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	<title>PRIMA PAGINA Archives - Trendiest</title>
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	<description>Agenzia di stampa, giornalismo e comunicazione</description>
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	<title>PRIMA PAGINA Archives - Trendiest</title>
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	<item>
		<title>La Cyberwarfare nel Conflitto Israele-Iran: un’analisi critica di un nuovo fronte strategico nella guerra moderna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Cordusio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 10:22:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[Cyberwarfare]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto tra Israele e Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bacini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Conflitto Israele-Iran  La Cyberwarfare nel Conflitto Israele-Iran: un’analisi critica di un nuovo fronte strategico nella guerra moderna — a cura del Prof. Marco Bacini — Direttore Master Intelligence per la Sicurezza Nazionale e Internazionale  Il conflitto tra Israele e Iran: dimensione ibrida della guerra Il conflitto tra Israele e Iran scandisce una nuova accelerazione nella dimensione ibrida [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<header class="mb-5"><strong>Conflitto Israele-Iran </strong></p>
<div class="header-meta text-muted"><strong>La Cyberwarfare nel Conflitto Israele-Iran: un’analisi critica di un nuovo fronte strategico nella guerra moderna</strong></div>
</header>
<section>— a cura del Prof.<strong> Marco Bacini</strong> —<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-250171 alignright" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/06/Marco-Bacini-300x300.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/06/Marco-Bacini-300x300.jpg 300w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/06/Marco-Bacini-768x768.jpg 768w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/06/Marco-Bacini-32x32.jpg 32w, https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2025/06/Marco-Bacini.jpg 800w" alt="" width="300" height="300" /><br />
<em>Direttore Master Intelligence per la Sicurezza Nazionale e Internazionale </em></p>
<h3>Il conflitto tra Israele e Iran: dimensione ibrida della guerra</h3>
<p>Il conflitto tra Israele e Iran scandisce una nuova accelerazione nella dimensione ibrida della guerra, dove il dominio cibernetico è divenuto parte integrante dell’architettura bellica contemporanea, come spazio operativo primario al pari di quello terrestre, marittimo, aereo e spaziale. Mentre l’opinione pubblica internazionale si concentra sui missili, sui droni e sulle operazioni convenzionali, il cyberspazio è stato teatro di un’escalation silenziosa ma dirompente.</p>
<p>Dati OSINT riportano un incremento del 700% negli attacchi informatici contro Israele a partire dal 12 giugno 2025, data d’inizio delle ostilità. Una campagna coordinata, attribuibile in larga parte a gruppi filo-iraniani, ha preso di mira infrastrutture critiche, settori finanziari e la sfera informativa del Paese, dimostrando come oggi la guerra informatica non sia più soltanto una componente collaterale, ma un elemento strutturale delle strategie militari statali e non statali.</p>
<h2>La cyber escalation</h2>
<p>Le radici di questa cyber escalation affondano nel precedente storico più emblematico: l’operazione <strong>Stuxnet.</strong> Tra il 2007 e il 2010, Israele e Stati Uniti hanno presumibilmente collaborato allo sviluppo del primo malware con capacità distruttiva su infrastrutture fisiche, danneggiando oltre 1.200 centrifughe della centrale nucleare iraniana di Natanz. Quell’attacco segnò un punto di svolta concettuale perchè da allora, il codice informatico non è più stato un mero strumento di spionaggio ma una vera e propria arma strategica. La risposta iraniana non si fece attendere, nacquero gruppi come APT (Advanced Persisten Threat) 33, 34 e 35, o CyberAv3ngers, capaci di colpire impianti idrici, energetici e industriali con sofisticati attacchi mirati, e assumono il ruolo di attori strategici nel conflitto, attori ibridi e spesso opachi, al confine tra proxy e attori statuali.</p>
<h2>Tre assi principali</h2>
<p>Nell’attuale scenario, le operazioni cyber si sono articolate su tre assi principali. Da un lato il sabotaggio infrastrutturale e finanziario, come dimostrato dall’attacco del gruppo israeliano Gonjeshke Darande alla Bank Sepah, che ha temporaneamente paralizzato prelievi e transazioni. Parallelamente, gruppi iraniani hanno preso di mira centrali elettriche e impianti industriali israeliani, come le raffinerie di Haifa. Il secondo fronte è quello dell’informazione, bot, account fake e campagne di disinformazione hanno inondato i social network con hashtag pro-iraniani e notizie false su attentati e sospensioni di servizi essenziali, con l’obiettivo di generare panico e minare la fiducia pubblica.  Infine, l’aspetto quantitativo, secondo un report pubblicato da Euronews, Israele ha subito oltre 30 attacchi DDoS al giorno da parte di circa 60 gruppi hacktivist internazionali, colpendo portali governativi, istituzioni finanziarie e provider di telecomunicazioni.</p>
<h2>Il controllo sull’infrastruttura informativa interna</h2>
<p>Sul piano delle contromisure, entrambi gli Stati hanno adottato strategie di contenimento fortemente repressive. Israele ha vietato completamente l’uso dei social network nelle basi militari, dopo che l’uso inconsapevole di geotag da parte dei soldati aveva fornito ad Hamas coordinate operative durante l’attacco del 2023. L’attuale censore militare, Kobi Mandelblit, ha annunciato procedimenti penali contro chi diffonderà informazioni militari non autorizzate. L’Iran, dal canto suo, ha implementato un blackout dell’80% della rete pubblica, bloccato applicazioni come WhatsApp e costretto l’intera popolazione digitale all’uso dell’intranet nazionale. Le autorità hanno persino minacciato la pena di morte per la diffusione di post “filo-israeliani”, utilizzando le stesse leve repressive già viste dopo le proteste del 2022.</p>
<p>Il conflitto digitale in corso mostra, nel caso in cui ce ne fosse ancora bisogno, come i regimi autoritari, avendo maggiore controllo sull’infrastruttura informativa interna, riescano a isolarsi dal danno sistemico, mentre le democrazie digitalizzate risultano paradossalmente più esposte. Israele, con la sua profonda integrazione tecnologica ed economica nella sfera digitale, è più vulnerabile rispetto all’Iran, che può limitare con relativa facilità l’accesso a reti e servizi esterni. In questo contesto, i social media assumono il ruolo di armi tattiche: la loro <strong>weaponization</strong> si manifesta nella capacità di plasmare la percezione pubblica, generare disordine e interferire con il processo decisionale politico e militare. L’etica dell’intelligence offensiva non può essere elusa e pone interrogativi sempre più urgenti, attacchi ad infrastrutture civili pongono interrogativi sul rispetto del diritto internazionale, sulla proporzionalità e sulla distinzione proprio tra obiettivi militari e civili.</p>
<h2>Non è solo un conflitto tecnologico</h2>
<p>In conclusione, la cyberwarfare tra Israele e Iran non è solo un conflitto tecnologico, ma un banco di prova per la ridefinizione dei paradigmi di sicurezza nel XXI secolo. Le sfide richiedono la creazione di una nuova dottrina di difesa digitale, fondata sulla cooperazione transnazionale per il tracciamento dei gruppi APT, su investimenti in cyber intelligence per identificare e neutralizzare minacce ibride, e su una regolamentazione internazionale delle operazioni offensive. La lezione, se così vogliamo chiamarla è chiara, oggi la sicurezza nazionale non si gioca più solo sui campi di battaglia fisici, ma anche dentro i data center, nelle vulnerabilità zero-day, nei social network e nei flussi globali dell’informazione.</p>
<p>Chi non presidia questi fronti, è destinato a soccombere.</p>
</section>
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		<title>“Securitizzazione” in Europa: la nuova strategia di Bruxelles per potenziare gli investimenti nell’Unione Europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2025 10:26:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[cartolarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[“Securitizzazione” in Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Securitizzazione” in Europa &#8212; di Dario Carella &#8212;   Potenziare gli investimenti nell’Unione Europea La securitizzazione (in italiano anche “cartolarizzazione“) è un’operazione finanziaria complessa attraverso cui un soggetto, tipicamente una banca o un altro intermediario finanziario, trasforma attività illiquide (come crediti, mutui, prestiti) in titoli negoziabili sul mercato. Scommessa di Bruxelles sul mercato della cartolarizzazione Bruxelles ha lanciato un’importante iniziativa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<header class="mb-5">
<h1>“Securitizzazione” in Europa</h1>
</header>
<section>
<header class="page-header page-header-simple">
<p class="entry-title"><strong>&#8212; di Dario Carella &#8212;  </strong></p>
<p class="entry-title"><strong>Potenziare gli investimenti nell’Unione Europea</strong></p>
<p>La <strong data-start="3" data-end="23">securitizzazione</strong> (in italiano anche “<strong>cartolarizzazione</strong>“) è un’operazione finanziaria complessa attraverso cui un soggetto, tipicamente una banca o un altro intermediario finanziario, <strong data-start="190" data-end="276">trasforma attività illiquide (come crediti, mutui, prestiti) in titoli negoziabili</strong> sul mercato.</p>
</header>
<h2 class="post-media">Scommessa di Bruxelles sul mercato della cartolarizzazione</h2>
<div class="post-wrap">
<div class="post-main">
<section class="entry-content">Bruxelles ha lanciato un’importante iniziativa per rivitalizzare il mercato della cartolarizzazione dell’Unione Europea, un settore che vanta un valore di 1,6 trilioni di euro. Questa strategia si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per il divario di investimenti fra l’UE e concorrenti globali come Stati Uniti e Cina. La Commissione Europea sostiene che attraverso la ristrutturazione del mercato della cartolarizzazione si possa migliorare l’integrazione finanziaria nell’Unione, stimolando la concessione di prestiti da parte delle banche a famiglie e piccole e medie imprese (PMI).<strong>Maria Luís Albuquerque</strong>, commissaria europea per la finanza, ha dichiarato che le nuove proposte mirano a semplificare il quadro normativo, mantenendo nel contempo salvaguardie per garantire la stabilità finanziaria. Questi cambiamenti includono la riduzione dei requisiti di reporting sia per gli emittenti che per gli investitori e l’abbattimento delle necessità di capitale per i prestiti considerati meno rischiosi. In questo modo, si punta a rinforzare le priorità strategiche dell’Unione, promuovendo una maggiore liquidità nel mercato.Tuttavia, la reazione da parte di alcuni esperti e organizzazioni di vigilanza è mista; sebbene il rilancio del mercato venga visto come un’opportunità, permangono delle preoccupazioni sulle potenziali implicazioni negative di tali riforme. Di fronte a questa opportunità, risulta fondamentale riflettere attentamente sulle modalità attraverso le quali queste riforme saranno attuate per evitare rischi sistemici che possano ripercuotersi sull’intero sistema finanziario europeo.</p>
<h2><span id="Proposte_della_Commissione_Europea_per_stimolare_gli_investimenti" class="ez-toc-section"></span>Proposte della Commissione Europea per stimolare gli investimenti</h2>
<p>Le proposte avanzate dalla Commissione Europea si concentrano su un insieme di misure tese a rendere il mercato della cartolarizzazione più accessibile e attraente per gli investitori. L’idea principale è quella di permettere alle banche di liberare capitale mantenuto a riserva per i prestiti, aumentando così la loro capacità di concedere nuove linee di credito attraverso prestiti a famiglie e piccole e medie imprese (PMI). Queste modifiche legislative mirano a ridurre gli oneri normativi: la Commissione intende tagliare i requisiti di reporting per gli emittenti di titoli, che dovrebbero facilitare il processo di creazione e distribuzione di questi strumenti finanziari.</p>
<p>Maria Luís Albuquerque ha specificato che le nuove misure non sono finalizzate esclusivamente all’espansione del mercato in sé, ma piuttosto a supportare gli obiettivi strategici dell’Unione Europea. Questo implica un approccio orientato a stimolare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, mirando a un impatto positivo diretto sulla vita quotidiana dei cittadini europei. Contemporaneamente, è previsto un abbattimento delle riserve patrimoniali per prestiti considerati meno rischiosi, un fattore che, se gestito con prudenza, potrebbe incentivare le banche a erogare più crediti.</p>
<p>Nonostante la visione positiva della Commissione, restano delle preoccupazioni significative circa l’effettiva attuazione di queste politiche. Critici come l’organizzazione <strong>Finanz-Watch</strong> avvertono che le opportunità fornite dalla liberazione di capitale non garantiscono automaticamente che le risorse verranno utilizzate in maniera produttiva. Senza un monitoraggio adeguato, i fondi liberati potrebbero essere destinati a riacquisti di azioni o pagamenti di dividendi, piuttosto che a finanziare nuovi investimenti nella reale economia europea. Il successo delle misure proposte dipenderà quindi dalla volontà e dalla capacità delle istituzioni finanziarie di utilizzare i fondi in modo da supportare realmente la crescita economica e l’innovazione nel continente.</p>
<h2><span id="Rischi_associati_al_rilancio_della_cartolarizzazione" class="ez-toc-section"></span>Rischi associati al rilancio della cartolarizzazione</h2>
<p>Il tentativo di Bruxelles di rivitalizzare il mercato della cartolarizzazione ha sollevato preoccupazioni significative riguardo ai potenziali rischi per la stabilità finanziaria dell’Unione Europea. Critici, tra cui esperti finanziari e organizzazioni non governative come <strong>Finance Watch</strong>, avvertono che, sebbene le misure proposte possano offrire benefici a breve termine, esse presentano insidie importanti che potrebbero ripercuotersi sull’economia a lungo termine.</p>
<p>Una delle principali critiche riguarda la mancanza di legami obbligatori tra la liberazione di capitale e l’effettivo aumento di prestiti a favore del settore produttivo. La possibilità che le banche utilizzino i capitali “liberati” per azioni di riacquisto o per la distribuzione di dividendi, piuttosto che per investimenti produttivi, rappresenta un potenziale rischio sistemico. Finance Watch sottolinea che questo comportamento potrebbe tradursi in un ciclo chiuso nel sistema bancario, in cui il rischio è semplicemente trasferito invece di essere eliminato.</p>
<p>In aggiunta, la <strong>riluttanza delle banche</strong> a collocare i prestiti cartolarizzati nel mercato potrebbe limitare l’impatto positivo atteso dalle riforme. La pratica corrente di mantenere le esposizioni sui bilanci o di vendere i prestiti ad altre istituzioni finanziarie riduce la disponibilità di nuovi capitali per l’economia reale. Critici della strategia di Bruxelles segnalano che una tale condotta potrebbe complicare ulteriormente il panorama economico europeo, privilegiando la stabilità interna delle banche rispetto alla necessità di stimolare la crescita nelle PMI e altri settori chiave.</p>
<p>C’è un consenso crescente sulla necessità di sviluppare e implementare regolamenti e supervisione che garantiscano che le riforme fungano da base per una vera innovazione economica e non si trasformino in una mera opportunità per quotidiane pratiche speculative da parte delle istituzioni finanziarie. Solo con controlli solidi e chiari si potrà sperare di mitigare i rischi associati a un rilancio non regolamentato del mercato della cartolarizzazione.</p>
<h2><span id="Posizioni_divergenti_degli_stati_membri" class="ez-toc-section"></span>Posizioni divergenti degli Stati membri</h2>
<p>Le reazioni alle proposte della Commissione Europea riguardanti il mercato della cartolarizzazione sono variate significativamente tra i diversi Stati membri. Mentre alcuni Paesi, in particolare la Germania e la Francia, si schierano a favore di queste riforme, altri membri dell’UE esprimono riserve e preoccupazioni circa le possibili conseguenze di una centralizzazione delle politiche finanziarie. La forte opposizione di stati come i Paesi Bassi e la Svezia, ad esempio, mette in evidenza l’esistenza di differenti visioni su come dovrebbe essere gestita l’integrazione dei mercati finanziari all’interno dell’Unione.</p>
<p>Le posizioni divergenti sono in parte alimentate da storie economiche e finanziarie diverse tra gli Stati membri. I Paesi del Sud Europa, colpiti da crisi economiche e da elevati debiti sovrani, potrebbero vedere nelle misure proposte un’opportunità per stimolare la crescita attraverso un maggior accesso al credito. D’altro canto, i Paesi nordici temono che un rilassamento delle regole di vigilanza possa riaprire la porta a pratiche rischiose nei mercati finanziari, come quelle osservate prima della crisi del 2008.</p>
<p>Inoltre, ci sono preoccupazioni circa la mancanza di coordinamento nella supervisione del mercato della cartolarizzazione tra i vari Stati membri, che potrebbe portare a disuguaglianze nella protezione degli investitori e alla frammentazione del mercato unico europeo. La Commissione si trova quindi di fronte a una sfida complessa: trovare un equilibrio tra la necessità di rilanciare l’economia attraverso investimenti vantaggiosi e la necessità di mantenere la stabilità del sistema finanziario europeo.</p>
<p>Nonostante le evidenti divergenze, esiste una crescente consapevolezza che la realizzazione di un’Unione dei Mercati dei Capitali realmente funzionante richiede una maggiore armonizzazione delle normative e delle leggi sull’insolvenza tra i vari paesi membri. Molti esperti concordano sul fatto che senza queste misure, qualsiasi tentativo di rilancio del mercato della cartolarizzazione potrebbe rischiare di avere effetti limitati e di non essere in grado di canalizzare efficacemente i risparmi verso investimenti produttivi nell’economia reale, ostacolando così gli obiettivi di crescita a lungo termine per l’Unione Europea.</p>
<h2><span id="Impatti_attesi_sulla_crescita_economica_dellUE" class="ez-toc-section"></span>Impatti attesi sulla crescita economica dell’UE</h2>
<p>Le recenti proposte della Commissione Europea per rilanciare il mercato della cartolarizzazione si prefiggono di avere un impatto significativo sulla crescita economica del blocco. Le riforme mirano a colmare il divario di investimenti tra l’Unione Europea, Stati Uniti e Cina, con un’aspettativa di stimolo per il flusso di capitale verso famiglie e piccole e medie imprese (PMI). In un contesto in cui il capitale è essenziale per la crescita, l’idea di strutturare un mercato della cartolarizzazione più robusto e meno oneroso si basa sulla premessa che le banche possano utilizzare il capitale liberato per incrementare la loro offerta di prestiti.</p>
<p>Maria Luís Albuquerque, commissaria europea per la finanza, ha affermato che i cambiamenti normativi guideranno la liquidità e miglioreranno le opportunità di finanziamento, specialmente per le PMI, che rappresentano spine dorsali dell’economia europea. Si prevede, infatti, che una maggiore disponibilità di credito possa tradursi in investimenti significativi in innovazione e occupazione, favorendo un ambiente economico più dinamico.</p>
<p>Tuttavia, le aspettative sono contrastate da preoccupazioni circa l’effettiva realizzazione di tali benefici. Gli esperti avvertono che, senza meccanismi di controllo adeguati, vi è il rischio che i capitali liberati non siano destinati a progetti produttivi, ma piuttosto reindirizzati verso pratiche speculative o distribuzione di dividendi. Questo contenuto rischio di creare un ciclo limitato di investimento, che non apporterebbe il valore aggiunto atteso all’economia reale.</p>
</section>
</div>
</div>
</section>
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		<title>La route 66 USA. La mitica “Coast to coast” ma &#8230; nel 2034. Appena 10 anni da adesso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 15:26:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Paladini]]></category>
		<category><![CDATA[mitica “Coast to coast”]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo con piacere questo gustoso pezzo &#8220;futuribile&#8221; uscito pochi giorni fa sul profilo Facebook di Fabrizio Paladini.  68 anni, giornalista per 42 anni, di cui 20 al Messaggero, fondatore e direttore di Metro primo quotidiano gratuito, 10 anni a Panorama. Ora in pensione, scrive libri e cura una piccola casa editrice (CONG) che gestisce tutta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" wp-image-233750 alignleft" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2024/11/Fabrizio-Paladini-300x300.jpg" alt="" width="205" height="205" /><strong><em>Pubblichiamo con piacere questo gustoso pezzo &#8220;futuribile&#8221; uscito pochi giorni fa sul profilo Facebook di Fabrizio Paladini.<br />
</em></strong><em> 68 anni, giornalista per 42 anni, di cui 20 al Messaggero, fondatore e direttore di Metro primo quotidiano gratuito, 10 anni a Panorama. Ora in pensione, scrive libri e cura una piccola casa editrice (CONG) che gestisce tutta l’opera artistica di Hugo Pratt.</em></p>
<div class="xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs x126k92a">
<h1 dir="auto">Novembre 2034, di ritorno dagli Stati Uniti</h1>
<div dir="auto"><span style="font-size: 1rem;">Sono appena tornato da un viaggio lungo un mese negli Stati Uniti. Ho fatto, ormai in tarda età, la mitica “<strong>Coast to coast</strong>” . Ne avevo sentito parlare in età preistorica dai fratelli dei miei amici e poi da loro stessi, imbottiti dei vari Jack Kerouac e Allen Ginsberg, di Easy Rider e Peter Fonda, di Bob Dylan e Neil Young. Ci avevo pensato tante volte ma poi, un po’ il budget, e poi &#8211; quando c’erano i soldi &#8211; c’era il lavoro e non avevo il tempo, e i figli piccoli. Insomma, ho sempre rimandato.</span></div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">
<p>Ma adesso ce l’ho fatta.</p>
</div>
<p dir="auto"><strong>I Like, capitale di Facebook</strong></p>
<div dir="auto">Sono partito da I Like, capitale di Facebook, lo stato più vicino a noi. Nella grande città c’ero già stato tante volte &#8211; una volta si chiamava New York ma, ripeto, è roba antica.<strong> Facebook è uno Stato aperto</strong>, tollerante, dove puoi perfino incontrare gente di etnia diversa (c’è perfino qualche messicano, anche se dall’atteggiamento un po’ furtivo) e ti consentono &#8211; una volta al mese e in non più di 15 persone &#8211; di manifestare contro la guerra e contro l’aumento dei prezzi.</div>
</div>
<p dir="auto"><strong>Il mid-west e gli Stati federati di Exxon, Trip Adivisor, Netflix &#8230;</strong></p>
<div dir="auto"><span style="font-size: 1rem;">Con un grande caravan mi sono messo sulla strada e nel corso del tempo ho attraversato diversi stati: il prospero Exxon, il gaudente Trip Advisor, il visionario Netflix, il piccolo ma efficiente Uber, il pittoresco Adobe. Poi, al di là di una catena montuosa che si chiama sempre Rocky Mountain c’era il piccolo ma divertente Only Fans anche se per me c’era ormai poco da fare ma molto da osservare perché le attrazioni sono per ragazzi più giovani.</span></div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Google mi ha accolto all’alba con grande ospitalità. Devo dire che lì le mappe stradali funzionano davvero e anche la posta. Ho ancora attraversato AT&amp;T, IBM, Morgan Stanley, Boeing con alti e bassi.</div>
<p dir="auto"><strong>Nell’Amazon ho trovato di tutto</strong></p>
<div dir="auto">Ma è stato proprio nell’Amazon che ho trovato di tutto: non ci crederete ma sembrava un emporio infinito. C’erano perfino delle zone (recintate) dove stavano i discendenti dei vecchi rivoluzionari. Le chiamano “riserve” e ce n’è una con i musicisti (degli artisti che una volta suonavano degli antichi strumenti a corda, a fiato o a percussione e perfino cantavano. Sono lì un po’ spenti, coltivano una vecchia erba magica e hanno aperto un casinò . Ce n’è un’altra (con recinti un po’ più alti) dove hanno messo gli scrittori e i poeti. Si può entrare a fare visita e puoi assistere se sei fortunato a un reading di poesie (è una antica tradizione dei secoli scorsi) che venne replicata con successo anche in Italia sulla spiaggia di Castelporziano molti decenni fa. Poi ce n’è una con gli Indiani (o Nativi) ma nessuno mi ha saputo spiegare chi sono.</div>
</div>
<p dir="auto"><strong>La West Coast</strong></p>
<div dir="auto"><span style="font-size: 1rem;">Sulla costa ovest, che una volta chiamavamo West Coast, ci sono due Stati molto grandi e molto importanti che hanno una linea politica un po’ diversa dalla maggior parte, un po’ come avviene nel Facebook. Si chiamano Microsoft e Apple. Sono molto ricchi e tendono ad appoggiare le aziende di opposizione che però sono sempre meno. C’è un buon clima, si fa il bagno, sulle spiagge ci sono le palme (non sempre di plastica). Le ragazze sono bellissime e sono quasi tutte impiegate nella comunicazione come “influencer” (ma per avvicinarle devi avere dai 100mila follower in su).</span></div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">La capitale di Apple si chiama I-Phone ed è molto antica, ci sono addirittura palazzi di 100 anni fa. Al suo ingresso campeggia una scritta enorme che dice “Stay hungry, stay foolish” anche se di fame e di pazzia ne ho vista poca. Ho preso l’aereo per tornare a Roma da Windows, capitale di Microsoft, perché costava meno.</div>
<p dir="auto"><strong>La capitale degli Stati Uniti, Tesla</strong></p>
<div dir="auto">La prossima volta vorrei andare al Sud e visitare la capitale degli Stati Uniti, Tesla, ma ad oggi è molto complicato perché il presidente Musk (ormai al terzo mandato) ha messo dei vincoli ai visitatori ed è necessario un visto speciale. Tra le domande a cui rispondere ce ne sono alcune come: <em>“Ha mai pensato con la testa sua, formandosi opinioni proprie?”</em> Oppure: <em>“Ha mai lavorato per società che avevano a che fare con la scrittura, l’arte, la fantasia?”</em>.</div>
<div dir="auto">Ho paura a scrivere il falso. Mi sa che non ci vado.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><span class="html-span xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs"><a class="x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n xd10rxx x1sy0etr x17r0tee x972fbf xcfux6l x1qhh985 xm0m39n x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz x1sur9pj xkrqix3 x1fey0fg x1s688f" role="link" href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100011418679544&amp;__cft__[0]=AZUOEyEufmi-W5gcehKjUkCoplXCsbQQPfGk_KPLHWfRKX8YMeQqt2-kvx2VmSzwdiyTCAttOd1YUrTjasbDCm43MzGcb-MwbsxklA0jyxxDC6LlMM3tZ9mR5sfDExO6ThgFLdwsWf24TAsvAXPzExgIW01b0FFkZTvQmcPbSkZc0ewZIyPJm-rTtcb1NIBbi7Q&amp;__tn__=-]K-y-R"><span class="xt0psk2">Fabrizio Paladini</span></a></span></div>
</div>
<p>The post <a href="https://trendiest.it/la-route-66-usa-la-mitica-coast-to-coast-ma-nel-2034-appena-10-anni-da-adesso/">La route 66 USA. La mitica “Coast to coast” ma &#8230; nel 2034. Appena 10 anni da adesso</a> appeared first on <a href="https://trendiest.it">Trendiest</a>.</p>
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		<title>In ottobre torniamo all&#8217;ora solare. Ma&#8230; giuridicamente, cosa succede in quell&#8217;ora in più?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2024 15:15:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[ora solare]]></category>
		<category><![CDATA[ora legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;ora in più da vivere&#8230; ma come la registriamo sulla nostra agenda? Il 26 ottobre alle ore tre in Italia e in tutta l&#8217;Unione Europea le lancette degli orologi torneranno indietro di un&#8217;ora e segneranno le ore due nuovamente. Avremo un &#8216;ora in più di vita notturna per chi lo desidera, ma certamente un&#8217;ora di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Un&#8217;ora in più da vivere&#8230; ma come la registriamo sulla nostra agenda?</h1>
<p>Il 26 ottobre alle ore tre in Italia e in tutta l&#8217;Unione Europea le lancette degli orologi torneranno indietro di un&#8217;ora e segneranno le ore due nuovamente. Avremo un &#8216;ora in più di vita notturna per chi lo desidera, ma certamente un&#8217;ora di più di sonno per tutti gli altri.</p>
<p>Il sistema di alternanza tra ora solare e ora legale è una pratica adottata per sfruttare al meglio la luce naturale durante i mesi estivi, spostando avanti di un&#8217;ora le lancette dell&#8217;orologio rispetto all&#8217;ora solare. Questo sistema mira a risparmiare energia, riducendo la necessità di illuminazione artificiale nelle ore serali. Vediamo come funziona in Italia e in altre parti del mondo.</p>
<p><strong>Internazionalmente</strong><br />
<em>&#8220;<strong>Daylight saving time&#8221;: </strong><strong>Legal time</strong> (or standard time) is defined as <b><span role="tooltip"><span class="c5aZPb" role="button" data-enable-toggle-animation="true" data-extra-container-classes="ZLo7Eb" data-hover-hide-delay="1000" data-hover-open-delay="500" data-send-open-event="true" data-theme="0" data-width="250" data-ved="2ahUKEwjF0K-p-quJAxVy_7sIHUmOOCUQmpgGegQIMhAD"><span class="JPfdse" data-bubble-link="" data-segment-text="UT">UT</span></span></span> (universal time) + or &#8211; N hours (where N is an integer number)</b>. N may change during the year in order to have a standard time and a daylight saving time.</em></p>
<h1>Ma&#8230; giuridicamente, cosa succede in quell&#8217;ora in più?</h1>
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<article class="w-full text-token-text-primary focus-visible:outline-2 focus-visible:outline-offset-[-4px]" dir="auto" data-testid="conversation-turn-5" data-scroll-anchor="true">
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<p>Si portano indietro le lancette di un’ora, e l’orario ritorna alle ore 2. Questo provoca un&#8217;ora &#8220;doppia&#8221;, in cui le due fasce orarie coesistono. Per risolvere il problema della registrazione giuridica di eventi durante quest’ora, ci sono delle linee guida comuni.</p>
<p><strong>Distinzione tra “prima” e “seconda” ora.</strong>  Per evitare confusione, ci si riferisce alle due ore in questo modo:</p>
<ul>
<li><strong>“2:00 ora legale”</strong> o <strong>“prima 2:00”</strong> (l’ora prima del cambio);</li>
<li><strong>“2:00 ora solare”</strong> o <strong>“seconda 2:00”</strong> (l’ora dopo il cambio).</li>
</ul>
<p>In alcuni ambiti, come quello giuridico o delle registrazioni bancarie, potrebbe essere specificato quale delle due ore si intende con queste dizioni, assicurando chiarezza nell’orario esatto in cui un evento si è verificato.</p>
<p><strong>Uso del tempo universale coordinato (UTC). </strong>Per ridurre al minimo l’ambiguità, in molti casi ufficiali si fa riferimento al Tempo Universale Coordinato (UTC), che non è influenzato dai cambi d&#8217;ora. Questo standard è utilizzato, ad esempio, nei contratti internazionali, nelle transazioni finanziarie e nei sistemi informatici. Specificando l&#8217;orario in UTC si evita il rischio di confusione derivante dai passaggi tra ora legale e ora solare.</p>
<h1>Settori specifici</h1>
<p><strong>Settore giudiziario:</strong> negli atti giuridici e nei documenti ufficiali, si usa spesso specificare l&#8217;ora di riferimento (legale o solare) o ricorrere all&#8217;ora UTC per eliminare incertezze.<br />
<strong>Settore bancario e finanziario:</strong> per le operazioni finanziarie, le banche solitamente adottano orari di chiusura basati su UTC o specificano chiaramente se si fa riferimento all’ora legale o solare.<br />
<strong>Settore sanitario e pubblico:</strong> anche nelle cartelle cliniche e negli interventi d’urgenza, durante il cambio d’ora, è pratica indicare l’orario con l’annotazione sull’ora solare o legale per evitare ambiguità.</p>
<p><strong>In pratica </strong>per una registrazione ufficiale durante l’ora doppia, si consiglia sempre di specificare l’orario in base alla designazione <strong>&#8220;ora legale&#8221; o &#8220;ora solare&#8221;</strong>. Questo assicura precisione e chiarezza giuridica, evitando interpretazioni errate.</p>
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<h1>In Italia e nell&#8217;Unione Europea</h1>
<p>In Italia, come in tutta l&#8217;Unione Europea, l&#8217;ora legale inizia l&#8217;ultima domenica di marzo, quando le lancette vengono spostate un&#8217;ora in avanti, e termina l&#8217;ultima domenica di ottobre, quando l&#8217;orario torna indietro di un&#8217;ora per rientrare nell&#8217;ora solare. Tuttavia, nel 2018 il Parlamento Europeo ha approvato una proposta per abolire il cambio stagionale dell&#8217;ora, lasciando ogni Stato membro libero di decidere se mantenere l&#8217;ora solare o l&#8217;ora legale per tutto l&#8217;anno. Questa decisione doveva essere implementata entro il 2021, ma a causa di ritardi e disaccordi tra i Paesi, non è ancora entrata in vigore e il cambio d&#8217;ora continua ad essere applicato.</p>
<h1>Negli Stati Uniti e in altri Paesi del mondo</h1>
<p>Negli Stati Uniti il sistema è simile, ma le date di cambio sono leggermente diverse: l&#8217;ora legale inizia la seconda domenica di marzo e termina la prima domenica di novembre. Alcuni Stati, come l&#8217;Arizona (eccetto la riserva Navajo) e le Hawaii, non applicano il cambio d&#8217;ora e mantengono l&#8217;ora solare tutto l&#8217;anno. Anche in Canada, la maggior parte delle province segue il sistema di cambio d&#8217;ora simile agli Stati Uniti, con alcune eccezioni a livello locale.</p>
<p><strong>In Russia</strong>, l&#8217;ora legale è stata abolita nel 2014, e il Paese ha scelto di mantenere permanentemente l&#8217;ora solare. <strong style="font-size: 1rem;">In Cina</strong><span style="font-size: 1rem;">, non viene applicato alcun cambio d&#8217;ora, e l&#8217;intero Paese mantiene l&#8217;orario di Pechino per tutto l&#8217;anno, nonostante sia attraversato da diversi fusi orari. </span><strong style="font-size: 1rem;">In Brasile</strong><span style="font-size: 1rem;">, l&#8217;ora legale era adottata in alcune regioni del Paese, ma è stata sospesa nel 2019 per decisione del governo, che ha ritenuto i risparmi energetici marginali.</span></p>
<h1>Controversie e futuri sviluppi</h1>
<p>Il sistema di alternanza tra ora solare e ora legale è oggetto di dibattito in molti Paesi: i benefici sul risparmio energetico non sono più così rilevanti come in passato, soprattutto con l&#8217;aumento dell&#8217;efficienza energetica e la maggiore dipendenza dall&#8217;elettricità per altri usi. Inoltre, molti studi indicano che il cambio d&#8217;ora può avere effetti negativi sulla salute e sul benessere, con impatti su sonno e produttività. Sebbene l&#8217;alternanza tra ora solare e ora legale sia ancora in uso in molti Paesi, si assiste a una tendenza verso l&#8217;abolizione del sistema, e nel prossimo futuro potrebbe essere sostituito da un orario unico per tutto l&#8217;anno in molte aree del mondo.</p>
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		<title>Aprire una società in Svizzera? Perché no? Le facilitazioni economiche non mancano</title>
		<link>https://trendiest.it/aprire-una-societa-in-svizzera-perche-no-le-facilitazioni-economiche-non-mancano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 08:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[Aprire una società in Svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8212; tratto da www.greenplanner.it &#8212;  di M.Cristina Ceresa &#8211; Le facilitazioni economiche non mancano, ma la domanda è: quale Cantone scegliere? Noi ne abbiamo visitati tre: Ticino, Uri (collegato al Gran Zurigo) e quello di Lucerna. Ecco con chi parlare La Svizzera è vicina all’Italia, non solo dal punto di vista geografico, ma anche per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8212; tratto da <strong><a href="http://www.greenplanner.it">www.greenplanner.it</a></strong> &#8212;  di <strong>M.Cristina Ceresa</strong> &#8211;</p>
<p>Le facilitazioni economiche non mancano, ma la domanda è: quale Cantone scegliere? Noi ne abbiamo visitati tre: <strong>Ticino, Uri</strong> (collegato al Gran Zurigo) e quello di <strong>Lucerna</strong>.</p>
<h1>Ecco con chi parlare</h1>
<p>La Svizzera è vicina all’Italia, non solo dal punto di vista geografico, ma anche per lo sviluppo di business. L’obiettivo conclamato è portare qui talenti, aziende e know how. Terra di ricerca e innovazione, la Svizzera sta letteralmente mettendo in competizione i suoi Cantoni (sono in tutto 26) per attrarre aziende interessate ad aprire una sede in territorio elvetico.</p>
<p>Sul piatto: collaborazione in R&amp;D con università locali e centri di ricerca, facilitazioni organizzative ma soprattutto sgravi fiscali.<br />
I settori di richiamo sono quelli del Lifescience and health, Ict e meccatronica. Ma tutto quanto ha a che fare con i trasporti può trovare terreno fertile in alcuni Cantoni (quello di Uri per esempio). E ora anche intelligenza artificiale che però, come testimonia l’Istituto dalle Molle, non è ricerca di oggi ma ha radici profonde.</p>
<h1>Sostenibilità</h1>
<p>Si sta inoltre alzando l’attenzione anche al mondo della Sostenibilità, sicuramente intesa come piattaforma integrante trasversale a tutte le tematiche. Energie rinnovabili (qui vissute per lo più come ricerca su fotovoltaico e storage) comprese. Gli svizzeri sono gente molto pratica e organizzata. Che non ama perdere tempo, né lo fa perdere. Per cui ogni Cantone ha un suo ufficio dove è possibile parlare con la persona giusta che può dare tutte le indicazioni (per un primo sguardo consultate questo elenco)</p>
<p>I commercialisti italiani lo sanno bene: le aliquote effettive per le aziende variano, a seconda del Cantone in cui hanno sede e oscillano tra il 11,85 e il 21,6%. A ciò va aggiunta, perché richiesto a livello federale, un’aliquota statutaria pari all’8,5% per le società di capitale e le società cooperative, mentre associazioni, fondazioni e altre persone giuridiche, nonché i fondi di investimento, verranno tassati al 4,25%. Infine, interessante sapere che l’imposta sul valore aggiunto è del 7,7%.</p>
<h1>Canton Ticino, Canton Uri e Lucerna</h1>
<p>In un recente viaggio in Svizzera <strong>Greenplanner.it</strong> ha approfondito le potenzialità di Canton Ticino, Canton Uri e quello di Lucerna. Perché, la domanda è “come scegliere il Cantone dove aprire le propria sede?“. Specializzazione, lingua del Cantone o aree di esportazione (Germania o Francia banalmente) sono da tenere in considerazione. Vediamoli all’opera.</p>
<p><strong>In Ticino</strong>, si parla italiano ma il business è in stile svizzero <strong>Stefano Rizzi</strong>, direttore della divisione economica del Canton Ticino sintetizza alcune nuove opportunità. Come quelle legate allo sviluppo dei droni, così come alle potenzialità dell’Innovation Park, che qui  lavora a stretto giro con l’Università Supsi o con il già citato Centro di ricerca Dalle Molle (Idsia), fondato dall’imprenditore italiano <strong>Angelo Dalle Molle</strong>, più conosciuto per il Cynar e il Vov. E per saperne di più su come fare business con il Canton Ticino: Informazioni: <a href="http://www.ti.ch/sviluppo-economico">www.ti.ch/sviluppo-economico</a></p>
<p>Principali industrie o settori: Lifesciences, Ict, Mechatronics Università e Centri di ricerca: Usi Supsi, Istituto dalle Molle (Idsia), Switzerland Innovation Park Ticino Tasse: dal 14,43% al 16,20% (dal 2025) Incentivi offerti: Patent box, Superdeduction, Tax incentives, Innosuisse, Public incentives for innovation projects, Coaching, Office spaces and networking</p>
<p><strong>Canton Uri</strong>, costola del gran Zurich: poco conosciuto, ma molto interessante per lo sviluppo turistico ma anche industriale che sta avendo, dopo che il magnate egiziano<strong> Samih Sawiris</strong> ha messo gli occhi su diverse strutture ricettive del comprensorio.</p>
<p>Il Canton Uri è di lingua tedesca, ma vanta già l’ospitalità di alcune aziende italiane dedicate alla montagna. E poi qui ha sede Sisag, un system integrator che si occupa di logiche di trasporto innovativo. Tra cui i rope taxi. E per saperne di più su come fare business con il Canton Uri Informazioni: <a href="http://www.standort-uri.ch/de/home">www.standort-uri.ch/de/home</a></p>
<p>Principali industrie o settori: Tourism, Alpine technology Tasse: 10%</p>
<p><strong>Canton Lucerna</strong> e la ricerca applicata. I turisti e collezionisti d’arte conoscono bene la città di Lucerna. Ma <strong>Nadine Rotzer</strong> ha assunto da poco il compito, come project manager, di invogliare le aziende ad aprire qui la loro sede. Anche grazie alla collaborazione del Csem dove è proprio uno svizzero ticinese, <strong>Francesco Crivelli</strong>, a seguire la ricerca e sviluppo di tutto ciò che è industria 4.0.</p>
<p>Buona cosa è comunque entrare in contatto con lo <strong>Swiss Business Hub</strong> che a Milano ha sede presso il Consolato generale svizzero e che nasce proprio per informare le aziende italiane circa i vantaggi chiave della Svizzera come piazza economica e di investimenti. E per saperne di più su come fare business con il Canton Lucerna Informazioni: <a href="http://www.luzern-business.com">www.luzern-business.com</a></p>
<p>Principali industrie o settori: Ict (Ai), Life Science, Advanced Manufacturing, HQ functions (R&amp;D, Supply Chain Management) Università e Centri di ricerca: University of Applied Sciences Lucerne, University of Lucerne, Csem Tasse: da 11,15% a crescere Incentivi offerti: Office Space (3 mesi di co-working gratuito), Network Innosuisse, Patent box</p>
<p>The post <a href="https://trendiest.it/aprire-una-societa-in-svizzera-perche-no-le-facilitazioni-economiche-non-mancano/">Aprire una società in Svizzera? Perché no? Le facilitazioni economiche non mancano</a> appeared first on <a href="https://trendiest.it">Trendiest</a>.</p>
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		<title>Finanza internazionale. A Milano convegno delle associazioni World Federation of Investors e Better Finance</title>
		<link>https://trendiest.it/finanza-internazionale-a-milano-convegno-delle-associazioni-world-federation-of-investors-e-better-finance/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 08:36:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[aipb]]></category>
		<category><![CDATA[Better Finance]]></category>
		<category><![CDATA[Building Financial Futures]]></category>
		<category><![CDATA[Borsa Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[LCA Studio Legale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Europe. Building Financial Futures Ha aperto la conferenza la Senatrice della Repubblica Cristina Tajani (nella foto a sinistra), con una prolusione dell’avv. Andrea Carreri di LCA Studio Legale, un breve discorso di benvenuto di Paolo Brambilla, Consigliere dell&#8217;Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Chair di New Savers e organizzatore dell’evento (nella foto a destra)  e un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="xmprfx_MsoNormal"><strong>Europe. Building Financial Futures</strong></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><img decoding="async" class=" wp-image-16243 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/10/cristina-tajani-300x300.jpeg" alt="" width="195" height="195" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/10/cristina-tajani-300x300.jpeg 300w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/10/cristina-tajani-150x150.jpeg 150w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/10/cristina-tajani.jpeg 554w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" />Ha aperto la conferenza la Senatrice della Repubblica<strong> Cristina Tajani</strong><em> (nella foto a sinistra)</em>, con una prolusione dell’<strong>avv. Andrea Carreri</strong> <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-15987 alignright" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/08/Paolo-piccolo.jpg" alt="" width="158" height="163" />di LCA Studio Legale, un breve discorso di benvenuto di <strong>Paolo Brambilla</strong>, Consigliere dell&#8217;Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Chair di New Savers e organizzatore dell’evento<em> (nella foto a destra)</em>  e un intervento di apertura di <strong>Mark Northway</strong>, Chair di WFI.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Tra i partecipanti, <strong>Maria Antonella Massari</strong>, Segretario Generale di AIPB e <strong>Massimo Giorgini</strong>, Senior Equity Sales Manager di Borsa Italiana, sponsor dell&#8217;evento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-231917 aligncenter" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2024/10/banking-finance-il-futuro-degli-investimenti-privati-e-il-ruolo-cruciale-delle-banche-la-parola-agli-esperti-600x300.jpg" alt="" width="780" height="390" /></p>
<h1 class="xmprfx_MsoNormal">Building Financial Futures</h1>
<p class="xmprfx_MsoNormal">In occasione della <b>conferenza internazionale</b><b> <i>“Building Financial Futures: Promoting Shareholder Engagement and Empowering Individual Investors”</i></b>, dello scorso venerdì 4 ottobre, organizzata da <b>World Federation of Investors (WFI)</b>, con il supporto di <b>Better Finance</b>, <b>AIPB</b> e <b>Borsa Italiana</b>, esperti nazionali e internazionali del settore si sono riuniti per discutere l’importanza del coinvolgimento degli azionisti e dell’educazione finanziaria. L&#8217;evento, ospitato a Milano presso l’Auditorium di<strong> LCA Studio Legale</strong>, ha esplorato strategie innovative per rendere gli investimenti più accessibili, sostenibili e resilienti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-231942 aligncenter" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2024/10/banner-wfi-730x83.jpg" alt="" width="1047" height="119" /></p>
<h3 class="xmprfx_MsoNormal">Qual è il futuro degli investimenti privati e che ruolo giocano gli istituti finanziari?</h3>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Questi sono gli interrogativi che dirigenti, manager e investitori si pongono oggi, in Italia e nel mondo. La<strong> bassa alfabetizzazione finanziaria</strong>, la limitata diffusione dei prodotti finanziari sostenibili e la scarsa diversificazione degli investimenti sono sfide ancora aperte per chi vuole navigare i mercati moderni.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">In uno scenario globale caratterizzato da volatilità macroeconomica, rapidi cambiamenti tecnologici e una crescente spinta verso la sostenibilità, investire non è mai stato così complesso — o così urgente. Ma come affrontare questo futuro incerto? Conoscere le aspettative, le opportunità e le best practices a livello internazionale diventa cruciale per trasformare queste criticità in opportunità di crescita.</p>
<h3 class="xmprfx_MsoNormal">Il ruolo cruciale delle banche</h3>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Uno dei punti centrali emersi dalla conferenza è il ruolo cruciale delle banche nel guidare e supportare gli investitori in questo contesto in evoluzione. Le banche si posizionano come attori chiave, offrendo consulenza personalizzata, promuovendo l&#8217;educazione finanziaria e incoraggiando una maggiore diversificazione del portafoglio, con un focus particolare sugli investimenti sostenibili nel lungo termine. Attraverso i servizi di private banking e programmi formativi mirati, le banche aiutano gli investitori a comprendere meglio i mercati e a sfruttare nuove opportunità, come la transizione verso un&#8217;economia più sostenibile.</p>
<h3 class="xmprfx_MsoNormal"><b>La crescita del Private Banking</b><b></b></h3>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Dal 2015 al 2024, il mercato del private banking in Italia ha registrato una crescita significativa, passando da 740 miliardi di euro a 1.196 miliardi di euro<a title="" href="https://mail.google.com/mail/u/2/#m_5524731834077049976_m_-109554798810931308__ftn1" target="_blank" rel="noopener noreferrer" name="m_5524731834077049976_m_-109554798810931308__ftnref1"><sup>[1]</sup></a>. Un andamento che testimonia la bontà del modello di servizio che vede al centro la relazione tra cliente e consulente, una relazione che ha permesso di aumentare la fiducia degli investitori privati nei confronti dei mercati finanziari.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><em><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-197257 alignleft" style="float: left;" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2022/11/Antonella-Massari_2-247x300.jpg" alt="" width="178" height="215" />“Il private banking gioca un ruolo sempre più centrale nel fornire servizi di consulenza con un elevato grado di personalizzazione e in grado di aiutare la clientela a fare scelte consapevoli in presenza di mercati finanziari sempre più complessi, volatili e difficili da prevedere. Il supporto dato dalla consulenza professionale ha permesso alla clientela del Private Banking di avere portafogli finanziari efficienti grazie all’elevata diversificazione, il prossimo passo dovrebbe essere l’allungamento dell’orizzonte temporale degli investimenti con un maggiore peso dell’asset class azionaria, ancora poco presente nei portafogli della clientela non professionale”</em>, afferma <b>Antonella Massari, Segretario Generale di AIPB.</b></p>
<h3 class="xmprfx_MsoNormal"><b>Educazione finanziaria come fattore chiave</b></h3>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Sono i giovani quelli che stanno dimostrando sempre maggiore interesse verso i mercati finanziari; complice la pandemia da Covid-19 che ha accelerato questo trend. Per esempio, nel 2023, in Francia, il 40% dei nuovi investitori azionari era composto da individui sotto i 35 anni, rispetto al solo 10% pre-COVID-19<a title="" href="https://mail.google.com/mail/u/2/#m_5524731834077049976_m_-109554798810931308__ftn2" target="_blank" rel="noopener noreferrer" name="m_5524731834077049976_m_-109554798810931308__ftnref2"><sup>[2]</sup></a>. Questo cambiamento demografico richiede però inevitabilmente una maggiore attenzione all&#8217;educazione finanziaria, con le banche che offrono programmi e strumenti formativi per aiutare questi nuovi investitori a prendere decisioni consapevoli e informate.</p>
<h3 class="xmprfx_MsoNormal"><b>Il crescente interesse per la transizione climatica</b></h3>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Secondo un sondaggio condotto da Better Finance, il 58% degli investitori desidera vedere discussioni e proposte più frequenti riguardanti la transizione climatica durante le assemblee generali delle aziende. Questo dato evidenzia l&#8217;importanza crescente di educare gli investitori sui benefici degli investimenti sostenibili e di lungo periodo, ambito in cui le banche private possono giocare un ruolo cruciale.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><i><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-231912 alignleft" style="float: left;" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2024/10/jella.png" alt="" width="174" height="213" />“La crescente domanda di trasparenza e impegno da parte delle aziende in materia di sfide climatiche non solo dimostra l&#8217;importanza di strategie chiare di transizione, ma rafforza anche la fiducia degli azionisti verso iniziative sostenibili”,</i> dichiara <b>Jella Benner-Heinacher, Presidente di Better Finance</b>. <i>&#8220;Investire nella transizione climatica è ormai imprescindibile</i><i>. Secondo i dati emersi dalla nostra ricerca, il 46% degli investitori dichiara di voler vedere soluzioni concrete e regolari sulle transizioni verso la neutralità climatica nelle assemblee aziendali.&#8221;</i></p>
<h3 class="xmprfx_MsoNormal"><b>Ruolo del mercato finanziario e delle Borse</b></h3>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Se da un lato le banche, attraverso programmi di educazione finanziaria e consulenza personalizzata, supportano gli investitori nel navigare la complessità dei mercati, pianificare a lungo termine e affrontare le sfide della volatilità economica e della transizione verso una finanza più sostenibile; parallelamente le infrastrutture di mercato, come Euronext, garantiscono trasparenza e liquidità per gli investitori. Negli ultimi anni, la loro partecipazione ai mercati finanziari è cresciuta significativamente, contribuendo alla formazione dei prezzi e<b> </b>pertanto alla liquidità dei mercati.</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-231913 alignleft" style="float: left;" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2024/10/Massimo-241x300-1.jpg" alt="" width="168" height="209" />In questo contesto, <b>Massimo Giorgini, Senior Manager Continental Equity Sales presso Euronext </b>sottolinea:<b> </b><i>“Euronext da sempre sostiene e sviluppa iniziative di educazione finanziaria, in collaborazione con autorità, intermediari ed emittenti. Gli investitori retail rappresentano circa il 25% degli scambi sul mercato Euronext Milan. Dal nostro osservatorio emerge come gli investitori retail siano portatori netti di liquidità, supportando il processo di formazione dei prezzi. Anche a livello di Gruppo abbiamo osservato negli ultimi anni un aumento degli scambi da parte degli investitori individuali, che contribuiscono al 15% degli scambi azionari su Euronext Lisbon e su Euronext Oslo. L’elevata liquidità dei mercati azionari di Euronext rappresenta un valore aggiunto per gli investitori retail nella selezione della piazza finanziaria su cui effettuare scelte di investimento consapevoli”</i>.<b></b></p>
<h1 class="xmprfx_MsoNormal"><b>La conferenza</b></h1>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Come accennato, ha aperto la conferenza la Senatrice della Repubblica<strong> Cristina Tajani. </strong>Dopo l’<strong>avv. Andrea Carreri</strong> di LCA Studio Legale, <strong>Paolo Brambilla</strong> e <strong>Mark Northway</strong>, Chair di WFI <em>(nella foto a destra)</em>, <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-16240 alignright" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/10/mark-northway-201x300.jpeg" alt="" width="178" height="265" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/10/mark-northway-201x300.jpeg 201w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/10/mark-northway.jpeg 514w" sizes="(max-width: 178px) 100vw, 178px" />hanno preso la parola <strong>Maria Antonella Massari</strong>, Segretario Generale di AIPB; e <strong>Massimo Giorgini</strong>, Senior Equity Sales Manager di Borsa Italiana,</p>
<p class="xmprfx_MsoNormal">Alle due tavole rotonde hanno partecipato <strong>Alessia Potecchi</strong>, del Dipartimento Economia e Finanze PD;<strong> Paolo Mazzanti,</strong> Direttore di Askanews; <strong>Marco Bacini</strong>, Professore all&#8217;Università LUM, e<strong> Benedetta Cosmi,</strong> giornalista. Tra i relatori internazionali, insieme a <strong>Jella Benner-Heinacher</strong>, Presidente di Better Finance; anche<strong> Lars-Erik Forsgårdh</strong> di WFI,<strong> Pat Donnelly</strong>, Direttore di BetterInvesting (USA), <strong>Kristjan Verbic</strong>, Presidente dell&#8217;Associazione degli Investitori e Stakeholders Panslovenia (VZMD), e <strong>Giedrius Steponkus</strong>, fondatore della Lithuanian Investors Association.</p>
<h1 class="xmprfx_MsoNormal">Il Video</h1>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><strong><a href="https://stream24.ilsole24ore.com/video/economia/piu-educazione-e-regole-comuni-i-risparmiatori/AG8d6uR?refresh_ce=1" target="_blank" rel="noopener">Qui un breve estratto del vidio della diretta</a></strong></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b>Main Partner</b>: Better Finance, AIPB, Borsa Italiana <b>Media Partner</b>: Askanews, Trendiest Media, La Mia Finanza.<br />
Con il patrocinio del <strong>Distretto 2041 del Rotary</strong> (Città metropolitana di Milano)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-231943 aligncenter" src="https://www.lamiafinanza.it/wp-content/uploads/2024/10/banner-wfi-rotary-730x71.jpg" alt="" width="1038" height="101" /></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><b><span lang="EN-US">World Federation of Investors (WFI)<br />
</span></b><em>Organizzazione globale senza scopo di lucro dedicata a potenziare gli investitori individuali a livello mondiale. Fondata nel luglio 1966, la WFI si propone di migliorare la protezione degli investitori, promuovere l&#8217;educazione finanziaria e sostenere pratiche di investimento solide.</em></p>
<p class="xmprfx_MsoNormal"><a href="http://www.wfic.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.wfic.org</a></p>
<div>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div id="m_5524731834077049976m_-109554798810931308gmail-ftn1">
<p class="xmprfx_MsoNormal"><a title="" href="https://mail.google.com/mail/u/2/#m_5524731834077049976_m_-109554798810931308__ftnref1" target="_blank" rel="noopener noreferrer" name="m_5524731834077049976_m_-109554798810931308__ftn1"><sup>[1]</sup></a> AIPB</p>
</div>
<div id="m_5524731834077049976m_-109554798810931308gmail-ftn2">
<p class="xmprfx_MsoNormal"><a title="" href="https://mail.google.com/mail/u/2/#m_5524731834077049976_m_-109554798810931308__ftnref2" target="_blank" rel="noopener noreferrer" name="m_5524731834077049976_m_-109554798810931308__ftn2"><sup>[2]</sup></a> AMF</p>
</div>
</div>
<p>The post <a href="https://trendiest.it/finanza-internazionale-a-milano-convegno-delle-associazioni-world-federation-of-investors-e-better-finance/">Finanza internazionale. A Milano convegno delle associazioni World Federation of Investors e Better Finance</a> appeared first on <a href="https://trendiest.it">Trendiest</a>.</p>
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		<title>Il 21 settembre è la Giornata Mondiale della Pace. Tema 2024: coltivare una cultura di pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2024 08:46:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[coltivare una cultura di pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le guerre iniziano nella mente degli uomini, quindi è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace Quest anno segna il 25° anniversario dell&#8217;adozione da parte dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione e del Programma d&#8217;azione per una cultura di pace. In quella dichiarazione, l&#8217;organismo più inclusivo delle Nazioni Unite [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le guerre iniziano nella mente degli uomini, quindi è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace</strong></p>
<p>Quest anno segna il 25° anniversario dell&#8217;adozione da parte dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione e del Programma d&#8217;azione per una cultura di pace. In quella dichiarazione, l&#8217;organismo più inclusivo delle Nazioni Unite ha riconosciuto che la pace <em>&#8220;non è solo l&#8217;assenza di conflitti, ma richiede anche un processo partecipativo positivo e dinamico in cui il dialogo è incoraggiato e i conflitti sono risolti in uno spirito di reciproca comprensione e cooperazione&#8221;.</em></p>
<p>In un mondo con crescenti tensioni geopolitiche e conflitti prolungati, non c&#8217;è mai stato un momento migliore per ricordare come l&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite si è riunita nel 1999 per stabilire i valori necessari per una cultura di pace. Questi includono: rispetto per la vita, i diritti umani e le libertà fondamentali; la promozione della non violenza attraverso l&#8217;istruzione, il dialogo e la cooperazione; impegno per la risoluzione pacifica dei conflitti; e adesione alla libertà, alla giustizia, alla democrazia, alla tolleranza, alla solidarietà, alla cooperazione, al pluralismo, alla diversità culturale, al dialogo e alla comprensione a tutti i livelli della società e tra le nazioni.</p>
<p>Nelle risoluzioni successive, l&#8217;Assemblea generale ha riconosciuto ulteriormente l&#8217;importanza di scegliere i negoziati anziché lo scontro e di lavorare insieme e non l&#8217;uno contro l&#8217;altro.</p>
<h4>UNESCO</h4>
<p>La Costituzione dell&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) inizia con la nozione che <em>&#8220;le guerre iniziano nella mente degli uomini, quindi è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace&#8221;</em>. È questa nozione che ha dato vita al tema e al logo della celebrazione di quest&#8217;anno della Giornata internazionale della pace. Le idee di pace, la cultura della pace, devono essere coltivate nella mente dei bambini e delle comunità attraverso l&#8217;istruzione formale e informale, attraverso i paesi e le generazioni.</p>
<p>La Giornata internazionale della pace, istituita nel 1981 dall&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite, è sempre stata un momento per deporre le armi e osservare i cessate il fuoco. Ma ora deve anche essere un momento per le persone di vedere l&#8217;umanità reciproca. La nostra sopravvivenza come comunità globale dipende da questo.</p>
<h4>La Fondazione Rotary</h4>
<table id="image-lg" border="0" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td class="em_full_img" align="center" valign="top"><a href="https://msgfocus.rotary.org/c/12h5Brfo2xiM0stnP44z06jGwhl2Bu" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" src="https://msgfocus.rotary.org/i/amf_highroad_solution/workspace_21/Banners_for_Newsletters/International_Day_of_Peace/2024/IT/GlobalPeacebuilderDistrict-SocialMediaGraphicINTLDAYPEACE-YEAR-IT24-640x240_20240624-013.png?size=670x0&amp;w=BWiR2XKcpuMqfdeU2qoozQokuUtA" alt="" width="584" height="219" border="0" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="text-lg" border="0" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td>
<table border="0" width="100%" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td class="text em_defaultlink" align="left" valign="top">I sostenitori della Fondazione Rotary e i soci del Rotary rendono possibile la promozione della pace attraverso progetti di service e il finanziamento delle borse di studio in generale e le <a href="https://msgfocus.rotary.org/c/12h5BrJ2CBbtoPd0gySf5giHX5DQon" target="_blank" rel="noopener">borse di studio sulla pace</a>. Con l&#8217;aiuto dei soci si può passare all&#8217;azione per affrontare le cause alla base dei conflitti, tra cui la povertà, la discriminazione, le tensioni etniche, la mancanza di accesso all&#8217;istruzione e l&#8217;iniqua distribuzione delle risorse.<br />
Il Rotary collabora con sette università in tutto il mondo per l&#8217;istituzione di Centri della pace del Rotary allo scopo di formare persone dedicate alla costruzione della pace e alla risoluzione dei conflitti.<br />
<em>&#8220;L&#8217;edificazione della pace è una pietra miliare della nostra missione di organizzazione umanitaria e una delle aree d&#8217;intervento del Rotary &#8211; i canali di attività attraverso i quali i nostri soci lasciano il segno nel mondo. I nostri programmi, sovvenzioni e borse di studio si concentrano sulla creazione di ambienti in cui poter costruire e mantenere la pace, inclusa la promozione della Pace positiva. Il Rotary crede che se i cittadini interessati collaborano insieme per creare la pace a livello locale, un cambiamento duraturo può avvenire a livello globale&#8221;</em> dichiara il Rotary sul proprio sito.<br />
<strong>L&#8217;impatto delle donazioni alla Fondazione</strong><br />
Ogni anno, la Fondazione Rotary assegna fino a 130 borse di studio per master e certificati presso le migliori università. Oggi, più di 1.800 alumni delle Borse della pace del Rotary contribuiscono attivamente alla pace nel mondo, lavorando in settori che vanno dalle iniziative di base allo sviluppo delle politiche sociali presso le Nazioni Unite e altre organizzazioni multilaterali. In occasione della Giornata mondiale della pace del 21 settembre, le donazioni aiuteranno i club e i distretti Rotary e i borsisti della pace a costruire la pace nelle loro comunità globali.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Le sfide che ci attendono: omaggio ai lettori. L&#8217;economista Alessia Potecchi traccia in 40 pagine il futuro dell’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Aug 2024 21:49:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Potecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Protagonisti delle sfide che ci attendono &#8212; di Alessia Potecchi Qui il link al libro, in anteprima per i nostri lettori: un omaggio estivo per tornare in città preparati, dopo le vacanze di agosto 2024. PREFAZIONE di Paolo Brambilla &#8212;  Nei prossimi anni, l&#8217;Italia dovrà affrontare diverse sfide in campo economico e finanziario.  Il nostro [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://trendiest.it/le-sfide-che-ci-attendono-omaggio-ai-lettori-leconomista-alessia-potecchi-traccia-in-40-pagine-il-futuro-dellitalia/">Le sfide che ci attendono: omaggio ai lettori. L&#8217;economista Alessia Potecchi traccia in 40 pagine il futuro dell’Italia</a> appeared first on <a href="https://trendiest.it">Trendiest</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Protagonisti delle sfide che ci attendono</strong></h1>
<h3><strong>&#8212; d</strong><strong>i Alessia Potecchi</strong></h3>
<p><strong><a href="https://assodigitale.it/trendiest-notizie/economia/protagonisti-delle-sfide-che-ci-attendono/?swcfpc=1">Qui il link al libro</a></strong>, in anteprima per i nostri lettori: un omaggio estivo per tornare in città preparati, dopo le vacanze di agosto 2024.</p>
<p><strong>PREFAZIONE </strong><em>di Paolo Brambilla &#8212; </em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-15987 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/08/Paolo-piccolo.jpg" alt="" width="126" height="130" />Nei prossimi anni, l&#8217;Italia dovrà affrontare diverse sfide in campo economico e finanziario.  Il nostro Paese ha sofferto di una crescita economica lenta rispetto alla media dell&#8217;UE negli ultimi decenni. Promuovere investimenti, innovazione e produttività sarà cruciale per accelerare la crescita. Nonostante un leggero miglioramento, rimane elevata la disoccupazione, soprattutto giovanile. Creare opportunità di lavoro di qualità è essenziale per stimolare l&#8217;economia e ridurre la fuga di giovani talenti.</p>
<p>Con un rapporto debito/PIL tra i più alti del mondo, l&#8217;Italia deve trovare un equilibrio tra la necessità di sostenere la crescita e la riduzione del debito pubblico, rafforzando la solidità del sistema bancario e riformando il mercato del lavoro, il sistema pensionistico e la burocrazia. Occorre massimizzare l&#8217;utilizzo efficace dei fondi europei, in particolare del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per sostenere la ripresa economica e le riforme strutturali.</p>
<p>Come tutti gli altri Paesi, anche l’Italia deve affrontare la sfida della transizione verso un&#8217;economia più sostenibile, riducendo le emissioni di carbonio e investendo in energie rinnovabili, pur garantendo la competitività delle imprese.</p>
<p>Tutti questi punti, e molti altri, sono affrontati con competenza da Alessia Potecchi in questo breve saggio. Affrontare queste sfide richiederà una combinazione di politiche economiche mirate, riforme strutturali e una visione strategica a lungo termine. Solo attraverso un approccio coordinato e concertato l&#8217;Italia potrà assicurare una crescita economica sostenibile e inclusiva.</p>
<p>Non tutti i partiti politici in Italia oggi stanno remando nella stessa direzione. Le loro posizioni sulle sfide economiche e finanziarie variano significativamente, riflettendo logicamente le loro diverse ideologie e priorità: ma occorre trovare un’intesa per il bene del nostro Paese.</p>
<p><strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> promuove politiche economiche più nazionaliste, con incentivi alla produzione interna e al sostegno delle imprese italiane. Favorisce un approccio critico verso le politiche economiche dell&#8217;UE, promuovendo una maggiore sovranità economica con maggiore enfasi su sicurezza, famiglia, identità nazionale, welfare e natalità.</p>
<p><strong>Il Partito Democratico </strong>sostiene politiche di stimolo economico, investimenti pubblici in infrastrutture e tecnologie verdi, e incentivi per l&#8217;innovazione e la ricerca. Pur riconoscendo la necessità di ridurre il debito pubblico, il PD è favorevole a una gestione graduale che non penalizzi la crescita economica. Promuove infine riforme per migliorare la competitività, tra cui semplificazioni burocratiche e riforme del mercato del lavoro volte a migliorare la sicurezza e la flessibilità.</p>
<p><strong>Forza Italia </strong>favorisce la liberalizzazione del mercato, la riduzione delle imposte e il sostegno alle imprese. Quanto alla riduzione del debito preferisce agire attraverso una crescita economica sostenuta da politiche di incentivo fiscale. Promuove riforme pro-business, come la riduzione della burocrazia e la semplificazione del sistema fiscale.</p>
<p><strong>Il Movimento 5 Stelle </strong>ha spinto per politiche di reddito di cittadinanza e sostegno alle famiglie. Promuove la digitalizzazione e l&#8217;innovazione e ha una posizione più flessibile sul debito, spesso criticando l&#8217;austerità e promuovendo politiche espansive per stimolare la domanda interna con una forte enfasi sulla sostenibilità ambientale, sulle energie rinnovabili e sulla mobilità sostenibile.</p>
<p><strong>Italia Viva </strong>sostiene politiche di modernizzazione, con enfasi su innovazione, digitalizzazione e infrastrutture. Propone un approccio equilibrato, combinando riforme strutturali con politiche di crescita economica. Spinge per una maggiore efficienza della pubblica amministrazione e del sistema giudiziario.</p>
<p><strong>Azione</strong> pone l’enfasi su investimenti in educazione, ricerca e sviluppo tecnologico. Promuove una politica economica basata su competenze e merito. Sostiene la necessità di ridurre il debito pubblico attraverso una crescita economica sostenibile. Propone riforme del mercato del lavoro e del sistema fiscale per aumentare la competitività del Paese.</p>
<p><strong>Sinistra Italiana e Altri Partiti di Sinistra </strong>favoriscono politiche redistributive, con un forte focus sul welfare e sulla riduzione delle disuguaglianze tramite una maggiore spesa pubblica per stimolare la domanda e il benessere sociale. Fortemente orientati verso politiche di sostenibilità ambientale, promuovono investimenti in energie rinnovabili e progetti ecologici.</p>
<p><strong>Il futuro dell’Italia?</strong></p>
<p>Nonostante le differenze ideologiche e le specifiche proposte politiche, ci sono alcuni punti di contatto nelle politiche economiche. Tutti concordano sulla necessità di investire in infrastrutture per stimolare la crescita economica e migliorare la competitività del Paese. Questi investimenti includono sia le infrastrutture tradizionali (strade, ferrovie, ponti) sia le infrastrutture digitali. Tutti riconoscono l&#8217;importanza di sostenere le imprese italiane. Le misure proposte includono incentivi fiscali, riduzione della burocrazia, e sostegno all&#8217;innovazione con un forte accento sulla digitalizzazione e l&#8217;innovazione tecnologica come leve per la crescita economica futura.</p>
<p>Tutti esprimono supporto per una transizione ecologica che sia compatibile con la crescita economica e condividono l&#8217;idea che sia necessario rendere la pubblica amministrazione più efficiente e meno burocratica. Tutti concordano sull&#8217;importanza di utilizzare in modo efficace i fondi europei, in particolare quelli del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per promuovere la crescita economica, le riforme strutturali e la transizione ecologica.</p>
<p>Questi punti di contatto indicano che, nonostante le divergenze su molte questioni, esistono aree comuni in cui è possibile trovare un consenso trasversale per affrontare le principali sfide economiche del Paese. Leggete con attenzione le considerazioni esposte da Alessia Potecchi in questo saggio: è facile trovare molti argomenti costruttivi al di là delle semplici critiche ai punti dolenti del sistema.</p>
<p><strong>Paolo Brambilla</strong></p>
<p>Consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia<br />
Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa</p>
<p><a href="https://assodigitale.it/trendiest-notizie/economia/protagonisti-delle-sfide-che-ci-attendono/?swcfpc=1"><strong>Qui il link al libro di Alessia Potecchi</strong></a></p>
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		<title>Donald Trump. The assassination attempt</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2024 12:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Donald Trump. The assassination attempt &#8212;  Gli attentati ai presidenti degli Stati Uniti hanno sempre avuto un impatto profondo e duraturo sulla società americana. L&#8217;interpretazione di questi eventi può variare in base al contesto storico, politico e sociale, ma ci sono alcuni temi comuni che emergono nell&#8217;analisi e nella riflessione pubblica. Un&#8217;ondata di shock e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Donald Trump. The assassination attempt &#8212; </em></p>
<p>Gli attentati ai presidenti degli Stati Uniti hanno sempre avuto un impatto profondo e duraturo sulla società americana. L&#8217;interpretazione di questi eventi può variare in base al contesto storico, politico e sociale, ma ci sono alcuni temi comuni che emergono nell&#8217;analisi e nella riflessione pubblica.</p>
<h3>Un&#8217;ondata di shock e dolore</h3>
<p>Gli attentati, soprattutto quelli riusciti come l&#8217;assassinio di Abraham Lincoln, John F. Kennedy o l&#8217;attentato fallito a Ronald Reagan, provocano un&#8217;ondata di shock e dolore in tutta la nazione. La morte o il pericolo imminente di un leader nazionale è percepito come un attacco non solo alla persona, ma anche all&#8217;intero Paese e ai suoi valori democratici.</p>
<p>In seguito agli attentati spesso si verifica un aumento del senso di unità e patriottismo tra i cittadini. La popolazione tende a radunarsi attorno al proprio leader, anche se controverso, come segno di solidarietà nazionale. Questo fenomeno è stato evidente dopo l&#8217;assassinio di Kennedy, quando tutta la nazione, a prescindere dalle appartenenze politiche, si unì nel lutto e nel sostegno alla famiglia presidenziale e al nuovo presidente improvvisamente trovatosi al centro della scena internazionale.</p>
<h3>Le teorie del complotto</h3>
<p>Gli attentati ai presidenti spesso generano sospetti e teorie del complotto. L&#8217;assassinio di Kennedy, in particolare, ha dato vita a numerose teorie alternative rispetto alla versione ufficiale dei fatti. Questo riflette una sfiducia diffusa nelle istituzioni governative e nel desiderio di trovare spiegazioni più complesse per eventi traumatici. Ogni attentato porta a riflessioni e dibattiti sulla sicurezza dei leader politici e sulle misure necessarie per proteggerli. Dopo l&#8217;attentato a Reagan, ad esempio, ci sono stati significativi miglioramenti nelle procedure di sicurezza e nella protezione dei presidenti. Inoltre, gli attentati portano a discussioni più ampie sul clima politico e sociale del Paese, spesso evidenziando tensioni e conflitti interni.</p>
<h3>Mitizzazione</h3>
<p>I presidenti vittime di attentati spesso vengono mitizzati e ricordati come figure eroiche. Questo è particolarmente evidente nel caso di Kennedy, la cui figura è diventata iconica e simbolica per molte generazioni di americani. La loro morte tragica tende a cristallizzare la loro immagine pubblica, a volte offuscando aspetti controversi del loro operato politico.</p>
<p>Consapevole di questo aspetto, Donald Trump, pure comprensibilmente scioccato da quanto accadutogli, istintivamente ha reagito mostrando coraggio e determinazione al pubblico presente, e a decine di milioni di telespettatori nelle ore seguenti.<em> &#8220;Non mi arrenderò mai&#8221;</em> ha gridato alla folla.</p>
<h3>I commenti in Italia</h3>
<p class="viewsHeaderText"><em>&#8220;L&#8217;attentato a Trump cambia tutto: cosa succede ora alla campagna elettorale Usa&#8221;</em> titola<strong> Il Giornale</strong> e prosegue <em>&#8220;I <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/spari-trump-morto-e-due-feriti-nel-pubblico-lex-presidente-2346420.html" target="_blank" rel="noopener" data-t="{&quot;n&quot;:&quot;destination&quot;,&quot;t&quot;:13,&quot;b&quot;:1,&quot;c.t&quot;:7}">colpi di fucile che hanno ferito Donald Trump</a> ridisegnano completamente la campagna elettorale americana&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;La foto dell’attentato a Donald Trump sta già diventando un simbolo&#8221;</em> rilancia <strong>Il Post</strong> che precisa: <em>&#8220;Quella di lui con il pugno alzato, il sangue sulla faccia e la bandiera americana sullo sfondo è stata scattata con grande tempismo da Evan Vucci di Associated Press, vincitore del Premio Pulitzer nel 2021&#8221;</em></p>
<p><em>&#8220;La violenza che, da qualche tempo, ha ripreso a manifestarsi in ambito politico è uno sconcertante sintomo di deterioramento del tessuto civile&#8221;</em> afferma il Presidente <strong>Sergio Mattarella</strong> e aggiunge<em> &#8220;Motivo di grave allarme e forte indignazione&#8221;.</em></p>
<p>In generale gli attentati ai presidenti USA sono interpretati come momenti di crisi nazionale che richiedono riflessione, unità e azioni concrete per prevenire futuri incidenti: riflettono anche le profonde divisioni e tensioni all&#8217;interno della società americana, rendendo evidente la fragilità della sicurezza e della stabilità politica.</p>
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		<title>Lo scisma, o della scomunica di Monsignor Carlo Maria Viganò</title>
		<link>https://trendiest.it/lo-scisma-o-della-scomunica-di-monsignor-carlo-maria-vigano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Cordusio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 20:48:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMA PAGINA]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Maria Viganò]]></category>
		<category><![CDATA[scisma]]></category>
		<category><![CDATA[scomunica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8212; di Alfredo Tocchi &#8212; Con un sintetico comunicato, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha annunciato la scomunica di Monsignor Carlo Maria Viganò, per “il delitto di scisma”. La sentenza è stata emessa dopo “le sue affermazioni pubbliche dalle quali risulta il rifiuto di riconoscere e sottomettersi al Sommo Pontefice, della comunione con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8212; di <strong>Alfredo Tocchi</strong> &#8212;</p>
<p>Con un sintetico comunicato, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha annunciato la scomunica di Monsignor Carlo Maria Viganò, per “il delitto di scisma”. La sentenza è stata emessa dopo “le sue affermazioni pubbliche dalle quali risulta il rifiuto di riconoscere e sottomettersi al Sommo Pontefice, della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti e della legittimità e dell’autorità magisteriale del Concilio Ecumenico Vaticano II”.<br />
Pacata, come di consueto, la reazione di Monsignor Viganò: “Sul Soglio che fu del Beato Pio IX oggi siede – abominazione della desolazione – il Gesuita Argentino, il piazzista di BigPharma, l’apostolo del cambiamento climatico, l’adoratore della Pachamama, il fautore della persecuzione dei Cattolici cinesi, il difensore di pornografi e pervertiti, il promotore del business dell’invasione islamica, il servo del World Economic Forum, il manovratore della farsa sinodale, il nemico della Messa di San Pio V, il liquidatore fallimentare della Chiesa di Cristo.”<br />
Sostengo da sempre Monsignor Viganò, da agnostico o forse da cattolico zombie (definizione utilizzata da Emmanuel Todd per indicare una persona non più praticante ma ancora legata ai valori fondamentali della propria religione, nel mio caso la sacralità della vita e la centralità dell’amore e della compassione).<br />
Detesto il gesuita argentino, che ho più volte definito eretico (nega l’esistenza dell’inferno) e sincretista (credete in quello che volete, ma credete, persino in Pachamama).<br />
Ritengo che lo scontro non sia tra i due uomini, ma tra due visioni della chiesa del tutto antitetiche. (Per inciso, ritengo la stessa cosa sul conflitto in Ucraina: lo scontro è tra due visioni del mondo del tutto antitetiche, quella mondialista a guida americana – che passa per la cancellazione delle diversità culturali e l’abolizione degli Stati nazionali contro quella multipolare dei BRICS).<br />
Da un lato, vi è la visione mondialista del gesuita argentino: il nichilismo avanza, occorre rendere la religione più in linea con gli ideali dei giovani, dall’altro la visione di Joseph Ratzinger: sopravvivrà unicamente un piccolo nucleo di cattolici, la cd. “piccola chiesa”.<br />
Per comprendere la profondità della frattura tra queste due idee di chiesa, occorre riflettere sulla “profezia” di Benedetto XVI.<br />
Nel giorno di Natale del 1969 ai microfoni della Hessischer Rundfunk, l’allora Professore Joseph Ratzinger pronunziò queste parole memorabili:<br />
“Siamo a un enorme punto di svolta nell’evoluzione del genere umano. Un momento rispetto al quale il passaggio dal Medioevo ai tempi moderni sembra quasi insignificante”. Il Professor Ratzinger paragonava l’era attuale con quella di Papa Pio VI, rapito dalle truppe della Repubblica francese e morto in prigionia nel 1799. La Chiesa si era trovata allora alle prese con una forza che intendeva estinguerla per sempre, aveva visto i propri beni confiscati e gli ordini religiosi dissolti. Una condizione non molto diversa, spiegava, potrebbe attendere la Chiesa odierna, minata dalla tentazione di ridurre i preti ad “assistenti sociali” e la propria opera a mera presenza politica.<br />
Ratzinger affermava che “…dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali” e ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la Fede al centro dell’esperienza. “Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti”.<br />
Quello che il Professor Ratzinger delineava, era “un processo lungo, ma quando tutto il travaglio sarà passato, emergerà un grande potere da una Chiesa più spirituale e semplificata”. A quel punto gli uomini scopriranno di abitare un mondo di “indescrivibile solitudine” e avendo perso di vista Dio, “avvertiranno l’orrore della loro povertà”. Allora, e solo allora, concludeva, vedranno “quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per sé stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto”.<br />
“Il futuro della Chiesa può risiedere e risiederà in coloro le cui radici sono profonde e che vivono nella pienezza pura della loro fede. Non risiederà in coloro che non fanno altro che adattarsi al momento presente o in quelli che si limitano a criticare gli altri e assumono di essere metri di giudizio infallibili, né in coloro che prendono la strada più semplice, che eludono la passione della fede, dichiarandola falsa e obsoleta, tirannica e legalistica, tutto ciò che esige qualcosa dagli uomini, li ferisce e li obbliga a sacrificarsi. Per dirla in modo più positivo: il futuro della Chiesa, ancora una volta come sempre, verrà rimodellato dai santi, ovvero dagli uomini le cui menti sono più profonde degli slogan del giorno, che vedono più di quello che vedono gli altri, perché la loro vita abbraccia una realtà più ampia. La generosità, che rende gli uomini liberi, si raggiunge solo attraverso la pazienza di piccoli atti quotidiani di negazione di sé. Con questa passione quotidiana, che rivela all’uomo in quanti modi è schiavizzata dal suo ego, da questa passione quotidiana e solo da questa, gli occhi umani vengono aperti lentamente. L’uomo vede solo nella misura di quello che ha vissuto e sofferto. Se oggi non siamo più molto capaci di diventare consapevoli di Dio, è perché troviamo molto semplice evadere, sfuggire alle profondità del nostro essere attraverso il senso narcotico di questo o quel piacere. In questo modo, le nostre profondità interiori ci rimangono precluse. Se è vero che un uomo può vedere solo col cuore, allora quanto siamo ciechi!”.<br />
Del tutto antitetica è la visione di Bergoglio. Più volte ha dichiarato che uno dei suoi libri preferiti è Il padrone del mondo, di Robert Hugh Benson. Questa la sinossi di Feltrinelli: “All&#8217;inizio del ventunesimo secolo l&#8217;Europa è dominata da governi di stampo massonico e comunista. Il secolarismo ha trionfato definitivamente e le religioni sono decadute: la sparuta minoranza cattolica superstite ha come uniche roccaforti l&#8217;Irlanda e Roma, che ha ottenuto l&#8217;indipendenza dall&#8217;Italia ed è retta dal papa. Il dissenso è inesistente, l&#8217;eutanasia è pratica diffusa, l&#8217;edilizia si sviluppa sottoterra e la lingua internazionale è l&#8217;esperanto. Londra è una città silenziosa in cui ogni rumore è attutito dallo strato di gomma che sembra rivestire ogni superficie calpestabile, e a Trafalgar Square troneggia la statua di un massone. Su questo sfondo si intrecciano le vite dei due antitetici protagonisti: da una parte Percy Franklin, ambizioso prete cattolico che aspira a una rifondazione della Chiesa; dall&#8217;altra Oliver Brand, deputato comunista e convinto anticattolico, figlio della società moderna. Entrambi assistono con trepidazione alla grande partita sullo scacchiere mondiale che si gioca tra Occidente e Oriente. Quando l&#8217;eterno attrito fra i due blocchi sembra sul punto di degenerare in una guerra di proporzioni inedite, entra in scena Julian Felsenburgh, misterioso poliglotta dal carisma eccezionale che si impone come mediatore, stabilendo un nuovo ordine mondiale e diventando il dio delle masse: è l&#8217;ascesa dell&#8217;Anticristo. Ma la pace universale conquistata non salva il declino dei cattolici: nel momento in cui tutte le forze convergono nell&#8217;ultimo scontro con la Chiesa, il mondo sembra prossimo all&#8217;Apocalisse”.<br />
Il gesuita argentino – come tutti i gesuiti – ha in sé il seme dell’evangelizzazione. Pur di garantire alla chiesa cattolica qualche altro anno di prosperità (=potere), è disposto a flirtare con le ideologie mondialiste (green economy, gender culture, wokeism, cancel culture). Non si rende conto (o piuttosto intende sfruttare) che per i giovani queste nuove ideologie sono sostituti della religione, veri e propri culti con i loro riti.<br />
E qui giungiamo al cuore dello scontro. Nella puntata del 10 febbraio 2023, il conduttore di Fox TV Tucker Carlson, ha esposto una tesi ardita e suggestiva: nel mondo Occidentale l’attivismo climatico è diventato una religione. Questa la traduzione testuale del suo discorso:<br />
“Forse ricorderete uno scrittore chiamato Michael Crichton. Era una forza dell&#8217;intrattenimento americano. Era uno scrittore di romanzi. Era un produttore cinematografico. Ha prodotto una marea di film e libri di successo: &#8220;Il ceppo di Andromeda&#8221;, &#8220;Jurassic Park&#8221; e così via, ma era anche &#8211; e questo è meno ricordato &#8211; un filosofo politico molto saggio. Vent&#8217;anni fa, prima di morire, Michael Crichton tenne una conferenza a San Francisco sulla crisi climatica e in quel discorso descrisse l&#8217;attivismo climatico come la religione &#8211; non un movimento politico, una religione &#8211; degli atei urbani, delle persone che rifiutavano ogni aspetto dell&#8217;ebraismo e del cristianesimo.<br />
Gli attivisti per il clima, senza dirlo ad alta voce, avevano creato una religione, con tutte le caratteristiche che si possono riconoscere in qualsiasi religione convenzionale. Avevano il loro Eden, che sarebbe stato il mondo prima dell&#8217;arrivo dei coloni. Avrebbero avuto il loro peccato originale, perché ogni religione ne ha uno. Nel loro caso, si tratterebbe della Rivoluzione industriale e, a causa di quel peccato originale, credevano che stesse per arrivare una catastrofe, una fine dei tempi e, secondo loro, la fine dei tempi era una catastrofe climatica.<br />
L&#8217;unico modo per salvarsi da questa catastrofe, da questa fine dei tempi, era rinunciare ai propri peccati energetici e abbracciare l&#8217;attivismo climatico. Quindi, Crichton ha identificato questo come un segno che le credenze religiose sono intrinseche. Tutti ne hanno, anche gli atei. Magari non si adora Dio, ma si adora qualcosa e questo è vero. Non sono molte le teorie politiche che invecchiano bene anche dopo 20 anni, ma quella di Michael Crichton sì.<br />
Mentre la frequentazione delle chiese e la fede religiosa autoidentificata sono crollate in questo Paese, il culto del clima è diventato ancora più forte. Ora anche il Presidente degli Stati Uniti avverte che il mondo sta finendo. Se non approviamo il New Deal verde e non legalizziamo l&#8217;aborto fino al momento della nascita, Joe Biden dice che il cambiamento climatico distruggerà il mondo. È meglio che approviate il programma del Partito Democratico. Se non lo farete, vi unirete alla &#8220;minaccia più esistenziale per l&#8217;umanità che abbiate mai affrontato, comprese le armi nucleari. È un codice rosso!&#8221;.<br />
Le parole di Tucker Carlson sono subito state riprese da Monsignor Carlo Maria Viganò, in un intervento che non esito a definire memorabile. Monsignor Viganò è dall’inizio della pandemia uno dei più acuti osservatori dei mutamenti sociali. Ha il merito di essere stato tra i primi a puntare il dito contro la mistificazione e a parlare di transumanesimo come fine ultimo del processo di cambiamento del mondo chiamato Great Reset.<br />
Egli afferma che la nuova religione abbraccia tutti gli aspetti culturali dominanti nella contemporaneità: Green culture, Cancel culture, Woke culture, Gender culture sono interconnesse per giungere all’essere umano privo di identità culturale, di radici nazionali, di orientamenti sessuali definiti, di pensiero trascendente, pronto per vivere lontano dalla realtà, nel metaverso dove tutto è consentito e possibile grazie all’assenza di fisicità.<br />
Proseguendo nel suo ragionamento, Monsignor Viganò indica in Klaus Schwab del Forum di Davos il Papa di questa nuova religione. Naturalmente ci sono molti noti e meno noti discepoli, tutti posseduti dalla volontà evangelizzatrice di abbattere le religioni tradizionali e sostituirle con un nuovo culto pagano della terra, vista come originario paradiso perduto, con un rovesciamento del concetto cristiano.<br />
“Crescete, moltiplicatevi e riempite la terra e rendetevela soggetta, e dominate (…) sopra ogni animale…” suona per i seguaci della “Green religion” come la peggiore delle bestemmie. Non è un caso se – già nel 2014, all’inizio delle mie riflessioni sul transumanesimo – scrissi che i musulmani e i cristiani (soprattutto ortodossi) sarebbero stati l’ultimo ostacolo all’affermazione planetaria del transumanesimo. L’umanità contemporanea si fa schifo, si percepisce come una specie animale al vertice della catena alimentare, nulla di diverso, nulla di più.<br />
I neomalthusiani teorizzano che la terra sia un veicolo spaziale “progettato” per non più di 4 miliardi di persone e portano avanti il loro filantropico progetto di sterminare i 4 miliardi di troppo, “l’umanità inutile” descritta da Yuval Noah Harari nel suo Homo Deus.<br />
Io ho scelto – già da molto tempo (2014) da che parte stare. Anche se non ho timore di scrivere che non condivido molte affermazioni di Monsignor Carlo Maria Viganò (prima fra tutte quella che Donald Trump sia in grado di invertire la rotta suicida dell’Occidente).<br />
Ora sta a voi se essere del tutto indifferenti davanti allo scisma o schierarvi.</p>
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