<em>SEMPLICE COME… CLICCARE SUL LINK SBAGLIATO”</em>, IL PODCAST DI GENERALI ITALIA PER SENSIBILIZZARE SUL CYBER RISK</strong></p>
<p>&#8212; di<strong> Ivana Quartarone</strong> &#8212;</p>
<p><strong>Realizzato da KIWI, Part of Uniting Group, il format ha l’obiettivo di coinvolgere gli utenti sull’ampia cultura della gestione del cyber risk in modo semplice e chiaro.</strong></p>
<p>In un’era sempre più connessa, l’Italia si trova di fronte a sfide importanti legate alla sicurezza informatica. Il crescente utilizzo di dispositivi digitali ha portato ad un aumento significativo delle minacce informatiche, basti pensare che <strong>dal 2018 al 2022 gli attacchi informatici a livello globale sono aumentati del 60%</strong> e, solo in Italia, nel corso del 2022 si è registrato un incremento del 169% rispetto all’anno precedente <em>(Fonte: Cyber Index PMI).</em></p>
<p>I dati dell&#8217;ultimo Report di Verizon Business avvalorano il preoccupante scenario, evidenziando, tra vari aspetti, come l&#8217;elemento umano continui a rappresentare il tallone d&#8217;Achille: più di due terzi (<strong>68%</strong>) delle <strong>violazioni informatiche a livello globale sono dovute ad un</strong> <em><strong>errore umano. </strong></em></p>
<p>Al fine di arginare e diffondere una maggiore consapevolezza, si inserisce in questo contesto ‘<em>Semplice Come… cliccare sul link sbagliato</em>’, podcast originale di Generali Italia ideato e sviluppato da KIWI. Quest’ ultimo ha curato la produzione audio e la scrittura del podcast avvalendosi della collaborazione di Freshhh, entrambe parte di Uniting Group, e segnando una prima volta per le due unit nella realizzazione in totale autonomia di questo tipo di contenuto.</p>
<p>Basato sulle evidenze del <a href="https://www.generali.it/iniziative/iniziative-commerciali/cyber-index-pmi"><strong>Cyber Index PMI</strong></a>, l’indice che misura lo stato di consapevolezza in materia di rischi cyber delle aziende di piccole e medie dimensioni, realizzato da Generali e Confindustria, con il supporto scientifico dell’Osservatorio Cybersecurity &amp; Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano e con la partecipazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, il podcast affronta <strong>tematiche quali phishing, malware, ransomware e attacchi DDos</strong> e si sviluppa attraverso <strong>un trailer e quattro episodi</strong>, con il coinvolgimento di professionisti esperti del Gruppo Generali, già disponibili su Spotify dall’8 aprile.</p>
<p><em>“Grazie alla collaborazione tra KIWI e Freshhh, abbiamo ideato e prodotto questo podcast completamente in house </em>– ha affermato <strong>Serena Cirini, Content Creative Director di Freshhh, Part of Uniting Group </strong>– <em>Dal punto di vista creativo, la sfida era trovare l’approccio autoriale giusto per unire l’autorevolezza delle informazioni divulgate dagli episodi, alla freschezza che caratterizza il tono di voce delle nostre unit e possiamo davvero dire di essere contenti del risultato ottenuto”.  </em></p>
<p><em>‘Semplice Come… cliccare sul link sbagliato’ </em>è la prima collaborazione tra Generali Italia e KIWI e dimostra la capacità della unit, in sinergia con Freshhh, di creare contenuti di alto valore come i podcast, un mondo che i professionisti di Uniting Group conoscono bene e per il quale è stata recentemente lanciata la digital guide <em>Trend, People &amp; Future dei podcast</em>, realizzata insieme al partner Vois e pensata per immergersi nel mondo dei podcast e capire come trasformarlo in uno strumento di valore per i brand.</p>
<p>Proprio la capacità di sviluppare una narrazione avvincente e calata sull’attualità facendo leva sugli insight derivanti dalla ricerca Cyber Index PMI per trattare al meglio la tematica e renderla fruibile è stato uno degli elementi di valore della proposta. A supporto dell’attività è stata attivata una pianificazione media su Meta e Spotify.</p>
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		<title>BIO-ON: Unfair Game, a Milano il documentario sull&#8217;ex unicorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Ielapi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 21:03:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>BIO-ON: UNFAIR GAME, A MILANO IN ANTEPRIMA NAZIONALE IL DOCUMENTARIO CHE SVELA LA STORIA DELLA STARTUP ITALIANA CHE PRODUCEVA PLASTICA 100% BIODEGRADABILE, L’UNICORNO HIGH-TECH DISTRUTTO DA UNA LUNGA SERIE DI FAKE-NEWS. “Bio-On Unfair Game” è il titolo del documentario che sarà presentato in anteprima nazionale a Milano il 13 giugno presso il Consiglio Regionale della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 class="xmprfx_MsoNormal" style="text-align: left" align="center"><b>BIO-ON: UNFAIR GAME, A MILANO IN ANTEPRIMA NAZIONALE IL DOCUMENTARIO CHE SVELA LA STORIA DELLA STARTUP ITALIANA CHE PRODUCEVA PLASTICA 100% BIODEGRADABILE, L’UNICORNO HIGH-TECH DISTRUTTO DA UNA LUNGA SERIE DI FAKE-NEWS.</b></h3>
<h3 class="xmprfx_MsoNormal" style="text-align: left" align="center"><b><i>“Bio-On Unfair Game” è il titolo del documentario che sarà presentato in anteprima nazionale a Milano il 13 giugno presso il Consiglio Regionale della Lombardia. Nell’inchiesta si ripercorre la storia della startup high-tech italiana che, grazie a una rivoluzionaria e innovativa tecnologia, era in grado di accelerare la sostituzione della plastica inquinante con un’alternativa completamente ecologica: polimeri biodegradabili al 100%. Un’ascesa bloccata nel 2019 a causa di un attacco orchestrato da un piccolo fondo d&#8217;investimento USA, che ha speculato sul crollo in borsa del titolo, innescandolo tramite la diffusione in rete di un video denso di fake-news</i></b><u></u><u></u></h3>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Sarà presentato in anteprima nazionale <b>giovedì 13 giugno</b> alle ore 16 presso la sala Gonfalone di Palazzo Regione Lombardia (“Pirellone”) il documentario dal titolo “<b><i>Bio-On Unfair Game</i></b>”, che racconta ascesa e crollo della start-up che produceva <b>plastica biodegradabile al 100%</b>, senza impatto ambientale. La mission di <i>Bio-On</i> era accelerare la sostituzione dei tradizionali materiali plastici con un’alternativa completamente ecologica, grazie a una tecnologia che utilizzava come materie prime gli scarti derivanti dalla produzione agricola e agroindustriale. Il progetto, fondato da Marco Astorri e Guido Cicognani, ebbe talmente successo da permettere alla start-up di raggiungere una capitalizzazione di mercato superiore al miliardo di euro, facendola entrare nell&#8217;esclusivo club degli <b>&#8220;unicorni&#8221; </b>della<b> Borsa Italiana</b> e, a fine 2018, venir classificata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri <b><i>Golden Power Company</i></b>, azienda strategica d’interesse nazionale.<u></u><u></u></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><i>Bio-On</i> <b>vantava una vasta rete di collaborazioni</b> con istituzioni accademiche nazionali e internazionali, e <b>69 progetti di ricerca attivi,</b> con centri d’eccellenza come le Università di Milano, Bologna, Napoli, il “Consorzio Futuro e Ricerca” di Ferrara, la University of Hawaii e la Clarkson University in USA, oltre alla Tampere University in Finlandia. Inoltre, BioOn era titolare o licenziataria esclusiva di 27 famiglie brevettuali, che includevano oltre 100 titoli di privativa, come riconosciuto dal Tribunale di Bologna al momento del default. Questi brevetti coprivano sia processi produttivi sia prodotti e applicazioni, costituivano un asset strategico di enorme valore e attestavano la capacità innovativa e il potenziale di mercato dell’azienda, la cui solidità finanziaria era garantita dalla <b>certificazione dei bilanci</b> effettuata da colossi della consulenza contabile come <i>PriceWaterHouseCoopers®</i> e successivamente <i>Ernst&amp;Young®</i>. Con un tale pedigree, <i>Bio-On</i> consolidò la propria posizione di astro nascente nel settore dei bio-polimeri, a livello nazionale e internazionale.<u></u><u></u></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Le cose cambiarono drammaticamente nel 2019 a causa di un attacco orchestrato da <i>Quintessential</i>, piccolo fondo d&#8217;investimento USA, che, avendo – come si scoprì in seguito &#8211; posizioni speculative “short-term” sulle sue azioni, hanno innescato, tramite la diffusione in rete di <b>un video denso di fake-news</b> e parte di una vera e propria campagna di <i>black PR</i> su <i>Bio-On</i>, panico tra gli investitori e il successivo rapido crollo del valore in borsa. Poco tempo dopo, la Procura di Bologna avviò un&#8217;indagine basata proprio sulle accuse di <i>Quintessential</i> &#8211; il cui primo indirizzo operativo corrispondeva a quello di un noto museo d’arte americano &#8211; dando inizio a un processo che, paradossalmente, portò allo stato di fermo temporaneo del CEO di <i>Bio-On</i> Marco Astorri, accusato di presunte false comunicazioni al mercato, e al sequestro dei beni di altri membri dei management, per decine di milioni di euro, sviluppi che hanno contribuito alla <b>sospensione delle operazioni e alla successiva bancarotta e dichiarazione di fallimento di <i>Bio-On</i>.</b><u></u><u></u></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">In seguito, però, una valutazione indipendente ha rivelato che &#8211; nonostante i report dei fondi shortermisti che la definivano “una scatola vuota indebitata per decine di milioni di euro” &#8211; <b>il valore degli asset residui di <i>Bio-On</i> era ricompreso tra i 95 e i 140 milioni di euro</b>, scoperta che ha suscitato ulteriori dubbi sull&#8217;adeguatezza delle decisioni legali e finanziarie che – secondo i professionisti intervistati &#8211; hanno causato la forse troppo frettolosa “liquidazione” di <i>Bio-On, </i>tramite “aste al ribasso” che hanno rapidamente portato alla sua totale dissoluzione.<u></u><u></u></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Il documentario, realizzato da un team di giornalisti d’inchiesta, racconta l’intera storia di <i>Bio-On</i>, tutt’altro che conclusa, visto che il processo al tribunale di Bologna è ancora in corso. <b>La difesa dei fondatori di <i>Bio-On</i> ha enfatizzato</b>, con una lunga carrellata di testimonianze,<b> la validità della gestione dei vertici aziendali</b>, ma soprattutto l’enorme conflitto d’interessi gravante sulle società che hanno speculato sul crollo del titolo, le stesse che hanno confezionato e veicolato il video potenzialmente diffamatorio che ha generato il panico in borsa.<u></u><u></u></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">La vicenda raccontata nella video-inchiesta evidenzia inoltre le vulnerabilità delle startup innovative italiane nel navigare mercati finanziari complessi e spesso imprevedibili, e sottolinea anche le carenze della supervisione da parte delle autorità finanziarie nazionali, <b><i>Consob</i></b> in testa, il cui ruolo dovrebbe essere quello di monitorare le fluttuazioni di mercato e intervenire in difesa del mercato stesso; invece, nonostante segnali di trading irregolare e il crollo repentino delle azioni, le iniziative intraprese da <i>Consob</i> – secondo quanto dichiarato dagli intervistati &#8211; si sono rivelate assenti o comunque del tutto insufficienti e non tempestive, se non addirittura controproducenti, sollevando interrogativi sulla loro efficacia e sulla necessità di avviare <b>concrete riforme legislative per proteggere gli interessi di investitori e risparmiatori, </b>tanto che è di questi giorni la notizia che due tra i più importanti studi legali italiani stanno valutando <b>l’avvio di azioni di tutela generalizzata (“class-action”) a tutela degli investitori</b> danneggiati dal crollo di BioOn.<u></u><u></u></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>Gli ultimissimi sviluppi giudiziari sono stati</b>, se possibili, <b>ancora più eclatanti</b>: durante la sua audizione, l’autore del video diffamatorio <b>Gabriel Grego</b>, ascoltato in Aula a Bologna il 14 maggio scorso, ha ammesso di aver avuto un interesse economico diretto nella caduta del titolo <i>Bio-On</i>, avendo dialogato attivamente con fondi d’investimento e speculativi short-term, i quali avrebbero acquistato tra il 2 e i 3% delle azioni di <i>Bio-On</i>, e che gli avrebbero commissionato &#8211; tramite un apposito contratto &#8211; un report sull’azienda, <b>report che venne confezionato da Grego con taglio negativo</b> tale da generare il crollo del titolo. Proprio in quell’occasione, il 14 maggio, <b>a Grego – che ha confermato di aver guadagnato svariati milioni di euro di fee da quell’operazione – è stata notificata una citazione per danni, </b>da parte dei legali dei fondatori di BioOn, <b>per complessivi 270 milioni di euro.</b><u></u><u></u></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Peraltro Grego non pare essere nuovo a questo genere di operazioni: Quintessential creò una posizione speculativa “short” dell’azienda tecnologica britannica <b>Darktrace</b> nel 2023, e poi pubblicò – analogamente a quanto fatto con BioOn – un report nel quale <b>si denunciavano una serie di presunte irregolarità della società in questione, generando il crollo del valore delle azioni</b> alla borsa di Londra, finché un contro-report molto dettagliato di <b>Ernst&amp;Young</b> certificò il buono stato di salute dell’azienda di sicurezza informatica, bloccando l’emorragia di valore.<u></u><u></u></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">L’appuntamento del 13 giugno, voluto da <b>Paola Pizzighini</b>, membro del Consiglio Regionale della Lombardia, sarà l’occasione per andare più a fondo nella vicenda anche grazie alle interviste a <b>Massimo Degli Esposti</b>, giornalista con 40 anni di esperienza nelle inchieste economiche, <b>Paolo Galli</b>, scienziato di fama internazionale e allievo del premio Nobel Giulio Natta, <b>Marco Rivoira</b>, industriale e partner di BioOn per il packaging biodegradabile per la grande distribuzione, <b>Luca Poma</b>, Professore in Scienze della Comunicazione e Reputation management all’Università LUMSA di Roma e all’Università della Repubblica di San Marino, <b>Stefano Commodo</b>, Avvocato civilista dello Studio Ambrosio &amp; Commodo, e <b>Nicola Menardo</b>, Avvocato penalista dello Studio Grande Stevens, <b>Tiziana Beghin</b>, Europarlamentare e portavoce del M5S a Bruxelles, nonché <b>Alessandro Narducci</b>, uno dei rappresentanti dei risparmiatori danneggiati.<u></u><u></u></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">È prevista la presenza di persona all’evento di <b>Marco Astorri</b>, co-fondatore di BioOn, alla sua <b>prima uscita pubblica </b>dopo il crollo dell’azienda.</p>
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		<title>Enercom aderisce alla piattaforma pagoPA grazie alla tecnologia di Nexi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2024 16:44:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Enercom]]></category>
		<category><![CDATA[PagoPA]]></category>
		<category><![CDATA[Nexi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per i cittadini è ora disponibile una nuova modalità di pagamento delle bollette, semplice e trasparente Enercom amplia le modalità di pagamento delle bollette luce e gas aderendo a pagoPA, la piattaforma nazionale sviluppata e gestita dall’omonima società PagoPA, che permette di effettuare pagamenti in maniera trasparente e intuitiva in ottica multicanale. L’adesione è stata possibile grazie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[

<em><strong>Per i cittadini è ora disponibile una nuova modalità di pagamento delle bollette, semplice e trasparente</strong></em>

 

<strong>Enercom </strong>amplia le modalità di pagamento delle bollette luce e gas aderendo a <strong>pagoPA</strong>, la piattaforma nazionale sviluppata e gestita dall’omonima società PagoPA, che permette di effettuare pagamenti in maniera trasparente e intuitiva in ottica multicanale. L’adesione è stata possibile grazie a<strong> Nexi</strong>, la PayTech leader in Europa, che a Enercom ha fornito <strong>EasyPA</strong>, soluzione evoluta per il collegamento a pagoPA e la gestione degli incassi associati.

 

Si tratta di una novità che garantisce ai clienti di Enercom una migliore customer experience anche in un touchpoint cruciale come il pagamento delle bollette, perché ne amplia i canali a disposizione: a quelli già esistenti, come i 35 negozi Enercom presenti tra Lombardia, Veneto e Piemonte, si aggiungono infatti tutti i canali fisici e digitali della piattaforma pagoPA, come banche, tabaccai, ricevitorie, Uffici Postali, supermercati e App IO.

 

L’adesione di Enercom a pagoPA consentirà, inoltre, un ulteriore incremento dei pagamenti gestiti complessivamente su questo circuito che, nel solo 2023, hanno raggiunto quota 386 milioni, in crescita del 16% sull’anno precedente. Un aumento al quale le utilities hanno concorso in modo sostanziale con 142 milioni di transazioni, pari al 37% del totale.

 

<em>“Enercom è entusiasta di annunciare la sua adesione a pagoPA; questa operazione ci consentirà di offrire un nuovo metodo di pagamento digitale e green ai nostri clienti che potranno pagare le bollette quando e dove desiderano, attraverso un qr code e i canali di pagamento associati alla piattaforma. Questo non solo semplificherà e migliorerà, ulteriormente, l’esperienza del cliente, ma garantirà anche una rendicontazione immediata, eliminando problemi nella gestione delle utenze” </em><strong>dichiara Angelo Asciano, Direttore Customer Operations &amp; Innovation di Enercom.</strong>

 

“<em>La partnership con Enercom è una prova concreta della leadership tecnologica di Nexi, capace di abilitare soluzioni di pagamento digitale innovative, sostenibili, semplici da utilizzare e che concorrono a digitalizzare l’economia del Paese</em>” afferma<strong> Alessandro Viola, Head of Corporate Sales Nexi.</strong>

 
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nexi</strong></h3>
 

Nexi è la PayTech europea, presente in mercati europei ad alta crescita, attraenti e in paesi tecnologicamente avanzati. Quotata all’Euronext Milan, Nexi ha la scala, la portata geografica e le capacità per guidare la transizione verso un’Europa senza contanti. Grazie al suo portafoglio di prodotti innovativi, competenze ecommerce e soluzioni specifiche per il settore, Nexi è in grado di fornire un supporto flessibile per l’economia digitale e l’intero ecosistema dei pagamenti a livello globale attraverso una vasta gamma di canali e metodi di pagamento diversi. La piattaforma tecnologica di Nexi e le competenze professionali best-in-class nel settore, consentono alla società di operare al meglio in tre segmenti di mercato: Merchant Solutions, Issuing Solutions e Digital Solutions. Nexi investe costantemente in tecnologia e innovazione, concentrandosi su due principi fondamentali: soddisfare, insieme alle proprie Banche partner, le esigenze dei propri clienti e creare per loro nuove opportunità commerciali. Nexi è impegnata a sostenere le persone e le imprese di tutte le dimensioni, trasformando il modo in cui le persone pagano e le imprese accettano i pagamenti, offrendo ai clienti le soluzioni più innovative e affidabili per consentire loro di servire meglio i loro clienti e di crescere. Questo è il modo in cui Nexi promuove il progresso a beneficio di tutti: semplificando i pagamenti e consentendo alle persone e alle imprese di costruire relazioni più strette e crescere insieme. <a href="http://www.nexi.it/">www.nexi.it</a> www.nexigroup.com

 
<h3 class="wp-block-heading"><strong>Enercom</strong></h3>
 

Il Gruppo Enercom è una delle maggiori realtà italiane private del settore Energy &amp; Utilities, con alle spalle una tradizione di oltre 70 anni. Le aziende del Gruppo Enercom operano in 5 principali aree di business nel mercato dell’energia: produzione, distribuzione, vendita, efficientamento energetico e servizi.

 

Il Gruppo porta energia a più di 180.000 clienti, conta 35 punti vendita a marchio sul territorio e investe ogni anno più di 20 milioni di euro in infrastrutture, mezzi, risorse umane. Il Gruppo Enercom punta ad anticipare i cambiamenti considerando l’innovazione una leva strategica per competere nei mercati di riferimento. <a href="http://www.enercom.it/">www.enercom.it</a> <a href="http://www.gruppoenercom.it/">www.gruppoenercom.it</a>

 
<h3>PagoPA</h3>
 

PagoPA S.p.A. (<a href="http://www.pagopa.it/">www.pagopa.it</a>) è la società interamente partecipata dallo Stato, attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e sottoposta alla vigilanza del Presidente del Consiglio, istituita al fine di favorire la diffusione di servizi pubblici digitali sempre più facili da usare e vicini ai bisogni dei cittadini. Un obiettivo che persegue attraverso lo sviluppo e la gestione di infrastrutture e soluzioni tecnologiche innovative, tra cui la piattaforma dei pagamenti elettronici <a href="https://www.pagopa.gov.it/">pagoPA</a>, <a href="https://io.italia.it/">IO, l’app dei servizi pubblici</a> e <a href="https://notifichedigitali.pagopa.it/">SEND</a> Servizio Notifiche Digitali.

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		<title>Minacce informatiche. Tra mito e realtà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Cordusio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 11:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Data Breach Investigations Report]]></category>
		<category><![CDATA[Minacce informatiche]]></category>
		<category><![CDATA[Kaspersky]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CYBERSECURITY: TRA MITO E REALTÀ &#8212; di Ivana Quartarone &#8212; ERRORE UMANO, RECORD DI ATTACCHI E VULNERABILITÀ DEI BAMBINI. TUTTI I DATI DEI PLAYER DEL MERCATO Le minacce informatiche continuano a proliferare, mettendo a rischio la sicurezza delle organizzazioni pubbliche e private: una crescita determinata principalmente dalla portata e dalla frequenza degli exploit zero-day impiegata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CYBERSECURITY: TRA MITO E REALT</strong><strong>À</strong></p>
<p>&#8212; di <strong>Ivana Quartarone</strong> &#8212;</p>
<p>ERRORE UMANO, RECORD DI ATTACCHI E VULNERABILITÀ DEI BAMBINI. TUTTI I DATI DEI PLAYER DEL MERCATO</p>
<p>Le minacce informatiche continuano a proliferare, mettendo a rischio la sicurezza delle organizzazioni pubbliche e private: una crescita determinata principalmente dalla portata e dalla frequenza degli exploit zero-day impiegata da chi sferra attacchi ransomware. La 17esima edizione del <a href="https://www.verizon.com/business/resources/reports/dbir/">Data Breach Investigations Report</a> (DBIR) di Verizon Business analizza a livello globale oltre 30mila incidenti, dei quali circa 10mila sono violazioni confermate che hanno avuto come conseguenza una reale espropriazione di dati. In particolare, i riferimenti alla nostra <strong>regione Emea</strong> parlano di circa <strong>8.300 casi informatici di cui 6.000 </strong>(oltre il 72%) sono proprio <strong>breach andati a buon fine.</strong></p>
<p>Un miglioramento è stato tuttavia notato nel <strong>riconoscimento degli attacchi</strong>: <strong>il 20% degli utenti ha identificato e segnalato il phishing durante le simulazioni</strong>, mentre l’11% di coloro che hanno cliccato sull’e-mail lo ha anche riportato.</p>
<p><strong>Alistair Neil, EMEA Senior Director of Security di Verizon Business</strong> ha aggiunto: “<em>La continua presenza dell’elemento umano nelle violazioni dimostra che le organizzazioni operanti in EMEA hanno bisogno di invertire questa tendenza fornendo priorità alla formazione e alla sensibilizzazione sulle migliori pratiche di cybersecurity. Vi è però da sottolineare l’aumento delle autodenunce che è promettente e indica un cambiamento culturale importante: denota una maggiore e più diffusa consapevolezza nella sicurezza informatica tra i dipendenti”.</em></p>
<p>Inoltre, le analisi provenienti dal Known Exploited Vulnerabilities (KEV) della Cybersecurity Infrastructure and Security Agency (CISA) ha rivelato che, <strong>in media, le aziende impiegano 55 giorni per rimediare al 50% delle vulnerabilità critiche dopo il rilascio delle patch</strong>.</p>
<p>Nel Bel Paese la situazione in termini economici è ancora più grave: il <strong>mercato italiano della cybersecurity ha raggiunto un nuovo record con una spesa di 2,15 miliardi di euro</strong>, in aumento del 16% rispetto al 2022 e con un totale di 132 attacchi nel primo semestre del 2023. È quanto emerso dal rapporto dell’<a href="https://www.osservatori.net/it/ricerche/comunicati-stampa/cybersecurity-italia-mercato-crescita">Osservatorio Cybersecurity &amp; Data Protection della School of Management del Politecnico di Milano</a>. Quest’ultimo evidenzia che il<strong> 62% delle grandi organizzazioni ha aumentato la spesa in cybersecurity</strong>, un incremento guidato dall’introduzione di nuovi strumenti (68%), dalla maggiore attenzione da parte dei consigli di amministrazione (62%) e dalla necessità di adeguarsi alle normative (43%). Tuttavia, le piccole imprese faticano a trasformare questo interesse in investimenti concreti, a causa delle risorse limitate e della mancanza di offerte di mercato che soddisfino le loro esigenze specifiche.</p>
<p>Rispettivamente a quanto si potrebbe immaginare, uno dei bersagli preferiti dagli hacker sono i bambini; quest’ultimi, già dai primi anni della loro vita conosco e si addentrano tra le diverse sfumature del web. In particolare, gli hacker utilizzano come ‘<strong>esca’ brand di videogiochi e giocattoli molti popolari tra i bambini</strong> come ad esempio Minecraft, Roblox, LEGO, Disney e molti altri. Dalla ricerca condotta sulla base di parole chiave, è emerso che il <strong>numero di tentativi di attacco è cresciuto del 35%</strong> nel primo trimestre del 2024, rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. È questo il framework delineato dagli esperti di sicurezza di <strong>Kaspersky</strong>.</p>
<p>In particolare, nel primo trimestre del 2024 sono stati rilevati<strong> 1.264.866 tentativi di attacco a dispositivi mobili e desktop</strong>, camuffati da argomenti popolari tra i ragazzi. Si tratta di <strong>un aumento di oltre il 30%</strong> rispetto al primo trimestre del 2023, quando sono stati registrati 936.840 tentativi. Secondo i dati di Kaspersky, le minacce desktop superano in modo significativo il numero di attacchi rilevati durante il periodo di riferimento: <strong>98,7% contro l&#8217;1,3% delle minacce mobili.</strong></p>
<p>I ricercatori di Kaspersky hanno anche trovato <strong>pagine Web dannose con giocattoli, bambole e altri prodotti per bambini</strong>. Queste pagine erano inizialmente risorse legittime, poi violate dai criminali informatici per diffondere malware. In questo caso, non solo i bambini che vogliono scegliere un nuovo giocattolo, ma anche i genitori che li cercano per bambini possono diventare vittime.</p>
<p><em>&#8220;Nell&#8217;ambito della ricerca, abbiamo visto che gli attacchi ai bambini stanno diventando un vettore comune per i criminali informatici, destinato a diventare sempre più attivo. <strong>I bambini spesso non conoscono le basi della sicurezza informatica</strong> e cadono facilmente nelle trappole degli aggressori, ad esempio quando cercano di scaricare una versione gratuita di un gioco o un nuovo episodio del cartone animato preferito. Ecco perché <strong>l&#8217;educazione all&#8217;igiene informatica</strong> è un dovere per i genitori che hanno a cuore la sicurezza online dei propri figli&#8221;</em>, ha commentato <strong>Vasily M. Kolesnikov, Malware Analyst di Kaspersky.</strong></p>
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