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	<title>INTERVISTA Archives - Trendiest</title>
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	<description>Agenzia di stampa, giornalismo e comunicazione</description>
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	<title>INTERVISTA Archives - Trendiest</title>
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	<item>
		<title>La Rete America&#8217;s Cup ha raggiunto gli 800 aderenti. Inizia la fase due</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Aug 2025 15:19:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi De Falco]]></category>
		<category><![CDATA[Rete America's Cup]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Luigi De Falco, presidente e fondatore di H2biz E&#8217; nata da due mesi ma sta crescendo a un ritmo esponenziale: parliamo della Rete di Imprese del Gruppo H2biz per sviluppare e gestire le opportunità di business della Coppa America 2027 a Napoli. Oltre 800 imprese e professionisti hanno aderito al progetto lanciato da Luigi De Falco (presidente e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="article_724406_elements_f7b43301-dd43-4a81-af9e-856c4443d0d2" class="vc_article vc_article_header vc_theme_article null">
<h1 class="sottotitolo_articolo sottotitolo">Intervista a Luigi De Falco, presidente e fondatore di H2biz</h1>
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<div class="foto_articolo">E&#8217; nata da due mesi ma sta crescendo a un ritmo esponenziale: parliamo della <strong>Rete di Imprese del Gruppo H2biz</strong> per sviluppare e gestire le opportunità di business della<strong> Coppa America 2027 a Napoli</strong>.</div>
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<p><strong>Oltre 800 imprese e professionisti</strong> hanno aderito al progetto lanciato da <strong>Luigi De Falco</strong> (presidente e fondatore di H2biz) che sta aggregando le migliori competenze disponibili sul mercato per costruire un&#8217;offerta integrata di prodotti, servizi e soluzioni innovative da vendere alle oltre 5.000 aziende estere che parteciperanno agli eventi business legati all&#8217;<strong>America&#8217;s Cup.</strong></p>
<h3>Intervista a Luigi De Falco</h3>
<p>Questa <strong>Rete di Imprese </strong>è un&#8217;operazione ad ampio raggio, che abbraccia diversi settori e che rappresenta per le <strong>PMI italiane</strong> un&#8217;opportunità di crescita a dir poco unica. Per analizzare le prospettive di mercato della Rete abbiamo posto qualche domanda a Luigi De Falco.</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-251871 alignleft" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/08/luigi-de-falco-298x300.jpg" alt="" width="252" height="254" />Perchè è nata la Rete di Imprese America&#8217;s Cup?</strong><br />
<em>&#8220;E&#8217; nata per due motivi paralleli e convergenti: gestire la domanda di prodotti e servizi a valore aggiunto che viene dagli operatori coinvolti nella gestione della Coppa America e consentire alle imprese italiane che hanno sviluppato un&#8217;innovazione di prodotto o di processo di approfittare della vetrina globale dell&#8217;evento per acquisire clienti, partner, distributori e finanziatori esteri. L&#8217;America&#8217;s Cup non è solo una manifestazione sportiva mondiale, ma una piattaforma di business per sviluppare partnership e relazioni internazionali&#8221;</em>.</p>
<p><strong>A che punto è la Rete adesso?</strong><br />
<em>&#8220;Abbiamo oltre 800 aderenti, tra imprese e professionisti. 500 sono fornitori di prodotti e servizi strumentali al percorso di crescita delle aziende innovative e 300 sono le aziende che hanno sviluppato un&#8217;innovazione. Stiamo crescendo al ritmo di 30 nuovi aderenti al giorno&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Che cosa intende per percorso di crescita delle aziende innovative?</strong><br />
<em>&#8220;Le PMI italiane, anche quelle più innovative, scontano le criticità strutturali del sistema italiano: difficoltà di reperire capitali dal sistema bancario (e anche dai canali alternativi come il venture capital o il private equity) e di conseguenza molto sono sotto-capitalizzate. Il livello di digitalizzazione non è in linea con le medie internazionali, il portafoglio clienti è prevalentemente composto da clienti italiani&#8230; quindi basso livello di internazionalizzazione. Per non parlare delle difficoltà di trovare risorse umane qualificate nelle funzioni chiave per la crescita, cioè quelle tecnologiche e cosi via. Per sopperire a queste e altre criticità che accomunano buona parte delle PMI italiane, abbiamo disegnato un percorso di avvicinamento all&#8217;America&#8217;s Cup che prevede l&#8217;erogazione di servizi a valore aggiunto e la fornitura di prodotti strumentali alla crescita di queste aziende. L&#8217;obiettivo di questi percorsi è creare le condizioni affinchè le imprese siano in grado di gestire al meglio le relazioni, e quindi le transazioni, con le controparti estere&#8221;.</em></p>
<p><strong>In pratica che cosa avete fatto?</strong><br />
<em>&#8220;Abbiamo individuato insieme alle 300 imprese innovative una serie di prodotti e servizi di cui hanno bisogno da subito per arrivare pronte all&#8217;appuntamento del 2027. Nel mese di luglio abbiamo affidato le prime 150 richieste di prodotti e servizi ai fornitori che si sono qualificati. Adesso abbiamo altri 600 prodotti e servizi richiesti da affidare ai fornitori aderenti alla Rete. Va precisato che per ogni richiesta ci sono più aziende committenti e che ogni giorno cresce il numero di aziende aderenti, quindi il numero di commesse da affidare ai fornitori è in costante crescita&#8221;.</em></p>
<p><strong>Quali sono i prodotti e servizi più richiesti?</strong><br />
<em>&#8220;In generale tutti i prodotti e servizi business to business. L&#8217;elenco è vastissimo.&#8221;</em></p>
<p><strong>Avete già chiuso delle operazioni o dei contratti?</strong><br />
<em>&#8220;Si, abbiamo già chiuso 67 contratti di fornitura di prodotti e servizi strumentali alla crescita delle aziende innovative e sottoscritto 8 accordi di partnership. Adesso inizia la fase due che prevede l&#8217;ampliamento dell&#8217;operatività della Rete anche altri settori. Certamente anche un ufficio stampa che sia in grado di diffondere i nostri messaggi e quelli dei nostri partners&#8221;.</em></p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-16822 aligncenter" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/08/ameri-300x150.png" alt="" width="626" height="313" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/08/ameri-300x150.png 300w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/08/ameri-768x383.png 768w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/08/ameri.png 994w" sizes="(max-width: 626px) 100vw, 626px" /></p>
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		<title>La manovra di bilancio 2025 vista da sinistra. Intervista ad Alessia Potecchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2024 09:21:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Potecchi]]></category>
		<category><![CDATA[manovra di bilancio 2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manovra di bilancio 2025. Il governo pone la fiducia senza modifiche Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani conferma la questione di fiducia sulla manovra di bilancio, senza modifiche al testo già approvato dalla Camera. La dichiarazione, avvenuta a Palazzo Madama, sancisce un passaggio cruciale nell’iter della legge di Bilancio. Alcuni commentatori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Manovra di bilancio 2025. Il governo pone la fiducia senza modifiche</h1>
<p>Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani conferma la questione di fiducia sulla manovra di bilancio, senza modifiche al testo già approvato dalla Camera. La dichiarazione, avvenuta a Palazzo Madama, sancisce un passaggio cruciale nell’iter della legge di Bilancio. Alcuni commentatori vedono segnali positivi della manovra di bilancio; la tax unit, il sostegno per i figli e la casa, le comunità educanti e le paritarie. Ma la posizione della sinistra è molto critica. Sentiamo il Dipartimento Economia e Finanze del PD Nazionale.</p>
<h1>Intervista ad Alessia Potecchi</h1>
<p><strong>Qual è il suo punto di vista in questa fase di approvazione della manovra?</strong></p>
<p>La Manovra di Bilancio rischia di produrre un effetto recessivo sul Paese, non risponde alle esigenze economiche e sociali, non pone attenzione alla riduzione delle disuguaglianze: non ha una visione di crescita e sviluppo. Le risorse destinate alla sanità sono le più basse degli ultimi 15 anni in rapporto al PIL. La sanità deve recuperare la sua forza sul territorio, ed è qui che entra in gioco il discorso del PNRR e degli investimenti, in particolare la Missione 6, che prevede 20 miliardi di euro per l’ammodernamento tecnologico della sanità. Tuttavia, è necessario un piano di assunzioni serio.</p>
<p><strong>Che cosa intende per serio?</strong></p>
<p>Non esiste un programma di politica industriale serio e costruttivo. Alcuni dati: il settore automotive vale il 6% del PIL, genera 100 miliardi di fatturato e dà lavoro a decine di migliaia di persone. Il Governo ha perso mesi promettendo di raddoppiare la produzione in questo settore, ma in realtà la produzione di Stellantis nel 2024 si è ridotta del 32%. Le imprese dell’indotto e della componentistica stanno soffrendo terribilmente. Invece di avviare un tavolo con proposte serie di politica industriale per affrontare le sfide cruciali, come la transizione e la decarbonizzazione, il Governo ha tagliato dell’80% il fondo istituito dal Governo Draghi. Questo rischia di mandare l’intera economia italiana in recessione.</p>
<p><strong>Alcuni tagli, come quello ai superbonus, sembrano doverosi</strong></p>
<p>Era giusto terminare il Superbonus, che aveva costi molto superiori a quanto preventivato, ma ridimensionare drasticamente i bonus ordinari, esistenti dal 1998 e utili a far emergere il lavoro nero e sviluppare l’edilizia di rigenerazione, è un grave errore. Questo potrebbe causare una profonda crisi nel settore edile. Inoltre, i tagli non distinguono tra gli incentivi per l’efficientamento energetico, che sono fondamentali per la decarbonizzazione, e le ristrutturazioni ordinarie. Il Governo ha tagliato tutto in maniera indiscriminata.</p>
<p><strong>Che cosa pensa del taglio al cuneo fiscale?</strong></p>
<p>Sul fronte fiscale, il taglio del cuneo fiscale è stato sostituito con un bonus per redditi fino a 20.000 euro e una maggiorazione delle detrazioni IRPEF per redditi fino a 40.000 euro. Sebbene la scelta sia positiva, una parte dei contribuenti rischia di perderci rispetto allo scorso anno. Questo a causa dell’aumento delle aliquote marginali, provocato da un sistema che frammenta ulteriormente l’IRPEF, andando a impattare negativamente sul ceto medio. Si conferma l’accorpamento dei primi due scaglioni IRPEF, con il passaggio strutturale a tre aliquote. Questa misura è discutibile perché riduce la progressività e produce benefici limitati. Inoltre, è stato introdotto un tetto alle detrazioni IRPEF per redditi superiori a 75.000 euro, basato sul numero di figli. Anche questa misura è discutibile perché segmenta ulteriormente un sistema fiscale già frammentato. Sarebbe stato più opportuno utilizzare l’ISEE come parametro di riferimento.</p>
<p><strong>Che provvedimenti riterrebbe utile varare?</strong></p>
<p>Occorre mettere in campo un piano di investimenti per il futuro del Paese, dopo il PNRR e Next Generation EU. Non è chiara la strategia del Governo per il periodo post-2026. Sarà cruciale il ruolo degli investimenti privati: cosa farà il Governo per mobilitare il risparmio privato verso l’economia reale? Servono incentivi e politiche adeguate. Inoltre, il Governo dovrebbe coordinare meglio l’azione e gli investimenti delle grandi società a partecipazione statale. Non si può realizzare la transizione e la decarbonizzazione senza una strategia condivisa.</p>
<p>Il Governo dovrebbe prevedere incentivi stabili per l’efficientamento energetico e la riqualificazione del patrimonio immobiliare, evitando tagli drastici e indiscriminati. È necessario salvaguardare la vocazione manifatturiera del Paese, supportando imprese e lavoratori.</p>
<p>La Manovra che arriva in Senato risulta dunque iniqua dal punto di vista sociale, inefficace e recessiva, priva di una visione strategica per il futuro e non orientata a una seria lotta alle disuguaglianze.</p>
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		<title>Danza. “Glass With Silence”. Intervista a Lucinda Childs, l’esponente storica più importante del minimalismo americano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2024 13:48:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[Glass With Silence]]></category>
		<category><![CDATA[Lucinda Childs]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA DANZA DI LUCINDA CHILDS &#8212; di Chiara Pedretti &#8212; Intervista a Lucinda Childs Una delle voci più influenti e innovative della danza postmoderna americana, newyorkese DOC, classe 1940, Lucinda Childs è una delle maggiori interpreti della danza minimalista e sperimentale. Le sue coreografie da sempre celebrano la straordinaria capacità dell’artista di intrecciare movimento, spazio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA DANZA DI LUCINDA CHILDS</strong></p>
<p>&#8212; di <strong>Chiara Pedretti</strong> &#8212;</p>
<p><strong>Intervista a Lucinda Childs</strong></p>
<p>Una delle voci più influenti e innovative della danza postmoderna americana, newyorkese DOC, classe 1940, Lucinda Childs è una delle maggiori interpreti della danza minimalista e sperimentale. Le sue coreografie da sempre celebrano la straordinaria capacità dell’artista di intrecciare movimento, spazio e tempo in un racconto visivo e corporeo; l’abbiamo incontrata in occasione della sua visita a Milano, dove, alla Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi”, sono in scena quattro suoi lavori, raccolti sotto il titolo <em>Glass With Silence.</em> Interpretate dalla compagnia MP3 Dance Project di Michele Pogliani, su musiche di Philip Glass appunto, sono il risultato di un grande progetto che porta a Milano dopo tanti anni l’esponente storica più importante del minimalismo americano.</p>
<p><strong><em>Lucinda, è un grande onore averla a Milano. Cosa può dirci di questo suo nuovo lavoro, “Glass With Silence”?</em></strong></p>
<p>Potrei definirlo le due diverse fini di uno spettro, perché ci sono due lavori degli anni ’70 e due lavori post 2020, con alcuni danzatori di Michele (<em>Pogliani, NDR</em>), che è stato uno dei danzatori della mia compagnia: abbiamo già fatto altri progetti insieme, per cui conosco bene i suoi danzatori. I due <em>Etudes</em> sono stati creati apposta per questo nuovo progetto, per creare una serata nuova con l’aggiunta appunto di nuovi pezzi: uno, <em>Katema</em>, è della fine degli anni ‘70, ed è in silenzio, non c’è musica: filmato a Zurigo, ho deciso di esplorare l’opportunità di unire filmato e danza in contemporanea. Me che danzo nel video, e dal vivo due danzatrici della compagnia di Michele che copiano ed imparano il movimento. Questo è stato un esperimento, mai fatto prima, in quanto è sempre stato un assolo ed adesso è diventato un trio! E’ stata l’opportunità di dire ok, presento questo pezzo di quel periodo, ma anche di fare qualcosa di speciale e nuovo con esso: questa è stata l’idea del programma, perché i due <em>Etudes</em> esistevano già , eseguiti dalla compagnia.</p>
<p><strong><em>Lei ha fondato la sua propria compagnia più di cinquant’anni fa. Che progetti ha con o senza la sua compagnia per il futuro prossimo?</em></strong></p>
<p>La mia compagnia ha avuto varie vicissitudini in tanti anni: ci siamo fermati, abbiamo ripreso, poi di nuovo fermi e di nuovo attivi, sto con i danzatori da cinquant’anni, e ciò ha fatto sì che ora abbiamo anche una sede stabile ad Amburgo. Abbiamo presentato nuovi lavori a Berlino ed ad Parigi, e questo è stato molto stimolante per me, aver avuto la possibilità di continuare con la mia compagnia, gestendola in un modo che è abbastanza peculiare; abbiamo lavorato con grandi professionisti come Philip Glass, ma stiamo anche abbastanza per conto nostro, il che ci ha aiutato, tanto che alcuni dei miei danzatori hanno voluto imparare questo aspetto, ossia come gestire una compagnia oltre a farne parte, Ne sono davvero emozionata perché ce l’abbiamo fatta, ci conosciamo così bene da poterci dire, “Ascolta, se questo è troppo basta che me lo dici”, perché c’è moltissimo da fare. Penso che sia abbastanza insolito, ma credo sia una buona soluzione per questi tempi, dove possiamo anche gestirci, sono molto felice per questo. In più, ho altri progetti che non sono ancora stati resti noti, in Francia ed in Olanda, forse anche in Italia, dove vorrei portare un programma che ho fatto con oltre cento allievi a Parigi, del Conservatoire, magari da fare proprio con la Paolo Grassi. Poter entrare in contatto con i giovani è qualcosa che mi piace tantissimo! Poi mi piace lavorare con le compagnie professionali ma anche creare per le opere, è molto stimolante per me lavorare non solo con la mia compagnia, non solo con le compagnie di danza, ma anche con le opere, quando succede è una grande occasione.</p>
<p><strong><em>Lei è una newyorkese DOC. New York, ma gli Stati Uniti in generale, è una culla incredibile della danza contemporanea, i maggiori coreografi sono americani. Le manca qualcosa di questa atmosfera, vivendo in Europa da tanti anni?</em></strong></p>
<p>Sì, sono nata a New York, e sono stata fortunatissima a crescere lì, a conoscere Merce Cunnungham quando ero molto giovane, ancora studentessa, negli anni ’50. E’ stato fantastico essere parte di questo centro di creatività nuova, con John Cage per esempio, facendo lezione di tecnica Cunningham. E’ stato incredibile per me, perchè era il momento ideale per essere a New York, e soprattutto per la formazione in generale: i miei danzatori hanno tutt’ora quasi tutti una formazione classica.</p>
<p><strong><em>Come sta andando la danza contemporanea ai nostri giorni? Ci sono tantissimi stili, tantissime correnti, dove sta andando secondo Lei?</em></strong></p>
<p>Pina Bausch ha aperto a strada, la gente spesso negli anni ’60 mi chiedeva “Ma è teatro o è danza, o è cosa?”, mentre adesso la strada è ben aperta, chissà cosa ci aspetta. Non sempre è facile per il pubblico comprendere questo stile, ma chissà.</p>
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		<title>Centro Culturale Candide. Passione civile e visione del futuro: intervista all&#8217;avv. Giovanni Bonomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 05:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Bonomo]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Culturale Candide]]></category>
		<category><![CDATA[Italian Certified Advisor IICUAE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>GIOVANNI BONOMO, LO SGUARDO LUNGO DI UN AVVOCATO VISIONARIO DALLA FORTE PASSIONE CIVILE In un mondo in cui spesso umanisti e letterari non dialogano con gli informatici e i creativi digitali l’avv. Giovanni Bonomo, promotore culturale animato da una forte passione nel condividere il sapere con il proprio Centro Culturale Candide, si pone come ponte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>GIOVANNI BONOMO, LO SGUARDO LUNGO DI UN AVVOCATO VISIONARIO DALLA FORTE PASSIONE CIVILE</strong></p>
<p>In un mondo in cui spesso umanisti e letterari non dialogano con gli informatici e i creativi digitali l’avv.<strong> Giovanni Bonomo</strong>, promotore culturale animato da una forte passione nel condividere il sapere con il proprio<strong> Centro Culturale Candide</strong>, si pone come ponte di collegamento tra <a href="https://informazione-controcorrente.blogspot.com/2022/11/cultura-umanistica-e-sapere-digitale.html">due mondi apparentemente separati e distanti.</a> Per lascito paterno (<a href="http://www.aldobonomo.it">www.aldobonomo.it</a>) Giovanni Bonomo sa del sacrificio e dello spirito di servizio che un avvocato deve avere per esercitare con eccellenza la propria professione: spirito di servizio, che però non deve mai andare oltre i limiti umani sacrificando la salute e infine la vita.</p>
<p>Per questo ha compreso, segnato profondamente dalla morte da superlavoro del padre, che il mestiere più nobile e coraggioso, al servizio di nessuno, ma allo stesso tempo di tutti, se si ha successo, è quello dell’imprenditore.</p>
<h1>Il Centro Culturale Candide<img decoding="async" class=" wp-image-16392 alignright" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Pubblico-di-Candide-spiccano-Angelo-Gaccione-Stefano-Festa-Remo-Pareschi-Francesco-Piscitello-Serafino-Generoso-300x201.jpg" alt="" width="356" height="238" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Pubblico-di-Candide-spiccano-Angelo-Gaccione-Stefano-Festa-Remo-Pareschi-Francesco-Piscitello-Serafino-Generoso-300x201.jpg 300w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Pubblico-di-Candide-spiccano-Angelo-Gaccione-Stefano-Festa-Remo-Pareschi-Francesco-Piscitello-Serafino-Generoso-768x514.jpg 768w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Pubblico-di-Candide-spiccano-Angelo-Gaccione-Stefano-Festa-Remo-Pareschi-Francesco-Piscitello-Serafino-Generoso.jpg 850w" sizes="(max-width: 356px) 100vw, 356px" /></h1>
<p>Le tre <strong>C</strong> maiuscole del suo Centro Culturale Candide stanno per <strong>C</strong>reatività, <strong>C</strong>ondivisione, <strong>C</strong>onoscenza, e segnano non solo un tragitto da percorrere ma anche il modo di procedere: per questo è sempre stato la sede privilegiata di discussioni e incontri culturali tra letterati, musicisti e liberi pensatori. Anche se da anni non apre più le porte del suo elegante salotto letterario in Brera, situato tra la chiesa di San Marco, il palazzo del Corriere della Sera e il liceo Parini, la sua passione di anfitrione e promotore culturale resta, avendo promosso, sempre come Centro Cultuale Candide, artisti, pittori, scultori, scrittori esordienti in vari locali leggendari di una Milano storica che non era più ormai da bere ma da meglio osservare, anzi da ri-scoprire nei suoi vari aspetti storici e artistici che la rendono nota in tutto il mondo.</p>
<p>In fondo la sua Milano è stata anche quella di Beccaria, di Cattaneo, dei fratelli Verri, che vantavano, come il Manzoni, un forte radicamento nel tessuto culturale e civile della città. In continuità del pensiero illuminista, Bonomo diventa un articolista e divulgatore appassionato, anche su temi scomodi e di informazione controcorrente, giornalista indipendente, cultore di poesia (ha dedicato alla madre poetessa Lorenza Franco il sito <a href="http://www.diVinidiVersi.it">www.diVinidiVersi.it</a>), sempre attento ai temi più sensibili della società civile. L’uso di <em>Facebook</em> e degli altri social network gli hanno insegnato che chi è solo è sempre in buona compagnia, perché spesso chi si crede in compagnia vive solo di solitudine chiassosa. Non ha quindi fatto grandi sforzi per adattarsi alla <em>Digital Transformation</em> della società, anzi, sembra proprio che il suo destino fosse il digitale: <a href="https://ilvelodimaya.eu/bulgaria/la-mia-vita-digitale-per-condividere-il-sapere/">https://ilvelodimaya.eu/bulgaria/la-mia-vita-digitale-per-condividere-il-sapere/</a>.</p>
<h1>Il diritto dell’informazione e dell’informatica</h1>
<p>Giovanni Bonomo ha vissuto del resto quegli anni di transizione non solo tecnologica in cui nasceva, diventando materia universitaria, il <em>diritto dell’informazione e dell’informatica</em>, che già era il titolo di una preziosa rivista a cui era abbonato nello studio legale paterno. Poi arrivano la DLT tecnologia di registro distribuito, più nota come <em>blockchain</em>, la criptofinanza, che si afferma a partire dal Bitcoin, infine l’avvento della AI Intelligenza Artificiale, aspetti tutti di un nuova realtà emergente nel Pianeta a cui Bonomo di appassiona non solo come giurista ma anche come imprenditore.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16391 alignright" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Giovanni-Bonomo-Dubai-300x300.jpg" alt="" width="269" height="269" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Giovanni-Bonomo-Dubai-300x300.jpg 300w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Giovanni-Bonomo-Dubai-1024x1024.jpg 1024w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Giovanni-Bonomo-Dubai-150x150.jpg 150w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Giovanni-Bonomo-Dubai-768x768.jpg 768w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Giovanni-Bonomo-Dubai-1536x1536.jpg 1536w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Giovanni-Bonomo-Dubai.jpg 1600w" sizes="(max-width: 269px) 100vw, 269px" />Di recente ha scoperto Dubai e gli Emirati, una parte del mondo in continua evoluzione che anticipa il futuro, diventando <strong>Italian Certified Advisor IICUAE</strong>, abilitato a offrire  consulenza legale e fiscale alle aziende italiane che vogliono espandersi internazionalmente partendo da Dubai, Emirati e Arabia Saudita.</p>
<p>Come imprenditore digitale Bonomo ha imparato che bisogna sempre mirare alla Luna, <em>volando alto col pensiero</em>, anche al cospetto di chi te la indica col dito medio, solo così si raggiungono le più alte vette. Non a caso l’espressione <em>to the moon</em> indica il valore delle criptovalute che va fin sulla luna e il cui prezzo va fino alle stelle.</p>
<h1>Intervista all&#8217;avv. Giovanni Bonomo</h1>
<p><strong>In uno dei Suoi articoli sostiene che così distanti sono la cultura umanistica-letteraria e quella economica-finanziaria e che Lei si pone come ponte tra questi due diversi mondi: ci può spiegare meglio?</strong></p>
<p><strong>“</strong>Sembra un dialogo impossibile, in effetti, perché chi è umanista e letterato dimostra una notevole ignoranza tecnologica e, viceversa, chi è aduso a districarsi nel marketing e ha conoscenze digitali dimostra una notevole ignoranza umanistica e letteraria. Questo anche perché prevale, nell’attuale contesto multimediale, il <em>visivo</em> sull’<em>auditivo</em>, perché il video funge da motore del cambiamento, come dimostra il fenomeno di <em>Tik-Tok</em>, sorta di <em>Twitter</em> (che ora si chiama X) visivo con minivideo flash in grado di impressionare e catturare l’attenzione immediata del navigatore in Internet. La mia doppia anima di umanista e di imprenditore digitale mi rende non difficile conciliare la cultura umanistica con quella finanziaria e di marketing, ma per i più purtroppo non è così. Collaborando con riviste di arte e cultura mi rendo conto di questa dicotomia che sembra irrimediabile di chi è dedito alla letteratura e di chi è viceversa dedito alla navigazione in Internet e usa lo <em>smartphone</em> per informarsi: così come Internet distrae dalla lettura dei libri, così i libri possono distrarre dall’approfondimento  digitale per usare bene in modo produttivo la Rete. Ma un giusto equilibrio imporrebbe di essere scaltri nell’uso di Internet in mobilità e delle App senza sacrificare quella spiritualità autentica unita alla cultura che solo la lettura di buoni libri può dare”.</p>
<p><strong>Pensa di riaprire il Suo salotto Candide CC prima o poi?</strong></p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16393 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Michela-Vittoria-Brambilla-300x225.jpg" alt="" width="285" height="214" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Michela-Vittoria-Brambilla-300x225.jpg 300w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Michela-Vittoria-Brambilla-768x576.jpg 768w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Michela-Vittoria-Brambilla.jpg 816w" sizes="(max-width: 285px) 100vw, 285px" />“</strong>Non lo escluderei del tutto, se la mia vita avesse una svolta e potendo vivere in una casa accogliente e più ampia di quella attuale, adibita più a studio legale e laboratorio di pensiero critico, una nuova dimora insomma non necessariamente collocata in Brera, e magari nemmeno nell’amata Milano. Ma la quiete di una vita agiata e senza problemi di lavoro, se raggiungessi mai questa meta, non significherebbe mai un’inerzia intellettuale, perché il c.d. tempo libero mi consentirà anzi di dedicarmi a molte attività ora quiescenti o abbandonate da riprendere e sviluppare, tra le quali anche il ricevere artisti e promuovere talenti, ricominciando quindi le mie <em>entrèe des artistes</em>. Del resto il Centro Culturale Candide non si ferma, si reinventa e continua la sua missione nell’attuale trasformazione digitale della società, resta sempre l’officina di pensiero che esprimo sui social e negli articoli non giuridici su fatti di cronaca anche geopolitica per un giornalismo indipendente e non asservito ad alcun editore”.</p>
<p><strong>Cosa è per Lei la curiosità intellettuale?</strong></p>
<p><strong>“</strong>Per me curiosità intellettuale significa intelligenza ma anche passione civile. E la passione civile porta necessariamente alla politica. Perché il fare politica dovrebbe essere l’attività più nobile e degna dell’eticità umana per la costruzione di ogni società civile, ma oggi il primato della politica si è tradotto nel primato del certo politico, che umilia le professionalità, le soggettività libere, il lavoro produttivo, a volte la stessa cultura. Per questo anche il giornalista indipendente fa politica, una sana politica, senza essere pennivendolo al servizio di questo o quel potere come purtroppo dobbiamo oggi vedere nella maggior parte del giornalismo soprattutto televisivo. Ma ciascuno di noi può fare politica impegnandosi per quel poco richiesto dalla coscienza civile e dalla nostra Costituzione in una bellissima frase scolpita nell’art. 4 comma 2 che giova ripetere: “<em>Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un&#8217;attività o una funzione che concorra al progresso</em> <em>materiale o spirituale della società</em>.” L’importante è avere curiosità intellettuale e poter avere pensiero libero e critico”.</p>
<p><strong>Lei sostiene la lettura, in particolare dice che solo quella di buoni libri può salvare il mondo; in che senso?</strong></p>
<p>“Nella mia visione neoilluministica sostengo che la conoscenza e la cultura non possono convivere con la malvagità, che nasce solo dall’ignoranza.<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16398 alignright" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Mauro-Biglino-300x235.jpg" alt="" width="292" height="229" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Mauro-Biglino-300x235.jpg 300w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Mauro-Biglino.jpg 741w" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" /></p>
<p>In <a href="https://avvbonomo.blogspot.com/2019/03/lempatia-alla-base-di-ogni-convivenza-e.html">https://avvbonomo.blogspot.com/2019/03/lempatia-alla-base-di-ogni-convivenza-e.html</a> sostengo che l’empatia, il sapersi mettere nei panni dell’altro &#8211; che è l’opposto del narcisismo, patologia individuale e anche piaga sociale &#8211; può salvare il mondo e la umanità dalle guerre e dall’autodistruzione. In un mio post su Facebook proposi di allestire un circolo di lettura in ogni condominio, anche se la custode del nostro stabile non sarà mai come Renée di <em>L&#8217;eleganza del riccio</em>, il romanzo di Muriel Barbery: solo la cultura può salvare questo mondo governato da interessi che non hanno nulla a che vedere con l&#8217;umanità e la salute dell&#8217;anima”.</p>
<p><strong>Che cosa pensa della AI e in particolare di ChatGPT con riferimento alla creatività che prima si pensava essere prerogativa solo umana?</strong></p>
<p><strong>“</strong>Penso che viviamo ormai in un mondo dalle infinite possibilità perché dominato dalla tecnologia, per alcuni demonizzata e per altri, come il sottoscritto, esaltata come salvifica, nell’interesse dell’uomo, se non lasciata al controllo di pochi che la usano a discapito di molti. Che le possibilità siano infinite, come gli infiniti mondi di Giordano Bruno, è dimostrato dai cambiamenti inimmaginabili che abbiamo avuto in questi ultimi anni &#8211; nella tecnologia, nell&#8217;astronomia e in fisica dei quanti &#8211; avendo la realtà superato l&#8217;immaginazione. <em>De l&#8217;infinito, universo e mondi </em>è il terzo dialogo filosofico che Filippo Bruno, in arte Giordano Bruno, pubblica a Londra nel 1584, chiudendo il ciclo dei dialoghi cosmologici londinesi intrapreso con <em>La cena de le ceneri</em> e proseguito con <em>De la causa, principio et uno</em>. Bruno sembra eliminare la differenza tra creato e creatore come lo intende la teologia pur riconoscendo in Dio la “causa” e il “principio” di tutto. Noi siamo invero partecipi della realtà che viviamo ma anche creatori della stessa, ci dice il filosofo nolano. Che ci siano opere originali e creative prodotte dall’Intelligenza Artificiale non ci deve stupire. Dopo il fenomeno di CahtGPT, che ha dato il via  a un profluvio di nuove AI App che creano video e fanno cose che prima ritenevamo impensabili, l’Intelligenza Artificiale,  con i suo algoritmi di <em>machine learning</em> , è in continua evoluzione”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-16395 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/robot-avanzato-e-pensieroso-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/robot-avanzato-e-pensieroso-300x300.jpg 300w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/robot-avanzato-e-pensieroso-150x150.jpg 150w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/robot-avanzato-e-pensieroso-768x768.jpg 768w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/robot-avanzato-e-pensieroso.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Siamo entrati in una nuova era di transumanesimo e di superevoluzione umana tramite la AI? </strong></p>
<p>“A differenza delle altre specie viventi, l’evoluzione di Sapiens si è giocata all’interno di una nicchia tecnoantropoecologica, in cui il dato naturale è stato sottoposto a processi ininterrotti di alterazione e adattamento. Ciò che Madre Natura non ha voluto concederci, lo stiamo conquistando da soli perché stiamo pian piano ricostruendo il progetto del nostro corpo biologico. E quando di un dispositivo si conosce esattamente il funzionamento, è possibile intervenire con efficacia per riparare i guasti. Se poi i singoli pezzi risultano irrimediabilmente compromessi è possibile sostituirli con artefatti che ne suppliscano le funzioni. Si apre così il grande tema dello <em>human enhancement</em>: quando conosco a fondo una macchina, posso intervenire su di essa non solo per riparare un guasto, ma anche per potenziarne le prestazioni, aggiungendovi migliorie non previste nel progetto iniziale.</p>
<p>Il termine transumanesimo significa che siamo ormai prossimi a una trasformazione radicale che, grazie al progresso scientifico, ci condurrà nel giro di alcuni decenni a trasformarci, andando oltre l’umano, in una nuova specie, come dico nello scritto <em>Il salto oltre la specie</em>. Voglio dire che ci sarà una metamorfosi resa possibile dall’alleanza tra una conoscenza scientifica sempre più capace di penetrare i misteri della natura e un&#8217;abilità tecnico-manipolativa sempre più sofisticata. Un’umanità infinitamente più intelligente, non più vulnerabile, più longeva, più ricca, dotata di capacità sensoriali estese e di una fisicità potenziata”.</p>
<p><strong>Un Suo articolo parla della politica dell’impossibile, riferendosi al suo impegno civile e al Suo Candide CC, ci vuole spiegare meglio?</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16394 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Daniele-Comero-201x300.jpg" alt="" width="282" height="421" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Daniele-Comero-201x300.jpg 201w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Daniele-Comero-685x1024.jpg 685w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Daniele-Comero-768x1147.jpg 768w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Con-Daniele-Comero.jpg 850w" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" />“In un mondo in cui gli allineati e gli schierati, i conformisti e gli omologati, sembrano avere sempre il sopravvento, <em>Candide t</em>iene duro, rivendica i princìpi e l&#8217;idealismo che lo animano e hanno sempre contraddistinto il proprio agire &#8211; per la cultura, la salute pubblica, il sociale, il libero e critico pensiero &#8211; al di FUORI di ogni schieramento e di ogni Parlamento ma DENTRO la società civile. Nel mio dialogo con la scomparsa madre, parlo di ideologia e utopia. <a href="https://avvbonomo.blogspot.com/2023/01/ideologia-e-utopia-dialogo-con-lorenza.html">https://avvbonomo.blogspot.com/2023/01/ideologia-e-utopia-dialogo-con-lorenza.html</a>. L’uomo tende all’infinito, creando le divinità e le religioni, perché vive di limiti, dai quali vorrebbe affrancarsi, soprattutto non accetta la fine della vita. Lorenza Franco considerava tutte le ideologie destinate a fallire, riferendosi in particolare al comunismo e la fascismo, perché portano al pensiero assolutista e alle dittature. Ed io le precisavo, di rimando, che gli uomini hanno ancora legittime aspirazioni e nobili ideali, più che ideologie, che hanno segnato la storia, essendo scolpite nelle carte costituzionali e nei trattati. Per quanto mi riguarda preferisco essere visionario e utopista, più che ideologo. L’ideologia condiziona le azioni mentre ľutopia le ispira conferendo loro un senso. La dimensione utopica è tanto anti-ideologica quanto anticonformista, come lo era la compianta madre poetessa Lorenza Franco. E per questo risulta molto pratica, contrariamente a quanto si dica. Infatti autorizza molte più azioni di quante ne autorizzi ľideologia e persino ľanarchia.</p>
<p>Questa Utopia ha ormai più di trent’anni e resta incompiuta,  si chiama Creatività, Condivisione, Conoscenza, le tre C di <em>Centro Culturale Candide</em>. Corrisponde a quella di coloro che urlarono Libertà, Uguaglianza, Fratellanza. Utopia spesso negata allo stesso tempo in cui viene proclamata”.</p>
<p><em><strong>Intervista a cura di Francesca Lovatelli</strong></em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-16396 aligncenter" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Smart-Working-Lawyer-a-Dubai-300x188.jpg" alt="" width="646" height="405" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Smart-Working-Lawyer-a-Dubai-300x188.jpg 300w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Smart-Working-Lawyer-a-Dubai-768x482.jpg 768w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/12/Smart-Working-Lawyer-a-Dubai.jpg 778w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
<p>The post <a href="https://trendiest.it/centro-culturale-candide-passione-civile-e-visione-del-futuro-intervista-allavv-giovanni-bonomo/">Centro Culturale Candide. Passione civile e visione del futuro: intervista all&#8217;avv. Giovanni Bonomo</a> appeared first on <a href="https://trendiest.it">Trendiest</a>.</p>
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		<title>Alessia Glaviano, direttrice di Global PhotoVogue e del PhotoVogue Festival. Il mondo visto attraverso l’obiettivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2024 14:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Glaviano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8212;  di Valentina Gatti &#8212; pubblicato per gli Alumni Bocconi Partita da New York, la carriera della direttrice di Global PhotoVogue e del PhotoVogue Festival è subito decollata “grazie a capi illuminati” racconta Alessia Glaviano che negli anni ha contribuito a lanciare a sua volta le carriere di molti fotografi oggi famosi La passione per [&#8230;]</p>
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<p>La passione per la fotografia e l’interesse per le ingiustizie sono due fattori fondamentali che hanno condotto <strong>Alessia Glaviano</strong>, 54 anni, a lanciare la piattaforma PhotoVogue<strong> </strong>e il PhotoVogue Festival. Un’avventura iniziata a New York, dopo la laurea in economia alla Bocconi. <em>“Ho pensato di restare in università come ricercatrice, lavorando per i paesi in via di sviluppo, ma volevo anche fare un’esperienza all’estero”</em>, racconta Glaviano.</p>
<p>A New York ha lavorato per sei anni come assistente di studi fotografici, una città con cui aveva una relazione speciale, dato che vi viveva suo padre fotografo. Dalla famiglia Glaviano ha ereditato oltre alla passione per la fotografia anche quella per l’arte. Durante il suo soggiorno a New York, ha avuto rapporti di lavoro con l’agenzia di fotografi Art and Commerce, che rappresentava i più importanti fotografi di moda. “Avevo appena compiuto 30 anni e ero indecisa se restare a New York o rientrare in Europa. Tramite l’agenzia ho avuto l’opportunità di fare un colloquio con Vogue Italia e sono rientrata a Milano”, racconta. Nel 2010 Glaviano ha contribuito al lancio digitale della celebre testata di moda.</p>
<p>Ma voleva andare oltre e realizzare qualcosa di specifico sulla fotografia, notando che ancora non esisteva una piattaforma di foto curata. Così nel 2011 ha deciso di aprire PhotoVogue, una piattaforma di foto aperta a tutti, sia fotografi professionisti che amatoriali. La piattaforma inizialmente era sempre aperta, mentre oggi lo è solo di lunedì dalle 8:00 alle 20:00, ricevendo oltre 17 mila foto. Nel 2021 la piattaforma è diventata globale.</p>
<p>Nel 2016 Glaviano ha lanciato il PhotoVogue Festival, il primo festival di fotografia di moda consapevole dedicato al terreno condiviso tra etica ed estetica, legato a un’influente pubblicazione di moda. Le Open Call di PhotoVogue hanno contribuito a lanciare le carriere di fotografi come Nadine Ijewere, Kyle Weeks, Camila Falquez, Kennedi Carter, Scandebergs e Mous Lamrabat. La prossima edizione del Festival avrà come tema “The Tree of Life: a Love Letter to Nature”.</p>
<p>Inoltre, Glaviano è stata invitata a partecipare come giurata in numerosi concorsi fotografici e portfolio review di fama internazionale, quali World Press Photo, Festival International de Mode et de Photographie à Hyères, e New York Times Portfolio Review.</p>
<p>Nella sua carriera ultraventennale in Condé Nast, Glaviano ha anche curato mostre in prestigiosi musei e istituzioni con alcuni degli artisti più importanti dei nostri tempi; sviluppato la strategia Instagram di Vogue Italia; curato una serie di video interviste ai Maestri della Fotografia; diretto dal punto di vista artistico numerosi progetti digitali come la storia divenuta virale con Ellie Goldstein per Gucci Beauty.</p>
<p>Quella di Glaviano è stata una carriera rapida e sorprendente, agevolata dai suoi responsabili. “Ho sempre avuto capi illuminati, che hanno avuto rispetto per il mio lavoro e mi hanno sempre supportata”, afferma. Nonostante il panorama artistico e il settore della fotografia negli anni Novanta fossero appannaggio quasi esclusivo di uomini bianchi eterosessuali. “Ora l’ambiente è più inclusivo, sono felice di aver dato il mio piccolo contributo in tal senso”.</p>
<p>Parallelamente alla carriera nella fotografia, Glaviano ha portato avanti anche quella accademica, insegnando in atenei quali University of Brighton, Central Saint Martins, IED, Bocconi e Politecnico di Milano. <em>“Per me è fondamentale stare a contatto con i giovani che si stanno formando, non solo per ciò che io do a loro in termini di mentoring, ma anche per quello che loro danno a me. Fare da mentore ai giovani mi permette di allenare la mia apertura mentale e la capacità di ascolto, perché incontro diverse culture, età e ispirazioni. E questo arricchisce sempre”,</em> spiega la direttrice di Global PhotoVogue. <em>“La Bocconi mi ha dato un metodo, delle basi serie di studio e mi ha aperto la mente”</em>, conclude.</p>
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		<title>Podcast di Bocconi e Chora Media. World Bank: l&#8217;esperienza nelle organizzazioni internazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Cordusio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2024 06:02:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[Podcast di Bocconi]]></category>
		<category><![CDATA[Changed by Women]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Persone Changed by Women Online la prima puntata di &#8216;Presenti e future&#8217; Tratto dall&#8217;articolo di Andrea Celauro per gli Alumni Bocconi Nel primo episodio del nuovo podcast di Bocconi e Chora Media nato dal progetto Changed by Women, l&#8217;alumna Federica Ranghieri, program leader for sustainable development della Banca Mondiale, si confronta con la studentessa Irene Cozzi [&#8230;]</p>
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<h1 class="bds-page-lead__title">Online la prima puntata di &#8216;Presenti e future&#8217;</h1>
<p class="bds-page-lead__title"><em>Tratto dall&#8217;articolo di<strong> Andrea Celauro</strong> per gli Alumni Bocconi</em></p>
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<div class="bds-news-lead__content col-12">Nel primo episodio del nuovo podcast di Bocconi e Chora Media nato dal progetto Changed by Women, l&#8217;alumna <strong>Federica Ranghieri</strong>, program leader for sustainable development della Banca Mondiale, si confronta con la studentessa <strong>Irene Cozzi</strong></div>
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<p>Com&#8217;è lavorare per una grande organizzazione internazionale e quali skills sono necessarie? E poi: si riesce ad avere quell’impatto sulla vita delle persone che si immagina quando si sogna quella carriera? Lo scopre la prima delle cinque puntate di ‘Presenti e future’, il nuovo podcast di Bocconi e Chora Media realizzato nell’ambito di Changed by Women, il progetto dell’Università per ispirare le nuove generazioni e raccontare il futuro al femminile.</p>
<p>A discuterne, moderate dalla giornalista <strong>Francesca Milano</strong>, sono l’alumna <strong>Federica Ranghieri</strong>, program leader for sustainable development alla Banca Mondiale, che ora vive al Cairo dopo aver trascorso più di 15 anni negli Stati Uniti, e <strong>Irene Cozzi</strong>, studentessa della Bocconi. <a href="https://open.spotify.com/episode/2WaY5n6HyoTNLnnUnLmdSP">Qui il link per ascoltare la puntata su Spotify</a> (ma il podcast è presente su tutte le principali piattaforme).</p>
<p>‘Presenti e future’ racconta storie di leadership e di mentoring mettendo a confronto in ogni puntata una professionista esperta, alumna Bocconi, e una studentessa (o neolaureata) dell’Università. Si esplorano così le esperienze e i successi di cinque donne che hanno raggiunto posizioni di vertice nel mondo delle organizzazioni internazionali, della tecnologia, del terzo settore, delle startup e della finanza.</p>
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		<title>Tendenza ballo. Intervista a Ivano Esposito e Jessica Leotta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2024 10:09:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[ballo]]></category>
		<category><![CDATA[Jessica Leotta]]></category>
		<category><![CDATA[Ivano Esposito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ballare è terapeutico, fa bene al fisico, ma anche alla psiche, ed è un’attività sportiva completa, utile nei momenti di crisi e superamento delle difficoltà di vita, come hanno dimostrato molti protagonisti del programma di successo della Rai. La caraibico mania, per esempio, è di tendenza sin dall’anno scorso, impazzano i corsi e anche nel settore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="xmprfx_MsoNormal">Ballare è terapeutico, fa bene al fisico, ma anche alla psiche, ed è un’attività sportiva completa, utile nei momenti di crisi e superamento delle difficoltà di vita, come hanno dimostrato molti protagonisti del programma di successo della Rai. La caraibico mania, per esempio, è di tendenza sin dall’anno scorso, impazzano i corsi e anche nel settore moda la danza fa tendenza, con il balletcore; le collezioni primavera estate 2024, infatti, sono piene di riferimenti al mondo del balletto. Gonne di tulle, body, leggings, e ballerine per outfit super cool. Ne sanno qualcosa due talenti della danza, Ivano Esposito e Jessica Leotta.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Per loro il ballo è la vita. Ivano Esposito è sempre stato un figlio del jazz; ballerino con titoli e riconoscimenti a livello nazionale, europeo e internazionale, ha creato la scuola “Ivano Esposito Art Dance”, specializzata in danze caraibiche. Jessica, invece, ballerina professionista e insegnante di danze caraibiche,<b> </b>ha creato la scuola di ballo di cui è Direttrice e insegnante che si chiama Academia de Baile “BAILA SALSA” di Catania.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Insieme formano un duo destinato, da sempre, a calcare i palcoscenici degli eventi più importanti.</p>
<h1>Ivano Esposito</h1>
<p class="xmprfx_MsoNormal">“Sono nato in questa disciplina”-<b>dice Esposito</b>-“durante il corso degli anni ho studiato tanto, anche l’hip hop da strada, grazie al quale ho partecipato a diverse jam session di successo. Ho passato il mio periodo “Michael Jackson”, e solo alla fine, dopo tanti anni di studi, ho finalmente incontrato il magico mondo dei balli caraibici”. <b>Partecipi a diversi campionati in tutto il mondo, quale è il ballo che più ti appassiona?</b> “Ho studiato, ho amato e amo tutt’ora la Danza in tutte le sue forme e ramificazioni. Questo incondizionato amore è ciò che mi ha portato a vari riconoscimenti e mi ha anche dato la possibilità di viaggiare in molte zone del mondo in diversi campionati. Chiaramente ciò che preferisco è il genere che ballo attualmente e che sento come mio al cento per cento, ossia i balli caraibici. Tra tutti, e ce ne sono tanti, c’è uno stile che più mi appassiona tra gli altri, ossia quello che viene definito Salsa New York. L’eleganza dei ballerini che si cimentano in questo stile incontra molto i miei gusti e l’energia che si sprigiona ballando è qualcosa di indescrivibile”.</p>
<p><strong>Probabilmente il merito è anche di Milly Carlucci; con il suo “Ballando con le Stelle” ha rilanciato la moda del ballo di coppia. </strong><b>Cosa ne pensi di Ballando con le Stelle?</b> “Ballando con le stelle è chiaramente un programma di altissimo spicco, molto seguito e a mio parere molto ben strutturato. L’idea di avvicinare il pubblico a quella che è la danza e allo stesso tempo riunire artisti internazionali e di alto calibro è un bellissimo ideale da perseguire”.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>Ti piacerebbe fare un&#8217;esibizione o essere parte del gruppo dei maestri?</b> “Entrare a far parte di un programma così di spicco sarebbe un sogno, un sogno che io stesso ho da tempo immemore. Potermi esibire portando dei temi forti e attuali, raccontare una storia con la mia danza, come un ballo dedicato alla lotta alla violenza sulle donne, sarebbe il culmine delle mie aspirazioni. Il corpo insegnante del programma, inoltre, è di altissimo livello e molto variegato, ma ciò che potrebbe essere aggiunto, a mio parere, è proprio il mondo caraibico per come lo conosciamo noi del settore oggi. Salsa, bachata, e anche il merengue, sono secondo me un’aggiunta valida e che arricchirebbe la rosa già ampia delle discipline”.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">I balli caraibici hanno la capacità di far socializzare le persone; è la solitudine dei tempi moderni</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>Quale è il tuo sogno?</b> “Il mio sogno è tanto semplice quanto complesso, ossia trasmettere tutto ciò che ho imparato, che ho assimilato (e che continuo ad apprendere!) durante la mia vita, ai miei allievi. Ciò non è semplice, avere una scuola di ballo a Napoli è un’avventura, ma cerco sempre di andare incontro a tutte le esigenze prediligendo ore ed ore di apprendimento, finalizzato al corso collettivo o ad un percorso puramente agonistico”.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>Quali sono a tuo parere le doti fondamentali per un ballerino?</b> “Le doti a mio parere non sono qualcosa di innato, ma qualcosa che si costruisce nel tempo. Roma non è stata fatta in un giorno, e così un ballerino non nasce “imparato”. Tutto si fa a piccoli passi, partendo dal primo, studiando le basi, fino ad arrivare alle piste più grandi al mondo. Tra le doti più importanti, prediligo sempre una buona dose di perseveranza e testa dura, che da una buona base può portare veramente in alto”.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>Come è cambiato il mondo della danza e delle competizioni oggi?</b> “Il mondo delle competizioni caraibiche, essendo nato da poco, è stato ugualmente da poco canonizzato. Prima non avevamo molte regole scritte, o obblighi da rispettare. Ci voleva una buona dose di tecnica caraibica che si apprendeva in sala, e tanta pratica. Oggi invece parte tutto dalla danza classica e moderna, dalle basi di queste si può arrivare a calcare i palchi di qualsiasi città. Gli show caraibici, attualmente, sono creati su una base di passi a due, coreografie modern/contemporary e tecnica acrobatica in stile quasi circense”. <b>Quale consiglio daresti a un giovane che inizia il tuo stesso percorso?</b> “Chi si ferma è perduto, non arrendetevi mai. Le sconfitte ci sono in ogni cammino, ma sono ciò che forma un animo forte e che tempra la mente, creandone una vincente! Prima di ogni vetta, c’è sempre una grande salita!”</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>Hai una figura mito alla quale ti sei ispirato?</b> “Non ne ho in mente solo una purtroppo, anche perché durante la mia vita ne ho avute tante, basti pensare al Re del Pop! Danza classica, balli caraibici, competitori e vincitori dei maggiori campionati mondiali, ognuno di loro mi ha dato qualcosa che conservo dentro, e continua a darmi qualcosa da cui potrò sempre imparare e migliorare”. <u><a href="https://instagram.com/ivanodancer" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://instagram.com/ivanodancer</a></u> <u><a href="https://www.facebook.com/IvanoEspositoOfficial" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.facebook.com/IvanoEspositoOfficial</a></u> <u><a href="https://www.ivano-esposito.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.ivano-esposito.it/</a></u></p>
<h1 class="xmprfx_MsoNormal">Jessica Leotta</h1>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><a href="https://www.instagram.com/jessica_leottaofficial/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.instagram.com/jessica_leottaofficial/</a> studia da quando aveva 4 anni, impegnandosi nella sua unica passione .. “LA DANZA”. Sin da piccola spaziava dal moderno, all’hip hop , dalla recitazione e dal musical, alle scuole importanti, ma soprattutto Laboratorio Coreografico, Balli Sociali, Danze Caraibiche e Reggaeton. Tante le competizioni e i Campionati, così come i Premi per questa giovane ballerina, appassionata come la sua terra, la Sicilia, piena di energia, un vero e proprio talento sin dalla più giovane età, che ha approfondito lo studio delle danze caraibiche con lezioni insieme ad artisti del calibro di MIRKO STEFIO , FRANCES NIEVES e SEPTIMO JIMENEZ.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">A 16 anni ha affrontato una gara importante, passando la finale e vincendo il terzo posto e sfiorando il trasferimento in Australia. Tra i tanti congressi ha vinto L’EVENTOPEOPLE, importante nel panorama salsero come solista e presto andrà ai campionati italiani e a quelli mondiali. Non sono mancati i programmi radio e tv, come nell&#8217; anno 2023, quando ha superato la selezione di COACH per la trasmissione televisiva THE COACH su la 7 gold insieme ai suoi allievi come concorrenti. Membro di diverse compagnie di ballo, ha partecipato a vari  congressi salseri internazionali e festival.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>La tua carriera è stata sempre guidata dalla tua ex insegnante portoricana Frances Nieves; cosa trasmette la danza caraibica e perché è così tanto amata a tuo parere?</b><b>  </b>“La mia carriera è esplosa con il mio assolo quando ero ancora  ad adolescente con la guida della mia ex maestra portoricana che ha creduto in me sin dall’inizio con le mie qualità, la mia potenzialità ed il mio essere determinata e obiettiva. La danza caraibica  è una disciplina che ormai ha spopolato tutto il mondo; è tanto amata per i suoi ritmi e i suoi  stili di ballo, per la musicalità tipica della salsa portoricana o cubana, o il feeling e la sensualità della bachata soprattutto nei balli di coppia a livello agonistico o amatoriale. Molta gente oggi si appassiona e  intraprende questo percorso di ballo”.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>Come è nato il duo con Ivano Esposito? </b>“Facendo parte di vari congressi a livello internazionale, ho conosciuto Ivano Esposito che sin da subito ha condiviso gli stessi ideali di un ballerino/a professionista che deve avere per intraprendere un percorso agonistico lavorativo e professionale; abbiamo iniziato a collaborare insieme come coppia per continuare insieme la nostra carriera ed arricchirla con nuove esperienze lavorative ma soprattutto realizzare l&#8217;obiettivo partecipando al campionato mondiale”</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>Sfoggi costumi sempre bellissimi, come li scegli?</b> “I costumi o meglio gli abiti da ballo vengono ispirati dalla coreografia che viene scelta per il ballerino/a in modo tale da richiamare la musicalità ed arricchire la presenza scenica dando una maggior visibilità sul palco; è importante soprattutto per chi intraprende un percorso a livello agonistico ed io sin da piccola ho avuto una dozzina di vestiti da ballo adattati per ciascuna coreografia-costosi-ma non si può fare a meno di sfoggiarli! Ringrazio anche oggi la mia stilista, l’azienda Italiatrend per il suo impegno e la sua creatività”.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>Dopo aver partecipato a progetti internazionali di salsa, oggi dirigi la scuola di ballo BAILA SALSA di Catania. I corsi hanno grande successo anche sull’onda del programma di Milly Carlucci. Il ballo di coppia, quindi è tornato di moda? </b>“Con la diffusione della cultura caraibica ormai oggi affermata, il ballo di coppia è quello che la gente ama di più proprio per complicità, passione, feeling, contatto, che li  appassiona; ci sarebbero tanti termini da elencare per questo stile di ballo sia a livello agonistico ma soprattutto a livello sociale . Vediamo tutto ciò nelle scuole di ballo con i corsi serali pieni o nelle serate caraibiche ormai abbastanza affermate e ricche di gente di varie età che trasformano questa passione in un vero e proprio hobby”.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>Estate è anche tempo di reggaeton, perché?</b><b> </b> “L&#8217;influenza del reggaeton non ha appassionato solo me; molto tempo fa, facevo parte di una compagnia di ballo a livello internazionale con  altri ballerini che oggi praticano questa disciplina. Con il suo beat, il suo flow e i suoi ritmi urbani il reggaeton ha contaminato, oggi, molti artisti tra cui alcuni cantanti; molta gente li ama soprattutto in età adolescenziale influenzando cosi l’estate con vere e proprie hit e brani estivi movimentati. Sono tutti da ballare  e cantare anche in gruppo per divertirsi insieme in lidi o locali con serate anche a tema esclusivamente reggaeton. Per quanto mi riguarda, poi, amo molto questo stile di ballo; non saprei cosa scegliere di  ballare, se il reggaeton, o la salsa, o la bachata, ma non vorrei tradire nessuno di questi stili. Una cosa è sicura: in entrambi i casi la sensualità, la femminilità e il portamento  da trasmettere e insegnare per me sono fondamentali in una ballerina e i tacchi non devono mai mancare!”</p>
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		<title>Gender pay gap. Qualcosa sta migliorando? Intervista ad Alessia Potecchi</title>
		<link>https://trendiest.it/gender-pay-gap-qualcosa-sta-migliorando-intervista-ad-alessia-potecchi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2024 12:38:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[gender equality]]></category>
		<category><![CDATA[gender]]></category>
		<category><![CDATA[welfare familista]]></category>
		<category><![CDATA[Gender pay gap]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’evoluzione dei livelli retributivi: parità di genere (foto di copertina La Galleria a Milano. Photocredits: Guido Alberto Rossi) La sensazione, percepibile molto più che in passato, è che la situazione in generale stia lentamente migliorando. “Lentamente, perché fenomeni di così ampia portata richiedono tempi adeguati, cioè lunghi. Richiedono anche interventi sociali e di strutture efficaci e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<header class="mb-5">
<h1><em style="font-size: 16px;"><strong>L’evoluzione dei livelli retributivi: parità di genere</strong></em></h1>
<p><em>(foto di copertina La Galleria a Milano. Photocredits: Guido Alberto Rossi)</em></p>
</header>
<section>
<div>La sensazione, percepibile molto più che in passato, è che la situazione in generale stia lentamente migliorando.<em> “Lentamente, perché fenomeni di così ampia portata richiedono tempi adeguati, cioè lunghi. Richiedono anche interventi sociali e di strutture efficaci e distribuiti nell’intero territorio. (es. asili nido e tante altre cose)”</em> come ci ricorda <strong>Roberto Targetti</strong>, uno dei più innovativi direttori del personale con anni di esperienza in grandi aziende come Heineken, Novartis, ecc.</div>
<div></div>
<div><em>“La situazione nel nostro Paese è molto diversificata” </em>ribadisce Roberto Targetti<em> “a seconda di pubblico/privato, tipo e dimensioni delle aziende, area geografica ecc. Le donne non vogliono soluzioni tipo “quote rosa” e hanno ragione perché sarebbero deprimenti del merito. E perché (esperienza anche personale) un’eccessiva accelerazione comporta errori sulla scelta di persone, siano donne o uomini, che diventano un boomerang… qui servirebbe un discorso più lungo. Ma resta il fatto che oggi la situazione sta migliorando.”</em></div>
<div></div>
<div>Approfondiamo l’argomento con <strong>Alessia Potecchi</strong>, Responsabile Dipartimento Banche, Fisco e Finanza del PD di Milano Metropolitana, che abbiamo incontrato durante l’evento organizzato dalla Facoltà di Fisica dell’Università Statale a proposito dell’innovazione nel mondo ospedaliero.</div>
<h2>Intervista ad Alessia Potecchi</h2>
<div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-202673 alignleft" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2023/04/Alesia-Potecchi-t-203x300.jpeg" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" srcset="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2023/04/Alesia-Potecchi-t-203x300.jpeg 203w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2023/04/Alesia-Potecchi-t-695x1024.jpeg 695w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2023/04/Alesia-Potecchi-t-768x1132.jpeg 768w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2023/04/Alesia-Potecchi-t-1042x1536.jpeg 1042w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2023/04/Alesia-Potecchi-t.jpeg 1389w" alt="" width="291" height="430" /><strong>Come vedi l’evoluzione della figura femminile, sia nella vita privata, sia in quella professionale?</strong></p>
<div id="istin-10399623" class="istin-content">
<div class="istin-adlabel"></div>
<div id="lamiafinanza_it_article_2" data-google-query-id="CIvA6_zNioYDFRDhuwgdJCwNoQ">
<div id="google_ads_iframe_/22673316910/lamiafinanza_it_article_2_0__container__"><em>“Oggi occorre maggiore attenzione alla vita concreta delle donne che da sempre si sono fatte <strong>carico di un welfare familista </strong>a causa della mancanza di servizi. Bisogna investire in nuove politiche a vantaggio delle famiglie che garantiscano e promuovano pari opportunità. E’ necessario in questa direzione potenziare le norme per poter conciliare i tempi di lavoro e quelli di cura che permettano, in una moderna visione, di restituire all’uomo uno spazio nella vita privata e alla donna uno spazio in quella pubblica proponendo una relazione più autentica nella distribuzione di ruoli e compiti”.</em></div>
</div>
</div>
<p><strong>E’ giusto quindi investire su questo cambiamento?</strong></p>
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<div class="istin-adlabel"></div>
<div id="lamiafinanza_it_article_3" data-google-query-id="CMnf_P_NioYDFViDgwcd9rMOiA">
<div id="google_ads_iframe_/22673316910/lamiafinanza_it_article_3_0__container__"><em>“Investire sulle donne in campo professionale è una necessità per lo sviluppo del Paese: i dati ci dicono che i Paesi più sviluppati sono quelli dove vi è minore disparità di genere. Il lavoro delle donne fa aumentare il PIL e in tutto questo vi è una convenienza economica e pubblica oltre che soggettiva”.</em></div>
</div>
</div>
<p><strong>Le remunerazioni comunque restano molto diverse</strong></p>
<p><em>“Le donne guadagnano meno degli uomini, decisamente meno : le legge è uguale per tutti, i contratti pure, ma nel corso della loro vita lavorativa le carriere, le interruzioni, le scelte fatte o subite fanno si che questa parità sia solo apparente. Un rapporto diseguale con il reddito e con l’indipendenza economica accompagna le donne dall’infanzia alla pensione se lavorano. Si chiama <strong>Gender pay gap.</strong></em></p>
<p><em>E’ la differenza che corre, a parità di mansione, tra lo stipendio di un uomo e quello di una donna. Da qualsiasi punto venga effettuato l’osservatorio, il finale però non cambia: la busta paga delle donne è sempre più leggera”.</em></p>
<h2>I dati ISTAT</h2>
<p><strong>Ci puoi dare qualche dato?</strong></p>
<p><em><strong>“I dati ISTAT </strong>ci dicono che l’occupazione femminile è cresciuta dello 0,2% rispetto a dicembre e dell’1,6% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Ma in un mercato del lavoro che secondo le statistiche è il migliore da 30 anni, le italiane arrancano ancora parecchio <strong>rispetto alla media europea</strong>. Le occupate sono arrivate si <strong>a 9,87 milioni</strong> recuperando il calo notevole dovuto al Covid ma sono <strong>soltanto il 51,9% delle donne tra i 15 e i 64 anni contro il 69,7% degli uomini</strong>, con un grande divario tra nord e sud. Il tasso di occupazione femminile è migliorato rispetto alla fase più acuta della pandemia quando era calato nuovamente sotto la soglia <strong>del 50%</strong> ma comunque è ancora molto <strong>distante dal 62,7%</strong> della media europea e <strong>dalla soglia del 60% </strong>che secondo la strategia di Lisbona avremmo dovuto raggiungere entro il 2010. Oggi come allora la meta di 6 occupate su 10 continua ad essere lontana.”</em></p>
<p><strong>Dicevamo che le remunerazioni restano molto diverse: puoi darci qualche numero?</strong></p>
<p><em>“Il lavoro delle donne (quando c’è…) è più precario di quello degli uomini e meno retribuito. <strong>La quota dei contratti stabili incide per il 20% su quelli maschili e per il 15% su quelli femminili</strong>. Sulla totalità dei nuovi contratti delle donne <strong>il 49% è a tempo parziale contro il 26,2% degli uomini.</strong> </em></p>
<p><em><strong>Eurostat</strong> ci fotografa un <strong>Gender Pay Gap </strong>del 13% in media nell’Unione Europea con <strong>l’Italia </strong>che va dal 4,1% del Settore Pubblico al 16,5% del Settore Privato: le vette qui da noi si raggiungono nelle professioni scientifiche e tecniche 26% e in quello della finanza 22,9% che sono gli ambiti dove le donne sono di meno. E infine ancora diseguaglianza, l’ultima rilevazione dell’<strong>INPS </strong>evidenzia come sul totale di 305 miliardi di euro di pensioni erogate, solo il 44% sia stato corrisposto alle donne”.</em></p>
<p><strong>Si sente parlare di segregazione occupazionale: che cos’è esattamente?</strong></p>
<p><em>“Sì, spesso senza essere consapevoli delle conseguenze che ciò comporterà, le donne cadono nel tranello della cosiddetta <strong>“segregazione occupazionale”</strong>: scelgono cioè lavori più adatti alla loro situazione, caratterizzati da retribuzione bassa e scarsa prospettiva di carriera, ma più compatibili con la gestione familiare perché magari garantiscono vicinanza a casa, orari di routine, assenza di trasferte. Le donne non possono più essere il pilastro <strong>del nostro sistema di welfare</strong>, non possono più farcela. Non possono sostituirsi come prima all’attività dei servizi sociali e sanitari. Vogliono lavorare, vogliono realizzarsi su tutti i piani, vogliono avere figli che oggi spesso non riescono ad avere e vogliono realizzarsi anche sul lavoro”.</em></p>
<h2>Il PNRR</h2>
<p><em>“Oggi su queste questioni si sta lavorando molto anche grazie all’opportunità offerta dal <strong>PNRR</strong> con le risorse provenienti dall’Europa (<strong>191,5 miliardi del Recovery and Resilience facility e i 30 miliardi del Fondo Complementare</strong>). Il PNRR, Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha recepito la proposta della Commissione europea e dedica un’attenzione particolare alle donne e all’esigenza di costruire una strategia per favorire l’occupazione femminile, il Piano va attuato in tutte le sue forme perché rappresenta un tassello fondamentale per il futuro del nostro Paese, è la scommessa su cui l’Italia ha investito”.</em></p>
<p><strong>Per la parità di genere si sta facendo qualcosa?</strong></p>
<p><em>“Con la Legge Golfo Mosca sono stati per la prima volta introdotti obblighi di parità di genere negli organi di amministrazione e delle società quotate nei mercati regolamentati, le quote sono state poi prolungate e aumentate. La diversità di genere è un valore promosso anche dalla<strong> Banca D’Italia</strong> nelle disposizioni di vigilanza delle banche ed è stato introdotto <strong>l’obbligo per i board delle banche</strong> di avere una <strong>composizione diversificata nella sua accezione più ampia,</strong> non solo quindi in termini di genere <strong>ma anche di età, competenze e provenienza geografica.</strong> Questo tipo di iniziative sono in corso anche a <strong>livello europeo e internazionale, il G7 di recente</strong> è intervenuto proprio sul discorso della partecipazione femminile <strong>ai temi economici</strong> e per raggiungere questi obiettivi non basta il rispetto delle quote <strong>imposte dalla legge ma serve garantire parità di condizioni competitive tra i generi</strong> che richiede appunto di riequilibrare il GAP salariale ma anche di approntare un sistema di welfare adeguato perché le donne possano dedicare il tempo necessario alla loro carriera lavorativa”.</em></p>
<p><strong>Vuoi aggiungere qualcosa?</strong></p>
<p><em>“Ancora qualche dato: i Paesi dove vi è minore disparità di genere sono quelli più sviluppati. Il<strong> Fondo Monetario Internazionale</strong> afferma che il tasso di occupazione femminile rappresenta uno <strong>stimolo fortissimo alla crescita del PIL</strong> e più precisamente aumenterebbe <strong>l’economia globale ben del 35%,</strong> un pensiero questo <strong>condiviso dalla Harvard Business School,</strong> secondo cui una piena parità di generi nel mercato del lavoro con una attenzione al campo economico e finanziario porterebbe nel 2025 ad avere un PIL globale annuo pari al 26% in più. <strong>La Gender Economics, l’economia di genere,</strong> è un filone di ricerca proprio atto a dimostrare che le politiche di genere influenzano l’andamento economico di un Paese e su questo assunto si impegna a contrastare le diseguaglianze di genere per realizzare un cambiamento globale.</em></p>
<p><em>Il tempo guadagnato dalle donne è la via per evolvere la società, lì dove le donne hanno spazio aumenta il livello di istruzione e quello imprenditoriale, calano la violenza, la fame, la povertà, diritti femminili e società più sana viaggiano di pari passo. Quindi il lavoro, la carriera e gli spazi delle donne migliorano la vita di tutti facendo crescere comunità e paese intero, sono un fattore positivo e costruttivo per la società intera e per il suo sviluppo economico”.</em></p>
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