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	<title>ECONOMIA Archives - Trendiest</title>
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	<description>Agenzia di stampa, giornalismo e comunicazione</description>
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	<title>ECONOMIA Archives - Trendiest</title>
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	<item>
		<title>Blindata PLC/LTD. Biometria in equilibrio tra privacy, sicurezza e fiducia: l&#8217;innovazione di BioSIC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 23:21:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[live facial recognition]]></category>
		<category><![CDATA[Blindata PLC/LTD]]></category>
		<category><![CDATA[biometria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non usarla, perché non la si conosce bene, non ha senso. La domanda vera è come usare la biometria, in modo trasparente, sicuro e proporzionato, per proteggere l’identità digitale e ridurre i rischi di abuso, senza scivolare nella sorveglianza di massa. Nel nuovo ecosistema digitale, l’identità è un’infrastruttura: se cade, cade tutto il resto. La [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://trendiest.it/blindata-plc-ltd-biometria-in-equilibrio-tra-privacy-sicurezza-e-fiducia-linnovazione-di-biosic/">Blindata PLC/LTD. Biometria in equilibrio tra privacy, sicurezza e fiducia: l&#8217;innovazione di BioSIC</a> appeared first on <a href="https://trendiest.it">Trendiest</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="94" data-end="342">Non usarla, perché non la si conosce bene, non ha senso. La domanda vera è <strong data-start="158" data-end="166">come</strong> <strong>usare la biometria</strong>, in modo trasparente, sicuro e proporzionato, per proteggere l’identità digitale e ridurre i rischi di abuso, senza scivolare nella sorveglianza di massa.</p>
<p data-start="344" data-end="896">Nel nuovo ecosistema digitale, l’identità è un’infrastruttura: se cade, cade tutto il resto. La <strong data-start="440" data-end="453">biometria</strong> (impronte, volto, voce, iride) si sta affermando come strato di sicurezza capace di ridurre frodi e furti di identità. Ma è anche il terreno dove si misurano i nostri <strong data-start="624" data-end="635">diritti</strong>: dal controllo sui dati del nostro essere, alla libertà di movimento nello spazio pubblico. Fermarsi al dilemma “biometria sì/no” è fuorviante: la questione è <strong data-start="782" data-end="790">come</strong> adottarla, con garanzie tecniche e giuridiche all’altezza del 2025.</p>
<h1 data-start="898" data-end="970">Europa: regole di rischio e limiti chiari (con qualche eccezione)</h1>
<p data-start="971" data-end="1712">L’<strong data-start="973" data-end="983">AI Act</strong> europeo ha introdotto un quadro per usi “vietati”, “ad alto rischio” e “a basso rischio”. Tra i <strong data-start="1080" data-end="1091">divieti</strong>: le banche dati di riconoscimento facciale create con <strong data-start="1146" data-end="1173">scraping indiscriminato</strong> dal web o da CCTV, e la <strong data-start="1198" data-end="1229">categorizzazione biometrica</strong> per dedurre caratteristiche sensibili (es. orientamenti politici, credo religioso). La <strong data-start="1298" data-end="1333">remote biometric identification</strong> “in tempo reale” in spazi pubblici da parte delle forze dell’ordine è ammessa solo con <strong data-start="1421" data-end="1450">autorizzazione preventiva</strong> e in casi eccezionali (es. minacce terroristiche, ricerca di vittime), entro limiti stretti e valutazioni d’impatto sui diritti fondamentali. È un compromesso che punta alla <strong data-start="1626" data-end="1645">proporzionalità</strong>, non alla messa al bando generalizzata.</p>
<p data-start="1714" data-end="2296">Accanto all’AI Act, i garanti europei hanno chiarito i paletti sul piano privacy. Nel 2024 l’<strong data-start="1807" data-end="1815">EDPB</strong> (Comitato europeo per la protezione dei dati) ha espresso un parere specifico sull’uso del <strong data-start="1907" data-end="1947">riconoscimento facciale in aeroporto</strong>: bene snellire i flussi, ma con <strong data-start="1980" data-end="2001">controllo massimo</strong> per l’interessato (informazione chiara, alternative non biometriche, minimizzazione, sicurezza del dato). Le <strong data-start="2111" data-end="2126">Linee guida</strong> per l’area <strong data-start="2138" data-end="2157">law enforcement</strong> ribadiscono i principi di <strong data-start="2184" data-end="2215">necessità e proporzionalità</strong>. Non si esclude la tecnologia: la si governa.</p>
<p data-start="2298" data-end="2877">Sul fronte identità, l’Europa sta attuando <strong data-start="2341" data-end="2354">eIDAS 2.0</strong> e l’<strong data-start="2359" data-end="2403">EU Digital Identity Wallet (EUDI Wallet)</strong>: portafogli digitali certificati, con regole tecniche e procedure di valutazione di conformità. Qui la biometria può servire per <strong data-start="2533" data-end="2557">autenticazione forte</strong> dell’utente <strong data-start="2570" data-end="2597">sul proprio dispositivo</strong>, riducendo la circolazione di dati grezzi e favorendo modelli <strong data-start="2660" data-end="2682">privacy-preserving</strong> (template, on-device matching). Sono già usciti gli <strong data-start="2735" data-end="2757">atti di esecuzione</strong> che definiscono registrazione e certificazione di wallet e soggetti che li usano.</p>
<p data-start="2879" data-end="3305">Infine, tema <strong data-start="2892" data-end="2905">frontiere</strong>: dal <strong data-start="2911" data-end="2930">12 ottobre 2025</strong> l’<strong data-start="2933" data-end="2960">Entry/Exit System (EES)</strong> registrerà digitalmente ingressi e uscite dei viaggiatori extra-UE, con <strong data-start="3033" data-end="3052">foto e impronte</strong> al primo ingresso. Anche qui la parola chiave è bilanciare: più efficienza e contrasto agli overstayer (persone che rimangono in un Paese oltre la durata legale del visto) ma anche <strong data-start="3166" data-end="3181">trasparenza</strong> su tempi di conservazione, diritti degli interessati e sicurezza dell’infrastruttura.</p>
<h1 data-start="3307" data-end="3378">Svizzera: identità digitale di Stato e dato biometrico “sensibile”</h1>
<p data-start="3379" data-end="3986">La <strong data-start="3382" data-end="3394">Svizzera</strong> ha aggiornato la propria cornice con la <strong data-start="3435" data-end="3493">nuova Legge federale sulla protezione dei dati (nFADP)</strong>: <strong data-start="3495" data-end="3525">dati biometrici e genetici</strong> sono <strong data-start="3531" data-end="3544">sensibili</strong> e richiedono tutele elevate (privacy by design/default, basi giuridiche solide, DPIA Data Protection Impact Assessment quando necessario). Nel 2024–2025 l’<strong data-start="3666" data-end="3723">Incaricato federale della protezione dei dati (FDPIC)</strong> ha ricordato che la stessa legge si applica anche ai trattamenti <strong data-start="3789" data-end="3809">supportati da AI</strong>; nelle verifiche più recenti ha imposto, per esempio, il <strong data-start="3867" data-end="3889">consenso esplicito</strong> per i <strong data-start="3896" data-end="3910">voiceprint</strong> usati come fattore di autenticazione.</p>
<p data-start="3988" data-end="4611">Sul fronte identità, Berna ha varato l’<strong data-start="4027" data-end="4044">e-ID di Stato</strong>: un sistema pubblico in cui la Confederazione gestisce l’infrastruttura di fiducia e rilascia credenziali elettroniche. Il percorso legislativo è in fase avanzata; il sito ufficiale spiega che l’e-ID consentirà di provare l’identità online e collegare altri attestati (patente, certificati), con forte attenzione a <strong data-start="4360" data-end="4385">sicurezza e usabilità</strong>. Anche qui, l’uso di elementi biometrici può avvenire <strong data-start="4440" data-end="4454">sul device</strong> per verificare che “chi usa il wallet” sia davvero il titolare, ma occorre ancora operare un confronto in termini di efficienza con banche dati centralizzate, meno attaccabili.</p>
<h1 data-start="3988" data-end="4611">BioSIC, il riconoscimento biometrico di <a href="https://mybiosic.com/">Blindata <strong>PLC/LTD</strong></a>, brevetto svizzero in arrivo in tutta Europa</h1>
<p>Il mondo digitale ha trasformato radicalmente la nostra vita quotidiana, dal modo in cui comunichiamo alla gestione delle nostre finanze. In quest&#8217;era di trasformazione digitale, sicurezza e autenticazione sono di fondamentale importanza per salvaguardare la nostra identità e le nostre transazioni. È qui che entra in gioco <a href="https://mybiosic.com/"><strong>Blindata PLC/LTD</strong></a>, un&#8217;azienda all&#8217;avanguardia nel campo del riconoscimento biometrico proprio del <strong>titolare effettivo</strong> e non solo del dispositivo che sta utilizzando.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-16896 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/09/biosic-300x164.jpg" alt="" width="354" height="193" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/09/biosic-300x164.jpg 300w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/09/biosic-768x419.jpg 768w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/09/biosic.jpg 986w" sizes="(max-width: 354px) 100vw, 354px" /></p>
<p><strong>Il <a href="https://mybiosic.com/">riconoscimento biometrico di Blindata PLC/LTD</a></strong>, noto come brevetto svizzero BioSIC, sta rivoluzionando l&#8217;identificazione e l&#8217;autenticazione degli utenti in conformità con le rigorose normative svizzere stabilite dalla FINMA. Questa tecnologia innovativa, che può essere facilmente introdotta in tutta Europa, non solo consente un&#8217;identificazione affidabile e sicura per un KYC <strong>Know Your Customer</strong> completo del BO <strong>Beneficial Owner</strong> perfezionando il processo con cui le aziende e i professionisti verificano l&#8217;identità dei propri clienti per prevenire attività illecite, ma crea anche un&#8217;esperienza utente fluida, comoda e altamente affidabile nella SCA <strong>Strong Customer Authentication.</strong></p>
<p>Il brevetto svizzero <strong>BioSIC e lo Swiss Mobile Banking Desk</strong> sono il più solido metodo di identificazione e autenticazione biometrica del titolare effettivo: procedura richiesta per tutte le transazioni elettroniche secondo la più recente legge svizzera FINMA Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari. Riferimento: brevetto svizzero CH 707 488 B.</p>
<h3 data-start="4613" data-end="4689">Regno Unito: guida del Garante e dibattito su “live facial recognition”</h3>
<p data-start="4690" data-end="5292">Nel <strong data-start="4694" data-end="4709">Regno Unito</strong>, l’<strong data-start="4713" data-end="4720">ICO</strong> ha pubblicato una guida dettagliata su <strong data-start="4760" data-end="4785">biometric recognition</strong> e adempimenti di <strong data-start="4803" data-end="4814">UK GDPR</strong>: basi giuridiche, accuratezza, DPIA obbligatorie, principi di <strong data-start="4877" data-end="4906">data protection by design</strong> e <strong data-start="4909" data-end="4927">minimizzazione</strong>. In parallelo cresce il dibattito sull’uso del <strong data-start="4975" data-end="5008">Live Facial Recognition (LFR)</strong> da parte della polizia e nel retail: autorevoli centri di ricerca chiedono <strong data-start="5084" data-end="5109">regole più stringenti</strong>, un <strong data-start="5114" data-end="5137">regolatore dedicato</strong> e test di <strong data-start="5148" data-end="5177">necessità/proporzionalità</strong> più rigorosi per evitare il passaggio di fatto a una sorveglianza pervasiva.</p>
<h3 data-start="5294" data-end="5372">Stati Uniti: standard tecnici, auditing pubblico e controlli parlamentari</h3>
<p data-start="5373" data-end="5946">Negli <strong data-start="5379" data-end="5386">USA</strong>, il confronto è pragmatico e molto tecnico. Il <strong data-start="5434" data-end="5442">NIST</strong> valuta da anni le prestazioni dei sistemi di riconoscimento facciale (oggi nell’ambito <strong data-start="5530" data-end="5543">FRTE/FATE</strong>): i report mostrano progressi significativi in <strong data-start="5591" data-end="5606">accuratezza</strong>, ma ricordano che i risultati <strong data-start="5637" data-end="5655">di laboratorio</strong> non equivalgono automaticamente a prestazioni <strong data-start="5702" data-end="5721">nel mondo reale</strong>, dove condizioni, demografie e qualità delle immagini incidono. È il motivo per cui agenzie e aziende devono <strong data-start="5831" data-end="5854">testare in contesto</strong>, misurare <strong data-start="5865" data-end="5881">bias residui</strong> e documentare mitigazioni.</p>
<p data-start="5373" data-end="5946">Sui <strong data-start="5952" data-end="5971">trasporti aerei</strong>, un report del <strong data-start="5987" data-end="5996">PCLOB</strong> (l’authority indipendente che vigila su privacy e libertà civili) ha passato in rassegna l’uso di FRT da parte della <strong data-start="6114" data-end="6121">TSA</strong> ai checkpoint; nel 2025 è arrivata anche una proposta di legge bipartisan (“Traveler Privacy Protection Act”) per rendere più chiari <strong data-start="6255" data-end="6265">opt-in</strong>, <strong data-start="6267" data-end="6288">alternative umane</strong> e <strong data-start="6291" data-end="6318">cancellazione immediata</strong> dei dati. È la fotografia di un approccio che non rifiuta la tecnologia, ma ne <strong data-start="6398" data-end="6409">vincola</strong> l’uso a trasparenza e <strong data-start="6432" data-end="6448">scelte reali</strong> per i cittadini.</p>
<p data-start="6505" data-end="7046">Il <strong data-start="6508" data-end="6515">DHS</strong> ha pubblicato analisi sull’accuratezza dei sistemi biometrici impiegati negli aeroporti USA, sottolineando risultati molto elevati in verifica d’identità, ma anche la necessità di <strong data-start="6696" data-end="6709">safeguard</strong> robusti, audit continui e valutazioni sul rischio di errori e discriminazioni. Parallelamente, il <strong data-start="6808" data-end="6815">GAO</strong> (la Corte dei conti federale) ha ribadito che servono più prove <strong data-start="6880" data-end="6907">in condizioni operative</strong> per cogliere davvero limiti e bias. Anche qui, la parola d’ordine è <strong data-start="6976" data-end="6994">responsabilità</strong> misurabile.</p>
<h3 data-start="7048" data-end="7100">“Vietare tutto” aiuta chi opera nell’illegalità</h3>
<p data-start="7101" data-end="7817">Nei contesti di <strong data-start="7117" data-end="7140">polizia giudiziaria</strong> e <strong data-start="7143" data-end="7174">cooperazione internazionale</strong>, la biometria ha già un impatto concreto: <strong data-start="7217" data-end="7229">INTERPOL</strong> documenta migliaia di identificazioni di terroristi, fuggitivi e persone scomparse grazie al suo sistema IFRS; <strong data-start="7341" data-end="7352">Europol</strong> evidenzia come la biometria — se ben protetta contro <strong data-start="7406" data-end="7435">attacchi di presentazione</strong> e frodi — sia cruciale contro traffici, abusi e furti d’identità. È questo il punto: <strong data-start="7521" data-end="7543">limitare o vietare</strong> a priori, senza costruire <strong data-start="7570" data-end="7592">alternative solide</strong> (procedure, standard, audit, formati privacy-preserving), rischia di lasciare <strong data-start="7671" data-end="7684">vantaggio</strong> a chi infrange la legge. La scelta responsabile è <strong data-start="7735" data-end="7748">governare</strong> la biometria, non ignorarla.</p>
<h1 data-start="7819" data-end="7891">Come farlo “bene”: trasparenza, proporzionalità, tecniche di tutela</h1>
<p data-start="7892" data-end="8994">Le buone pratiche emergono con coerenza in <strong data-start="7935" data-end="7961">UE, Svizzera, UK e USA</strong>:<br data-start="7962" data-end="7965" />– <strong data-start="7967" data-end="7991">Trasparenza e scelta</strong>: informare in modo comprensibile, offrire <strong data-start="8034" data-end="8065">alternative non biometriche</strong> dove possibile (es. travel), e raccogliere <strong data-start="8109" data-end="8131">consenso esplicito</strong> quando richiesto dalla legge (specie per dati sensibili). <br data-start="8229" data-end="8232" />– <strong data-start="8234" data-end="8265">Necessità e proporzionalità</strong>: usare la biometria solo quando <strong data-start="8298" data-end="8315">serve davvero</strong> e quando non esistono mezzi meno invasivi altrettanto efficaci; documentarlo in <strong data-start="8396" data-end="8404">DPIA</strong> e, se serve, in <strong data-start="8421" data-end="8461">fondamental rights impact assessment</strong> (AI Act). <br data-start="8511" data-end="8514" />– <strong data-start="8516" data-end="8546">Minimizzazione e sicurezza</strong>: preferire <strong data-start="8558" data-end="8580">matching on-device</strong> e <strong data-start="8583" data-end="8604">template protetti</strong> invece di immagini grezze; curare <strong data-start="8639" data-end="8655">liveness/PAD</strong> e auditing; definire <strong data-start="8677" data-end="8703">tempi di conservazione</strong> stretti e cancellazione rapida.<br data-start="8775" data-end="8778" />– <strong data-start="8780" data-end="8818">Test in esercizio e accountability</strong>: non basta il benchmark: bisogna misurare <strong data-start="8861" data-end="8878">errori e bias</strong> nel contesto reale, pubblicare metriche e aprirsi a verifiche indipendenti.</p>
<h3 data-start="8996" data-end="9080">Identità come bene comune, biometria come infrastruttura governata</h3>
<p data-start="9081" data-end="9846">La biometria è <strong data-start="9096" data-end="9107">insieme</strong> risorsa e sfida. Può alzare lo standard di <strong data-start="9151" data-end="9185">sicurezza dell’identificazione</strong> — dall’accesso ai servizi pubblici all’attraversamento delle frontiere — e, allo stesso tempo, può minare fiducia e diritti se mal progettata. L’Europa con l’<strong data-start="9344" data-end="9354">AI Act</strong> e i <strong data-start="9359" data-end="9381">wallet di identità</strong>, la <strong data-start="9386" data-end="9398">Svizzera</strong> con l’<strong data-start="9405" data-end="9413">e-ID</strong> e la nFADP, il <strong data-start="9429" data-end="9444">Regno Unito</strong> con la guida <strong data-start="9458" data-end="9465">ICO</strong>, e gli <strong data-start="9473" data-end="9480">USA</strong> con <strong data-start="9485" data-end="9503">NIST/PCLOB/GAO</strong> stanno scrivendo, con accenti diversi, la stessa storia: non “biometria sì/no”, ma <strong data-start="9587" data-end="9610">biometria governata</strong>. Perché nel 2025 l’identità digitale è un bene pubblico e va presidiata <strong data-start="9683" data-end="9705">con la stessa cura</strong> che riserviamo ai dati che la compongono — senza cedere né alla paura, né all’ingenuità tecnologica.</p>
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		<title>Excel resta “il foglio di calcolo” più amato. Ma siamo nel 2025: è ancora sufficiente o c&#8217;è di meglio?</title>
		<link>https://trendiest.it/excel-resta-il-foglio-di-calcolo-piu-amato-ma-siamo-nel-2025-e-ancora-sufficiente-o-ce-di-meglio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 09:51:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[team marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Excel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il marketing europeo e italiano guarda a strumenti più moderni Prendendo spunto dalla tesi del digital marketer Ajit Kumar (“Help to grow brands”), secondo cui Excel va sostituito con soluzioni più attuali, analizziamo dati, rischi e opportunità: dalle piattaforme di Business Intelligence (BI) ai database no-code fino all’AI, con un focus su Europa e Italia. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il marketing europeo e italiano guarda a strumenti più moderni</strong></p>
<p>Prendendo spunto dalla tesi del digital marketer <strong data-start="156" data-end="172">Ajit Kumar</strong><em> (“Help to grow brands”)</em>, secondo cui Excel va sostituito con soluzioni più attuali, analizziamo dati, rischi e opportunità: dalle piattaforme di Business Intelligence (BI) ai database no-code fino all’AI, con un focus su Europa e Italia.</p>
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<div class="ivm-view-attr__img-wrapper "><img decoding="async" id="ember2074" class="ivm-view-attr__img--centered EntityPhoto-circle-3 update-components-actor__avatar-image evi-image lazy-image ember-view alignleft" src="https://media.licdn.com/dms/image/v2/D5603AQEjTsRWYGbu7w/profile-displayphoto-shrink_100_100/profile-displayphoto-shrink_100_100/0/1729713922577?e=1759363200&amp;v=beta&amp;t=_5gOvvEz5ZHNXJJIj2d9mGInPL0a_XuHQ4WpW8lWnII" alt="Link per visualizzare l’immagine di Ajit Kumar" width="48" height="48" /></div>
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<div class="update-components-actor__meta "><a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw update-components-actor__meta-link" href="https://www.linkedin.com/in/ajitcodes?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afsd_profile%3AACoAADMw5UkB5S37gFJQDcHCYbiGRZIsbyKFreI" target="_self" aria-label="Mostra: Ajit Kumar Verificato • 3° e oltre Digital Marketing l LinkedIn Account Growth| Help to grow brands | 50K+ Telegram | 20K+ Twitter" data-test-app-aware-link=""><strong><span class="update-components-actor__title"><span class="iWADPBhAgCnxeYRmJtqrDNIjDasmerzBzd hoverable-link-text t-14 t-bold text-body-medium-bold white-space-nowrap t-black update-components-actor__single-line-truncate"><span dir="ltr"><span aria-hidden="true">Ajit Kumarv</span></span></span></span><span class="update-components-actor__title"><span class="iWADPBhAgCnxeYRmJtqrDNIjDasmerzBzd hoverable-link-text t-14 t-bold text-body-medium-bold white-space-nowrap t-black update-components-actor__single-line-truncate"><span dir="ltr"><span aria-hidden="true"> (</span></span></span></span></strong></a><strong><span class="update-components-actor__description text-body-xsmall t-black--light"><span aria-hidden="true">Digital Marketing &#8220;Help to grow brands&#8221;) </span></span></strong><span class="update-components-actor__description text-body-xsmall t-black--light"><span aria-hidden="true">dichiara <em>&#8220;</em></span></span><em><span style="font-size: 1rem;">Excel Is Dead. Don&#8217;t waste time on formulas, functions, and complex calculations.&#8221;</span></em></div>
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<p data-start="385" data-end="990">Nel dibattito su come organizzazioni e team di marketing gestiscono i dati, Excel resta “il foglio di calcolo” più amato. Ma la tesi sostenuta da professionisti come <strong data-start="537" data-end="553">Ajit Kumar </strong>è chiara: oggi servono strumenti nativi cloud, collaborativi e governati (ovvero inseriti dentro regole, processi e controlli aziendali) in grado di superare i limiti strutturali del foglio elettronico.</p>
<h3 data-start="992" data-end="1048">Perché Excel non basta più (soprattutto in Europa)</h3>
<p data-start="1049" data-end="2165">Il problema non è “Excel in sé”, ma l’uso che se ne fa come <strong data-start="1109" data-end="1120">sistema</strong> di analisi, reportistica e perfino di workflow. In contesti regolati — tipicamente finanza e banking europei — cresce la pressione a ridurre l’affidamento su fogli non controllati per questioni di <strong data-start="1318" data-end="1339">rischio operativo</strong>, tracciabilità e audit. Un’inchiesta di <strong><span class="" data-state="closed"><span class="ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]" data-testid="webpage-citation-pill"><a class="flex h-4.5 overflow-hidden rounded-xl px-2 text-[9px] font-medium text-token-text-secondary! bg-[#F4F4F4]! dark:bg-[#303030]! transition-colors duration-150 ease-in-out" href="https://www.risk.net/markets/7959380/breaking-out-of-the-cells-banks-long-goodbye-to-spreadsheets?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noopener"><span class="relative start-0 bottom-0 flex h-full w-full items-center"><span class="flex h-4 w-full items-center justify-between overflow-hidden"><span class="max-w-full grow truncate overflow-hidden text-center">Risk.net</span></span></span></a></span></span></strong> parla della “lunga goodbye” delle banche ai fogli di calcolo, spinta da norme più severe e dalla necessità di ridurre errori e processi manuali. <br data-start="1573" data-end="1576" />Da anni la comunità europea <strong data-start="1604" data-end="1615">EUSPRIG</strong> documenta incidenti e “horror stories” legati a errori nei fogli, in particolare mancanza di versioning, test e controlli: il <strong data-start="3" data-end="17">versioning</strong> è un concetto chiave quando si parla di gestione dei dati e dei documenti. In pratica significa tenere traccia di tutte le versioni di un file, di un dataset o di un modello, in modo da sapere chi lo ha modificato, quando e come.</p>
<p data-start="1049" data-end="2165"><span class="" data-state="closed"><span class="ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]" data-testid="webpage-citation-pill"><a class="flex h-4.5 overflow-hidden rounded-xl px-2 text-[9px] font-medium text-token-text-secondary! bg-[#F4F4F4]! dark:bg-[#303030]! transition-colors duration-150 ease-in-out" href="https://eusprig.org/research-info/horror-stories/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noopener"><span class="relative start-0 bottom-0 flex h-full w-full items-center"><span class="flex h-4 w-full items-center justify-between"><span class="max-w-full grow truncate overflow-hidden text-center"><strong>eusprig.org</strong></span></span></span></a></span></span> pubblica una casistica che conferma quanto sia fragile costruire processi core su strumenti non governati. Il tema della <strong data-start="1877" data-end="1900">governance dei dati</strong> è centrale anche per le autorità: l’Autorità Bancaria Europea (EBA) aggiorna di continuo regole e validazioni tecniche sul reporting, a testimonianza di un ambiente in cui qualità, coerenza e controlli IT sono imprescindibili.</p>
<h3 data-start="2167" data-end="2223">Cosa viene “dopo” Excel: BI, database no-code e AI</h3>
<p data-start="2224" data-end="3327">Il mercato enterprise si è spostato verso <strong data-start="2266" data-end="2299">piattaforme di Analytics &amp; BI</strong> che centralizzano i dati e applicano versioning e policy di sicurezza. I <strong data-start="2392" data-end="2415">Magic Quadrant 2025</strong> di Gartner fotografano un panorama maturo con Microsoft Power BI, Tableau, Qlik e ThoughtSpot ai vertici: strumenti nati per condividere insight affidabili a tutta l’organizzazione.<br data-start="2664" data-end="2667" />Parallelamente, i <strong data-start="2685" data-end="2705">database no-code</strong> come <strong data-start="2711" data-end="2723">Airtable</strong> stanno diventando “AI-native”: nel 2025 l’azienda ha rilanciato la piattaforma come app-builder con <strong data-start="2824" data-end="2833">agent</strong> e automazioni integrate, riducendo radicalmente inserimenti manuali e tempi di delivery dei progetti.<br />
Nei team marketing, suite ibride come <strong data-start="3014" data-end="3024">Notion</strong> coprono project management, knowledge base e database collegati, col vantaggio della collaborazione in tempo reale; i confronti pubblici tra strumenti mostrano limiti e punti di forza rispetto a Excel (calcolo avanzato vs collaborazione, governance e automazione).</p>
<h3 data-start="3329" data-end="3405">Excel evolve (Python e Copilot), ma non risolve tutto</h3>
<p data-start="3406" data-end="3896">Per onestà intellettuale, dobbiamo riconoscere che Excel sta cambiando: <strong data-start="3453" data-end="3472">Python in Excel</strong> è disponibile per aziende Microsoft 365 (Windows, web e progressiva copertura Mac), avvicinando il foglio ai flussi di data science. Inoltre, <strong data-start="3615" data-end="3626">Copilot</strong> estende analisi, formule e visual, integrandosi con l’ecosistema Microsoft. Sono passi importanti, che però non sostituiscono architetture dati centralizzate, controllo degli accessi, tracciabilità del dato (lineage) e ambienti di pubblicazione di tipo enterprise.</p>
<h3 data-start="3898" data-end="3956">Focus Europa e Italia: adozione, competenze, urgenze</h3>
<p data-start="3957" data-end="4823">In Europa la direzione è chiara: meno “spreadsheet-centrico”, più <strong data-start="4023" data-end="4040">data platform</strong> e BI governata, anche per allinearsi a standard regolatori e a catene del valore complesse. In <strong data-start="4136" data-end="4146">Italia</strong>, però, la trasformazione è più lenta: secondo <strong><span class="" data-state="closed"><span class="ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]" data-testid="webpage-citation-pill"><a class="flex h-4.5 overflow-hidden rounded-xl px-2 text-[9px] font-medium text-token-text-secondary! bg-[#F4F4F4]! dark:bg-[#303030]! transition-colors duration-150 ease-in-out" href="https://www.reuters.com/technology/just-8-italian-enterprises-using-ai-many-people-lack-digital-know-how-2025-05-21/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noopener"><span class="relative start-0 bottom-0 flex h-full w-full items-center"><span class="flex h-4 w-full items-center justify-between overflow-hidden"><span class="max-w-full grow truncate overflow-hidden text-center">Reuters</span></span></span></a></span></span></strong> nel 2024 solo <strong data-start="4199" data-end="4207">l’8%</strong> delle imprese ha usato soluzioni di <strong data-start="4244" data-end="4272">intelligenza artificiale</strong>, e le competenze digitali di base restano sotto la media UE. Questo gap rende più difficile il salto da fogli di calcolo isolati a piattaforme integrate. <br data-start="4453" data-end="4456" />La <strong data-start="4459" data-end="4497">Digital Decade Country Report 2024</strong> della Commissione europea segnala progressi (e-government, servizi digitali) ma anche ritardi nell’adozione di tecnologie avanzate da parte delle imprese italiane. In assenza di skill adeguate, i fogli restano un “porto sicuro”, pur con i noti limiti di qualità, sicurezza e scalabilità.</p>
<h3 data-start="4825" data-end="4866">Impatto concreto sui team marketing</h3>
<p data-start="4867" data-end="5477">Per un CMO o un head of growth in Italia, “uscire da Excel” significa:<br data-start="4937" data-end="4940" />– connettere <strong data-start="4953" data-end="4973">fonti eterogenee</strong> (ads, CRM, e-commerce, POS) in un unico <strong data-start="5014" data-end="5028">data layer</strong>;<br data-start="5029" data-end="5032" />– creare <strong data-start="5041" data-end="5064">dashboard condivise</strong> (BI) con metriche certificate;<br data-start="5095" data-end="5098" />– costruire app e <strong data-start="5116" data-end="5145">workflow no-code/low-code</strong> per campagne, contenuti e asset;<br data-start="5178" data-end="5181" />– abilitare <strong data-start="5193" data-end="5199">AI</strong> per previsione domanda, creatività assistita, segmentazione (suddividere il pubblico in gruppi omogenei) e <strong data-start="865" data-end="897">Marketing Mix Modeling </strong>(misurare quanto ciascun canale o leva di marketing contribuisce ai risultati di vendita), sempre in un perimetro di governance e audit. L’espansione del mercato BI (oltre 47 mld $ nel 2025, con CAGR &gt;13%) conferma l’orientamento strutturale degli investimenti.</p>
<h3 data-start="5479" data-end="5531">Una roadmap realistica per le aziende italiane</h3>
<p style="padding-left: 40px;" data-start="5532" data-end="5665">La tesi di <strong>Ajit Kumar</strong> è condivisibile se la traduciamo in <strong data-start="5592" data-end="5615">migrazione graduale</strong>: partire da dove Excel opera con troppi limiti.<br />
<strong style="font-size: 1rem;" data-start="5669" data-end="5696">&#8211; Mappa dei fogli critici</strong><span style="font-size: 1rem;">: quali report generano decisioni, quali contengono calcoli complessi non testati.<br />
</span><strong style="font-size: 1rem;" data-start="5876" data-end="5907">&#8211; Dati in un repository unico</strong><span style="font-size: 1rem;"> (data warehouse) e </span><strong style="font-size: 1rem;" data-start="5939" data-end="5960">modelli semantici</strong><span style="font-size: 1rem;"> pubblicati.<br />
</span><strong style="font-size: 1rem;" data-start="6108" data-end="6149">&#8211; BI per la distribuzione degli insight</strong><span style="font-size: 1rem;"> e </span><strong style="font-size: 1rem;" data-start="6152" data-end="6163">no-code</strong><span style="font-size: 1rem;"> per i flussi operativi (brief, asset, calendari editoriali, approvazioni), sfruttando le novità </span><strong style="font-size: 1rem;" data-start="6260" data-end="6273">AI-native</strong><span style="font-size: 1rem;"> per ridurre lavori ripetitivi.<br />
</span><strong style="font-size: 1rem;" data-start="6350" data-end="6384">&#8211; Change management e competenze</strong><span style="font-size: 1rem;">: senza formazione e sponsorship, in Italia il nodo delle skill è cruciale.</span></p>
<p data-start="6564" data-end="7182">Excel resta utilissimo per <strong data-start="6591" data-end="6614">analisi esplorative</strong> e <strong data-start="6617" data-end="6637">prototipi veloci</strong>. Ma quando il marketing deve scalare, collaborare, garantire qualità e compliance, si dovrebbe sostituire Excel con strumenti migliori e più moderni. In Europa è già la norma nei settori regolati; in Italia sarà un vantaggio competitivo per chi saprà colmare rapidamente il gap di competenze e adottare piattaforme pensate per il 2025, non per dieci anni prima.</p>
<p data-start="7184" data-end="8064"><strong data-start="7184" data-end="7193">L&#8217;analisi di <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw update-components-actor__meta-link" href="https://www.linkedin.com/in/ajitcodes?miniProfileUrn=urn%3Ali%3Afsd_profile%3AACoAADMw5UkB5S37gFJQDcHCYbiGRZIsbyKFreI" target="_self" aria-label="Mostra: Ajit Kumar Verificato • 3° e oltre Digital Marketing l LinkedIn Account Growth| Help to grow brands | 50K+ Telegram | 20K+ Twitter" data-test-app-aware-link=""><span class="update-components-actor__title"><span class="iWADPBhAgCnxeYRmJtqrDNIjDasmerzBzd hoverable-link-text t-14 t-bold text-body-medium-bold white-space-nowrap t-black update-components-actor__single-line-truncate"><span dir="ltr"><span aria-hidden="true">Ajit Kumarv</span></span></span></span><em><span class="update-components-actor__title"><span class="iWADPBhAgCnxeYRmJtqrDNIjDasmerzBzd hoverable-link-text t-14 t-bold text-body-medium-bold white-space-nowrap t-black update-components-actor__single-line-truncate"><span dir="ltr"><span aria-hidden="true"> (</span></span></span></span></em></a><em><span class="update-components-actor__description text-body-xsmall t-black--light"><span aria-hidden="true">Digital Marketing &#8220;Help to grow brands&#8221;)</span></span></em></strong><br data-start="7193" data-end="7196" /><span style="font-size: 1rem;">Here are 10 AI tools that make Excel seem like a toy: <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f447.png" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></p>
</div>
<div class="uQwGiLDaGJtjfoiCxQSAxVWyyqLPWlJMn" tabindex="-1">
<div class="feed-shared-inline-show-more-text feed-shared-update-v2__description feed-shared-inline-show-more-text--minimal-padding feed-shared-inline-show-more-text--3-lines feed-shared-inline-show-more-text--expanded " tabindex="-1">
<div class="update-components-text relative update-components-update-v2__commentary " dir="ltr"><span class="break-words tvm-parent-container"><span dir="ltr">1. Julius AI<br />
&#8211; Chat with your data for immediate insights.<br />
&#8211; Provides expert-level analytics in seconds.<br />
&#8211; Easy to use and highly intuitive.<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/gat6Rujd" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/gat6Rujd</a></span></span></div>
<div class="update-components-text relative update-components-update-v2__commentary " dir="ltr">
2. Arcwise<br />
&#8211; Integrates AI customized to your business.<br />
&#8211; Models built directly into spreadsheets.<br />
&#8211; Boosts efficiency and personalization.<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> [<a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://arcwise.app/" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://arcwise.app</a>]</div>
<div class="update-components-text relative update-components-update-v2__commentary " dir="ltr">
3. ChatCSV (acquired by Flatfile)<br />
&#8211; Ask questions directly to your CSV files.<br />
&#8211; Acts like a personal data analyst.<br />
&#8211; Simplifies complex queries effortlessly.<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> [<a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://www.chatcsv.co/" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://www.chatcsv.co</a>]4. Numerous AI<br />
&#8211; Integrates ChatGPT into Google Sheets.<br />
&#8211; Simplifies data management and manipulation.<br />
&#8211; Cost-effective and powerful.<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> [<a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://numerous.ai/" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://numerous.ai</a>]</p>
<p>5. Rows<br />
&#8211; AI-driven data analysis, summaries, and transformations.<br />
&#8211; Accelerates spreadsheet creation.<br />
&#8211; Ideal for quick decision-making.<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> [<a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://rows.com/ai" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://rows.com/ai</a>]</p>
<p>6. Genius Sheets<br />
&#8211; Connects to internal data using natural language.<br />
&#8211; Runs instant analysis like never before.<br />
&#8211; Perfect for real-time insights.<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> [<a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/dVtyX7xb" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/dVtyX7xb</a>]</p>
<p>7. Equals<br />
&#8211; Start with a blank sheet and gain instant insights.<br />
&#8211; Ideal for quick, AI-powered analytics.<br />
&#8211; Reduces manual effort drastically.<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> [<a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://equals.com/ai" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://equals.com/ai</a>]</p>
<p>8. ChartPixel<br />
&#8211; Creates AI-assisted charts and slides.<br />
&#8211; Turns raw data into actionable insights.<br />
&#8211; Saves hours of presentation preparation.<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> [<a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://chartpixel.com/" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://chartpixel.com</a>]</p>
<p>9. SheetAI App<br />
&#8211; Type your request in plain English.<br />
&#8211; Automates complex tasks in minutes.<br />
&#8211; Perfect for large-scale analysis.<br />
<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f517.png" alt="🔗" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://www.sheetai.app/" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://www.sheetai.app</a></p>
<p>𝗙𝗥𝗘𝗘 (𝗚𝗼𝗼𝗴𝗹𝗲) 𝗖𝗼𝘂𝗿𝘀𝗲𝘀 𝘆𝗼𝘂 𝘄𝗶𝗹𝗹 𝗿𝗲𝗴𝗿𝗲𝘁 𝗻𝗼𝘁 𝘁𝗮𝗸𝗶𝗻𝗴 𝗶𝗻 𝟮𝟬𝟮𝟱.</p>
<p>1. Google Introduction to Generative AI:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/gwaWewce" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/gwaWewce</a></p>
<p>2. Foundations of Project Management:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/g-XJuJBi" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/g-XJuJBi</a></p>
<p>3. Google Project Management:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/d-nTbsxA" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/d-nTbsxA</a></p>
<p>4. IBM Python for Data Science, AI &amp; Development:<br />
→<a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/dTjC2nER" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/dTjC2nER</a></p>
<p>5. Google Digital Marketing &amp; E-commerce:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/dm6WuNYR" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/dm6WuNYR</a></p>
<p>6. Google IT Support:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/dbJvRjed" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/dbJvRjed</a></p>
<p>7. Google data Analytics:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/gBjbwiZW" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/gBjbwiZW</a></p>
<p>8. Machine Learning Specialization<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="http://imp.i384100.net/y2Bj2W" target="_self" data-test-app-aware-link="">imp.i384100.net/y2Bj2W</a></p>
<p>9. Deep Learning Specialization:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/d2G5bNcs" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/d2G5bNcs</a></p>
<p>10. Google Cybersecurity:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/gRDM9Z-u" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/gRDM9Z-u</a></p>
<p>11. Google UX Design:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/dVBDiUXX" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/dVBDiUXX</a></p>
<p>12. Web Applications for Everybody Specialization:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/dXD6J5gr" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/dXD6J5gr</a></p>
<p>13. Google Get Started with Python:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/dghiBatd" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/dghiBatd</a></p>
<p>14. Google Advanced Data Analytics Capstone<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/dpY9VCgf" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/dpY9VCgf</a></p>
<p>15. IBM Full Stack Software Developer Professional Certificate:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/dVU4_A5B" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/dVU4_A5B</a></p>
<p>16. Introduction to Web Development with HTML, CSS, JavaScript​:<br />
→ <a class="DXNSlbosknJbpjnPjPkcXtduFQjWIw " tabindex="0" href="https://lnkd.in/dTsiNEty" target="_self" data-test-app-aware-link="">https://lnkd.in/dTsiNEty</a></p>
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		<title>Rapporto BETTER FINANCE–EFPA. Cittadini europei: finanza personale e risparmi. E&#8217; tutto sotto controllo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2025 07:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[Financial Health of Europeans Report]]></category>
		<category><![CDATA[Better Finance]]></category>
		<category><![CDATA[EFPA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Cosa dicono (davvero) le nuove evidenze 2025  Un’anteprima del rapporto congiunto BETTER FINANCE–EFPA su 14mila persone in 10 Paesi: indice medio di controllo a 8,6 su 15, donne leggermente avanti, ma tra pianificazione e gestione quotidiana c’è un gap da colmare con educazione e consulenza di qualità. Quando si parla di benessere finanziario, la percezione [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://trendiest.it/rapporto-better-finance-efpa-cittadini-europei-finanza-personale-e-risparmi-e-tutto-sotto-controllo/">Rapporto BETTER FINANCE–EFPA. Cittadini europei: finanza personale e risparmi. E&#8217; tutto sotto controllo?</a> appeared first on <a href="https://trendiest.it">Trendiest</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 data-start="0" data-end="89"><strong> Cosa dicono (davvero) le nuove evidenze 2025 </strong></h1>
<p data-start="90" data-end="351">Un’anteprima del rapporto congiunto <strong data-start="90" data-end="351">BETTER FINANCE–EFPA </strong>su 14mila persone in 10 Paesi: indice medio di controllo a 8,6 su 15, donne leggermente avanti, ma tra pianificazione e gestione quotidiana c’è un gap da colmare con educazione e consulenza di qualità.</p>
<p data-start="353" data-end="1001">Quando si parla di benessere finanziario, la percezione conta — ma non basta. Secondo le anticipazioni del <strong data-start="460" data-end="505">Financial Health of Europeans Report 2025</strong>, studio congiunto di <strong data-start="527" data-end="545">BETTER FINANCE</strong> ed <strong data-start="549" data-end="564">EFPA Europe</strong>, gli europei dichiarano in media un <strong data-start="601" data-end="656">livello moderato di controllo sulle proprie finanze</strong>, misurato da un <strong data-start="673" data-end="700">Financial Control Index</strong> che si ferma a <strong data-start="716" data-end="730">8,6 </strong>(valori da zero a 15). Il campione — <strong data-start="746" data-end="774">oltre 14.000 rispondenti</strong> in <strong data-start="778" data-end="790">10 Paesi</strong> — racconta anche una sorpresa: <strong data-start="822" data-end="888">le donne risultano leggermente più “in controllo” degli uomini</strong>. Ma le abitudini di spesa quotidiana smentiscono spesso l’autovalutazione.</p>
<h2 data-start="1003" data-end="1072">L’“indice del controllo”: percezione solida, pratica traballante</h2>
<p data-start="1073" data-end="1709">Nel dettaglio, <strong data-start="1088" data-end="1098">il 53%</strong> degli intervistati rientra nella fascia di <strong data-start="1142" data-end="1164">controllo moderato</strong>, mentre pochi dichiarano livelli estremi (molto alto o molto basso). Eppure, dietro la sicurezza apparente affiorano incongruenze: <strong data-start="1296" data-end="1343">l’88% dice di pianificare nel lungo periodo</strong>, ma <strong data-start="1348" data-end="1363">solo il 45%</strong> afferma di conoscere davvero <strong data-start="1393" data-end="1427">la propria spesa media mensile</strong>; appena <strong data-start="1436" data-end="1446">il 28%</strong> non resta mai senza soldi prima di stipendio o pensione, e <strong data-start="1506" data-end="1517">1 su 10</strong> ricorre allo <strong data-start="1531" data-end="1552">scoperto di conto</strong> per arrivare a fine mese. È la fotografia di un’Europa che <strong data-start="1612" data-end="1624">si sente</strong> organizzata, ma non sempre <strong data-start="1652" data-end="1657">è</strong> in controllo.</p>
<p data-start="1711" data-end="2046">Questi risultati di <span class="" data-state="closed"><span class="ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]" data-testid="webpage-citation-pill"><a class="flex h-4.5 overflow-hidden rounded-xl px-2 text-[9px] font-medium text-token-text-secondary! bg-[#F4F4F4]! dark:bg-[#303030]! transition-colors duration-150 ease-in-out" href="https://betterfinance.eu/event/better-finance-efpa-europe-conference/" target="_blank" rel="noopener"><span class="relative start-0 bottom-0 flex h-full w-full items-center"><span class="flex h-4 w-full items-center justify-between overflow-hidden"><span class="max-w-full grow truncate overflow-hidden text-center">BETTER FINANCE</span></span></span></a></span></span> non sono ancora pubblicati in forma integrale (il lancio ufficiale è fissato al <strong data-start="1812" data-end="1833">30 settembre 2025</strong> presso il Parlamento europeo), ma delineano già le priorità: alfabetizzazione finanziaria, strumenti semplici per il budget quotidiano e <strong data-start="1971" data-end="2007">accesso a consulenza qualificata</strong>.</p>
<h2 data-start="2048" data-end="2104">Perché contano educazione e “consulenza di qualità”</h2>
<p data-start="2105" data-end="2592">Il quadro europeo parte in salita. L’ultima rilevazione della Commissione europea sulla <strong data-start="2193" data-end="2215">financial literacy</strong> mostra che <strong data-start="2227" data-end="2242">solo il 18%</strong> dei cittadini UE ha un livello <strong data-start="2274" data-end="2282">alto</strong> di alfabetizzazione; la maggioranza si colloca su livelli <strong data-start="2341" data-end="2349">medi</strong>, con ampie differenze tra Stati membri. Senza competenze di base, anche strumenti digitali evoluti o prodotti di risparmio “user friendly” rischiano di non produrre cambiamenti duraturi nei comportamenti.</p>
<p data-start="2594" data-end="3033">In parallelo, i regolatori stanno ripensando l’<strong data-start="2641" data-end="2679">esperienza dell’investitore retail</strong>: nel <strong data-start="2685" data-end="2700">maggio 2025</strong> l’ESMA ha aperto una <strong data-start="2722" data-end="2743">Call for Evidence</strong> sul “retail investor journey” (dalla comprensione dei rischi al momento della raccomandazione), per migliorare trasparenza, confrontabilità e fiducia. Opinioni e pareri tecnici raccolti durante l’estate confluiranno nelle prossime scelte di vigilanza.</p>
<p data-start="3035" data-end="3426">Un tassello cruciale riguarda anche l’<strong data-start="3073" data-end="3098">offerta di consulenza</strong>: <strong><span class="" data-state="closed"><span class="ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]" data-testid="webpage-citation-pill"><a class="flex h-4.5 overflow-hidden rounded-xl px-2 text-[9px] font-medium text-token-text-secondary! bg-[#F4F4F4]! dark:bg-[#303030]! transition-colors duration-150 ease-in-out" href="https://efpa-eu.org/index.php/2025/05/22/spreading-financial-expertise-efpas-certified-advisors-now-exceed-100000/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noopener"><span class="relative start-0 bottom-0 flex h-full w-full items-center"><span class="flex h-4 w-full items-center justify-between overflow-hidden"><span class="max-w-full grow truncate overflow-hidden text-center">EFPA Europe</span></span></span></a></span></span></strong> ha superato nel 2025 la soglia dei <strong data-start="3151" data-end="3185">100.000 consulenti certificati</strong> in 13 Paesi, una base professionale in grado — almeno in principio — di trasformare la pianificazione di lungo periodo in pratiche quotidiane efficaci (budget, cuscinetto di liquidità, gestione debiti).</p>
<h2 data-start="3428" data-end="3501">Il paradosso del controllo: programmare è (molto) diverso da gestire</h2>
<p data-start="3502" data-end="4188">Le discrepanze tra “pianificazione dichiarata” e “contabilità reale” sono un classico della finanza comportamentale: <strong data-start="3619" data-end="3656">sottostima delle spese ricorrenti</strong>, ottimismo sui flussi futuri, eccesso di fiducia nella capacità di “rimediare” più avanti. Il dato del <strong data-start="3760" data-end="3767">45%</strong> che non sa stimare la spesa media mensile è il più eloquente: senza un <strong data-start="3839" data-end="3857">cruscotto base</strong> (entrate, uscite fisse, variabili, imprevisti) il controllo percepito evapora quando crescono i tassi o l’inflazione risale. Le indagini europee della Commissione e l’evidenza OCSE ribadiscono che <strong data-start="4055" data-end="4084">maggiore alfabetizzazione</strong> si associa a <strong data-start="4098" data-end="4132">maggiore benessere finanziario</strong> e <strong data-start="4135" data-end="4149">resilienza</strong>.</p>
<p data-start="4190" data-end="4599">In questo senso, i numeri preliminari del rapporto BETTER FINANCE–EFPA vanno letti insieme allo <strong data-start="4286" data-end="4304">scenario macro</strong>: consumi in lenta ripresa nel 2024–2025, ma con rischi da tensioni geopolitiche e costi energetici; una cornice che rende ancora più importante la gestione dei piccoli equilibri domestici (risparmio di precauzione, debiti a tasso variabile, assicurazioni).</p>
<h2 data-start="4601" data-end="4658">Donne leggermente avanti: un segnale da interpretare</h2>
<p data-start="4659" data-end="5176">Che le <strong data-start="4666" data-end="4675">donne</strong> mostrino un <strong data-start="4688" data-end="4711">indice di controllo</strong> un filo superiore può stupire, perché molte ricerche segnalano ancora <strong data-start="4782" data-end="4812">divari di alfabetizzazione</strong> e <strong data-start="4815" data-end="4826">fiducia</strong>. La chiave potrebbe stare nella <strong data-start="4859" data-end="4885">disciplina di bilancio</strong>: gestire con attenzione spese ricorrenti e scadenze può aumentare la <strong data-start="4955" data-end="4996">sensazione (e la realtà) di controllo</strong> anche in presenza di redditi mediamente più bassi. Il tema merita approfondimenti per Paese e fasce d’età nella versione completa del report.</p>
<h1 data-start="5178" data-end="5231">Cosa possono fare istituzioni e mercato (subito)</h1>
<p data-start="5232" data-end="5328">Le anticipazioni del <strong data-start="5253" data-end="5293">Financial Health of Europeans Report</strong> offrono una “to-do list” concreta:</p>
<p data-start="5330" data-end="5744"><strong data-start="5330" data-end="5370">1) Portare il budget nel quotidiano.</strong> App e strumenti “zero attrito” per <strong data-start="5406" data-end="5440">stimare la spesa media mensile</strong> (quella che oggi metà degli intervistati non conosce) e creare alert sui <strong data-start="5514" data-end="5534">costi invisibili</strong>. Per i regolatori, l’obiettivo è standardizzare metriche e disclosure per aiutare il confronto tra prodotti (anche alla luce della strategia UE sugli investimenti retail).</p>
<p data-start="5746" data-end="6173"><strong data-start="5746" data-end="5799">2) Misurare il controllo, non solo la conoscenza.</strong> L’indice 8,6/15 è un primo passo. Occorrono <strong data-start="5844" data-end="5868">indicatori operativi</strong>: giorni di liquidità disponibile, quota di spese fisse sul reddito, tasso di risparmio di precauzione. Le evidenze OCSE legano le <strong data-start="5999" data-end="6013">competenze</strong> al <strong data-start="6017" data-end="6048">benessere percepito e reale</strong>: servono obiettivi “misurabili” nelle strategie nazionali di educazione finanziaria.</p>
<p data-start="6175" data-end="6569"><strong data-start="6175" data-end="6217">3) Sostenere la consulenza di qualità.</strong> Con <strong data-start="6222" data-end="6253">100mila professionisti EFPA</strong> attivi in Europa, il potenziale c’è: l’impatto dipenderà dalla capacità di <strong data-start="6329" data-end="6347">personalizzare</strong> (età, reddito, vulnerabilità), <strong data-start="6379" data-end="6414">ridurre i conflitti d’interesse</strong> e coniugare pianificazione e azione (automaticità dei versamenti, micro-accantonamenti, assicurazioni essenziali).</p>
<p data-start="6571" data-end="6908"><strong data-start="6571" data-end="6629">4) Integrare educazione e vigilanza “sull’esperienza”.</strong> Il percorso aperto da <strong data-start="6652" data-end="6660">ESMA</strong> sul retail investor journey punta a rendere più chiari <strong data-start="6716" data-end="6758">raccomandazioni, rischi e costi totali</strong>; un perno per trasformare la pianificazione “di principio” in scelte consapevoli e <strong data-start="6842" data-end="6867">sostenibili nel tempo</strong>.</p>
<h2 data-start="6910" data-end="6977">Italia ed Europa: come usare (bene) il segnale dell’indice 8,6</h2>
<p data-start="6978" data-end="7688">Per banche, assicurazioni, fintech e reti di consulenza, il dato non è un “allarme”, ma un <strong data-start="7069" data-end="7098">indicatore di opportunità</strong>: metà degli europei pianifica, ma <strong data-start="7133" data-end="7164">fatica nella micro-gestione</strong>. Offrire <strong data-start="7174" data-end="7209">cruscotti di spesa precompilati</strong>, <strong data-start="7211" data-end="7244">piani automatici di risparmio</strong>, reminder intelligenti su <strong data-start="7271" data-end="7290">rate e scadenze</strong> vale quanto lanciare l’ennesimo prodotto “innovativo”. Per i media e chi fa educazione finanziaria, il focus non può restare su definizioni e glossari: servono <strong data-start="7451" data-end="7469">format pratici</strong>, esercizi “5 minuti al giorno” e <strong data-start="7503" data-end="7527">verifiche periodiche</strong>. Le istituzioni, dal canto loro, possono coordinare campagne <strong data-start="7589" data-end="7608">Paese per Paese</strong>, a partire dai gruppi <strong data-start="7631" data-end="7646">più esposti</strong> al ricorso sistematico all’<strong data-start="7674" data-end="7687">overdraft</strong>.</p>
<h2 data-start="7690" data-end="7722">Cosa aspettarsi a settembre</h2>
<p data-start="7723" data-end="8256">Il <strong data-start="7726" data-end="7747">30 settembre 2025</strong>, a Bruxelles, <strong><span class="" data-state="closed"><span class="ms-1 inline-flex max-w-full items-center relative top-[-0.094rem] animate-[show_150ms_ease-in]" data-testid="webpage-citation-pill"><a class="flex h-4.5 overflow-hidden rounded-xl px-2 text-[9px] font-medium text-token-text-secondary! bg-[#F4F4F4]! dark:bg-[#303030]! transition-colors duration-150 ease-in-out" href="https://betterfinance.eu/event/better-finance-efpa-europe-conference/" target="_blank" rel="noopener"><span class="relative start-0 bottom-0 flex h-full w-full items-center"><span class="flex h-4 w-full items-center justify-between overflow-hidden"><span class="max-w-full grow truncate overflow-hidden text-center">BETTER FINANCE</span></span></span></a></span></span></strong> ed <strong data-start="7784" data-end="7799">EFPA Europe</strong> presenteranno la <strong data-start="7817" data-end="7839">versione integrale</strong> del report in un evento dedicato al <strong data-start="7876" data-end="7899">financial wellbeing</strong>. Oltre ai confronti tra Paesi, sono attesi <strong data-start="7943" data-end="7977">approfondimenti per demografia</strong> (età, genere, reddito) e una <strong data-start="8007" data-end="8034">metodologia trasparente</strong> dell’Indice. In un contesto di lenta normalizzazione economica, saranno elementi preziosi per calibrare <strong data-start="8139" data-end="8162">politiche pubbliche</strong>, <strong data-start="8164" data-end="8189">prodotti al dettaglio</strong> e <strong data-start="8192" data-end="8215">programmi formativi</strong>.</p>
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		<title>I mercati restano tonici, ma ancora è presto per valutare le conseguenze dei dazi</title>
		<link>https://trendiest.it/16840-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2025 08:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[dazi americani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I mercati restano tonici — di Francesco Megna — I primi giorni dopo l’avvio, i dazi americani paiono passati indenni in Borsa. Europa e America hanno chiuso quasi tutte in positivo anche perché i mercati avevano già scontato l’effetto. D’altronde è nella loro natura anticipare altri scossoni. Diciamo che si navigherà ancora a vista, un po’ come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<header class="mb-5">
<h1>I mercati restano tonici</h1>
</header>
<section>
<div>— di<strong> Francesco Megna</strong> —</div>
<div></div>
<div><img decoding="async" class=" wp-image-16841 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/08/Megna.jpg" alt="" width="123" height="123" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/08/Megna.jpg 240w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/08/Megna-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 123px) 100vw, 123px" />I primi giorni dopo l’avvio, i <strong>dazi americani</strong> paiono passati indenni in Borsa. Europa e America hanno chiuso quasi tutte in positivo anche perché i mercati avevano già scontato l’effetto.</div>
<div>D’altronde è nella loro natura anticipare altri scossoni. Diciamo che <strong>si navigherà ancora a vista</strong>, un po’ come è accaduto dall’inizio dell’anno e, soprattutto, dopo il Liberation day di aprile. E poi è ancora presto per valutare quale sia il reale impatto. Probabilmente l’effetto dazi si comincerà a misurare nelle trimestrali di ottobre.</div>
<div></div>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-252255 aligncenter" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/08/i-nostri-risparmi-in-agosto-si-navighera-ancora-a-vista-comunque-i-mercati-restano-tonici-601x300.jpg" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" srcset="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/08/i-nostri-risparmi-in-agosto-si-navighera-ancora-a-vista-comunque-i-mercati-restano-tonici-601x300.jpg 601w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/08/i-nostri-risparmi-in-agosto-si-navighera-ancora-a-vista-comunque-i-mercati-restano-tonici-768x383.jpg 768w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/08/i-nostri-risparmi-in-agosto-si-navighera-ancora-a-vista-comunque-i-mercati-restano-tonici.jpg 1000w" alt="" width="601" height="300" /></div>
<div></div>
<div><strong>Agosto</strong>, mese in cui le negoziazioni sono più ridotte, può riservare anche brutte sorprese. Basta un piccolo evento per provocare un acquazzone e dunque bagnarsi. Guardando invece da qui alla fine dell’anno l’intonazione resta positiva anche se negli ultimi tempi i mercati hanno perso un po’ di energia. Ma, aggiungo, forse, non è un male. Nonostante diversi fattori esterni come le guerre, i tassi e poi i dazi, le Borse europee e americane anche in questo 2025 hanno continuato ad aggiornare i massimi, segno che l’economia è sana. E direi che questo è il dato più importante, decisivo. Che non mette al riparo da imprevisti, ma consente di rimanere ottimisti sul lungo periodo.</div>
<div></div>
<div>Ci sono le basi per una ripartenza passata l’eventuale buriana.<strong> I mercati restano tonici.</strong> All’orizzonte c’è uno spauracchio: ottobre, dove la storia rimanda a due clamorosi crolli in Borsa in questo mese: il primo nel 1929 con il 24 e il 29 ottobre che segnarono il crollo di Wall Street e l’inizio della Grande Depressione, l’altro nella settimana dal 6 al 10 ottobre 2008 dopo il fallimento della Lehman &amp; Brother, l’ultimo grande KO dei mercati finanziari. Ma due episodi in cento anni di storia non sono buoni neanche per la statistica. Al massimo per gli almanacchi. Perché allora non ricordare il marzo 2020? Oppure il settembre 2001 dopo il crollo delle torri di New York? Poi, certo, una correzione ci può stare.</div>
<div></div>
<div>Storicamente i mercati ogni cinque anni si prendono una pausa. Magari accade prima o dopo, ma una flessione va messa in conto. Tuttavia se il gestore è bravo e avrà rispettato il profilo dell’investitore non c’è da aver paura: la correzione dei mercati limerà gli ampi guadagni ottenuti prima, assicurando comunque un ritorno interessante al risparmiatore. Inoltre, quando si è di fronte a un periodo come quello attuale dove i mercati, nonostante alcune battute d’arresto rapidamente recuperate – come è accaduto ad aprile dopo l’annuncio dei dazi da parte di Trump – corrono da più di tre anni, può essere utile, se si ha liquidità, aggiungere al proprio portafoglio un piano di accumulo capitale che consenta di sfruttare al meglio un’eventuale tempesta sui mercati.</div>
<div></div>
<div>Tra i vari trend in voga in questo periodo si sente molto parlare di intelligenza artificiale: le società legate all’AI sono molto ricercate in questo periodo come sempre accade quando sul mercato sbarca una novità. Tutti vogliono quei titoli sulla scia di performance adrenaliniche. Senza dubbio l’intelligenza artificiale è destinata ad avere sempre più spazio nella storia delle aziende e delle persone e quindi a riscuotere interesse nelle Borse. Ma immagino un percorso simile a quello che ha rappresentato l’online per le banche: uno strumento utile per integrare le dinamiche tradizionali.</div>
<div></div>
<div>L’oro resta il bene rifugio per eccellenza. Semmai può essere utile in questo periodo di quotazioni da massimo storico puntare su acquisti a rate, per surfare al meglio gli andamenti altalenanti del mercato. Per quanto riguarda invece le commodity il petrolio rappresenta sempre un’incognita, ha dinamiche sfuggenti. Meglio forse privilegiare le aziende che operano nel settore petrolifero. In ogni caso è una decisione per la quale vale la pena davvero affidarsi a un gestore. E comunque destinerei una quota minima del portafoglio.</div>
<div></div>
<div>Francesco Megna</div>
</section>
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		<title>Il nuovo volto della sostenibilità: tra tecnologie avanzate e impegno concreto delle imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 12:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tecnologie avanzate e impegno concreto delle imprese Il contesto globale e la realtà italiana stanno tracciando una via tra pragmatismo e ambizione verso un modello di sviluppo responsabile e competitivo. Un’agenda globale: innovazione e controllo nella filiera Le aziende globali stanno rafforzando i processi di sostenibilità nella supply chain, spostandosi da strategie reactive a percorsi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 data-start="44" data-end="139">Tecnologie avanzate e impegno concreto delle imprese</h1>
<p data-start="141" data-end="301"><strong data-start="141" data-end="301">Il contesto globale e la realtà italiana stanno tracciando una via tra pragmatismo e ambizione verso un modello di sviluppo responsabile e competitivo.</strong></p>
<h3 data-start="303" data-end="366">Un’agenda globale: innovazione e controllo nella filiera</h3>
<p data-start="368" data-end="598"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Le aziende globali stanno rafforzando i processi di sostenibilità nella supply chain, spostandosi da strategie reactive a percorsi proattivi. L’intelligenza artificiale emerge come alleato cruciale: secondo Reuters, l’AI consente di mappare le catene produttive e identificare potenziali violazioni relative ai diritti umani anche nei fornitori più remoti.</span> <span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Inoltre, studi del 2025 sottolineano l’aumento degli investimenti in supply chain sostenibile per far fronte a rischi geopolitici e normative complesse.<br />
</span><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Tuttavia, la deforestazione rimane una cruciale voragine di arretratezza: su 500 aziende ad alto impatto, solo 16 hanno agito efficacemente per eliminare il<a href="https://www.reuters.com/sustainability/land-use-biodiversity/business-failure-act-deforestation-puts-everyone-risk-2025-04-29/?utm_source=chatgpt.com"> rischio legato alla deforestazione</a> dalla loro catena produttiva.</span></p>
<h3 data-start="600" data-end="681">Priorità emergenti: biodiversità, approvvigionamenti critici e trasparenza</h3>
<p data-start="683" data-end="838"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Secondo <a href="https://corpgov.law.harvard.edu/2025/06/24/top-10-corporate-sustainability-priorities-for-2025/?utm_source=chatgpt.com"><strong>Harvard</strong></a>, le imprese allineano le proprie priorità verso tematiche trasversali: biodiversità, risorse idriche, approvvigionamenti sostenibili e governance responsabile.</span> <span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Notevoli proposte internazionali puntano alla creazione di un <strong>Global Minerals Trust</strong>, volto a stabilizzare le forniture di minerali strategici (litio, cobalto) e a promuovere pratiche responsabili nella loro estrazione.</span></p>
<h3 data-start="1070" data-end="1150">Il Green Deal europeo: cornice regolatoria per un cambiamento strutturale</h3>
<p data-start="1152" data-end="1232"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Sul fronte normativo, il <strong data-start="25" data-end="47">Green Deal europeo</strong> prosegue il suo cammino con obiettivi ambiziosi: neutralità climatica entro il 2050 e una riduzione delle emissioni di almeno il 50–55% entro il 2030, con misure sull’economia circolare, biodiversità, efficienza energetica e mobilità sostenibile.</span></p>
<h3 data-start="1234" data-end="1312">Il panorama italiano: sostenibilità conveniente e innovazione tangibile</h3>
<p data-start="1314" data-end="1475"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">In Italia, la sostenibilità non è più solo un costo ma una leva competitiva: secondo un documento dell’<strong>Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</strong> le imprese sostenibili manifatturiere registrano <strong><a href="https://www.osservatoriobilancisostenibilita.it/rapporto-di-primavera-2025-asvis-il-falso-dilemma-tra-competitivita-e-sostenibilita/?utm_source=chatgpt.com">produttività</a></strong> superiore del 5–8% rispetto alle altre.</span> <span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Inoltre, l’84% delle grandi aziende investe significativamente sia nel digitale sia nella sostenibilità, pur mancando ancora una vera sinergia tra i due ambiti: soltanto il 34% sfrutta l’innovazione digitale come strumento per obiettivi sostenibili.</span></p>
<p data-start="1477" data-end="1557"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Nel settore moda, 50 aziende italiane della filiera hanno aderito al programma <strong data-start="79" data-end="92">4S PLANET</strong>, impegnandosi nella decarbonizzazione lungo l’intero ciclo produttivo, dalla materia prima alla logistica.</span></p>
<p data-start="1705" data-end="2162">Il quadro attuale mostra una sostenibilità che evolve: da idealismo normativo globale verso un modello concreto, guidato da tecnologia, trasparenza e strategie realistiche. Le imprese — anche italiane — mostrano risultati tangibili: maggiore produttività, innovazione e reputazione. Tuttavia, rimangono sfide concrete: evitare la deforestazione, unire digitale e sostenibilità, e garantire che le strategie siano adattate alla complessità dei mercati reali.</p>
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		<title>La svolta verde: la BCE e il fattore climatico nei collaterali. Sostenibilità integrata nella gestione del rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Aug 2025 13:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[bce]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[collaterali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre la stampa inglese e americana esalta la novità, anche in Italia emerge un consenso tecnico-politico: convergono tutti verso il nodo centrale del nuovo approccio della BCE per rendere sostenibile la politica monetaria. A fine luglio 2025, la Banca Centrale Europea ha annunciato una rivoluzione silenziosa ma profonda: l’introduzione di un fattore climatico all’interno del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="113" data-end="348">Mentre la stampa inglese e americana esalta la novità, anche in Italia emerge un consenso tecnico-politico: convergono tutti verso il nodo centrale del nuovo approccio della BCE per rendere sostenibile la politica monetaria.</p>
<p data-start="350" data-end="426"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">A fine luglio 2025, la <strong data-start="23" data-end="49">Banca Centrale Europea</strong> ha annunciato una rivoluzione silenziosa ma profonda: l’introduzione di un <em data-start="125" data-end="144">fattore climatico</em> all’interno del quadro di valutazione dei collaterali accettati nelle operazioni di rifinanziamento. Tale misura, operativa dalla <strong data-start="275" data-end="300">seconda metà del 2026</strong>, mira a ridurre il valore attribuito agli attivi – in particolare obbligazioni corporate emesse da società non finanziarie – qualora siano esposte a rischi climatici legati alla transizione verde.</span></p>
<h3 data-start="428" data-end="478">La copertura internazionale: Usa e Regno Unito</h3>
<ul data-start="480" data-end="753">
<li data-start="480" data-end="635">
<p data-start="482" data-end="635"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out"><strong data-start="0" data-end="11" data-is-only-node="">Reuters</strong> (USA/UK) sottolinea come la <strong data-start="40" data-end="57">Fed americana</strong> abbia recentemente abbandonato un’iniziativa globale su rischio climatico, mettendo in risalto il contrasto con la BCE, che ha invece rilanciato il suo impegno inserendo considerazioni ambientali nella politica monetaria</span>. <span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Inoltre, Reuters avverte che alcune banche europee hanno già ricevuto <strong data-start="70" data-end="79">multe</strong> per ritardi nella disclosure sui rischi climatici</span></p>
</li>
<li data-start="637" data-end="753">
<p data-start="639" data-end="753"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Anche il <em data-start="9" data-end="26">Financial Times</em> ha dedicato articoli di rilievo al tema, evidenziando come <strong data-start="86" data-end="186">il prossimo shock finanziario globale potrebbe avere origine proprio dai rischi fisici del clima</strong>, con impatti sistemici sui mutui e sul mercato immobiliare, problemi già emergenti negli Usa</span></p>
</li>
<li data-start="637" data-end="753">
<p data-start="639" data-end="753"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Nel Regno Unito, però, gli approfondimenti hanno riguardato soprattutto l’enfasi sui dossier ambientali delle grandi banche, meno sul lato collaterale.</span></p>
</li>
</ul>
<h3 data-start="755" data-end="784">Il confronto con l’Italia</h3>
<p data-start="786" data-end="825"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">In Italia, testate come <em data-start="24" data-end="49">Il Sole 24 Ore</em> e altre nel mondo della finanza hanno riportato la notizia con toni più tecnici, ma comunque positivi, evidenziando che i</span><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">l Consiglio direttivo della BCE ha introdotto il <em data-start="50" data-end="69">fattore climatico</em> come buffer per tutelare l’Eurosistema da shock legati alla transizione ambientale. </span><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">La misura integra e corona le iniziative precedenti della BCE, già impegnata dal 2022 a introdurre limiti e obblighi informativi sulle garanzie legate a società ad alta impronta di carbonio.</span></p>
<p data-start="995" data-end="1075"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">In più, <strong data-start="8" data-end="16">ANRA</strong> (l’Associazione nazionale dei risk manager) ha descritto l’inserimento del fattore climatico nel risk management come una <em data-start="139" data-end="161">svolta significativa</em>, destinata a rafforzare la resilienza della politica monetaria e indirizzare gli operatori verso portafogli più sostenibili.</span></p>
<h3 data-start="1077" data-end="1114">Punti di convergenza e differenze</h3>
<div class="_tableContainer_16hzy_1">
<div class="_tableWrapper_16hzy_14 group flex w-fit flex-col-reverse" tabindex="-1">
<table class="w-fit min-w-(--thread-content-width)" data-start="1116" data-end="1838">
<thead data-start="1116" data-end="1160">
<tr data-start="1116" data-end="1160">
<th data-start="1116" data-end="1126" data-col-size="sm">Aspetto</th>
<th data-start="1126" data-end="1150" data-col-size="md">Comunità anglosassone</th>
<th data-start="1150" data-end="1160" data-col-size="lg">Italia</th>
</tr>
</thead>
<tbody data-start="1206" data-end="1838">
<tr data-start="1206" data-end="1464">
<td data-start="1206" data-end="1221" data-col-size="sm"><strong data-start="1208" data-end="1220">Contesto</strong></td>
<td data-start="1221" data-end="1303" data-col-size="md"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Focus su contrapposizione con Fed e ruolo dei rischi fisici del clima (es. assicuzioni, immobili)</span></td>
<td data-col-size="lg" data-start="1303" data-end="1464">Attenzione alla coerenza con le politiche BCE preesistenti (deculturizzazione, divulgazione CSRD, limiti collaterali)</td>
</tr>
<tr data-start="1465" data-end="1660">
<td data-start="1465" data-end="1488" data-col-size="sm"><strong data-start="1467" data-end="1487">Focus editoriale</strong></td>
<td data-start="1488" data-end="1560" data-col-size="md">Il valore innovativo del meccanismo e la sua natura economica globale</td>
<td data-start="1560" data-end="1660" data-col-size="lg">Implicazioni tecniche, tempistiche, coinvolgimento normativo e adeguamento del comparto bancario</td>
</tr>
<tr data-start="1661" data-end="1838">
<td data-start="1661" data-end="1679" data-col-size="sm"><strong data-start="1663" data-end="1678">Prospettive</strong></td>
<td data-start="1679" data-end="1768" data-col-size="md">Preoccupazione per effetti sistemici globali, possibilità di spillover anche negli Usa</td>
<td data-start="1768" data-end="1838" data-col-size="lg">Visione operativa e di gestione del rischio contingente e graduale</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<h1 data-start="1840" data-end="1880">Come funziona il fattore climatico</h1>
<p data-start="1882" data-end="1921"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Le banche generalmente stimano tre dimensioni all’origine del calo di valore:</span></p>
<ol data-start="1923" data-end="2133">
<li data-start="1923" data-end="2006">
<p data-start="1926" data-end="2006"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out"><strong data-start="0" data-end="23" data-is-only-node="">Stressor settoriale</strong>, applicato uniformemente sulle obbligazioni del settore più a rischio, come evidenziato dallo stress test ambientale 2024 del patrimonio BCE.</span></p>
</li>
<li data-start="2007" data-end="2049">
<p data-start="2010" data-end="2049"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out"><strong data-start="0" data-end="30" data-is-only-node="">Esposizione dell’emittente</strong>, basata sulla metodologia CSPP utilizzata dalla BCE stessa per valutare la transizione aziendale.</span></p>
</li>
<li data-start="2050" data-end="2133">
<p data-start="2053" data-end="2133"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out"><strong data-start="0" data-end="27" data-is-only-node="">Sensibilità dell’attivo</strong>, ossia la sua vulnerabilità rispetto agli shock climatici inattesi.</span></p>
</li>
</ol>
<p data-start="2135" data-end="2174"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Lo score risultante condurrà a un aggiustamento – un haircut addizionale – sul valore nominale dell’attivo collaterale.</span></p>
<p data-start="2209" data-end="2291"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Le controparti bancarie che presentano portafogli con alta esposizione climatica potrebbero vedere una <strong data-start="103" data-end="157">riduzione significativa della liquidità ottenibile</strong> tramite collateral. Tuttavia, l’incentivo della BCE è quello di mantenere <strong data-start="232" data-end="262">calibrazioni proporzionate</strong>, così da garantire una continuità operativa e una <strong data-start="313" data-end="362" data-is-last-node="">trasmissione fluida della politica monetaria.</strong></span></p>
<h3 data-start="2293" data-end="2324">Il quadro normativo europeo</h3>
<p data-start="2326" data-end="2406"><span class="relative -mx-px my-[-0.2rem] rounded px-px py-[0.2rem] transition-colors duration-100 ease-in-out">Questa misura si inscrive in un percorso complesso, che parte dal <strong data-start="66" data-end="88">Green Deal europeo</strong>, passa al <strong data-start="99" data-end="107">SFDR</strong>, e raggiunge le più recenti evoluzioni normative come la <strong data-start="165" data-end="173">CSRD</strong> e la <strong data-start="179" data-end="194">Taxonomy UE</strong>, entrate in vigore tra il 2024 e il 2025. Le istituzioni finanziarie, soprattutto in Italia, sono oggi obbligate a integrare rischi climatici nei processi decisionali e informativi, coerentemente con l’evoluzione normativa europea.</span></p>
<h3 data-start="2408" data-end="2449">Verso un futuro climatico-finanziario</h3>
<p data-start="2451" data-end="2920">L’introduzione del <em data-start="2470" data-end="2489">fattore climatico</em> rappresenta per la BCE un cambio di paradigma: dalla semplice considerazione dei rischi alla loro <em data-start="2588" data-end="2614">valorizzazione operativa</em> all’interno del cuore della politica monetaria. Come scrive la stampa USA e UK, questo meccanismo può disegnare un nuovo modello di <strong data-start="2747" data-end="2804">central banking responsabile, integrato e sostenibile</strong>; in Italia però si guarda anche alla <strong data-start="2842" data-end="2872">gradualità dell’attuazione</strong> e alla capacità delle controparti di adattarsi.</p>
<p data-start="2922" data-end="3151"><strong>I prossimi passi</strong>: consultazioni e iter normativi nel corso del 2025, finalizzazione dei criteri e raccolta dati climatici fino al primo trimestre 2026, con la piena attuazione prevista entro la seconda metà del 2026. In sintesi, l’Europa prende l’iniziativa in modo concreto, mentre oltreoceano si registra un progressivo disimpegno. In Italia il tema è trattato con rigore tecnico ma crescente coinvolgimento politico: la finanza europea sembra ormai aver imboccato senza ritorno la strada della sostenibilità integrata nella gestione del rischio.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>VSME: lo standard volontario ESG dedicato alle PMI non quotate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Aug 2025 07:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[pmi]]></category>
		<category><![CDATA[rendicontazione sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[VSME]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Commissione Europea apre una nuova fase per la rendicontazione sostenibile delle PMI Con l’adozione della Raccomandazione (UE) 2025/1684 del 30 luglio 2025, la Commissione Europea ha formalmente incoraggiato l’utilizzo dello standard VSME per le PMI non quotate, segnando un passaggio chiave verso una rendicontazione ESG più inclusiva e proporzionata. Si tratta di uno standard [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 data-start="262" data-end="387">La Commissione Europea apre una nuova fase per la rendicontazione sostenibile delle PMI</h1>
<p data-start="389" data-end="1022">Con l’adozione della <strong data-start="410" data-end="463">Raccomandazione (UE) 2025/1684 del 30 luglio 2025</strong>, la <strong data-start="468" data-end="491">Commissione Europea</strong> ha formalmente incoraggiato l’utilizzo dello standard <strong data-start="546" data-end="554">VSME</strong> per le <strong data-start="562" data-end="581">PMI non quotate</strong>, segnando un passaggio chiave verso una rendicontazione ESG più inclusiva e proporzionata. Si tratta di uno standard <strong data-start="699" data-end="713">volontario</strong>, modulare e semplificato, sviluppato dall’<strong data-start="756" data-end="765">EFRAG</strong> (European Financial Reporting Advisory Group) per supportare le imprese più piccole nella comunicazione delle proprie performance ambientali, sociali e di governance, pur non rientrando nei criteri di obbligatorietà della <strong data-start="988" data-end="996">CSRD</strong> (Direttiva 2022/2464/UE).</p>
<p data-start="1024" data-end="1274">La portata della misura è chiara: <strong data-start="1058" data-end="1126">estendere la cultura della sostenibilità oltre le grandi imprese</strong> e offrire alle PMI uno strumento credibile per accedere a finanziamenti, catene del valore e nuovi mercati, senza gravarle di oneri sproporzionati.</p>
<h3 data-start="1281" data-end="1327">Un quadro su misura per le piccole imprese</h3>
<p data-start="1329" data-end="1752">Lo standard <strong data-start="1341" data-end="1349">VSME</strong> nasce per rispondere alle esigenze delle imprese escluse dalla <strong data-start="1413" data-end="1468">Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)</strong>, in vigore dal 1° gennaio 2024 per le grandi imprese, e dal 2026 per quelle di media dimensione. Le PMI non quotate, pur restando fuori dall’ambito di applicazione diretto della direttiva, <strong data-start="1658" data-end="1720">sono sempre più sollecitate da banche, clienti e fornitori</strong> a fornire dati ESG attendibili.</p>
<p data-start="1754" data-end="2104">Per questo, la Commissione ha deciso di raccomandare l’adozione volontaria di uno <strong data-start="1836" data-end="1868">standard europeo armonizzato</strong>, riducendo così il rischio di richieste frammentarie e non coordinate lungo le filiere. Il VSME offre un linguaggio comune, comparabile, semplice e accessibile, coerente con la <strong data-start="2046" data-end="2068">tassonomia europea</strong> e con gli obiettivi del Green Deal.</p>
<h3 data-start="2111" data-end="2135">Cosa prevede il VSME</h3>
<p data-start="2137" data-end="2179">Lo standard si articola in <strong data-start="2164" data-end="2178">due moduli</strong>:</p>
<ul data-start="2181" data-end="2636">
<li data-start="2181" data-end="2411">
<p data-start="2183" data-end="2411">Il <strong data-start="2186" data-end="2202">Basic Module</strong>, con <strong data-start="2208" data-end="2238">11 disclosure obbligatorie</strong> su temi prioritari (emissioni Scope 1 e 2, consumo energetico, pratiche lavorative, anticorruzione, pari opportunità, impatti ambientali). È pensato anche per microimprese.</p>
</li>
<li data-start="2413" data-end="2636">
<p data-start="2415" data-end="2636">Il <strong data-start="2418" data-end="2442">Comprehensive Module</strong>, facoltativo, aggiunge <strong data-start="2466" data-end="2491">9 disclosure avanzate</strong> su piani di transizione, governance ESG, obiettivi di riduzione delle emissioni, impatti lungo la catena del valore e relazioni con la comunità.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="2638" data-end="2929">Entrambi i moduli seguono i principi della <strong data-start="2681" data-end="2740">Direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità (CSRD)</strong> e sono coerenti con le linee guida della <strong data-start="2782" data-end="2805">Normativa Omnibus I</strong>, in fase di approvazione, che punta a evitare che le PMI siano schiacciate da richieste ESG da parte di imprese più grandi.</p>
<p data-start="2931" data-end="3296">Come riportato da <a class="cursor-pointer" target="_new" rel="noopener" data-start="2949" data-end="3135">Talking Sustainability</a>, lo standard permette alle PMI di <strong data-start="3170" data-end="3203">iniziare un percorso graduale</strong>, evitando approcci “taglia unica” che rischierebbero di creare barriere anziché opportunità.</p>
<h3 data-start="3303" data-end="3345">Perché il VSME è strategico per le PMI</h3>
<p data-start="3347" data-end="3623">Nel contesto europeo, oltre il <strong data-start="3378" data-end="3399">99% delle imprese</strong> sono PMI. Tuttavia, molte di esse <strong data-start="3434" data-end="3486">non dispongono delle risorse né delle competenze</strong> per affrontare una rendicontazione ESG strutturata. Il VSME interviene proprio per <strong data-start="3570" data-end="3612">semplificare, uniformare e incentivare</strong>, offrendo:</p>
<ul data-start="3624" data-end="3973">
<li data-start="3624" data-end="3713">
<p data-start="3626" data-end="3713"><strong data-start="3626" data-end="3677">Accesso più agevole a finanziamenti sostenibili</strong>, grazie a una maggiore trasparenza;</p>
</li>
<li data-start="3714" data-end="3788">
<p data-start="3716" data-end="3788"><strong data-start="3716" data-end="3757">Riduzione della pressione informativa</strong> da parte delle grandi imprese;</p>
</li>
<li data-start="3789" data-end="3887">
<p data-start="3791" data-end="3887"><strong data-start="3791" data-end="3846">Miglioramento della reputazione e della credibilità</strong> verso banche, investitori e stakeholder;</p>
</li>
<li data-start="3888" data-end="3973">
<p data-start="3890" data-end="3973"><strong data-start="3890" data-end="3925">Allineamento graduale alla CSRD</strong>, qualora l’impresa cresca o decida di quotarsi.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3975" data-end="4337">Come sottolineato da <a class="cursor-pointer" target="_new" rel="noopener" data-start="3996" data-end="4113">ESG Italia</a>, il VSME rappresenta una <strong data-start="4139" data-end="4159">leva competitiva</strong>, non un mero adempimento burocratico. In un’economia sempre più orientata verso criteri ESG, anche le imprese minori dovranno dimostrare il proprio impegno per la sostenibilità.</p>
<h3 data-start="4344" data-end="4373">Una base normativa solida</h3>
<p data-start="4375" data-end="4699">La <strong data-start="4378" data-end="4412">Raccomandazione (UE) 2025/1684</strong> invita le PMI a utilizzare il VSME, ma <strong data-start="4452" data-end="4475">non impone obblighi</strong>. Tuttavia, il testo apre alla possibilità che <strong data-start="4522" data-end="4656">istituzioni finanziarie, enti pubblici e imprese maggiori possano fare riferimento allo standard per le loro richieste informative</strong>, creando di fatto una spinta all’adozione.</p>
<p data-start="4701" data-end="5103">Inoltre, il VSME è <strong data-start="4720" data-end="4761">coerente con l’articolo 29 della CSRD</strong>, che prevede lo sviluppo di standard semplificati per le PMI. È parte integrante della strategia della Commissione per <strong data-start="4881" data-end="4931">favorire una transizione sostenibile inclusiva</strong>, in linea con il <strong data-start="4949" data-end="4971">Green Deal europeo</strong> e con i principi di finanza sostenibile promossi dal <strong data-start="5025" data-end="5057">Regolamento 2019/2088 (SFDR)</strong> e dal <strong data-start="5064" data-end="5102">Regolamento Tassonomia 2020/852/UE</strong>.</p>
<h3 data-start="5110" data-end="5159">Prossimi passi: strumenti, guida e attuazione</h3>
<p data-start="5161" data-end="5227">L’<strong data-start="5163" data-end="5172">EFRAG</strong> ha già pubblicato il pacchetto operativo, che include:</p>
<ul data-start="5228" data-end="5358">
<li data-start="5228" data-end="5251">
<p data-start="5230" data-end="5251">Linee guida tecniche;</p>
</li>
<li data-start="5252" data-end="5282">
<p data-start="5254" data-end="5282">Template di rendicontazione;</p>
</li>
<li data-start="5283" data-end="5303">
<p data-start="5285" data-end="5303">Indicatori chiave;</p>
</li>
<li data-start="5304" data-end="5358">
<p data-start="5306" data-end="5358">Strumenti digitali per la compilazione semplificata.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="5360" data-end="5550">Nei prossimi mesi, è previsto un <strong data-start="5393" data-end="5413">roadshow europeo</strong> per accompagnare le imprese nell’adozione, con il coinvolgimento di associazioni di categoria, camere di commercio e reti di consulenza.</p>
<p data-start="5552" data-end="5762">Intanto, in Italia, <strong data-start="5572" data-end="5634">testate come ESG News, ESG Italia e Talking Sustainability</strong> stanno seguendo con attenzione l’evoluzione del quadro normativo, confermando il crescente interesse anche tra le PMI italiane.</p>
<p data-start="5786" data-end="6067">Il VSME rappresenta <strong data-start="5806" data-end="5844">una risposta concreta e strategica</strong> alle nuove esigenze di rendicontazione ESG. Non è (ancora) un obbligo, ma <strong data-start="5919" data-end="5949">un’opportunità competitiva</strong> per le PMI che vogliono posizionarsi in modo credibile in un mercato dove la sostenibilità è sempre più determinante.</p>
<p data-start="6069" data-end="6317">Con il supporto della Commissione, delle autorità nazionali e degli attori di mercato, lo standard potrà <strong data-start="6174" data-end="6255">favorire l’integrazione delle PMI nell’ecosistema europeo della sostenibilità</strong>, rafforzando trasparenza, fiducia e accesso a risorse vitali.</p>
<p data-start="6324" data-end="6360"><strong data-start="6324" data-end="6357">Fonti e riferimenti normativi</strong>:</p>
<ul data-start="6361" data-end="7188">
<li data-start="6361" data-end="6505">
<p data-start="6363" data-end="6505">Raccomandazione (UE) 2025/1684 del 30 luglio 2025: <a class="cursor-pointer" target="_new" rel="noopener" data-start="6414" data-end="6503">eur-lex.europa.eu</a></p>
</li>
<li data-start="6506" data-end="6630">
<p data-start="6508" data-end="6630">Direttiva 2022/2464/UE (CSRD): <a class="cursor-pointer" target="_new" rel="noopener" data-start="6539" data-end="6628">eur-lex.europa.eu</a></p>
</li>
<li data-start="6631" data-end="6693">
<p data-start="6633" data-end="6693">EFRAG – VSME documents: <a class="cursor-pointer" target="_new" rel="noopener" data-start="6657" data-end="6691">efrag.org</a></p>
</li>
<li data-start="6694" data-end="6833">
<p data-start="6696" data-end="6833">ESG Italia: <a class="cursor-pointer" target="_new" rel="noopener" data-start="6708" data-end="6831">www.esgitalia.it</a></p>
</li>
<li data-start="6834" data-end="7050">
<p data-start="6836" data-end="7050">Talking Sustainability: <a class="cursor-pointer" target="_new" rel="noopener" data-start="6860" data-end="7048">talkingsustainability.it</a></p>
</li>
<li data-start="7051" data-end="7188">
<p data-start="7053" data-end="7188">ESG News: <a class="cursor-pointer" target="_new" rel="noopener" data-start="7063" data-end="7188">esgnews.it</a></p>
</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Italiani all’estero: un tesoro invisibile che può rafforzare il debito pubblico italiano</title>
		<link>https://trendiest.it/italiani-allestero-un-tesoro-invisibile-che-puo-rafforzare-il-debito-pubblico-italiano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2025 14:43:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italiani all’estero: un patrimonio in movimento  Con oltre 6 milioni di connazionali residenti fuori dai confini, cresce il potenziale inespresso degli investimenti &#8220;patriottici&#8221; in titoli di Stato italiani Al 31 dicembre 2024, gli italiani residenti all’estero erano 6,38 milioni, con un incremento di 243mila unità rispetto all’anno precedente. Lo rivela l’ultima stima Istat, che fotografa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong data-start="0" data-end="90">Italiani all’estero: un patrimonio in movimento </strong></h1>
<p data-start="0" data-end="250"><strong>Con oltre 6 milioni di connazionali residenti fuori dai confini, cresce il potenziale inespresso degli investimenti &#8220;patriottici&#8221; in titoli di Stato italiani</strong></p>
<p data-start="252" data-end="905">Al 31 dicembre 2024, gli italiani residenti all’estero erano <strong data-start="312" data-end="328">6,38 milioni</strong>, con un incremento di <strong data-start="351" data-end="368">243mila unità</strong> rispetto all’anno precedente. Lo rivela l’ultima stima Istat, che fotografa una diaspora moderna, in crescita continua, composta da cittadini distribuiti prevalentemente in <strong data-start="542" data-end="567">Europa</strong> (oltre il 50%) e <strong data-start="570" data-end="596">America </strong>(quasi il 41%). Si tratta di un fenomeno che non solo ridefinisce i confini culturali della nostra identità nazionale, ma apre anche una riflessione importante sul ruolo che questa comunità globale può giocare <strong data-start="792" data-end="829">nel sostenere l’economia italiana</strong>, soprattutto attraverso <strong data-start="854" data-end="904">strumenti di risparmio e investimento pubblico</strong>.</p>
<p data-start="252" data-end="905"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-251588 aligncenter" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/07/il-risparmio-degli-italiani-allestero-un-patrimonio-in-movimento-che-puo-sostenere-leconomia-nazionale-600x300.jpg" alt="" width="600" height="300" /></p>
<h1 data-start="907" data-end="978">Un potenziale inespresso: il risparmio degli italiani oltre confine</h1>
<p data-start="980" data-end="1448">Nonostante solo il <strong data-start="999" data-end="1008">30,8%</strong> degli italiani residenti all’estero sia effettivamente nato in Italia, la connessione con il Paese d’origine rimane forte. Secondo la Borsa Italiana, nel 2024 sono state <strong data-start="1179" data-end="1190">121mila</strong> le acquisizioni di cittadinanza italiana da parte di cittadini residenti all’estero, oltre la metà per <strong data-start="1294" data-end="1321">trasmissione ereditaria</strong>. Si tratta di una comunità di “nuovi italiani” che mantiene legami affettivi, culturali e spesso economici con la madrepatria.</p>
<p data-start="1450" data-end="1884">In questo quadro, si apre una <strong data-start="1480" data-end="1547">nuova frontiera di opportunità </strong>per la finanza pubblica italiana: coinvolgere questa vasta popolazione nella <strong data-start="1592" data-end="1629">sottoscrizione di titoli di Stato</strong>. Se anche solo una frazione dei capitali privati detenuti dagli italiani all’estero venisse canalizzata verso strumenti come BTP, Buoni del Tesoro o nuove emissioni green, l’impatto sul bilancio statale e sulla stabilità del debito pubblico sarebbe rilevante.</p>
<h4 data-start="1886" data-end="1923">Una comunità mobile e consapevole</h4>
<p data-start="1925" data-end="2332">Nel 2024, si sono registrati <strong data-start="1954" data-end="1973">156mila espatri</strong> e <strong data-start="1976" data-end="1995">53mila rimpatri</strong>, con un saldo migratorio negativo pari a <strong data-start="2037" data-end="2055">-103mila unità</strong>. A questi numeri si aggiungono <strong data-start="2087" data-end="2115">oltre 49mila spostamenti</strong> tra Paesi esteri di cittadini italiani, di cui circa un quarto riguarda persone nate in Italia. Una mobilità fluida e crescente, che evidenzia un tratto sempre più internazionale dell’identità italiana contemporanea.</p>
<p data-start="2334" data-end="2906">Molti di questi cittadini lavorano in settori ad alto valore aggiunto – tecnologia, finanza, università – e dispongono di risparmi importanti. Eppure, pochi strumenti esistono oggi per <strong data-start="2518" data-end="2621">favorire e incentivare l’investimento diretto dei residenti all’estero nel debito pubblico italiano</strong>. Un’occasione mancata, se si considera che nel 2024 il <strong data-start="2677" data-end="2746">debito pubblico dell’Italia ha raggiunto i 2.900 miliardi di euro</strong>, secondo i dati MEF, e che una maggiore partecipazione dei cittadini potrebbe rafforzarne la sostenibilità, riducendo la dipendenza dai mercati internazionali.</p>
<h4 data-start="2908" data-end="2966">Verso un BTP “di ritorno”? Idee per una finanza civica</h4>
<p data-start="2968" data-end="3438">Diversi Paesi – su tutti Israele con i <strong data-start="3007" data-end="3025">Diaspora Bonds</strong> – hanno lanciato negli anni strumenti finanziari dedicati ai propri connazionali all’estero. L’Italia, oggi, potrebbe seguire una strada simile. Un’ipotesi su cui stanno riflettendo economisti e policymaker è quella di istituire un <strong data-start="3258" data-end="3297">BTP Italia per residenti all’estero</strong>, accessibile tramite piattaforme digitali, con vantaggi fiscali e finalità di impatto sociale: investimenti in sanità, istruzione, digitale.</p>
<p data-start="3440" data-end="3724">Una simile iniziativa non solo rafforzerebbe i legami simbolici tra cittadini e Stato, ma potrebbe anche rappresentare un <strong data-start="3562" data-end="3610">nuovo canale di raccolta etica e trasparente</strong>, coinvolgendo in modo attivo chi, pur vivendo lontano, sente ancora forte l’appartenenza alla comunità nazionale.</p>
<h4 data-start="3726" data-end="3764">Strumenti e incentivi: cosa manca?</h4>
<p data-start="3766" data-end="3849">Per stimolare una maggiore partecipazione finanziaria della diaspora, servirebbero:</p>
<ul data-start="3851" data-end="4348">
<li data-start="3851" data-end="3952">
<p data-start="3853" data-end="3952"><strong data-start="3853" data-end="3877">Campagne informative</strong> presso ambasciate, consolati e istituzioni culturali italiane nel mondo;</p>
</li>
<li data-start="3953" data-end="4106">
<p data-start="3955" data-end="4106"><strong data-start="3955" data-end="3988">Portali digitali semplificati</strong> per la sottoscrizione dei titoli di Stato, accessibili anche con identità digitali estere (come SPID estero o eID);</p>
</li>
<li data-start="4107" data-end="4231">
<p data-start="4109" data-end="4231"><strong data-start="4109" data-end="4130">Incentivi fiscali</strong> per i residenti esteri che investono in specifici progetti infrastrutturali o ambientali italiani;</p>
</li>
<li data-start="4232" data-end="4348">
<p data-start="4234" data-end="4348"><strong data-start="4234" data-end="4286">Collaborazioni con le banche italiane all’estero</strong> per offrire prodotti finanziari legati al risparmio pubblico.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="4350" data-end="4552">Ad oggi, i <strong data-start="4361" data-end="4375">BTP Italia</strong> sono sottoscrivibili anche da residenti esteri, ma la comunicazione su scala globale è limitata, e le modalità tecniche spesso scoraggiano chi vive fuori dai confini nazionali.</p>
<p data-start="4594" data-end="5030">La crescente mobilità degli italiani all’estero, unita al desiderio di partecipazione civica e al patrimonio complessivo generato da questa comunità, costituisce una risorsa strategica per il sistema Paese. Investire in <strong data-start="4814" data-end="4862">educazione finanziaria e strumenti inclusivi</strong> per coinvolgere questa fascia di popolazione nella crescita economica nazionale non è solo una scelta pragmatica, ma una visione di <strong data-start="4995" data-end="5029">cittadinanza economica globale</strong>.</p>
<p data-start="5032" data-end="5304">Con oltre 6 milioni di cittadini distribuiti nel mondo, l’Italia ha l’occasione – e forse la responsabilità – di ricucire il legame tra identità e partecipazione economica, trasformando il risparmio degli italiani all’estero in energia per lo sviluppo interno.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il capitale umano nell’era dell’AI: la nuova sfida della leadership</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Cordusio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 11:20:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[Deloitte]]></category>
		<category><![CDATA[Employee Value Proposition]]></category>
		<category><![CDATA[capitale umano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cuore della trasformazione digitale, le imprese italiane si trovano davanti a un bivio: subire il cambiamento o guidarlo. L’intelligenza artificiale generativa (GenAI) non è più una promessa lontana, ma una realtà che sta ridefinendo il lavoro, le competenze e le modalità di leadership. Per affrontare questa svolta epocale, le organizzazioni devono mettere in campo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="252" data-end="725">Nel cuore della trasformazione digitale, le imprese italiane si trovano davanti a un bivio: subire il cambiamento o guidarlo. L’intelligenza artificiale generativa (GenAI) non è più una promessa lontana, ma una realtà che sta ridefinendo il lavoro, le competenze e le modalità di leadership. Per affrontare questa svolta epocale, le organizzazioni devono mettere in campo una visione strategica che tenga insieme innovazione tecnologica e valorizzazione del capitale umano.</p>
<h1 data-start="727" data-end="754"><strong data-start="727" data-end="754">Una sinergia necessaria</strong></h1>
<p data-start="756" data-end="1159">Secondo un recente studio<strong> Deloitte</strong>, il 78% delle aziende italiane segnala un forte disallineamento tra le competenze attuali e quelle richieste dal mercato. L’intelligenza artificiale può offrire una soluzione concreta, abilitando percorsi di formazione personalizzati, mappatura dei talenti e automazione dei processi ripetitivi. L’obiettivo? Liberare tempo e risorse per attività ad alto valore umano.</p>
<p data-start="1161" data-end="1379">Ma la tecnologia da sola non basta. Serve una leadership capace di costruire ponti tra persone e algoritmi, trasformando la cultura aziendale in un ecosistema dinamico, inclusivo e orientato all’apprendimento continuo.</p>
<p data-start="1381" data-end="1432"><strong data-start="1381" data-end="1432">Manager del futuro: architetti dell’innovazione</strong></p>
<p data-start="1434" data-end="1868">Nell’era dell’AI, i ruoli manageriali stanno cambiando pelle. Oggi ai leader non si chiede solo di gestire, ma di progettare il futuro. Il 64% dei dirigenti italiani riconosce che la GenAI sta rivoluzionando il concetto stesso di leadership. I manager devono diventare “orchestratori di competenze”, in grado di usare i dati per migliorare il benessere dei team, potenziare l’engagement e guidare strategie di sviluppo personalizzate.</p>
<p data-start="1870" data-end="1916"><strong data-start="1870" data-end="1916">Skill gap: da criticità a leva competitiva</strong></p>
<p data-start="1918" data-end="2326">In Italia il gap tra domanda e offerta di competenze è tra i più alti al mondo. Eppure, proprio questa fragilità può trasformarsi in opportunità. Con strumenti di AI, le aziende possono creare percorsi formativi su misura, costruire simulazioni e scenari pratici, e individuare tempestivamente aree di miglioramento. L’apprendimento continuo diventa così il motore di una forza lavoro più agile e resiliente.</p>
<h1 data-start="2328" data-end="2393"><strong data-start="2328" data-end="2393">Motivazione su misura: quando l’engagement diventa strategico</strong></h1>
<p data-start="2395" data-end="2827">L’AI permette oggi di analizzare in tempo reale preferenze, performance e bisogni dei dipendenti, generando esperienze lavorative personalizzate. Questa “motivazione aumentata” si traduce in maggiore produttività e senso di appartenenza. Il 64% degli intervistati considera la personalizzazione dell’engagement essenziale per migliorare le performance: non più benefit standard, ma percorsi individuali di crescita e riconoscimento.</p>
<p data-start="2829" data-end="2888"><strong data-start="2829" data-end="2888">Ripensare i valori: la nuova Employee Value Proposition</strong></p>
<p data-start="2890" data-end="3262">La proposta di valore per i dipendenti (EVP) deve evolversi: non è più sufficiente offrire flessibilità e welfare. Serve una visione che integri tecnologia, crescita e partecipazione. Coinvolgere attivamente i lavoratori nei processi decisionali (“human in the loop”) rafforza la fiducia e consolida la retention, soprattutto in un mercato del lavoro competitivo e fluido.</p>
<p data-start="3264" data-end="3311"><strong data-start="3264" data-end="3311">Agilità e stabilità: l’equilibrio possibile</strong></p>
<p data-start="3313" data-end="3823">In un contesto incerto, il vero vantaggio competitivo sarà la capacità di bilanciare flessibilità operativa e sicurezza psicologica. Solo il 47% delle aziende italiane ne è pienamente consapevole, ma la tendenza è in crescita. I leader devono saper costruire modelli ibridi che integrino benessere, rapidità decisionale e sviluppo delle competenze. La GenAI, con i suoi feedback predittivi, può facilitare questo passaggio, aiutando le imprese a valorizzare il talento interno e costruire carriere sostenibili.</p>
<p data-start="3842" data-end="4145">La collaborazione tra AI e capitale umano non è una semplice integrazione tecnologica, ma una trasformazione culturale. Per affrontare il futuro, le imprese devono abbracciare un nuovo paradigma di leadership strategica, dove tecnologia e umanità crescano insieme, generando valore condiviso e duraturo.</p>
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		<title>Investire guardando avanti: strategie per evitare gli errori del passato nel mondo finanziario di oggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Cordusio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 22:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[recency bias]]></category>
		<category><![CDATA[strategia di investimento moderna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Evitare gli errori del passato nel mondo finanziario di oggi  Nel panorama attuale, dominato da volatilità e incertezza, investire con successo richiede più che mai uno sguardo rivolto al futuro. I tradizionali strumenti di analisi, seppur ancora utili, non bastano più: le dinamiche di mercato sono sempre più complesse e sensibili a variabili geopolitiche, tecnologiche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="164" data-end="314"><strong data-start="164" data-end="270">Evitare gli errori del passato nel mondo finanziario di oggi </strong></p>
<p data-start="316" data-end="638">Nel panorama attuale, dominato da volatilità e incertezza, investire con successo richiede più che mai uno sguardo rivolto al futuro. I tradizionali strumenti di analisi, seppur ancora utili, non bastano più: le dinamiche di mercato sono sempre più complesse e sensibili a variabili geopolitiche, tecnologiche e normative.</p>
<h1 data-start="640" data-end="674"><strong data-start="640" data-end="674">Comprendere le nuove dinamiche</strong></h1>
<p data-start="676" data-end="998">Le azioni non rappresentano più solo flussi di cassa futuri, ma sono il riflesso di un sistema interconnesso e in rapido cambiamento. Le valutazioni devono quindi tenere conto non solo di utili attesi e dividendi, ma anche di fattori esogeni come l’instabilità politica, le politiche monetarie e l’innovazione tecnologica.</p>
<p data-start="1000" data-end="1332">Strumenti come l’analisi fondamentale e tecnica restano centrali, ma vanno integrati con una visione prospettica. Limitarsi ai dati storici rischia di fornire un’immagine distorta, spesso illusoria, della realtà di mercato. È essenziale un approccio olistico, che combini lo studio del passato con proiezioni realistiche sul futuro.</p>
<p data-start="1334" data-end="1384"><strong data-start="1334" data-end="1384">Guardare avanti: una necessità, non un’opzione</strong></p>
<p data-start="1386" data-end="1743">L’abilità di anticipare le tendenze si è trasformata in un vero vantaggio competitivo. L’evoluzione tecnologica, i cambiamenti normativi e gli shock esterni possono modificare radicalmente i mercati in tempi brevissimi. Per questo, l’analisi retrospettiva deve lasciare spazio a modelli previsionali, analisi di scenario e studio delle dinamiche settoriali.</p>
<p data-start="1745" data-end="2075">Prevedere non significa indovinare il futuro, ma comprendere le forze che lo plasmano. Ad esempio, valutare una società tecnologica richiede oggi l’analisi della sua capacità di innovazione, adattamento e scalabilità. Allo stesso modo, i settori maturi impongono una riflessione sulla competitività e la sostenibilità dei margini.</p>
<p data-start="2077" data-end="2109"><strong data-start="2077" data-end="2109">I rischi della retrospettiva</strong></p>
<p data-start="2111" data-end="2437">Affidarsi ciecamente alla storia può generare errori strategici. Il cosiddetto <strong><em data-start="2190" data-end="2204">recency bias</em></strong>, ovvero la tendenza a dare troppo peso agli eventi più recenti, è uno dei rischi più frequenti. Molti investitori, convinti che il futuro replicherà il passato, cadono in trappole cognitive che compromettono la qualità delle scelte.</p>
<p data-start="2439" data-end="2710">Le crisi recenti hanno dimostrato quanto sia fragile un portafoglio costruito su dati obsoleti. Un evento imprevedibile può annullare anni di performance. Occorre quindi integrare il passato con una visione aggiornata e critica, capace di adattarsi alle nuove condizioni.</p>
<h1 data-start="2712" data-end="2744"><strong data-start="2712" data-end="2744">Verso un approccio proattivo</strong></h1>
<p data-start="2746" data-end="3078">Una <strong>strategia di investimento moderna</strong> richiede pianificazione, diversificazione e continua revisione. L’adozione di modelli previsionali consente di valutare in anticipo i potenziali impatti di eventi macroeconomici. La diversificazione, a sua volta, riduce l’esposizione ai rischi specifici e aumenta la resilienza del portafoglio.</p>
<p data-start="3080" data-end="3427">Stabilire obiettivi di lungo periodo e definire i livelli di rischio tollerabili sono passaggi fondamentali. Ma non basta. Serve un aggiornamento costante: seguire le tendenze globali, partecipare a eventi di settore, leggere report specializzati e ascoltare gli analisti sono attività che aiutano a cogliere segnali deboli e opportunità nascoste.</p>
<p data-start="3429" data-end="3772">Infine, la formazione continua è un pilastro. Investire in conoscenza — tramite corsi, seminari, letture — consente di affinare competenze analitiche e adattare le strategie all’evoluzione dei mercati. Chi adotta una mentalità flessibile e proattiva ha più strumenti per affrontare le sfide e intercettare le opportunità che il futuro riserva.</p>
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