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	<title>EDITORIALE Archives - Trendiest</title>
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	<description>Agenzia di stampa, giornalismo e comunicazione</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Sep 2025 03:00:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>EDITORIALE Archives - Trendiest</title>
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	<item>
		<title>Blindata PLC/LTD. Biometria in equilibrio tra privacy, sicurezza e fiducia: l&#8217;innovazione di BioSIC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 23:21:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIA]]></category>
		<category><![CDATA[Blindata PLC/LTD]]></category>
		<category><![CDATA[biometria]]></category>
		<category><![CDATA[live facial recognition]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non usarla, perché non la si conosce bene, non ha senso. La domanda vera è come usare la biometria, in modo trasparente, sicuro e proporzionato, per proteggere l’identità digitale e ridurre i rischi di abuso, senza scivolare nella sorveglianza di massa. Nel nuovo ecosistema digitale, l’identità è un’infrastruttura: se cade, cade tutto il resto. La [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="94" data-end="342">Non usarla, perché non la si conosce bene, non ha senso. La domanda vera è <strong data-start="158" data-end="166">come</strong> <strong>usare la biometria</strong>, in modo trasparente, sicuro e proporzionato, per proteggere l’identità digitale e ridurre i rischi di abuso, senza scivolare nella sorveglianza di massa.</p>
<p data-start="344" data-end="896">Nel nuovo ecosistema digitale, l’identità è un’infrastruttura: se cade, cade tutto il resto. La <strong data-start="440" data-end="453">biometria</strong> (impronte, volto, voce, iride) si sta affermando come strato di sicurezza capace di ridurre frodi e furti di identità. Ma è anche il terreno dove si misurano i nostri <strong data-start="624" data-end="635">diritti</strong>: dal controllo sui dati del nostro essere, alla libertà di movimento nello spazio pubblico. Fermarsi al dilemma “biometria sì/no” è fuorviante: la questione è <strong data-start="782" data-end="790">come</strong> adottarla, con garanzie tecniche e giuridiche all’altezza del 2025.</p>
<h1 data-start="898" data-end="970">Europa: regole di rischio e limiti chiari (con qualche eccezione)</h1>
<p data-start="971" data-end="1712">L’<strong data-start="973" data-end="983">AI Act</strong> europeo ha introdotto un quadro per usi “vietati”, “ad alto rischio” e “a basso rischio”. Tra i <strong data-start="1080" data-end="1091">divieti</strong>: le banche dati di riconoscimento facciale create con <strong data-start="1146" data-end="1173">scraping indiscriminato</strong> dal web o da CCTV, e la <strong data-start="1198" data-end="1229">categorizzazione biometrica</strong> per dedurre caratteristiche sensibili (es. orientamenti politici, credo religioso). La <strong data-start="1298" data-end="1333">remote biometric identification</strong> “in tempo reale” in spazi pubblici da parte delle forze dell’ordine è ammessa solo con <strong data-start="1421" data-end="1450">autorizzazione preventiva</strong> e in casi eccezionali (es. minacce terroristiche, ricerca di vittime), entro limiti stretti e valutazioni d’impatto sui diritti fondamentali. È un compromesso che punta alla <strong data-start="1626" data-end="1645">proporzionalità</strong>, non alla messa al bando generalizzata.</p>
<p data-start="1714" data-end="2296">Accanto all’AI Act, i garanti europei hanno chiarito i paletti sul piano privacy. Nel 2024 l’<strong data-start="1807" data-end="1815">EDPB</strong> (Comitato europeo per la protezione dei dati) ha espresso un parere specifico sull’uso del <strong data-start="1907" data-end="1947">riconoscimento facciale in aeroporto</strong>: bene snellire i flussi, ma con <strong data-start="1980" data-end="2001">controllo massimo</strong> per l’interessato (informazione chiara, alternative non biometriche, minimizzazione, sicurezza del dato). Le <strong data-start="2111" data-end="2126">Linee guida</strong> per l’area <strong data-start="2138" data-end="2157">law enforcement</strong> ribadiscono i principi di <strong data-start="2184" data-end="2215">necessità e proporzionalità</strong>. Non si esclude la tecnologia: la si governa.</p>
<p data-start="2298" data-end="2877">Sul fronte identità, l’Europa sta attuando <strong data-start="2341" data-end="2354">eIDAS 2.0</strong> e l’<strong data-start="2359" data-end="2403">EU Digital Identity Wallet (EUDI Wallet)</strong>: portafogli digitali certificati, con regole tecniche e procedure di valutazione di conformità. Qui la biometria può servire per <strong data-start="2533" data-end="2557">autenticazione forte</strong> dell’utente <strong data-start="2570" data-end="2597">sul proprio dispositivo</strong>, riducendo la circolazione di dati grezzi e favorendo modelli <strong data-start="2660" data-end="2682">privacy-preserving</strong> (template, on-device matching). Sono già usciti gli <strong data-start="2735" data-end="2757">atti di esecuzione</strong> che definiscono registrazione e certificazione di wallet e soggetti che li usano.</p>
<p data-start="2879" data-end="3305">Infine, tema <strong data-start="2892" data-end="2905">frontiere</strong>: dal <strong data-start="2911" data-end="2930">12 ottobre 2025</strong> l’<strong data-start="2933" data-end="2960">Entry/Exit System (EES)</strong> registrerà digitalmente ingressi e uscite dei viaggiatori extra-UE, con <strong data-start="3033" data-end="3052">foto e impronte</strong> al primo ingresso. Anche qui la parola chiave è bilanciare: più efficienza e contrasto agli overstayer (persone che rimangono in un Paese oltre la durata legale del visto) ma anche <strong data-start="3166" data-end="3181">trasparenza</strong> su tempi di conservazione, diritti degli interessati e sicurezza dell’infrastruttura.</p>
<h1 data-start="3307" data-end="3378">Svizzera: identità digitale di Stato e dato biometrico “sensibile”</h1>
<p data-start="3379" data-end="3986">La <strong data-start="3382" data-end="3394">Svizzera</strong> ha aggiornato la propria cornice con la <strong data-start="3435" data-end="3493">nuova Legge federale sulla protezione dei dati (nFADP)</strong>: <strong data-start="3495" data-end="3525">dati biometrici e genetici</strong> sono <strong data-start="3531" data-end="3544">sensibili</strong> e richiedono tutele elevate (privacy by design/default, basi giuridiche solide, DPIA Data Protection Impact Assessment quando necessario). Nel 2024–2025 l’<strong data-start="3666" data-end="3723">Incaricato federale della protezione dei dati (FDPIC)</strong> ha ricordato che la stessa legge si applica anche ai trattamenti <strong data-start="3789" data-end="3809">supportati da AI</strong>; nelle verifiche più recenti ha imposto, per esempio, il <strong data-start="3867" data-end="3889">consenso esplicito</strong> per i <strong data-start="3896" data-end="3910">voiceprint</strong> usati come fattore di autenticazione.</p>
<p data-start="3988" data-end="4611">Sul fronte identità, Berna ha varato l’<strong data-start="4027" data-end="4044">e-ID di Stato</strong>: un sistema pubblico in cui la Confederazione gestisce l’infrastruttura di fiducia e rilascia credenziali elettroniche. Il percorso legislativo è in fase avanzata; il sito ufficiale spiega che l’e-ID consentirà di provare l’identità online e collegare altri attestati (patente, certificati), con forte attenzione a <strong data-start="4360" data-end="4385">sicurezza e usabilità</strong>. Anche qui, l’uso di elementi biometrici può avvenire <strong data-start="4440" data-end="4454">sul device</strong> per verificare che “chi usa il wallet” sia davvero il titolare, ma occorre ancora operare un confronto in termini di efficienza con banche dati centralizzate, meno attaccabili.</p>
<h1 data-start="3988" data-end="4611">BioSIC, il riconoscimento biometrico di <a href="https://mybiosic.com/">Blindata <strong>PLC/LTD</strong></a>, brevetto svizzero in arrivo in tutta Europa</h1>
<p>Il mondo digitale ha trasformato radicalmente la nostra vita quotidiana, dal modo in cui comunichiamo alla gestione delle nostre finanze. In quest&#8217;era di trasformazione digitale, sicurezza e autenticazione sono di fondamentale importanza per salvaguardare la nostra identità e le nostre transazioni. È qui che entra in gioco <a href="https://mybiosic.com/"><strong>Blindata PLC/LTD</strong></a>, un&#8217;azienda all&#8217;avanguardia nel campo del riconoscimento biometrico proprio del <strong>titolare effettivo</strong> e non solo del dispositivo che sta utilizzando.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-16896 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/09/biosic-300x164.jpg" alt="" width="354" height="193" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/09/biosic-300x164.jpg 300w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/09/biosic-768x419.jpg 768w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/09/biosic.jpg 986w" sizes="(max-width: 354px) 100vw, 354px" /></p>
<p><strong>Il <a href="https://mybiosic.com/">riconoscimento biometrico di Blindata PLC/LTD</a></strong>, noto come brevetto svizzero BioSIC, sta rivoluzionando l&#8217;identificazione e l&#8217;autenticazione degli utenti in conformità con le rigorose normative svizzere stabilite dalla FINMA. Questa tecnologia innovativa, che può essere facilmente introdotta in tutta Europa, non solo consente un&#8217;identificazione affidabile e sicura per un KYC <strong>Know Your Customer</strong> completo del BO <strong>Beneficial Owner</strong> perfezionando il processo con cui le aziende e i professionisti verificano l&#8217;identità dei propri clienti per prevenire attività illecite, ma crea anche un&#8217;esperienza utente fluida, comoda e altamente affidabile nella SCA <strong>Strong Customer Authentication.</strong></p>
<p>Il brevetto svizzero <strong>BioSIC e lo Swiss Mobile Banking Desk</strong> sono il più solido metodo di identificazione e autenticazione biometrica del titolare effettivo: procedura richiesta per tutte le transazioni elettroniche secondo la più recente legge svizzera FINMA Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari. Riferimento: brevetto svizzero CH 707 488 B.</p>
<h3 data-start="4613" data-end="4689">Regno Unito: guida del Garante e dibattito su “live facial recognition”</h3>
<p data-start="4690" data-end="5292">Nel <strong data-start="4694" data-end="4709">Regno Unito</strong>, l’<strong data-start="4713" data-end="4720">ICO</strong> ha pubblicato una guida dettagliata su <strong data-start="4760" data-end="4785">biometric recognition</strong> e adempimenti di <strong data-start="4803" data-end="4814">UK GDPR</strong>: basi giuridiche, accuratezza, DPIA obbligatorie, principi di <strong data-start="4877" data-end="4906">data protection by design</strong> e <strong data-start="4909" data-end="4927">minimizzazione</strong>. In parallelo cresce il dibattito sull’uso del <strong data-start="4975" data-end="5008">Live Facial Recognition (LFR)</strong> da parte della polizia e nel retail: autorevoli centri di ricerca chiedono <strong data-start="5084" data-end="5109">regole più stringenti</strong>, un <strong data-start="5114" data-end="5137">regolatore dedicato</strong> e test di <strong data-start="5148" data-end="5177">necessità/proporzionalità</strong> più rigorosi per evitare il passaggio di fatto a una sorveglianza pervasiva.</p>
<h3 data-start="5294" data-end="5372">Stati Uniti: standard tecnici, auditing pubblico e controlli parlamentari</h3>
<p data-start="5373" data-end="5946">Negli <strong data-start="5379" data-end="5386">USA</strong>, il confronto è pragmatico e molto tecnico. Il <strong data-start="5434" data-end="5442">NIST</strong> valuta da anni le prestazioni dei sistemi di riconoscimento facciale (oggi nell’ambito <strong data-start="5530" data-end="5543">FRTE/FATE</strong>): i report mostrano progressi significativi in <strong data-start="5591" data-end="5606">accuratezza</strong>, ma ricordano che i risultati <strong data-start="5637" data-end="5655">di laboratorio</strong> non equivalgono automaticamente a prestazioni <strong data-start="5702" data-end="5721">nel mondo reale</strong>, dove condizioni, demografie e qualità delle immagini incidono. È il motivo per cui agenzie e aziende devono <strong data-start="5831" data-end="5854">testare in contesto</strong>, misurare <strong data-start="5865" data-end="5881">bias residui</strong> e documentare mitigazioni.</p>
<p data-start="5373" data-end="5946">Sui <strong data-start="5952" data-end="5971">trasporti aerei</strong>, un report del <strong data-start="5987" data-end="5996">PCLOB</strong> (l’authority indipendente che vigila su privacy e libertà civili) ha passato in rassegna l’uso di FRT da parte della <strong data-start="6114" data-end="6121">TSA</strong> ai checkpoint; nel 2025 è arrivata anche una proposta di legge bipartisan (“Traveler Privacy Protection Act”) per rendere più chiari <strong data-start="6255" data-end="6265">opt-in</strong>, <strong data-start="6267" data-end="6288">alternative umane</strong> e <strong data-start="6291" data-end="6318">cancellazione immediata</strong> dei dati. È la fotografia di un approccio che non rifiuta la tecnologia, ma ne <strong data-start="6398" data-end="6409">vincola</strong> l’uso a trasparenza e <strong data-start="6432" data-end="6448">scelte reali</strong> per i cittadini.</p>
<p data-start="6505" data-end="7046">Il <strong data-start="6508" data-end="6515">DHS</strong> ha pubblicato analisi sull’accuratezza dei sistemi biometrici impiegati negli aeroporti USA, sottolineando risultati molto elevati in verifica d’identità, ma anche la necessità di <strong data-start="6696" data-end="6709">safeguard</strong> robusti, audit continui e valutazioni sul rischio di errori e discriminazioni. Parallelamente, il <strong data-start="6808" data-end="6815">GAO</strong> (la Corte dei conti federale) ha ribadito che servono più prove <strong data-start="6880" data-end="6907">in condizioni operative</strong> per cogliere davvero limiti e bias. Anche qui, la parola d’ordine è <strong data-start="6976" data-end="6994">responsabilità</strong> misurabile.</p>
<h3 data-start="7048" data-end="7100">“Vietare tutto” aiuta chi opera nell’illegalità</h3>
<p data-start="7101" data-end="7817">Nei contesti di <strong data-start="7117" data-end="7140">polizia giudiziaria</strong> e <strong data-start="7143" data-end="7174">cooperazione internazionale</strong>, la biometria ha già un impatto concreto: <strong data-start="7217" data-end="7229">INTERPOL</strong> documenta migliaia di identificazioni di terroristi, fuggitivi e persone scomparse grazie al suo sistema IFRS; <strong data-start="7341" data-end="7352">Europol</strong> evidenzia come la biometria — se ben protetta contro <strong data-start="7406" data-end="7435">attacchi di presentazione</strong> e frodi — sia cruciale contro traffici, abusi e furti d’identità. È questo il punto: <strong data-start="7521" data-end="7543">limitare o vietare</strong> a priori, senza costruire <strong data-start="7570" data-end="7592">alternative solide</strong> (procedure, standard, audit, formati privacy-preserving), rischia di lasciare <strong data-start="7671" data-end="7684">vantaggio</strong> a chi infrange la legge. La scelta responsabile è <strong data-start="7735" data-end="7748">governare</strong> la biometria, non ignorarla.</p>
<h1 data-start="7819" data-end="7891">Come farlo “bene”: trasparenza, proporzionalità, tecniche di tutela</h1>
<p data-start="7892" data-end="8994">Le buone pratiche emergono con coerenza in <strong data-start="7935" data-end="7961">UE, Svizzera, UK e USA</strong>:<br data-start="7962" data-end="7965" />– <strong data-start="7967" data-end="7991">Trasparenza e scelta</strong>: informare in modo comprensibile, offrire <strong data-start="8034" data-end="8065">alternative non biometriche</strong> dove possibile (es. travel), e raccogliere <strong data-start="8109" data-end="8131">consenso esplicito</strong> quando richiesto dalla legge (specie per dati sensibili). <br data-start="8229" data-end="8232" />– <strong data-start="8234" data-end="8265">Necessità e proporzionalità</strong>: usare la biometria solo quando <strong data-start="8298" data-end="8315">serve davvero</strong> e quando non esistono mezzi meno invasivi altrettanto efficaci; documentarlo in <strong data-start="8396" data-end="8404">DPIA</strong> e, se serve, in <strong data-start="8421" data-end="8461">fondamental rights impact assessment</strong> (AI Act). <br data-start="8511" data-end="8514" />– <strong data-start="8516" data-end="8546">Minimizzazione e sicurezza</strong>: preferire <strong data-start="8558" data-end="8580">matching on-device</strong> e <strong data-start="8583" data-end="8604">template protetti</strong> invece di immagini grezze; curare <strong data-start="8639" data-end="8655">liveness/PAD</strong> e auditing; definire <strong data-start="8677" data-end="8703">tempi di conservazione</strong> stretti e cancellazione rapida.<br data-start="8775" data-end="8778" />– <strong data-start="8780" data-end="8818">Test in esercizio e accountability</strong>: non basta il benchmark: bisogna misurare <strong data-start="8861" data-end="8878">errori e bias</strong> nel contesto reale, pubblicare metriche e aprirsi a verifiche indipendenti.</p>
<h3 data-start="8996" data-end="9080">Identità come bene comune, biometria come infrastruttura governata</h3>
<p data-start="9081" data-end="9846">La biometria è <strong data-start="9096" data-end="9107">insieme</strong> risorsa e sfida. Può alzare lo standard di <strong data-start="9151" data-end="9185">sicurezza dell’identificazione</strong> — dall’accesso ai servizi pubblici all’attraversamento delle frontiere — e, allo stesso tempo, può minare fiducia e diritti se mal progettata. L’Europa con l’<strong data-start="9344" data-end="9354">AI Act</strong> e i <strong data-start="9359" data-end="9381">wallet di identità</strong>, la <strong data-start="9386" data-end="9398">Svizzera</strong> con l’<strong data-start="9405" data-end="9413">e-ID</strong> e la nFADP, il <strong data-start="9429" data-end="9444">Regno Unito</strong> con la guida <strong data-start="9458" data-end="9465">ICO</strong>, e gli <strong data-start="9473" data-end="9480">USA</strong> con <strong data-start="9485" data-end="9503">NIST/PCLOB/GAO</strong> stanno scrivendo, con accenti diversi, la stessa storia: non “biometria sì/no”, ma <strong data-start="9587" data-end="9610">biometria governata</strong>. Perché nel 2025 l’identità digitale è un bene pubblico e va presidiata <strong data-start="9683" data-end="9705">con la stessa cura</strong> che riserviamo ai dati che la compongono — senza cedere né alla paura, né all’ingenuità tecnologica.</p>
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			</item>
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		<title>Vacanze d’elezione. Dove va in vacanza la borghesia milanese: riti, mete e nuove tendenze dell’élite lombarda</title>
		<link>https://trendiest.it/vacanze-delezione-dove-va-in-vacanza-la-borghesia-milanese-riti-mete-e-nuove-tendenze-dellelite-lombarda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 12:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE D'ESTATE E NON SOLO]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[in vacanza la borghesia milanese]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tendenze dell’élite lombarda]]></category>
		<category><![CDATA[soggiorni lunghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vacanze. Riti, mete e nuove tendenze dell’élite lombarda Quando le temperature iniziano a salire e l’asfalto della città si fa rovente, la borghesia milanese (quella vera, fatta di professionisti affermati, famiglie con pedigree culturale, imprenditori con il gusto del dettaglio &#8230; ma non solo) scompare dai Navigli e dal Quadrilatero per riemergere nei luoghi iconici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="101"><strong data-start="0" data-end="101">Vacanze. Riti, mete e nuove tendenze dell’élite lombarda</strong></p>
<p data-start="125" data-end="719">Quando le temperature iniziano a salire e l’asfalto della città si fa rovente, la borghesia milanese (quella vera, fatta di professionisti affermati, famiglie con pedigree culturale, imprenditori con il gusto del dettaglio &#8230; ma non solo) scompare dai Navigli e dal Quadrilatero per riemergere nei luoghi iconici delle sue <strong>vacanze d’elezione</strong>. Non si tratta solo di turismo, ma di un vero e proprio <strong><em data-start="536" data-end="552">status rituale</em></strong>: scegliere la meta giusta, nella casa giusta, con le frequentazioni giuste, è ancora oggi una componente essenziale della mappa identitaria della borghesia meneghina <em>(nella foto un cerbiatto in Engadina)</em></p>
<h1 data-start="721" data-end="758"><strong data-start="725" data-end="758">Le &#8220;solite&#8221; mete, senza tempo</strong></h1>
<p data-start="760" data-end="1252"><strong data-start="760" data-end="779">Forte dei Marmi</strong> resta regina incontrastata. Qui la borghesia milanese intreccia da decenni i suoi legami, tra partite a tennis al Circolo della Versiliana, cene a base di crudo di mare da Lorenzo o all&#8217;Alpemare, e pomeriggi in bicicletta tra ville razionaliste e boutique discrete. Ma Forte non è per tutti: chi ha una casa, magari comprata dai nonni negli anni Settanta, si muove in un circuito a parte rispetto ai nuovi arrivati, spesso etichettati come “milanesi sì&#8230; ma parvenues”.</p>
<p data-start="1254" data-end="1667"><strong data-start="1254" data-end="1281">Santa Margherita Ligure</strong> e <strong data-start="1284" data-end="1297">Portofino</strong> restano scelte evergreen per chi preferisce un&#8217;estetica più &#8220;ligure&#8221;, sobria e ordinata. Qui conta la barca, anche se piccola ma ben curata, e l’abilità di prenotare un tavolo da Puny senza farlo sapere a nessuno. I milanesi più riservati, ma sempre presenti nelle assemblee condominiali di Corso Magenta, trovano qui la giusta misura tra visibilità e understatement.</p>
<h1 data-start="1669" data-end="1715"><strong data-start="1673" data-end="1715">Le nuove coordinate del gusto borghese</strong></h1>
<p data-start="1717" data-end="2165">Negli ultimi anni, però, si stanno affermando nuove rotte, meno codificate ma sempre coerenti con un’idea di esclusività discreta. <strong data-start="1848" data-end="1863">Pantelleria</strong> è un esempio emblematico: isola selvaggia e lontana dalle rotte commerciali, amata da architetti, intellettuali e collezionisti. I dammusi, ristrutturati con cura maniacale, sono diventati il nuovo feticcio estivo per quella parte della borghesia che preferisce l’autenticità al lusso ostentato. Nella stessa schiera di mete di sobria eleganza troviamo le <strong>Murge</strong> e il <strong>Salento</strong> in Puglia, le<strong> Eolie</strong> e le <strong>Egadi</strong> in Sicilia.</p>
<p data-start="2167" data-end="2504">Anche la <strong data-start="2176" data-end="2186">Grecia</strong>, soprattutto le Cicladi meno mondane, come <strong>Sifnos o Folegandros, </strong>si è conquistata un posto d’onore. Qui si viaggia leggeri, in lino bianco e sandali grezzi, ma l’indirizzo del boutique hotel o della villa minimalista in affitto dice tutto. È la versione “internazionale ma controllata” della villeggiatura borghese.</p>
<p data-start="2506" data-end="2832">Chi ama la montagna, minoranza ma ben rappresentata, soprattutto tra i professionisti over 50, continua a scegliere <strong data-start="2624" data-end="2636">Engadina</strong>, <strong data-start="2638" data-end="2652">Alta Badia</strong> o la più recente <strong data-start="2670" data-end="2686">Valle Aurina</strong>, dove si punta al benessere silenzioso tra spa, passeggiate e letture d&#8217;élite. Il libro, rigorosamente Adelphi, è parte integrante del paesaggio. Io personalmente (ho superato da un po&#8217; i cinquant&#8217;anni&#8230;) vado nell&#8217;evergreen<strong> Crans</strong> con qualche breve tradimento verso <strong>Chamonix. </strong></p>
<h1 data-start="2834" data-end="2898"><strong data-start="2838" data-end="2898">Il ritorno dei soggiorni lunghi (e del lavoro da remoto)</strong></h1>
<p data-start="2900" data-end="3311">Un elemento nuovo, che sta lentamente modificando l’organizzazione delle vacanze borghesi, è il <strong data-start="2996" data-end="3027">ritorno del soggiorno lungo</strong>. Complice il lavoro ibrido o full remote di molti liberi professionisti e manager, la tendenza è quella di trasferirsi per un mese o più nella seconda casa, spesso con una logistica da “smart family”: connessione in fibra, postazione di lavoro panoramica e babysitter a chiamata.</p>
<p data-start="3313" data-end="3654">Questo ha ridato valore alle <strong data-start="3342" data-end="3363">case di proprietà</strong>, spesso rimodernate dopo anni di trascuratezza, e ha riacceso il mercato degli affitti di alto profilo. In alcuni angoli del <strong>Lago di Como</strong> o del <strong>Lago Maggiore</strong>, si registra un ritorno di milanesi in fuga dalla città, attratti da una villeggiatura “a chilometro contenuto” ma di grande charme.</p>
<p data-start="3313" data-end="3654">Se non ci si spaventa a fare qualche chilometro in più, prepotentemente protagonista è sempre la Toscana con la<strong> Lucchesia</strong> e (nuova scelta top) la <strong>Lunigiana.</strong></p>
<p data-start="3715" data-end="4182">La borghesia milanese, pur tra cambi generazionali e nuovi linguaggi del privilegio, continua a muoversi lungo coordinate precise: la vacanza non è mai solo evasione, ma un momento in cui riaffermare (silenziosamente&#8230;) appartenenze, gusti e orizzonti. Tra la Forte di sempre e la Pantelleria di oggi, la villeggiatura resta un campo d’osservazione privilegiato per capire dove va e come cambia la classe dirigente culturale ed economica della metropoli lombarda.</p>
<p>The post <a href="https://trendiest.it/vacanze-delezione-dove-va-in-vacanza-la-borghesia-milanese-riti-mete-e-nuove-tendenze-dellelite-lombarda/">Vacanze d’elezione. Dove va in vacanza la borghesia milanese: riti, mete e nuove tendenze dell’élite lombarda</a> appeared first on <a href="https://trendiest.it">Trendiest</a>.</p>
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		<title>EUDR: regolamentazione europea sulla deforestazione. Anche l&#8217;Italia chiede una semplificazione della normativa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Cordusio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 15:23:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[deforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[normativa EUDR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recentemente, diciotto paesi membri dell’Unione Europea, tra cui Italia, hanno formalmente richiesto a Bruxelles un’ulteriore semplificazione della regolamentazione europea sulla deforestazione, nota come EUDR. I ministri di paesi come Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Ungheria, Irlanda, Latvia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia hanno indirizzato una lettera alla Commissione Europea e ai commissari per l’ambiente e l’agricoltura, Jessika Roswall e Christophe Hansen. Nella missiva, si evidenzia che, nonostante la legge rappresenti un progresso significativo nella tutela delle foreste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente, diciotto paesi membri dell’Unione Europea, tra cui <b>Italia</b>, hanno formalmente richiesto a <b>Bruxelles</b> un’ulteriore semplificazione della regolamentazione europea sulla deforestazione, nota come <b>EUDR</b>. I ministri di paesi come <b>Austria</b>, <b>Bulgaria</b>, <b>Croazia</b>, <b>Repubblica Ceca</b>, <b>Estonia</b>, <b>Finlandia</b>, <b>Ungheria</b>, <b>Irlanda</b>, <b>Latvia</b>, <b>Lituania</b>, <b>Lussemburgo</b>, <b>Polonia</b>, <b>Portogallo</b>, <b>Romania</b>, <b>Slovacchia</b>, <b>Slovenia</b> e <b>Svezia</b> hanno indirizzato una lettera alla <b>Commissione Europea</b> e ai commissari per l’ambiente e l’agricoltura, <b>Jessika Roswall</b> e <b>Christophe Hansen</b>. Nella missiva, si evidenzia che, nonostante la legge rappresenti un progresso significativo nella tutela delle foreste a livello globale, essa non considera adeguatamente le peculiarità di quelle nazioni che già possiedono leggi efficaci di protezione forestale e che mostrano un rischio trascurabile di deforestazione.</p>
<p>Questo porta a situazioni in cui le obbligazioni imposte a agricoltori, proprietari forestali e operatori risultano onerose e ingiustificate per i paesi dove il rischio di deforestazione è minimo. I ministri, quindi, esortano la Commissione Europea a includere rapidamente la <b>Regolamentazione sulla Deforestazione</b> nei propri piani di semplificazione, per garantire un’implementazione coordinata e efficace della normativa in tutta l’Unione. Pur evidenziando la necessità di un approccio più realistico, i ministri suggeriscono che sia opportuno rinviare ulteriormente l’entrata in vigore della regolamentazione.</p>
<h2><span id="Richiesta_di_semplificazione_della_regolamentazione_sulla_deforestazione" class="ez-toc-section"></span>Richiesta di semplificazione della regolamentazione sulla deforestazione</h2>
<p>Diciotto nazioni europee, tra cui <b>Italia</b>, hanno recentemente espresso il loro desiderio di un approccio semplificato alla normativa europea sulla deforestazione, conosciuta come <b>EUDR</b>. In una lettera inviata alla <b>Commissione Europea</b>, i ministri di stati come <b>Austria</b>, <b>Bulgaria</b> e <b>Finlandia</b> hanno sottolineato come la legge, benché un passo avanti significativo nella protezione delle foreste, non tenga in adeguata considerazione i paesi con leggi già solide sulla tutela forestale e un rischio trascurabile di deforestazione. Essi fanno notare che le obbligazioni derivanti dalla normativa risultano eccessive per queste nazioni, imponendo requisiti che sono inadeguati rispetto al reale contesto delle loro politiche forestali.</p>
<p>I ministri richiedono, dunque, un’inclusione rapida della <b>Regolazione sulla Deforestazione</b> nei programmi di semplificazione della Commissione, al fine di assicurare un’implementazione efficace e coordinata della legge in tutti i paesi membri. Questo è visto come un passo necessario non solo per favorire una gestione sostenibile delle risorse forestali, ma anche per garantire che i produttori locali non siano penalizzati da oneri burocratici non giustificati. Sono convinti che una revisione della normativa possa ridurre le difficoltà e facilitare un’adeguata risposta alle sfide ambientali, salvaguardando nel contempo la competitività economica dei paesi membri con bassi rischi di deforestazione.</p>
<h2><span id="Obiettivi_e_scopi_della_normativa_EUDR" class="ez-toc-section"></span>Obiettivi e scopi della normativa EUDR</h2>
<p>La <b>Regolamentazione sulla Deforestazione</b> (EUDR) è stata concepita con l’obiettivo principale di minimizzare l’impatto ambientale associato all’espansione agricola, coinvolgendo commodities tra le più impattanti come il bestiame, il legno, il cacao, la soia, l’olio di palma, il caffè e la gomma. Questa normativa mira a garantire che i prodotti commercializzati nell’Unione Europea non derivino da terreni recentemente deforestati o che abbiano contribuito alla degradazione forestale. Di fondamentale importanza è la necessità di prove documentali che ogni operatore o commerciante deve fornire, le quali attestano l’origine sostenibile dei prodotti. Questa legge rappresenta un punto di vista innovativo per l’Unione, poiché stabilisce requisiti rigorosi di tracciabilità e conformità. Tuttavia, il Ministero dell’Ambiente, insieme ai rappresentanti di altri paesi, mette in evidenza come le tensioni tra l’intento di prevenire la deforestazione e il riconoscimento delle realtà variabili del rischio di deforestazione nel territorio europeo necessitino di un approccio più bilanciato.</p>
<p>Nonostante la positiva aspirazione di tutelare le foreste, i ministri chiedono una revisione della norma per tener conto delle spesificità dei paesi che già vantano leggi efficaci nella protezione forestale e che non presentano un rischio reale di deforestazione. Questa richiesta di semplificazione riflette il desiderio degli stati membri di coniugare la protezione ambientale con la necessità di salvaguardare la competitività dei mercati. Per i firmatari, la piena attuazione dell’EUDR deve avvenire in modo da non gravare eccessivamente sulle economie locali, specialmente in contesti dove il rischio di deforestazione è sostanzialmente contenuto.</p>
<p>In linea con questi principi, l’EUDR potrebbe, quindi, essere un modello di normativa eccezionale per l’armonizzazione degli sforzi di sostenibilità all’interno dell’Unione Europea, purché vengano implementate modifiche che evidenzino un’approccio più flessibile e strategico, permettendo a ciascuno stato di rispondere in modo appropriato alle vulnerabilità specifiche e alle necessità del proprio settore forestale.</p>
<h2><span id="Impatti_sulle_aziende_e_costi_aggiuntivi" class="ez-toc-section"></span>Impatti sulle aziende e costi aggiuntivi</h2>
<p>Le nuove disposizioni contenute nella <b>Regolamentazione sulla Deforestazione</b> (EUDR) comportano un aumento significativo dei costi per le aziende operanti nei settori coinvolti. I ministri dei diciotto paesi europei hanno evidenziato che le obbligazioni burocratiche previste dalla normativa generano un’aggravio economico sia per le imprese che per le amministrazioni locali. Questi costi addizionali non solo minano la competitività delle aziende del settore agroalimentare, ma influenzano negativamente anche altri comparti economici, come quello della bioeconomia e della gestione forestale sostenibile. L’implementazione di requisiti complessi può, inoltre, portare a un aumento dei prezzi delle materie prime, incoraggiando alcuni produttori a delocalizzare le loro attività al di fuori dell’Unione Europea.</p>
<p>Criticamente, i ministri mettono in evidenza il pericolo che il conflitto tra le disposizioni della normativa e l’obiettivo di competitività stabilito dalla Commissione Europea possa portare a un’inefficienza generale. L’aumento dei costi e delle difficoltà burocratiche rende difficile, se non impossibile, l’adeguamento delle aziende, specialmente quelle di piccole e medie dimensioni, ai nuovi requisiti. La lettera sottolinea quindi la necessità di una valutazione sostanziale delle norme esistenti, affinché si elimini il rischio di rendere l’Europa meno competitiva a livello globale. Misure che risultano eccessive per i paesi con un rischio trascurabile di deforestazione devono essere ripensate, affinché i requisiti di conformità non diventino un ostacolo insormontabile per gli operatori più vulnerabili.</p>
<p>La questione dei costi, come evidenziato dai ministri, deve essere affrontata non solo con misure di semplificazione normativa, ma anche con un dialogo costruttivo tra i vari attori del settore. È essenziale che la Commissione Europea ascolti le preoccupazioni dei paesi membri riguardo alla creazione di un ambiente normativo che incoraggi la sostenibilità senza compromettere la competitività economica. Adottando un approccio più pragmatista e affettuando un’analisi costi-benefici sulle direzioni intraprese, l’Unione può raggiungere un equilibrio più vantaggioso per tutti gli stakeholders coinvolti.</p>
<h2><span id="Tracciabilita_e_requisiti_di_conformita" class="ez-toc-section"></span>Tracciabilità e requisiti di conformità</h2>
<p>La questione della tracciabilità dei materiali, come sottolineato dai vertici dei diciotto paesi firmatari, risulta di complessa gestione nel contesto della <b>Regolamentazione sulla Deforestazione</b> (EUDR). Le normative attualmente in vigore richiedono agli operatori e ai commercianti di dimostrare l’origine dei prodotti e garantire che non derivino da terreni deforestati di recente. Tuttavia, per i paesi con un rischio di deforestazione trascurabile, tali requisiti si rivelano difficilmente attuabili. I ministri hanno messo in evidenza che la tracciabilità totale e la conformità alle norme rischiano di risultare impraticabili, creando un’ulteriore barriera per le aziende operanti in queste aree. La missiva evidenzia che “l’eccessiva e ridondante due diligence” imposta da queste normative dovrebbe essere eliminata in contesti dove l’espansione agricola non incide significativamente sull’area forestale.</p>
<p>Si propone, pertanto, che nei paesi classificati come a basso rischio di deforestazione le normative nazionali vigenti siano riconosciute come adeguate per monitorare la conformità alla EUDR. Si suggerisce di semplificare i requisiti per i prodotti e le materie prime già presenti sul mercato dell’Unione Europea, in modo da allentare la pressione burocratica sugli agricoltori e sui proprietari forestali. È essenziale una migliore integrazione dei dataset forestali nazionali dei vari stati membri con il sistema informativo della Commissione, affinché le informazioni siano facilmente accessibili e gestibili.</p>
<p>In sostanza, il riconoscimento delle realtà locali attraverso una regolamentazione adeguatamente calibrata non solo supporterebbe le pratiche di sostenibilità, ma consentirebbe anche alle aziende di operare con maggiore efficienza. La sfida sta nel trovare un equilibrio tra l’esigenza di proteggere l’ambiente e la necessità di consentire operazioni economiche fluide e sostenibili. La semplificazione della tracciabilità e dei requisiti di conformità deve quindi essere una priorità per la Commissione europea, affinché i paesi con un rischio di deforestazione minimo possano continuare a prosperare nel rispetto delle normative ambientali.</p>
<h2><span id="Necessita_di_una_riduzione_dei_carichi_amministrativi" class="ez-toc-section"></span>Necessità di una riduzione dei carichi amministrativi</h2>
<p>La questione della riduzione dei carichi amministrativi rappresenta un tema cruciale nella lettera indirizzata alla <b>Commissione Europea</b> dai diciotto stati membri, inclusa <b>Italia</b>. I ministri evidenziano la necessità di snellire le procedure burocratiche che derivano dalla <b>Regolazione sulla Deforestazione</b> (EUDR). Le attuali obbligazioni, sebbene nascano dall’intento di tutelare l’ambiente, si traducono in un onere amministrativo eccessivo per agricoltori, proprietari forestali e operatori economici, specialmente nei paesi che già adottano pratiche di gestione forestale sostenibili e presentano un rischio trascurabile di deforestazione. Questo approccio insostenibile non facilita l’adozione delle normative, ma complica ulteriormente il contesto commerciale.</p>
<p>I firmatari della lettera sollecitano la Commissione a integrare la <b>Regolamentazione sulla Deforestazione</b> nei piani di semplificazione, sottolineando che una riduzione dei carichi amministrativi contribuirebbe a garantire una corretta e coordinata attuazione della legislazione nell’intera Unione Europea. Un abbattimento delle complicazioni burocratiche permetterebbe di allineare meglio le esigenze di conformità con le reali condizioni agricole e forestali degli stati membri, migliorando così il quadro generale della competitività economica.</p>
<p>Inoltre, i ministri affermano che la semplificazione delle norme amministrative deve includere una revisione dei requisiti esistenti, affinché le obiezioni derivanti dalla compliance non diventino un freno all’attività produttiva e imprenditoriale. Per i paesi con evidenti bassi rischi di deforestazione, l’adozione di sistemi nazionali esistenti sufficientemente robusti per dimostrare la conformità agli obiettivi della EUDR deve essere riconosciuta come approccio valido. Questo, a sua volta, costituirebbe un passo fondamentale per facilitare un’integrazione più agevole tra attori economici e normative europee, rendendo la gestione delle risorse forestali più efficiente e sostenibile.</p>
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		<title>Google sotto accusa: gli editori indipendenti denunciano a Bruxelles l’algoritmo AI della Big Tech</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2025 10:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Google sotto accusa]]></category>
		<category><![CDATA[algoritmo A]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Google sotto accusa  Una nuova battaglia si profila nel già complesso panorama del rapporto tra Big Tech e informazione. Un’alleanza di editori indipendenti europei ha depositato una denuncia antitrust alla Commissione Europea, accusando Google di abuso di posizione dominante. Al centro della contesa, la nuova funzione di ricerca basata sull’intelligenza artificiale integrata in Google Search, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="sr-only"><strong style="font-size: 16px;" data-start="0" data-end="102">Google sotto accusa </strong></h1>
<div class="text-base my-auto mx-auto py-5 [--thread-content-margin:--spacing(4)] @[37rem]:[--thread-content-margin:--spacing(6)] @[72rem]:[--thread-content-margin:--spacing(16)] px-(--thread-content-margin)">
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<p data-start="104" data-end="558">Una nuova battaglia si profila nel già complesso panorama del rapporto tra Big Tech e informazione. Un’alleanza di editori indipendenti europei ha depositato una denuncia antitrust alla Commissione Europea, accusando Google di abuso di posizione dominante. Al centro della contesa, la nuova funzione di ricerca basata sull’intelligenza artificiale integrata in Google Search, che secondo i ricorrenti minaccia la sostenibilità dell’ecosistema editoriale.</p>
<p data-start="560" data-end="1126">La denuncia, formalizzata nei giorni scorsi, segna un passo deciso contro una delle innovazioni più controverse introdotte da Mountain View negli ultimi anni. La funzione “AI Overview” — già attiva in diversi mercati, inclusi gli Stati Uniti — fornisce risposte sintetiche alle query degli utenti, generate da modelli linguistici di ultima generazione. Ma a che prezzo? Secondo gli editori, il nuovo sistema riduce drasticamente il traffico verso i siti di informazione, impoverendo le fonti originali e limitando l&#8217;accesso del pubblico al giornalismo professionale.</p>
<h3 data-start="1128" data-end="1178">L&#8217;effetto collaterale della sintesi automatica</h3>
<p data-start="1180" data-end="1696">A preoccupare non è solo il calo di traffico web (e quindi di introiti pubblicitari), ma un’intera trasformazione del rapporto tra contenuti e utenti. Le risposte AI di Google, infatti, vengono visualizzate direttamente sulla pagina dei risultati, scoraggiando il clic verso le fonti originali. Per gli editori, ciò equivale a una forma di “appropriazione indebita” dei contenuti: Google utilizzerebbe i loro articoli per addestrare i suoi modelli, salvo poi trattenere gli utenti all’interno del proprio ecosistema.</p>
<p data-start="1698" data-end="2137">Secondo il consorzio dei ricorrenti — composto da testate di diversi Paesi europei, inclusi Germania, Francia, Spagna e Italia — questa dinamica compromette la concorrenza e mina la sopravvivenza del pluralismo informativo. A loro giudizio, Google sfrutta la sua posizione dominante nel mercato della ricerca online per introdurre una tecnologia che, pur presentandosi come neutrale, ha effetti distorsivi per l’intero comparto editoriale.</p>
<h3 data-start="2139" data-end="2181">La Commissione Europea sotto pressione</h3>
<p data-start="2183" data-end="2644">La denuncia punta a sollecitare un intervento della Commissione sulla base delle norme contenute nel <em data-start="2284" data-end="2305">Digital Markets Act</em> (DMA), il regolamento entrato in vigore nel 2023 e pensato proprio per prevenire comportamenti anticoncorrenziali da parte dei cosiddetti <em data-start="2444" data-end="2456">gatekeeper</em> digitali. Google è già nel mirino di Bruxelles in diverse inchieste, e questa nuova offensiva potrebbe rafforzare la pressione su Margrethe Vestager, commissaria europea alla Concorrenza.</p>
<p data-start="2646" data-end="3171">Non è la prima volta che l’editoria si oppone alle strategie espansive di Big Tech. Già in passato le testate giornalistiche hanno contestato le pratiche di Google e Facebook in tema di indicizzazione, utilizzo di snippet e compensazioni economiche. Ma l’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa segna un salto di scala. La capacità di “riscrivere” i contenuti in tempo reale — senza visibilità o controllo da parte degli autori — rende urgente una nuova regolamentazione del rapporto tra AI e proprietà intellettuale.</p>
<h3 data-start="3173" data-end="3195">Una partita aperta</h3>
<p data-start="3197" data-end="3627">Google, dal canto suo, respinge le accuse e sostiene che l’integrazione dell’AI nella ricerca avverrà nel rispetto delle normative europee, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza utente. Ma la sfida è appena cominciata. Se Bruxelles accoglierà la denuncia, si aprirà un’indagine formale che potrebbe sfociare in nuove sanzioni o, come auspicano gli editori, in misure correttive per riequilibrare il mercato dell’informazione.</p>
<p data-start="3629" data-end="3810" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il futuro del giornalismo online passa anche da qui: dallo scontro — sempre più aperto — tra la logica algoritmica delle piattaforme e il valore sociale della produzione editoriale.</p>
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		<title>Educazione e cultura: i rischi di una deriva sovranista e la sfida per un&#8217;utopia liberale e moderata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 13:52:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[un’utopia liberale e moderata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel dibattito pubblico italiano i temi dell’istruzione e della cultura sembrano sempre più appaltati a una visione identitaria, spesso piegata a esigenze di legittimazione politica piuttosto che orientata al futuro. La recente enfasi del governo su programmi educativi e culturali connotati da un&#8217;impronta sovranista e conservatrice solleva interrogativi profondi sul modello di cittadinanza che stiamo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="150" data-end="780">Nel dibattito pubblico italiano<strong> i temi dell’istruzione e della cultura</strong> sembrano sempre più appaltati a una visione identitaria, spesso piegata a esigenze di legittimazione politica piuttosto che orientata al futuro. La recente enfasi del governo su programmi educativi e culturali connotati da un&#8217;impronta sovranista e conservatrice solleva interrogativi profondi sul modello di cittadinanza che stiamo costruendo. E interroga, soprattutto, quella parte di Paese che, pur non riconoscendosi negli eccessi ideologici della sinistra storica, cerca un equilibrio tra memoria e innovazione, tra valori nazionali e apertura globale.</p>
<h1 data-start="150" data-end="780">Un passato mitizzato e selettivo?</h1>
<p data-start="782" data-end="1290">L’impostazione prevalente nei programmi ministeriali promossi negli ultimi mesi (si pensi alla revisione dei curricoli scolastici, al ridimensionamento di alcuni contenuti legati all’educazione civica europea o al ruolo marginale attribuito alla cultura del dissenso novecentesco) rischia di cristallizzare un’idea di Nazione fondata su un passato mitizzato e selettivo. Non si tratta solo di decidere quali autori insegnare o quale storia raccontare: si tratta di quale tipo di cittadino vogliamo formare.</p>
<h1 data-start="782" data-end="1290">Pluralismo e responsabilità individuale</h1>
<p data-start="1292" data-end="1851">Da liberale moderato, con una visione della democrazia ancorata al pluralismo e alla responsabilità individuale, è difficile non cogliere le implicazioni sistemiche di un simile orientamento. L’istruzione pubblica non dovrebbe essere un campo di battaglia ideologico, ma un luogo di fermento critico, in cui le generazioni si incontrano nel confronto tra visioni diverse. Il rischio maggiore è quello di perdere il senso stesso della cultura come strumento di emancipazione. Un’educazione che insegna a credere anziché a pensare genera sudditi, non cittadini.</p>
<h1 data-start="1292" data-end="1851">La generazione Z</h1>
<p data-start="1853" data-end="2467">Eppure, non basta opporsi per costruire alternative credibili. L’egemonia culturale, per quanto discutibile, si combatte con proposte. La generazione Z, con la sua domanda di autenticità, sostenibilità e giustizia sociale, sfida tanto i conservatorismi reazionari quanto le ortodossie di sinistra ormai svuotate di visione. In questo spazio si apre un&#8217;opportunità per una nuova sintesi: riscoprire l’universalismo progressista della sinistra storica, fatto di diritti, mobilità sociale, scuola pubblica, e intrecciarlo con la fiducia liberale nell’individuo, nella libera iniziativa, nella diversità come valore.</p>
<h1 data-start="1853" data-end="2467">Parlare con i giovani</h1>
<p data-start="2469" data-end="2769">Questo richiede una politica culturale che sappia <strong>parlare non solo ai giovani, ma con i giovani</strong>. Che valorizzi la memoria storica senza dogmi, che investa in competenze digitali senza scadere nel tecnicismo, che promuova l’identità italiana come tessuto aperto di scambi, contaminazioni e innovazioni.</p>
<p data-start="2771" data-end="3289" data-is-last-node="" data-is-only-node="">In ultima analisi, si tratta di capire se vogliamo una scuola e una cultura che raccontino ciò che siamo stati o che ci aiutino a diventare ciò che possiamo essere. Per chi crede nella libertà come responsabilità condivisa, nella cultura come ascensore sociale e nella moderazione come scelta coraggiosa, il tempo delle ambiguità è finito. Serve una nuova alleanza tra riformismo liberale e progressismo etico: solo così potremo evitare che la prossima generazione venga educata non alla cittadinanza, ma alla fedeltà.</p>
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		<title>Lotta al dissesto idrogeologico: Arpa Lombardia, Università di Brescia e Guardia di Finanza insieme per il monitoraggio delle frane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 09:24:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[ARPA Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>EDOLO (BS) – In un momento in cui i cambiamenti climatici acuiscono la frequenza e l’intensità degli eventi meteorologici estremi, cresce la necessità di azioni sistemiche e coordinate per la prevenzione e il monitoraggio del rischio idrogeologico. In quest’ottica si inserisce l’iniziativa presentata ieri presso la Stazione del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="376" data-end="896"><strong data-start="376" data-end="390">EDOLO (BS)</strong> – In un momento in cui i cambiamenti climatici acuiscono la frequenza e l’intensità degli eventi meteorologici estremi, cresce la necessità di azioni sistemiche e coordinate per la prevenzione e il monitoraggio del rischio idrogeologico. In quest’ottica si inserisce l’iniziativa presentata ieri presso la Stazione del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) di Edolo, che ha visto la collaborazione di <strong data-start="813" data-end="831">ARPA Lombardia</strong>, <strong data-start="833" data-end="870">Università degli Studi di Brescia</strong> e <strong data-start="873" data-end="895">Guardia di Finanza</strong>.</p>
<p data-start="898" data-end="1507">All’incontro erano presenti autorità di primo piano: il Prefetto di Brescia, <strong data-start="975" data-end="1002">dott. Andrea Polichetti</strong>, il Rettore dell’Università di Brescia, <strong data-start="1043" data-end="1071">prof. Francesco Castelli</strong>, il Direttore Generale di ARPA Lombardia, <strong data-start="1114" data-end="1139">dott. Fabio Cambielli</strong>, il Comandante del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Como, <strong data-start="1222" data-end="1249">Ten. Col. Paolo Zottola</strong>, e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia, <strong data-start="1316" data-end="1343">Col. Francesco Maceroni</strong>. Presente anche il <strong data-start="1363" data-end="1386">prof. Marco Pilotti</strong>, ordinario di Idraulica all’Università di Brescia, figura chiave nella definizione del supporto scientifico al progetto.</p>
<h3 data-start="1509" data-end="1555">Obiettivo: prevenire, non solo intervenire</h3>
<p data-start="1557" data-end="1948">Il progetto mira a costruire una <strong data-start="1590" data-end="1625">piattaforma operativa integrata</strong> per il monitoraggio delle frane in aree montane e impervie, attraverso l’impiego congiunto di risorse e competenze tecniche, scientifiche e operative. L’attività pilota prenderà avvio con il <strong data-start="1817" data-end="1852">monitoraggio della frana di Pal</strong>, situata nel comune di <strong data-start="1876" data-end="1886">Sonico</strong>, in alta Valcamonica, un’area classificata a rischio elevato.</p>
<p data-start="1950" data-end="2308">Sono previste operazioni di <strong data-start="1978" data-end="2039">sopralluogo aereo con elicotteri della Guardia di Finanza</strong>, il trasporto in quota di personale specializzato del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.) e di tecnici ARPA, nonché l’utilizzo di <strong data-start="2186" data-end="2211">sensoristica avanzata</strong> e <strong data-start="2214" data-end="2244">sistemi di telerilevamento</strong> per la rilevazione di movimenti franosi, anche di lieve entità.</p>
<h3 data-start="2310" data-end="2353">Un partenariato operativo e scientifico</h3>
<p data-start="2355" data-end="2763">ARPA Lombardia metterà a disposizione l’expertise del <strong data-start="2409" data-end="2467">Centro Regionale Monitoraggio Frane e Dissesti (CRMFD)</strong>, attivo dal 2003, mentre l’Università di Brescia garantirà il supporto scientifico attraverso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, Architettura e Matematica (DICATAM), con l’obiettivo di <strong data-start="2668" data-end="2721">analizzare dati geotecnici, idraulici e climatici</strong> al fine di sviluppare modelli predittivi.</p>
<p data-start="2765" data-end="3066">La Guardia di Finanza, dal canto suo, potrà sfruttare le capacità di osservazione aerea avanzata offerte dai suoi <strong data-start="2879" data-end="2938">aeromobili equipaggiati con sistemi ottici e infrarossi</strong>, oltre a consolidare la propria funzione di presidio del territorio anche sotto il profilo ambientale e della sicurezza civile.</p>
<h3 data-start="3068" data-end="3126">Il ruolo della Prefettura: coordinamento e prevenzione</h3>
<p data-start="3128" data-end="3582">Durante il briefing operativo, è stato sottolineato dal Prefetto Polichetti il <strong data-start="3207" data-end="3242">ruolo centrale della Prefettura</strong> nei compiti di prevenzione e coordinamento degli interventi in caso di calamità, in stretta sinergia con i sindaci dei comuni montani. «È fondamentale – ha dichiarato – saper individuare con tempestività i siti più vulnerabili, così da concentrare gli sforzi preventivi dove è più alta l’esposizione della popolazione a rischi ambientali».</p>
<h3 data-start="3584" data-end="3639">Verso una strategia replicabile a livello regionale</h3>
<p data-start="3641" data-end="4062">L&#8217;iniziativa rappresenta un <strong data-start="3669" data-end="3705">modello sperimentale replicabile</strong> anche in altre aree montane della Lombardia, come Valtellina e Val Seriana, storicamente interessate da dissesti idrogeologici. Il progetto intende anticipare eventi franosi gravi attraverso una rete di rilevamento integrata con analisi in tempo reale e condivisione dei dati tra enti locali, protezione civile, forze dell’ordine e istituzioni accademiche.</p>
<blockquote data-start="4064" data-end="4362">
<p data-start="4066" data-end="4362"><em>«La cooperazione tra ARPA, Università e Guardia di Finanza</em> – ha commentato il direttore Cambielli – <em>consente di mettere a sistema capacità operative e scientifiche in un’ottica di prevenzione concreta. È un esempio virtuoso di come si possa lavorare in sinergia per tutelare le comunità montane».</em></p>
</blockquote>
<p data-start="4364" data-end="4664">Anche il Rettore Castelli ha ribadito la piena disponibilità dell’Ateneo a mettere in campo competenze e strumenti: «Siamo convinti che il contributo della ricerca possa fare la differenza nella salvaguardia del territorio, specie in un’epoca in cui gli equilibri ambientali sono sempre più fragili».</p>
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		<title>Il mercato della “real estate wellness” registra una crescita senza precedenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[real estate wellness]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Real estate wellness  Negli ultimi anni, il mercato della real estate wellness ha registrato una crescita senza precedenti, diventando un settore fondamentale dell’economia globale del benessere, che nel 2024 raggiunge un valore di $584 miliardi. L’analisi dei dati mostra che il mercato si è espanso a un tasso annuale impressionante del 19,5% dal 2019, un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="mb-5"><strong>Real estate wellness </strong></h1>
<section><img decoding="async" class="size-medium wp-image-250114 aligncenter" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/06/il-mercato-della-real-estate-wellness-599x300.jpg" sizes="(max-width: 599px) 100vw, 599px" srcset="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/06/il-mercato-della-real-estate-wellness-599x300.jpg 599w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/06/il-mercato-della-real-estate-wellness-768x385.jpg 768w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/06/il-mercato-della-real-estate-wellness.jpg 1000w" alt="" width="599" height="300" /></p>
<p>Negli ultimi anni, il mercato della real estate wellness ha registrato una crescita senza precedenti, diventando un settore fondamentale dell’economia globale del benessere, che nel 2024 raggiunge un valore di $584 miliardi. L’analisi dei dati mostra che il mercato si è espanso a un tasso annuale impressionante del 19,5% dal 2019, un incremento notevole rispetto al tasso di crescita del 5,5% dell’intero settore delle costruzioni. Le previsioni indicano un ulteriore raddoppio del mercato, previsto a $1,1 trilioni entro il 2029, spinto da un focus crescente sull’abbattimento delle barriere per l’accesso a abitazioni sane e ambienti di lavoro che favoriranno il benessere individuale e collettivo.</p>
<p>Le ricerche condotte dal <a href="https://globalwellnessinstitute.org/"><strong>Global Wellness Institute</strong> </a>(GWI) evidenziano come il wellness real estate non sia più limitato a strutture di lusso, ma si stia evolvendo verso modelli più accessibili e inclusivi, con una crescente attenzione all’integrazione di spazi di vita e lavoro che promuovono la salute mentale, sociale e ambientale. Chiaramente, il GWI considera questo settore cruciale per il miglioramento della qualità della vita, sottolineando che ogni anno si investono trilioni di dollari nella costruzione di abitazioni e infrastrutture.</p>
<h4><span id="Tendenze_attuali_nel_mercato" class="ez-toc-section"></span>Tendenze attuali nel mercato</h4>
<p>Il mercato della real estate wellness è attualmente testimone di trasformazioni significative che vanno oltre il semplice concetto di abitazioni di lusso con servizi attraenti. Una delle tendenze più evidenti è l’espansione della salute e del benessere all’interno di nuove classi immobiliari. Mentre in passato l’attenzione si concentrava principalmente su residenziale e ospitalità, ora si assiste a una crescente integrazione del benessere in spazi commerciali, lavorativi, assistenziali e studenti. Questo shift riflette una comprensione più profonda e olistica del benessere, che include non solo il benessere fisico ma anche gli aspetti mentali, sociali e civici.</p>
<p>Oltre all’espansione in diverse classi immobiliari, un altro cambiamento cruciale è la democratizzazione del wellness real estate. Progetti che una volta erano riservati a fasce di mercato elevate stanno ora adattandosi a modelli abitativi più accessibili, come il co-living e la costruzione per affitto, contribuendo a migliorare l’offerta abitativa per le fasce più svantaggiate della popolazione. Le comunità pianificate su larga scala stanno anche iniziando a implementare una “lente di benessere” nei loro progetti, riconoscendo l’importanza di creare ambienti che promuovano la salute a lungo termine.</p>
<p>Inoltre, la crescente intersezione tra salute planetaria e salute umana sta dando vita a edifici ecologici e sani che non solo soddisfano i criteri di sostenibilità ambientale, ma che incoraggiano anche una vita sana. Qualsiasi azione presa nel campo della costruzione deve quindi considerare l’impatto su entrambi i fronti, enfatizzando la necessità di innovazioni che affrontino i problemi climatici riducendo al contempo l’impatto sulla salute umana. Questa evoluzione è alimentata da una consapevolezza collettiva sempre crescente riguardo ai vantaggi di stili di vita sani e all’importanza di spazi che supportano il benessere.</p>
<h4><span id="Principali_opportunita_di_sviluppo" class="ez-toc-section"></span>Principali opportunità di sviluppo</h4>
<p>Il mercato della real estate wellness presenta diverse opportunità di sviluppo che rispondono a necessità emergenti in un contesto in continua evoluzione. Innanzitutto, la crescente domanda di<strong> edifici adatti ai cambiamenti climatici</strong> rappresenta un’area di investimento strategica. Il fenomeno dei disastri naturali e i cambiamenti climatici impongono la necessità di creare abitazioni resistenti, come ad esempio case progettate per prevenire incendi o inondazioni.</p>
<p>Un’altra opportunità rilevante è la creazione di <strong>abitazioni sane accessibili a tutti</strong>. Sebbene il mercato della real estate wellness si sia storicamente concentrato su proprietà di lusso, l’attuale crisi abitativa offre la possibilità di progettare modelli abitativi che integrino il benessere a un prezzo accessibile. Questi sviluppi non solo contribuiscono a colmare il divario nel mercato immobiliare, ma promuovono anche stili di vita sani tra le fasce più vulnerabili della popolazione.</p>
<h4>I modelli di co-living</h4>
<p>Il mercato internazionale sta osservando un’aumento nei modelli di co-living, che si sono evoluti per attirare un pubblico diversificato. Questi spazi comunitari non sono più limitati ai giovani professionisti, ma si espandono per includere vari gruppi demografici come famiglie monoparentali e anziani. Anche se ancora non ben integrati nel tessuto sociale italiano, progetti che prevedano l’idea di coabitazione potrebbero offrire a comunità inclusive un ulteriore senso di appartenenza.</p>
<h4>Neuroarchitettura e design artistico</h4>
<p>Infine, l’integrazione di principi di neuroarchitettura e design artistico rappresenta un’opportunità unica nel campo della real estate wellness. La crescente consapevolezza di come gli ambienti sensoriali influenzino il benessere mentale stimola la creazione di spazi interattivi e coinvolgenti, soprattutto per coloro che cercano di spingere i confini del design ambientale, creando luoghi in grado di stimolare il benessere attraverso l’arte e l’architettura. La domanda di veri e propri ecosistemi abitativi che promuovano il benessere sta perciò tracciando un nuovo corso nel settore immobiliare nei Paesi del mondo più industrializzati.<span id="Analisi_della_crescita_regionale" class="ez-toc-section"></span></p>
<p>Tra il 2019 e il 2024 il mercato ha visto un’espansione significativa: in particolare, il <b>Nord America</b> ha consolidato la sua posizione, rappresentando il 41% del mercato globale della real estate wellness, con un incremento da $100 miliardi a $239 miliardi, e una crescita annuale del 19%. La forte domanda di proprietà residenziali e commerciali orientate al benessere è certamente dovuta a un’infrastruttura consolidata e a un maggiore interesse da parte dei consumatori.</p>
<p>In <b>Asia-Pacifico</b>, la crescita ha seguito un trend simile, passando da $77,5 miliardi nel 2019 a $179 miliardi nel 2024, con un tasso annuale del 18,2%. Le nazioni di questa regione stanno investendo fortemente in progetti che incorporano soluzioni di wellness, rispondendo a un’urbanizzazione rapida e alla crescente consapevolezza riguardo agli stili di vita salutari. Ma anche l’<b>Europa</b> ha visto una crescita notevole, passando da $46 miliardi a $126 miliardi nello stesso periodo, con un impressionante tasso annuale del 22,4%. Le città europee si stanno rinnovando con spazi pubblici e abitazioni che abbracciano il concetto di benessere come priorità.</p>
<p>Le statistiche rivelano che ci sono segni di crescita rapida anche nel <b>Medio Oriente-Nord Africa</b> e in <b>America Latina</b>, dove paesi come <b>Arabia Saudita</b> e <b>Emirati Arabi Uniti</b> stanno sviluppando iniziative significative per la costruzione di comunità orientate al benessere. La crescita in America Latina, trainata da Brasile e Messico, ha raggiunto una crescita annuale del 24%, mentre il Medio Oriente ha visto sviluppi stimolanti, con $2 miliardi di mercato nel 2024.</p>
<h4><span id="Futuro_del_mercato_della_real_estate_wellness" class="ez-toc-section"></span>Futuro del mercato della real estate wellness</h4>
<p>Il futuro del mercato della real estate wellness si presenta ricco di potenziali evoluzioni, evidenziando il crescente riconoscimento dell’importanza di costruire spazi che promuovano il benessere a lungo termine. Le proiezioni suggeriscono che, entro il 2029, il valore del mercato raddoppierà, raggiungendo $1,1 trilioni grazie a un trend ininterrotto di crescita stimato del 15.2% su base annua. Questa proiezione si basa su un’integrazione sempre più diffusa di pratiche di costruzione che pongono la salute e il benessere al centro della progettazione. I professionisti del settore sono sempre più consapevoli che il wellness non è semplicemente un’aggiunta, ma deve essere una considerazione fondamentale in tutte le fasi dello sviluppo immobiliare.</p>
<p>Il cambiamento paradigmatico verso un benessere olistico vedrà un’imminente transizione da un focus esclusivamente fisico a un approccio multidimensionale. La salute mentale e sociale diverranno componenti cruciali nello sviluppo di nuovi progetti, con l’obiettivo di creare comunità integrate e sostenibili. Si prevede inoltre che il concetto di wellness si estenderà ai segmenti di mercato precedentemente trascurati, come l’edilizia sociale e i modelli abitativi a basso costo, contribuendo a ridurre le disuguaglianze e migliorare la salute pubblica.</p>
<p>Inoltre, l’innovazione rappresenterà un motore fondamentale per l’evoluzione del settore. Le tecnologie di smart building, unitamente a soluzioni sostenibili e adattive ai cambiamenti climatici, diventeranno standard nel mercato immobiliare. Progetti pionieristici come le comunità green e le abitazioni passive accompagneranno la transizione verso modalità di vita più sane. Le aziende del settore immobiliare si stanno preparando a rispondere a queste tendenze, creando un ecosistema nel quale il benessere è integrato nella vita quotidiana di tutti gli abitanti. A lungo termine, il segmento wellness della real estate non solo offrirà opportunità economiche, ma contribuirà anche a una società più sana e sostenibile.</p>
</section>
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		<title>Terra dei Fuochi, il MASE accelera sulle bonifiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 May 2025 01:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Terra dei Fuochi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ing. Luca Proietti ne parla nel programma “GreenPop” su Giornale Radio Terra dei Fuochi, il MASE accelera sulle bonifiche: nuovi fondi PNRR e commissario unico. L’Italia sotto la lente della Corte Europea di Annachiara De Rubeis —  Il governo italiano rilancia il piano di bonifica ambientale nelle aree più compromesse del Paese. La cosiddetta Terra dei Fuochi, simbolo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<header class="mb-5">
<h1>L’ing. Luca Proietti ne parla nel programma “GreenPop” su Giornale Radio</h1>
</header>
<section>
<p class="" data-start="266" data-end="403"><strong data-start="266" data-end="403">Terra dei Fuochi, il MASE accelera sulle bonifiche: nuovi fondi PNRR e commissario unico. L’Italia sotto la lente della Corte Europea</strong></p>
<p class="" data-start="405" data-end="428"><em data-start="405" data-end="428">di <strong>Annachiara De Rubeis</strong> — </em></p>
<p class="" data-start="430" data-end="1182">Il governo italiano rilancia il piano di bonifica ambientale nelle aree più compromesse del Paese. La cosiddetta <em data-start="543" data-end="561">Terra dei Fuochi</em>, simbolo di decenni di inquinamento incontrollato e disastro ambientale, torna al centro dell’agenda politica e istituzionale. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), in collaborazione con il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), ha annunciato un cambio di passo: <em>“Sono due le azioni strutturali in atto</em> – ha dichiarato l’ingegner <strong>Luca Proietti</strong>, Direttore Generale del SNPA, durante <img decoding="async" class=" wp-image-198865 alignright" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2023/01/Lucia-Lo-Palo-base-229x300.jpg" sizes="(max-width: 229px) 100vw, 229px" srcset="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2023/01/Lucia-Lo-Palo-base-229x300.jpg 229w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2023/01/Lucia-Lo-Palo-base.jpg 704w" alt="" width="210" height="276" />la trasmissione <strong>GreenPop</strong>, condotta dalla presidente di Arpa Lombardia <strong>Lucia Lo Palo</strong> <em>(nella foto)</em> ogni sabato su Giornale Radio –<em> una normativa che favorisce la bonifica e poi la reindustrializzazione dei Siti di Interesse Nazionale, e una nuova governance basata su tavoli tecnici permanenti.”</em></p>
<h4 data-start="1184" data-end="1237">La sentenza CEDU e il ruolo del Commissario Unico</h4>
<p class="" data-start="1239" data-end="1660">La svolta arriva anche in risposta alla <strong data-start="1279" data-end="1350">sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del gennaio 2025</strong>, che ha formalmente censurato l’Italia per la frammentarietà delle azioni svolte nella Terra dei Fuochi e per la mancanza di un monitoraggio costante e coordinato. La Corte ha richiamato lo Stato all’obbligo di garantire il diritto alla salute e a un ambiente salubre, come previsto dalla Convenzione europea.</p>
<p class="" data-start="1662" data-end="2088">Per colmare queste lacune, il MASE ha nominato a marzo il Generale <strong data-start="1729" data-end="1748">Giuseppe Vadalà</strong> come <strong data-start="1754" data-end="1799">Commissario Unico per la Terra dei Fuochi</strong>, già noto per l’attività di contrasto agli ecoreati. Il suo mandato prevede: la ricognizione delle opere esistenti, la mappatura dei fondi stanziati e utilizzati, la definizione di un piano operativo unificato e, elemento non secondario, la <strong data-start="2041" data-end="2087">trasparenza comunicativa verso i cittadini</strong>.</p>
<p data-start="1662" data-end="2088"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-248463 aligncenter" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/05/terra-dei-fuochi-il-mase-accelera-sulle-bonifiche-599x300.jpg" sizes="(max-width: 599px) 100vw, 599px" srcset="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/05/terra-dei-fuochi-il-mase-accelera-sulle-bonifiche-599x300.jpg 599w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/05/terra-dei-fuochi-il-mase-accelera-sulle-bonifiche-768x385.jpg 768w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/05/terra-dei-fuochi-il-mase-accelera-sulle-bonifiche.jpg 1000w" alt="" width="599" height="300" /></p>
<h4 data-start="2090" data-end="2148">Bonifiche e reindustrializzazione: fondi PNRR in campo</h4>
<p class="" data-start="2150" data-end="2673">Nel quadro delle misure in atto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede <strong data-start="2241" data-end="2325">oltre 500 milioni di euro destinati a progetti di bonifica e recupero ambientale</strong>, di cui una quota significativa riservata ai SIN (Siti di Interesse Nazionale). Ad oggi, sono <strong data-start="2420" data-end="2449">42 i SIN attivi in Italia</strong>, che coprono complessivamente <strong data-start="2480" data-end="2504">circa 171.000 ettari</strong> e interessano territori fortemente compromessi, tra cui le aree industriali dismesse di Porto Marghera, Taranto, Priolo, Gela, Bagnoli e ovviamente la Terra dei Fuochi.</p>
<p class="" data-start="2675" data-end="3122">Secondo i dati più recenti forniti dall’<strong data-start="2715" data-end="2724">ISPRA</strong> (Rapporto sullo Stato dell’Ambiente 2024), <strong data-start="2768" data-end="2825">solo il 18% dei SIN risulta effettivamente bonificato</strong>, mentre oltre il 50% si trova in fase di progettazione o attesa di esecuzione. Le criticità principali riguardano la frammentazione amministrativa, le lungaggini burocratiche e la difficoltà di coordinare interventi su aree vastissime spesso soggette a interessi criminali o incertezza giuridica.</p>
<h4 data-start="3124" data-end="3163">L’impatto sulla salute e l’ambiente</h4>
<p class="" data-start="3165" data-end="3523">Gli effetti ambientali e sanitari sono drammatici: nelle zone maggiormente contaminate si registra un <strong data-start="3267" data-end="3328">incremento del 15% di malattie respiratorie e oncologiche</strong> rispetto alla media nazionale (dati SNPA 2024). La mancanza di un piano organico e la lentezza delle istituzioni hanno finora impedito di restituire ai cittadini territori vivibili e produttivi.</p>
<p class="" data-start="3525" data-end="3736"><em>“Ora però la governance è cambiata</em> – conclude Proietti – <em>e l’obiettivo è far convergere risorse, strumenti e responsabilità in un unico piano, per non perdere l’occasione irripetibile offerta dai fondi europei”.</em></p>
</section>
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		<title>Elon Musk &#8230; the &#8220;Mask&#8221;: la sua fortuna e la sua reputazione nate in meno di trent&#8217;anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 23:04:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elon Musk desidera modellare il futuro tecnologico su scala globale &#8212; Trendiest Media Agenzia di stampa &#8212;  M.A.S.K. (acronimo di Mobile Armored Strike Kommand) è un cartone animato trasmesso negli Stati Uniti dal 1985 al 1986. Invece Elon Musk è diventato un&#8217;icona della tecnologia moderna, costruendo la sua fortuna e reputazione attraverso iniziative rivoluzionarie, incentrate [&#8230;]</p>
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<h1>Elon Musk desidera modellare il futuro tecnologico su scala globale</h1>
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<p><strong>&#8212; Trendiest Media Agenzia di stampa &#8212; </strong></p>
<p><strong>M.A.S.K. (acronimo di Mobile Armored Strike Kommand) è un cartone animato trasmesso negli Stati Uniti dal 1985 al 1986. Invece Elon Musk</strong> è diventato un&#8217;icona della tecnologia moderna, costruendo la sua fortuna e reputazione attraverso iniziative rivoluzionarie, incentrate su innovazione digitale e sostenibilità. La sua storia è costellata di aziende e progetti di punta che hanno ridefinito settori tradizionali, abbracciando trasformazioni tecnologiche profonde. Meglio iniziare a chiamarlo Mask &#8230; la maschera&#8230;?</p>
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<p><strong>Zip2 (1996)</strong> &#8211; Zip2 è stata la sua prima impresa tecnologica, una piattaforma digitale che forniva una guida cittadina online destinata agli editori. In un’epoca in cui internet era ancora in fase embrionale, Zip2 ha reso accessibili informazioni locali digitalizzate, anticipando molti aspetti del futuro &#8220;web localizzato&#8221;. La vendita a Compaq ha fruttato a Musk 22 milioni di dollari.</p>
<p><strong>X.com e PayPal (1999-2002)</strong> &#8211; Musk ha fondato X.com per rivoluzionare i pagamenti online. Dopo la fusione con Confinity, la società è diventata PayPal, pioniere dei pagamenti digitali. Questo progetto non solo ha semplificato il trasferimento di denaro via internet, ma ha anche aperto la strada al commercio elettronico globale. La vendita a eBay ha consolidato il ruolo di Musk come innovatore del settore finanziario digitale.</p>
<p><strong>SpaceX (2002)</strong> &#8211; Fondando SpaceX, Musk ha introdotto tecnologie all&#8217;avanguardia nell&#8217;industria spaziale, puntando a ridurre i costi di accesso allo spazio grazie ai razzi riutilizzabili e all’automazione avanzata dei lanci. SpaceX ha portato l’esplorazione spaziale nel settore privato, avvicinando l’umanità all’idea di esplorazioni su Marte e lanciando progetti come Starlink, una costellazione satellitare per connessioni internet globali.</p>
<p><strong>Tesla, Inc. (2004-presente)</strong> &#8211; Come leader di Tesla, Musk ha trasformato il settore automobilistico con veicoli elettrici dotati di tecnologie di guida autonoma e connessi digitalmente. Tesla ha dimostrato che la sostenibilità e la tecnologia avanzata potevano coesistere, con aggiornamenti software e servizi cloud che migliorano costantemente i veicoli già venduti. Oggi Tesla è uno dei pionieri della mobilità sostenibile e intelligente.</p>
<h1>Altre iniziative tecnologiche</h1>
<ul>
<li><strong>SolarCity (2006)</strong> &#8211; Musk ha promosso l’energia solare distribuendo tecnologie avanzate per l’installazione di pannelli, ora integrati nella visione sostenibile di Tesla.</li>
<li><strong>The Boring Company (2016)</strong> &#8211; Ha sviluppato una rete di tunnel urbani ad alta velocità per ottimizzare il traffico e ridurre l&#8217;inquinamento.</li>
<li><strong>Neuralink (2016)</strong> &#8211; Focalizzata sulle interfacce cervello-computer, questa azienda esplora possibilità di comunicazione diretta tra mente e tecnologia, aprendo nuovi orizzonti nella medicina e nella tecnologia assistiva.</li>
<li><strong>OpenAI (2015)</strong> &#8211; Fondatore di OpenAI, Musk ha supportato la ricerca sull’intelligenza artificiale per garantire che le sue applicazioni future siano benefiche e sicure per l&#8217;umanità.</li>
</ul>
<p>Attraverso la continua reinvenzione e il sostegno a innovazioni digitali e tecnologiche, Musk è diventato uno degli uomini più ricchi del mondo. La crescita esponenziale del valore di Tesla e SpaceX riflette non solo il successo commerciale, ma anche l’influenza di Musk nel modellare il futuro tecnologico su scala globale.</p>
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		<title>L&#8217;importanza del networking per lo sviluppo del fatturato. LinkedIn e H2biz in testa ai risultati</title>
		<link>https://trendiest.it/limportanza-del-networking-per-lo-sviluppo-del-fatturato-linkedin-e-h2biz-in-testa-ai-risultati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2024 23:06:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[Accesso a nuovi clienti e mercati]]></category>
		<category><![CDATA[H2biz]]></category>
		<category><![CDATA[Clubiz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il networking è cruciale per lo sviluppo del fatturato aziendale: facilita la creazione di relazioni strategiche che possono portare a nuove opportunità di business, partnership e accesso a un mercato più ampio. Accesso a nuovi clienti e mercati Attraverso il networking, le aziende possono entrare in contatto con potenziali clienti e partner commerciali, espandendo così [&#8230;]</p>
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<div class="whitespace-pre-wrap"><span style="font-size: 1rem;">I</span>l networking è cruciale per lo sviluppo del fatturato aziendale: facilita la creazione di relazioni strategiche che possono portare a nuove opportunità di business, partnership e accesso a un mercato più ampio.</div>
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<h4>Accesso a nuovi clienti e mercati</h4>
<p>Attraverso il networking, le aziende possono entrare in contatto con potenziali clienti e partner commerciali, espandendo così la propria rete di contatti e aumentando le opportunità di vendita e crescita. Eventi di settore, conferenze e fiere sono spesso ottimi luoghi per stabilire queste connessioni.</p>
<p>l networking consente <strong>sinergie </strong>nell&#8217;incontrare altre aziende o professionisti con cui è possibile collaborare. Queste collaborazioni possono rafforzare la proposta di valore dell’azienda, ad esempio attraverso l&#8217;integrazione di prodotti o servizi complementari.</p>
<h4>Condivisione di risorse e conoscenze</h4>
<p>Creare relazioni forti con altre aziende o esperti di settore permette di beneficiare della condivisione di risorse (come competenze, tecnologie o informazioni) e di conoscenze utili per migliorare i processi interni, l’efficienza e, in ultima analisi, i risultati economici. Non solo: tramite il posizionamento già acquisito dai nuovi partners nei rispettivi mercati, è facile incrementare la propria <strong style="font-size: 1rem;">brand awareness e reputation</strong><span style="font-size: 1rem;">: Essere visibili e già ben collegati all&#8217;interno della propria industria aiuta l&#8217;azienda a costruire una reputazione positiva anche in settori precedentemente trascurati. Le connessioni create attraverso il networking possono promuovere il passaparola, migliorando la notorietà e aumentando le possibilità di essere scelti come partner o fornitori di fiducia.</span></p>
<h4>Innovazione e competitività</h4>
<p>Partecipare attivamente alla rete di contatti del proprio settore permette di rimanere aggiornati su trend e innovazioni. Essere informati sulle nuove tecnologie e sulle pratiche emergenti è un vantaggio competitivo che consente di adattarsi rapidamente e rispondere ai cambiamenti del mercato.</p>
<p>Un networking efficace richiede un approccio strategico, in cui l’azienda si impegna a coltivare relazioni autentiche e a lungo termine, piuttosto che limitarsi a incontri occasionali. Strumenti come<strong> LinkedIn</strong>, incontri di settore e organizzazioni professionali come quella costituita da <strong>H2biz</strong> e in particolare da iniziative specifiche come<strong> Top Players</strong>, il nuovo business HUB di <strong>H2biz</strong> dedicato agli operatori leader di mercato, possono essere potenti mezzi per costruire e mantenere una rete di valore, che possa contribuire a incrementare il fatturato nel tempo.</p>
<p>Per non parlare di quello che sta nascendo oggi, il <strong>CluBiz</strong> un club esclusivo di altissimo profilo creato da H2biz con obiettivi estremamente ambiziosi &#8230;ne parleremo presto in un nuovo articolo.</p>
<h4>Gli autori internazionali che hanno valorizzato l’importanza del networking</h4>
<p>Diversi autori internazionali hanno valorizzato l’importanza del networking per la crescita aziendale, evidenziandone l’impatto sulle performance e sullo sviluppo del business.</p>
<p><strong>Mark Granovetter</strong> &#8211; Il sociologo americano è noto per la teoria della &#8220;<strong>forza dei legami deboli</strong>&#8221; (1973), che ha sottolineato come quelli che lui definisce legami deboli (cioè le connessioni meno strette, non basate necessariamente sugli affari, ma su semplici conoscenze talvolta trasversali) siano cruciali nel networking. Quanti di noi hanno incontrato per caso qualcuno, a una cena fra amici o a un cocktail party, che si è poi rivelato un interessante contatto per l&#8217;azienda? Granovetter ha dimostrato che questi legami offrono accesso a nuove informazioni e opportunità che i legami più stretti potrebbero non fornire, favorendo così l&#8217;espansione della rete di contatti e delle opportunità di business.</p>
<p><strong>Ronald Burt</strong> &#8211; Professore all&#8217;Università di Chicago, è famoso per il concetto di &#8220;<strong>structural holes</strong>&#8221; (buchi strutturali) nella rete aziendale. Secondo la sua teoria, le persone o le aziende che occupano posizioni tra gruppi non connessi (cioè che colmano i &#8220;buchi strutturali&#8221;) possono fungere da ponti, sfruttando al massimo le informazioni e le risorse che derivano dal collegamento di reti separate. Queste posizioni strategiche aumentano le opportunità di crescita.</p>
<p><strong>Ivan Misner</strong> &#8211; E&#8217; il fondatore di <strong>Business Network International (BNI),</strong> giunto da tempo anche in Italia con un discreto successo. Misner è conosciuto come uno dei massimi esperti di networking. Nei suoi libri, tra cui <em>Networking Like a Pro</em> e <em>The 29% Solution</em>, ha descritto come costruire relazioni a lungo termine e ha proposto metodi per creare reti efficaci che generino fiducia, supporto reciproco e nuove opportunità di affari.</p>
<p><strong>Michael E. Porter</strong> &#8211; Sebbene sia noto principalmente per le sue teorie sulla<strong> strategia competitiva</strong>, Porter ha anche discusso dell&#8217;importanza dei cluster, reti di imprese interconnesse in una particolare area geografica. Nei cluster, le aziende ottengono vantaggi competitivi tramite il networking con fornitori, concorrenti e altre organizzazioni, il che stimola l’innovazione e migliora la produttività.</p>
<p><strong>Reed Hastings</strong> &#8211; Il co-fondatore di<strong> Netflix</strong> ha parlato dell&#8217;importanza del networking all&#8217;interno dell’organizzazione, soprattutto nella condivisione della conoscenza e dell&#8217;apprendimento interno. Nel suo libro <em>No Rules Rules</em>, scritto insieme a Erin Meyer, Hastings descrive come una cultura aziendale basata sulla libertà e sulla responsabilità favorisca reti di relazione interne che promuovono l&#8217;innovazione e l&#8217;eccellenza.</p>
<p><strong>Keith Ferrazzi</strong> &#8211; Autore del best-seller <em>Never Eat Alone</em>, Ferrazzi è noto per la sua visione del networking come processo basato su <strong>relazioni autentiche</strong> e reciprocità. Per lui, il networking non è solo una strategia per raggiungere obiettivi individuali, ma un modo per costruire connessioni profonde e significative che contribuiscano alla crescita aziendale e personale.</p>
<p><strong>Clayton Christensen</strong> &#8211; Autore e professore di Harvard Business School, Christensen, nel suo libro <em>The Innovator&#8217;s Dilemma</em>, ha trattato indirettamente il networking descrivendo come aziende innovative beneficino del confronto e delle partnership. Le aziende che creano un <strong>ambiente di relazioni aperte</strong> e collaborazioni ottengono vantaggi in termini di adattabilità e innovazione.</p>
<p>Questi autori hanno contribuito a far comprendere come il networking possa essere strategico per lo sviluppo aziendale, offrendo insight che vanno dalla costruzione di relazioni personali e professionali fino alla creazione di reti di conoscenza e innovazione.</p>
<p><strong>Il ruolo di LinkedIn nella gestione di contatti utili allo sviluppo del fatturato aziendale</strong></p>
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<p>LinkedIn gioca un ruolo chiave nella gestione dei contatti per lo sviluppo del fatturato aziendale, grazie alla sua capacità di facilitare il networking professionale e di aprire porte a nuove opportunità commerciali.</p>
<p><strong>Ricerca e acquisizione di nuovi contatti.</strong> Con strumenti avanzati come LinkedIn Sales Navigator, le aziende possono identificare e contattare potenziali clienti, partner e fornitori in modo mirato, in base a criteri specifici come settore, ruolo, località e dimensione aziendale.</p>
<p><strong>Costruzione di relazioni e fiducia.</strong> LinkedIn permette di interagire con contatti attraverso messaggi personalizzati, aggiornamenti e condivisione di contenuti rilevanti. Questo contribuisce a costruire una rete basata sulla fiducia, essenziale per lo sviluppo di relazioni di lungo termine e per la fidelizzazione dei clienti.</p>
<p><strong>Brand positioning e marketing.</strong> La condivisione di articoli, casi di studio, post e aggiornamenti aziendali su LinkedIn consente alle aziende di posizionarsi come esperti del settore. Questo aumenta la visibilità e attira l&#8217;interesse di potenziali clienti, che potrebbero diventare lead qualificati.</p>
<p><strong>Analisi e monitoraggio.</strong> LinkedIn offre analytics che permettono di monitorare l’engagement e di valutare l’efficacia dei contenuti. Questo aiuta a comprendere meglio gli interessi della propria audience e ad adattare la strategia di contenuto per massimizzare le conversioni.</p>
<p><strong>Generazione di lead.</strong> LinkedIn è un potente strumento per la generazione di lead, soprattutto per le aziende B2B. Pubblicando contenuti di valore e utilizzando campagne sponsorizzate mirate, è possibile attrarre decision-maker e altri profili strategici.</p>
<p><strong>Collaborazioni strategiche.</strong> La piattaforma facilita anche la ricerca di alleanze strategiche e collaborazioni. Con la possibilità di contattare direttamente professionisti e rappresentanti di altre aziende, LinkedIn permette di esplorare opportunità di co-marketing, partnership e joint venture.</p>
<p><strong>Raccolta di informazioni competitive.</strong> LinkedIn consente di monitorare i movimenti e le tendenze dei competitor, osservando i cambiamenti nel personale, i contenuti pubblicati e le partnership. Questo fornisce informazioni preziose per ottimizzare le strategie di vendita e di posizionamento.</p>
<p>LinkedIn diventa quindi uno strumento imprescindibile per il team di vendita e marketing, permettendo di espandere la rete di contatti e ottimizzare la gestione delle relazioni per contribuire direttamente all’incremento del fatturato aziendale.</p>
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<h4 class="whitespace-pre-wrap">L&#8217;efficacia del network creato da H2biz in Italia e nel mondo</h4>
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<article class="w-full text-token-text-primary focus-visible:outline-2 focus-visible:outline-offset-[-4px]" dir="auto" data-testid="conversation-turn-5" data-scroll-anchor="true">
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<p>H2biz, il network fondato da Luigi De Falco, ha avuto un impatto rilevante in Italia e a livello internazionale, diventando un punto di riferimento per aziende e professionisti alla ricerca di nuove opportunità commerciali e di partnership strategiche.</p>
<p><strong>Ampiezza e diversificazione dei settori.</strong> H2biz è attivo in settori che spaziano dalla moda alla tecnologia, dall’energia alla consulenza. Questa diversificazione permette a membri di vari ambiti di trovare contatti utili e collaborazioni strategiche, rendendo il network adatto a diverse realtà aziendali.</p>
<p><strong>Accesso a mercati internazionali.</strong> Uno degli elementi distintivi di H2biz è l’accesso che offre a mercati esteri, soprattutto in Europa e in Asia, attraverso un modello di networking che facilita le esportazioni e le partnership internazionali. Ciò è particolarmente utile per le PMI italiane che desiderano espandersi oltre i confini nazionali.</p>
<p><strong>Strumenti di business integrati. </strong>H2biz mette a disposizione dei suoi iscritti una serie di strumenti per gestire le attività di business, come il supporto logistico e di comunicazione, le campagne marketing e le piattaforme di pagamento, semplificando il processo per portare avanti collaborazioni e transazioni.</p>
<p><strong>Servizi di supporto alla crescita.</strong> H2biz offre anche servizi di consulenza e di gestione delle relazioni, aiutando le imprese a sviluppare strategie di mercato e a identificare le opportunità più vantaggiose. Questo livello di supporto ha contribuito a posizionare H2biz come partner strategico per le aziende.</p>
<p><strong>Network in costante crescita.</strong> Grazie a una crescita costante degli iscritti e delle aziende affiliate, il network continua ad ampliare il suo bacino d’utenza. Questo effetto moltiplicatore contribuisce ad aumentare l’attrattività della piattaforma, poiché più membri significano maggiori opportunità di business.</p>
<p><strong>Community dinamica e orientata al business.</strong> La community di H2biz è composta da imprenditori e professionisti orientati al business, che partecipano attivamente alla creazione di valore e collaborazioni. La cultura del network incoraggia uno scambio continuo di competenze e know-how, con l’obiettivo di generare opportunità concrete.</p>
<p><strong>Eventi e iniziative di networking.</strong> H2biz organizza eventi, incontri e iniziative di networking che permettono di creare e rafforzare le connessioni. Questi eventi rappresentano occasioni preziose per confrontarsi con altri imprenditori, scoprire nuove possibilità di business e stringere accordi in modo rapido.</p>
<p>Grazie a questi punti di forza, il network di H2biz risulta efficace nel favorire l’incontro tra domanda e offerta, sia in Italia, sia all’estero.</p>
<h4>Feedback sulla community H2biz</h4>
<p>H2biz è valutato positivamente dagli esperti per la qualità della sua community, composta principalmente da imprenditori e professionisti con un forte orientamento al business. Tuttavia, alcuni esperti suggerivano che la piattaforma avrebbe potuto compiere un ulteriore sforzo per garantire una maggiore interazione tra i membri di alto profilo e facilitare relazioni di più lungo periodo fra le aziende leader nel proprio settore. Ecco perché è nato <strong>CluBiz.</strong></p>
<p>Anche un maggiore sviluppo degli strumenti di analisi dei dati e delle metriche di engagement era stato evidenziato come un elemento focale nel rendere la piattaforma ancor più competitiva.</p>
<div><img loading="lazy" decoding="async" class="img-responsive alignleft" src="https://www.h2biz.net/images/Plats/20241014143905.jpg" alt="Big Data Marketing" width="337" height="177" />Nel 2024 è nato quindi il servizio esclusivo per i soci di H2biz <strong>Big Data Marketing, </strong>con il quale si può accedere ai Big Data di oltre 650.000 imprese per effettuare campagne di marketing mirate, selezionando i destinatari in base a parametri qualitativi (interessi, trend, transazioni) e di mercato.<br />
I Big Data di <strong><a href="https://h2biz.net/Registrati/" target="_blank" rel="noopener">H2biz</a> </strong>aggregano le informazioni su <strong>preferenze</strong>, tendenze e <strong>transazioni</strong> di prodotti e servizi degli iscritti degli <strong>ultimi 8 anni</strong>.<br />
L’integrazione della <strong>profilazione</strong> delle preferenze con la <strong>tracciatura delle transazioni</strong> (dato di importanza strategica perché rileva <strong>azioni reali</strong> e non semplici intenzioni) rende le campagne di marketing Big Data estremamente <strong>precise</strong> nell&#8217;individuazione del target ed <strong>efficaci</strong> in termini di risultato.</div>
<p id="edited_prtable" class="edited"><a href="https://www.h2biz.net/H2biz/le-statistiche-degli-iscritti-h2biz--numeri-click-e-operazioni-business"><strong>Le Statistiche degli iscritti H2biz.</strong> Numeri, click e operazioni business. QUI il link ai dati più significativi</a></p>
<h4>Benvenuti a CluBiz, il nuovo business club esclusivo di H2biz</h4>
<p>Benvenuti a CluBiz, il nuovo business club esclusivo di H2biz, il primo business hub italiano con una rete di oltre 600.000 imprese iscritte. CluBiz nasce con una missione chiara: aggregare i leader del mercato, imprenditori e manager visionari, per creare un ambiente di eccellenza in cui le migliori menti del business possano incontrarsi, sviluppare relazioni strategiche e costruire insieme nuove opportunità di crescita.</p>
<h4>Gli Obiettivi di CluBiz</h4>
<p>Il Club ha una vocazione internazionale e mira a diventare il punto di riferimento per chi cerca collaborazioni di valore e la condivisione di competenze ed esperienze. Gli obiettivi principali di CluBiz includono:</p>
<ul>
<li><strong>Promuovere il Networking d’Eccellenza</strong>: Creare un network attivo e dinamico di imprenditori e manager capaci di influenzare e innovare nei propri settori.</li>
<li><strong>Favorire Opportunità di Business Concrete</strong>: Generare nuove occasioni di partnership e investimenti attraverso eventi esclusivi, sessioni di matchmaking e progetti collaborativi.</li>
<li><strong>Sviluppare Competenze e Know-how</strong>: Organizzare seminari, workshop e incontri formativi per migliorare continuamente le competenze e tenersi aggiornati su trend e tecnologie emergenti.</li>
<li><strong>Supportare l’Internazionalizzazione</strong>: Grazie ai canali globali e al supporto logistico del Gruppo H2biz, CluBiz facilita l’accesso ai mercati internazionali, creando connessioni con imprese di tutto il mondo.</li>
</ul>
<h4>Iniziative di CluBiz</h4>
<p>Per realizzare questi obiettivi, CluBiz lancerà diverse iniziative esclusive, tra cui:</p>
<ul>
<li><strong>Business Roundtable</strong>: Incontri tematici tra imprenditori e manager per discutere sfide e opportunità in settori specifici, facilitando il networking mirato e le collaborazioni strategiche.</li>
<li><strong>Programma di Mentorship</strong>: Un percorso dedicato per mettere in contatto giovani imprenditori con esperti del settore, offrendo consulenza e guida per accelerare la crescita di start-up e nuove imprese.</li>
<li><strong>Progetti di Innovazione Condivisa</strong>: Iniziative che invitano i membri a collaborare su progetti di innovazione, esplorando nuove idee per prodotti e servizi attraverso partnership e team interdisciplinari.</li>
<li><strong>Eventi Internazionali</strong>: Organizzazione di eventi e missioni imprenditoriali all&#8217;estero, con il supporto della rete di H2biz, per facilitare l’accesso ai mercati globali e creare contatti diretti con aziende estere.</li>
<li><strong>Exclusive Insights</strong>: Pubblicazione di report esclusivi, analisi di mercato e aggiornamenti su trend di settore, accessibili solo ai membri di CluBiz.</li>
</ul>
<h4>Perché unirsi a CluBiz?</h4>
<p>CluBiz rappresenta una risorsa unica per chi vuole fare la differenza. Entrare a far parte di CluBiz significa entrare in contatto con una rete di eccellenza, avere accesso a strumenti esclusivi e trovare l&#8217;ispirazione per nuovi progetti di successo. Benvenuti in CluBiz, il vostro punto di riferimento per creare, innovare e raggiungere nuovi traguardi nel mondo del business.</p>
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