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	<title>STORIE D&#039;ESTATE E NON SOLO Archives - Trendiest</title>
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	<description>Agenzia di stampa, giornalismo e comunicazione</description>
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	<title>STORIE D&#039;ESTATE E NON SOLO Archives - Trendiest</title>
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		<title>Mare d&#8217;estate, aria fresca e&#8230; solidarietà. Fiaba Estiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 07:36:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE D'ESTATE E NON SOLO]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Emanuele di Savoia]]></category>
		<category><![CDATA[Totò Schillaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fiaba Estiva di Guido Alberto Rossi &#8212; tratto da www.papale-papale.it Come in tutte le belle fiabe, il protagonista è un principe e magari anche un eroe nazionale e ovviamente due belle donne e una bambina. In questa storia estiva il Principe è Vittorio Emanuele di Savoia, all’anagrafe: Vittorio Emanuele Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="titolo">Fiaba Estiva</h1>
<p class="autore">di <strong>Guido Alberto Rossi &#8212; </strong>tratto da <strong><a href="http://papale-papale.it/">www.papale-papale.it</a></strong></p>
<p>Come in tutte le belle fiabe, il protagonista è un principe e magari anche un eroe nazionale e ovviamente due belle donne e una bambina.</p>
<p class="image"><img decoding="async" title="Fiaba Estiva" src="http://papale-papale.it/upload/20bac579768dfd9c/a3d5a9c3b28aebe5/428434093c6b35aa/45bddcc4fc977603_800.jpg" alt="Fiaba Estiva" height="450" data-mfp-src="/upload/20bac579768dfd9c/a3d5a9c3b28aebe5/428434093c6b35aa/45bddcc4fc977603.jpg" /></p>
<p>In questa storia estiva il Principe è <strong>Vittorio Emanuele di Savoia</strong>, all’anagrafe: Vittorio Emanuele Alberto Carlo Teodoro Umberto Bonifacio Amedeo Damiano Bernardino Gennaro Maria; nato a Napoli il 12 febbraio 1937; mentre l’eroe nazionale è <strong>Totò Schillaci,</strong> nato a Palermo il 1° dicembre 1964 e battezzato Salvatore, di professione attaccante della nostra Nazionale di calcio ed eroe dei Mondiali del 1990, dove ha segnato ben cinque gol a destra e sinistra.<br />
Le protagoniste sono <strong>Marina Doria</strong>, moglie del Principe e <strong>Rita</strong> moglie di Totò, mentre la bambina si chiama <strong>Jessica</strong>.</p>
<p class="image"><img decoding="async" title="Fiaba Estiva" src="http://papale-papale.it/upload/8b302612fa1c80ef/82938c5774061477/9ca7428d0badb9c8/810d366a917da411_800.jpg" alt="Fiaba Estiva" height="376" data-mfp-src="/upload/8b302612fa1c80ef/82938c5774061477/9ca7428d0badb9c8/810d366a917da411.jpg" /></p>
<p>La storia è ambientata sull’Isola di Cavallo in Corsica e inizia a luglio, quando l’eroe stanco di correre e tirare calci, vuole andare in vacanza con la famiglia in un posto tranquillo e ovviamente lontano dalle folle e dai fans.<br />
Si rivolge ad una agenzia viaggi e questa gli propone una villa sull’Isola di Cavallo, tutto fantastico il mare, la natura, la bella villa, gli abitanti sono solo i quattro gatti che hanno le ville proprie e praticamente non si vedono, non ci sono turisti e si può solo arrivarci in barca, tutto ideale, ma, vi chiederete, cosa ci possa essere di negativo o sinistro in questo paradisetto, cosa è successo al nostro eroe e co.? Molto semplice, la mancanza di acqua e cibo.</p>
<p class="image"><img decoding="async" title="Fiaba Estiva" src="http://papale-papale.it/upload/fc6c97e7643637da/5584f8cb940ab01c/e2a4b524a04e5b95/807f30b7f08fd98c_800.jpg" alt="Fiaba Estiva" height="450" data-mfp-src="/upload/fc6c97e7643637da/5584f8cb940ab01c/e2a4b524a04e5b95/807f30b7f08fd98c.jpg" /></p>
<p>L’agenzia viaggi si era dimenticata di dire a Totò che sull’isola non ci sono né supermercati e neanche mezzo bar con panini, bibite e gelati, magari gestito da un cinese intraprendente.<br />
Così la sognata vacanza diventa un inferno, già dal primo giorno.<br />
Ma ovviamente la cosa non passa inosservata e arriva alle orecchie del Principe, che per tradizione dinastica è sempre disposto a dare una mano ad un connazionale, se poi è un campione amato da tutti, ancora meglio, magari ci scappa anche un po&#8217; di pubblicità positiva, che magari può anche aiutare a normalizzare i rapporti con la nostra Repubblica e dare anche una botta benevola alla spinosa questione dell’esilio.</p>
<p class="image"><img decoding="async" title="Fiaba Estiva" src="http://papale-papale.it/upload/8f8d2047c41f91bb/10a11b62e079fad8/37e01f9f61ebea5e/44285d05e5f72abd_800.jpg" alt="Fiaba Estiva" height="450" data-mfp-src="/upload/8f8d2047c41f91bb/10a11b62e079fad8/37e01f9f61ebea5e/44285d05e5f72abd.jpg" /></p>
<p>Così tutta la famiglia Schillaci viene invitata a stare nella sua villa, che ovviamente si chiama Villa Savoia e ha tanto di spiaggia privata, con l’acqua bassa, che è l’ideale per la bambina e dove il cibo non manca mai.<br />
Quindi come tutte le fiabe, finisce bene e viene anche fotograficamente documentata dal sottoscritto per uno di quegli strani giochi della Dea Fortuna.</p>
<p class="image"><img decoding="async" title="Fiaba Estiva" src="http://papale-papale.it/upload/a90c687ba769cfba/9a75eed93501e0fe/532b6b394ca41b3b/d25ab23a8a75c0a8_800.jpg" alt="Fiaba Estiva" height="450" data-mfp-src="/upload/a90c687ba769cfba/9a75eed93501e0fe/532b6b394ca41b3b/d25ab23a8a75c0a8.jpg" /></p>
<p>Il tutto ha inizio verso il 20 di luglio, quando mi telefona il mio vecchio amico Alberto e mi spiega che il suo vecchio compagno del collegio svizzero, Vittorio (Vittorio Emanuele di Savoia) ha ospite nella sua villa al mare Totò Schillaci e gli piacerebbe poter contare su un fotografo fidato per documentare la storia e avere un bel servizio su una rivista importante.<br />
Ovviamente dico di sì, anche se non è proprio il mio genere e non essendo pratico nel valutare questi reportage, telefono ad un collega concorrente e gli chiedo informazioni commerciali; una volta ben informato, chiamo il direttore del settimanale OGGI, Paolo Occhipinti, direttore e tennista vecchio stile, quelli con cui ci si accorda sulla parola data e di cui ci si può fidare anche delle palle dubbie sulla riga di fondo campo.</p>
<p class="image"><img decoding="async" title="Fiaba Estiva" src="http://papale-papale.it/upload/f777c1093db5eb63/346d988f9bfb294b/e82f620fe5e7d656/a95ff76fe68234e8_800.jpg" alt="Fiaba Estiva" height="328" data-mfp-src="/upload/f777c1093db5eb63/346d988f9bfb294b/e82f620fe5e7d656/a95ff76fe68234e8.jpg" /><img decoding="async" title="Fiaba Estiva" src="http://papale-papale.it/upload/3747d7f89141f3b9/518bfcdfd3cf7144/cb514ed4d4e0137f/ea0490da30605f8b_800.jpg" alt="Fiaba Estiva" height="328" data-mfp-src="/upload/3747d7f89141f3b9/518bfcdfd3cf7144/cb514ed4d4e0137f/ea0490da30605f8b.jpg" /></p>
<p>A questo punto telefono al Principe e concordiamo, giorno e ora. Ora manca solo telefonare a Enzo, raccontargli la storia e far sì che prepari il volo del nostro paperozzo volante, per andare in Corsica e scendere a Figari. Gli spiego che, una volta arrivati al porto di Bonifacio, verrà il Principe in persona con il suo motoscafo a prenderci. Così, il 25 luglio decolliamo, atterriamo e navighiamo con il Principe sulla rotta di Villa Savoia.</p>
<p class="image"><img decoding="async" title="Fiaba Estiva" src="http://papale-papale.it/upload/fad52b32ee672fa3/79247b5f74ad7ec1/022709202e2ae068/d28946a20e4f68be_800.jpg" alt="Fiaba Estiva" height="450" data-mfp-src="/upload/fad52b32ee672fa3/79247b5f74ad7ec1/022709202e2ae068/d28946a20e4f68be.jpg" /></p>
<p>Incontro Totò (che non credo fosse stato informato) e pianifichiamo cosa scattare, che vada bene a tutti: principi, eroi, dame e fanciulla. Mentre io lavoro, Enzo nota che c’è un jetski abbandonato sulla spiaggia, scoperchiato e con pezzi smontati intorno, sicuramente rotto. Chiede al Principe se desidera che cerchi di sistemarlo, quello gli spiega il guasto e gli da una cassetta di ferri regale e così io scatto e Enzo traffica con sua grande gioia sul motore morto. Scattata l’ultima foto, il jetski si mette in moto e così decido di usarlo per fare un’altra foto con tutti a bordo sorridenti.</p>
<p class="image"><img decoding="async" title="Fiaba Estiva" src="http://papale-papale.it/upload/f2fe583376a8f90d/b0ed0327a1444eb6/b3b08c6dcb58d2ee/8f94377b7be6979e_800.jpg" alt="Fiaba Estiva" height="450" data-mfp-src="/upload/f2fe583376a8f90d/b0ed0327a1444eb6/b3b08c6dcb58d2ee/8f94377b7be6979e.jpg" /></p>
<p>Abbiamo finito, metto via macchine e rullini nello stesso momento che il Principe, con una grossa chiave inglese in mano, investe Enzo del titolo di Ministro dei Trasporti, nel caso torni al potere. Il giorno dopo consegno il reportage all’OGGI, lo firmo Tony Cavallo, perché non voglio telefonate etc. Due settimane dopo io e Enzo, siamo di nuovo in volo sulle isole delle Bocche di Bonifacio e stanchi e con voglia di un caffè atterriamo a Figari.</p>
<p class="image"><img decoding="async" title="Fiaba Estiva" src="http://papale-papale.it/upload/1847e67550b1af95/1c5e4bdeb9e006bf/4af3f1e380ec10b2/cf6dcf968a983254_800.jpg" alt="Fiaba Estiva" height="448" data-mfp-src="/upload/1847e67550b1af95/1c5e4bdeb9e006bf/4af3f1e380ec10b2/cf6dcf968a983254.jpg" /></p>
<p>Mentre siamo al bar arriva il Principe, tutto trafelato e arrabbiato, ci spiega che ha appena perso il suo volo per Nizza, dove aveva la coincidenza del volo per l’Africa. Gli offro un passaggio sul paperozzo e lui accetta di buon grado, ma questa è un’altra storia.</p>
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		<title>Vacanze d’elezione. Dove va in vacanza la borghesia milanese: riti, mete e nuove tendenze dell’élite lombarda</title>
		<link>https://trendiest.it/vacanze-delezione-dove-va-in-vacanza-la-borghesia-milanese-riti-mete-e-nuove-tendenze-dellelite-lombarda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 12:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE D'ESTATE E NON SOLO]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[soggiorni lunghi]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tendenze dell’élite lombarda]]></category>
		<category><![CDATA[in vacanza la borghesia milanese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vacanze. Riti, mete e nuove tendenze dell’élite lombarda Quando le temperature iniziano a salire e l’asfalto della città si fa rovente, la borghesia milanese (quella vera, fatta di professionisti affermati, famiglie con pedigree culturale, imprenditori con il gusto del dettaglio &#8230; ma non solo) scompare dai Navigli e dal Quadrilatero per riemergere nei luoghi iconici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="101"><strong data-start="0" data-end="101">Vacanze. Riti, mete e nuove tendenze dell’élite lombarda</strong></p>
<p data-start="125" data-end="719">Quando le temperature iniziano a salire e l’asfalto della città si fa rovente, la borghesia milanese (quella vera, fatta di professionisti affermati, famiglie con pedigree culturale, imprenditori con il gusto del dettaglio &#8230; ma non solo) scompare dai Navigli e dal Quadrilatero per riemergere nei luoghi iconici delle sue <strong>vacanze d’elezione</strong>. Non si tratta solo di turismo, ma di un vero e proprio <strong><em data-start="536" data-end="552">status rituale</em></strong>: scegliere la meta giusta, nella casa giusta, con le frequentazioni giuste, è ancora oggi una componente essenziale della mappa identitaria della borghesia meneghina <em>(nella foto un cerbiatto in Engadina)</em></p>
<h1 data-start="721" data-end="758"><strong data-start="725" data-end="758">Le &#8220;solite&#8221; mete, senza tempo</strong></h1>
<p data-start="760" data-end="1252"><strong data-start="760" data-end="779">Forte dei Marmi</strong> resta regina incontrastata. Qui la borghesia milanese intreccia da decenni i suoi legami, tra partite a tennis al Circolo della Versiliana, cene a base di crudo di mare da Lorenzo o all&#8217;Alpemare, e pomeriggi in bicicletta tra ville razionaliste e boutique discrete. Ma Forte non è per tutti: chi ha una casa, magari comprata dai nonni negli anni Settanta, si muove in un circuito a parte rispetto ai nuovi arrivati, spesso etichettati come “milanesi sì&#8230; ma parvenues”.</p>
<p data-start="1254" data-end="1667"><strong data-start="1254" data-end="1281">Santa Margherita Ligure</strong> e <strong data-start="1284" data-end="1297">Portofino</strong> restano scelte evergreen per chi preferisce un&#8217;estetica più &#8220;ligure&#8221;, sobria e ordinata. Qui conta la barca, anche se piccola ma ben curata, e l’abilità di prenotare un tavolo da Puny senza farlo sapere a nessuno. I milanesi più riservati, ma sempre presenti nelle assemblee condominiali di Corso Magenta, trovano qui la giusta misura tra visibilità e understatement.</p>
<h1 data-start="1669" data-end="1715"><strong data-start="1673" data-end="1715">Le nuove coordinate del gusto borghese</strong></h1>
<p data-start="1717" data-end="2165">Negli ultimi anni, però, si stanno affermando nuove rotte, meno codificate ma sempre coerenti con un’idea di esclusività discreta. <strong data-start="1848" data-end="1863">Pantelleria</strong> è un esempio emblematico: isola selvaggia e lontana dalle rotte commerciali, amata da architetti, intellettuali e collezionisti. I dammusi, ristrutturati con cura maniacale, sono diventati il nuovo feticcio estivo per quella parte della borghesia che preferisce l’autenticità al lusso ostentato. Nella stessa schiera di mete di sobria eleganza troviamo le <strong>Murge</strong> e il <strong>Salento</strong> in Puglia, le<strong> Eolie</strong> e le <strong>Egadi</strong> in Sicilia.</p>
<p data-start="2167" data-end="2504">Anche la <strong data-start="2176" data-end="2186">Grecia</strong>, soprattutto le Cicladi meno mondane, come <strong>Sifnos o Folegandros, </strong>si è conquistata un posto d’onore. Qui si viaggia leggeri, in lino bianco e sandali grezzi, ma l’indirizzo del boutique hotel o della villa minimalista in affitto dice tutto. È la versione “internazionale ma controllata” della villeggiatura borghese.</p>
<p data-start="2506" data-end="2832">Chi ama la montagna, minoranza ma ben rappresentata, soprattutto tra i professionisti over 50, continua a scegliere <strong data-start="2624" data-end="2636">Engadina</strong>, <strong data-start="2638" data-end="2652">Alta Badia</strong> o la più recente <strong data-start="2670" data-end="2686">Valle Aurina</strong>, dove si punta al benessere silenzioso tra spa, passeggiate e letture d&#8217;élite. Il libro, rigorosamente Adelphi, è parte integrante del paesaggio. Io personalmente (ho superato da un po&#8217; i cinquant&#8217;anni&#8230;) vado nell&#8217;evergreen<strong> Crans</strong> con qualche breve tradimento verso <strong>Chamonix. </strong></p>
<h1 data-start="2834" data-end="2898"><strong data-start="2838" data-end="2898">Il ritorno dei soggiorni lunghi (e del lavoro da remoto)</strong></h1>
<p data-start="2900" data-end="3311">Un elemento nuovo, che sta lentamente modificando l’organizzazione delle vacanze borghesi, è il <strong data-start="2996" data-end="3027">ritorno del soggiorno lungo</strong>. Complice il lavoro ibrido o full remote di molti liberi professionisti e manager, la tendenza è quella di trasferirsi per un mese o più nella seconda casa, spesso con una logistica da “smart family”: connessione in fibra, postazione di lavoro panoramica e babysitter a chiamata.</p>
<p data-start="3313" data-end="3654">Questo ha ridato valore alle <strong data-start="3342" data-end="3363">case di proprietà</strong>, spesso rimodernate dopo anni di trascuratezza, e ha riacceso il mercato degli affitti di alto profilo. In alcuni angoli del <strong>Lago di Como</strong> o del <strong>Lago Maggiore</strong>, si registra un ritorno di milanesi in fuga dalla città, attratti da una villeggiatura “a chilometro contenuto” ma di grande charme.</p>
<p data-start="3313" data-end="3654">Se non ci si spaventa a fare qualche chilometro in più, prepotentemente protagonista è sempre la Toscana con la<strong> Lucchesia</strong> e (nuova scelta top) la <strong>Lunigiana.</strong></p>
<p data-start="3715" data-end="4182">La borghesia milanese, pur tra cambi generazionali e nuovi linguaggi del privilegio, continua a muoversi lungo coordinate precise: la vacanza non è mai solo evasione, ma un momento in cui riaffermare (silenziosamente&#8230;) appartenenze, gusti e orizzonti. Tra la Forte di sempre e la Pantelleria di oggi, la villeggiatura resta un campo d’osservazione privilegiato per capire dove va e come cambia la classe dirigente culturale ed economica della metropoli lombarda.</p>
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		<title>Cambridge University Yacht Club &#8211; Summer 25. Stockholm &#8211; Cruising in the Baltic</title>
		<link>https://trendiest.it/cambridge-university-yacht-club-summer-25-stockholm-cruising-in-the-baltic/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 16:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE D'ESTATE E NON SOLO]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[Cambridge]]></category>
		<category><![CDATA[Cruising in the Baltic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Summer 25 Stockholm &#8211; Cruising in the Baltic About the Trip This is the first &#8216;relaxed cruising&#8217; week of the summer programme, after the passages taking the boat over from the UK. We&#8217;ll have the opportunity to go island-hopping around the Stockholm archipelago, mooring up in secluded coves and exploring the bigger islands. This trip [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Summer 25 Stockholm &#8211; Cruising in the Baltic</h1>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-16593 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/06/cuyc-300x95.jpg" alt="" width="300" height="95" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/06/cuyc-300x95.jpg 300w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2025/06/cuyc.jpg 493w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<h4>About the Trip</h4>
<p class="whitespace-pre-wrap break-words">This is the first &#8216;relaxed cruising&#8217; week of the summer programme, after the passages taking the boat over from the UK. We&#8217;ll have the opportunity to go island-hopping around the Stockholm archipelago, mooring up in secluded coves and exploring the bigger islands. This trip is fine for complete beginners (we already have enough experienced sailors in the crew to be safe) and later on in the week we&#8217;ll be able to celebrate the festival of Midsummer.</p>
<div dir="ltr">
<table border="0">
<thead>
<tr>
<th>Day</th>
<th>Rough Itinerary</th>
<th></th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Saturday</td>
<td>Arrive on Skylark. Get settled and provision for the week.</td>
<td rowspan="8"><img fetchpriority="high" decoding="async" title="Map" src="https://www.cuyc.org.uk/media/files/photos/cache/files/photos/2025/05/27/Screenshot_2025-05-27_at_16.24.54_image_large.png" alt="" width="600" height="301" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Sunday</td>
<td>Leave Stockholm, possibly sneaking through the Baggensstaket passage.</td>
</tr>
<tr>
<td>Monday</td>
<td>Exploring the remote Archipeligo islands</td>
</tr>
<tr>
<td>Tuesday</td>
<td>Exploring the remote Archipeligo islands</td>
</tr>
<tr>
<td>Wednesday</td>
<td>Exploring the remote Archipeligo islands</td>
</tr>
<tr>
<td>Thursday</td>
<td>Exploring the remote Archipeligo islands</td>
</tr>
<tr>
<td>Friday</td>
<td>Celebrate Midsummer on one of the larger islands.</td>
</tr>
<tr>
<td>Saturday</td>
<td>Arrive back to Stockholm.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<h4>Midsummer&#8217;s Eve</h4>
<p class="whitespace-pre-wrap break-words">The end of this trip falls on Midsummer&#8217;s Eve, which is a national holiday and big celebration in Sweden. It marks the longest day of the year and the beginning of the summer holidays. A lot of Swedes head out on boats to islands in the Stockholm archipeligo to celebrate the festival. The festivities stretch from Friday morning all the way through the night to Saturday, whilst it never gets dark.</p>
<p class="whitespace-pre-wrap break-words"><img decoding="async" class="aligncenter" title="Midsummer" src="https://www.cuyc.org.uk/media/files/photos/cache/files/photos/2025/05/27/Made_midsummer_image_large.png" alt="" width="600" height="235" /></p>
<h4 class="whitespace-pre-wrap break-words"><img decoding="async" src="https://www.cuyc.org.uk/media/files/photos/cache/files/photos/2024/04/26/Summer_Programme_2024_Outward_image_large.png" alt="" />Your Skipper: Joe Dolphin</h4>
<p class="whitespace-pre-wrap break-words">This will be my fourth summer programme with CUYC! I sailed with the CUYC 2022 summer programme (Balearics), was a first mate in 2023 (Norway) and then was a skipper for the first time last summer (Galicia). And then other than summer programmes I was a club vice commodore 2022-24 and have also been in the racing squad for the past three years. I am a final year PhD student at Sidney Sussex, so really this is just another way for me to procrastinate writing my thesis.</p>
<p class="whitespace-pre-wrap break-words">
<div dir="ltr">
<table border="0">
<thead></thead>
<tbody>
<tr>
<td rowspan="7"><img loading="lazy" decoding="async" title="JAD_1" src="https://www.cuyc.org.uk/media/files/photos/cache/files/photos/2025/05/27/IMG_4730_image.JPG" alt="" width="300" height="225" /></td>
<td rowspan="7"><img loading="lazy" decoding="async" title="JAD_2" src="https://www.cuyc.org.uk/media/files/photos/cache/files/photos/2025/05/27/IMG-20240519-WA0036_image.jpg" alt="" width="300" height="400" /></td>
<td rowspan="7"><img decoding="async" title="JAD_3" src="https://www.cuyc.org.uk/media/files/photos/cache/files/photos/2025/05/27/IMG-20240726-WA0016_image.jpg" alt="" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<h4>How much does it cost?</h4>
<p>The trip costs the same as all the other summer programme weeks, so £285/£342/£456, depending on if you are junior/senior/affiliate status. Apart from the trip cost you pay when you sign up, there will also be expenses for food, marinas and diesal during the week. These will be sorted out on the trip via the Splitwise app, and usually come around to £100. You must also pay for your own transport (flights) to and from Stockholm.</p>
<h4>Travel</h4>
<p>You will need to arrange transport to and from the marina. We will try to coordinate this as a crew together in advance. Do not book any flights or travel until your skipper has confirmed your place and contacted you.</p>
<h4><strong>What to Bring</strong></h4>
<address>See the &#8220;What to Bring&#8221; tab for the full list, but bring warm clothing, seasickness remedies if needed, sleeping bag, personal items, passport, and a spirit of adventure!</p>
</address>
<p>The post <a href="https://trendiest.it/cambridge-university-yacht-club-summer-25-stockholm-cruising-in-the-baltic/">Cambridge University Yacht Club &#8211; Summer 25. Stockholm &#8211; Cruising in the Baltic</a> appeared first on <a href="https://trendiest.it">Trendiest</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La triste storia del veliero Cristoforo Colombo: ecco che fine ha fatto la gemella dell’Amerigo Vespucci</title>
		<link>https://trendiest.it/la-triste-storia-del-veliero-cristoforo-colombo-ecco-che-fine-ha-fatto-la-gemella-dellamerigo-vespucci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 12:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE D'ESTATE E NON SOLO]]></category>
		<category><![CDATA[SOCIETÀ]]></category>
		<category><![CDATA[nave “Cristoforo Colombo]]></category>
		<category><![CDATA[Amerigo Vespucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il veliero fu consegnato all’Urss come risarcimento di guerra, disalberato e ridotto a trasportare legname Condividi  Tratto da www.dailynautica.com Se chiedete ad un marinaio quale sia la nave più bella del mondo, è facile che vi risponda: “l’Amerigo Vespucci” (foto di copertina) la celeberrima nave scuola della Marina italiana. Sono in pochi però a ricordare che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="container-xl pt-0 pt-sm-2">
<div class="row">
<div class="col foto-margine">
<div class="foto-margine-content d-none d-sm-block text-center mb-4">
<h1 class="d-none d-sm-block subtitle-title-news mb-4">Il veliero fu consegnato all’Urss come risarcimento di guerra, disalberato e ridotto a trasportare legname</h1>
<div class="dn-cat-data d-flex justify-content-center align-items-center"><button class="btn btn-light-2" type="button" data-bs-toggle="modal" data-bs-target="#shareModal">Condividi <i class="bi bi-share-fill"></i></button></div>
</div>
<div class="dn-foto-rubrica"><picture class="dn-featured"><source srcset="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Veliero-Cristoforo-Colombo.jpg" media="(min-width:992px)" data-lazy-srcset="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Veliero-Cristoforo-Colombo.jpg" /><source srcset="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Veliero-Cristoforo-Colombo-768x576.jpg" media="(min-width:768px)" data-lazy-srcset="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Veliero-Cristoforo-Colombo-768x576.jpg" /><source srcset="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Veliero-Cristoforo-Colombo-600x450.jpg" media="(min-width:576px)" data-lazy-srcset="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Veliero-Cristoforo-Colombo-600x450.jpg" /><img decoding="async" class="img-fluid mb-0 mb-sm-3 entered lazyloaded aligncenter" src="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Veliero-Cristoforo-Colombo-600x450.jpg" alt="La triste storia del veliero Cristoforo Colombo: ecco che fine ha fatto la gemella dell’Amerigo Vespucci" data-lazy-src="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Veliero-Cristoforo-Colombo-600x450.jpg" data-ll-status="loaded" /></picture></div>
<div class="foto-margine-content text-center"></div>
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</div>
<div class="container-xl pt-0 pt-sm-2">
<div class="row">
<div class="col-md-8">
<div class="text-dark text-uppercase text-small mb-3"><i class="bi bi-clock me-1"></i>Tratto da <a href="http://www.dailynautica.com">www.dailynautica.com</a></div>
<div class="dn-news-content mb-3">
<p>Se chiedete ad un marinaio quale sia la nave più bella del mondo, è facile che vi risponda: “l’<strong>Amerigo Vespucci”</strong><em> (foto di copertina)</em> la celeberrima nave scuola della Marina italiana. Sono in pochi però a ricordare che lo spettacolare veliero aveva una gemella: una nave bella quanto la Vespucci ma con un destino ben diverso al suo orizzonte. Il nome di questa nave era “<strong>Cristoforo Colombo</strong><span class="Apple-converted-space">“ <em>(nell&#8217;illustrazione qui sopra).</em></span></p>
<p>Entrambe le navi furono progettate negli anni ’20 dello scorso secolo dal tenente colonnello del Genio Navale Francesco Rotundi che volle ispirarsi al veliero <strong>Monarca</strong>, l’ammiraglia della flotta del Regno delle Due Sicilie. Costruite negli allora “Regi Cantieri” di Castellammare di Stabia, le gemelle furono varate a poca distanza l’una dall’altra nel 1928, e presero servizio nella Divisione Navi Scuola col compito di addestrare i cadetti della <strong>Regia Marina Militare</strong> dei Savoia.</p>
<p>Le due navi, pur essendo considerate gemelle, avevano qualche leggera differenza. Stesso dislocamento, 4146 tonnellate, stessa stazza lorda, 3410 tsl, solo mezzo metro di differenza nella lunghezza fuori tutto: 101 metri l’Amerigo contro i 100 metri e mezzo della Cristoforo. Differenza dovuta probabilmente alla diversa inclinazione del <strong>bompresso</strong> che rispondeva ad un differente attacco delle sartie, a filo di murata per la Vespucci<i>, </i>cadenti verso l’esterno per la Colombo.</p>
<p>Un’altra particolarità che le distingueva erano i<strong> due occhi di cubia</strong> tagliati sul mascone da cui la Colombo filava l’ancora, mentre la Vespucci ne aveva uno solo. La differenza più grande, però, stava sott’acqua. La propulsione alla Colombo veniva da due eliche, alla Vespucci da una sola.<span class="Apple-converted-space"> Per il resto, i due velieri erano indistinguibili. Anche nella particolare verniciatura. Entrambe sfoggiavano la caratteristica fascia bianca sulla fiancata che segnava il <strong>ponte di batteria</strong> da cui aprivano il fuoco i cannoni dei velieri da guerra del Settecento. </span></p>
<div id="attachment_67960" class="wp-caption alignright">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-67960 size-thumbnail entered lazyloaded" src="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Cristoforo-Colombo-320x320.jpg" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" srcset="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Cristoforo-Colombo-320x320.jpg 320w, https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Cristoforo-Colombo-800x800.jpg 800w, https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Cristoforo-Colombo-16x16.jpg 16w" alt="" width="320" height="320" aria-describedby="caption-attachment-67960" data-lazy-srcset="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Cristoforo-Colombo-320x320.jpg 320w, https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Cristoforo-Colombo-800x800.jpg 800w, https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Cristoforo-Colombo-16x16.jpg 16w" data-lazy-sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" data-lazy-src="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/Cristoforo-Colombo-320x320.jpg" data-ll-status="loaded" /></p>
<p id="caption-attachment-67960" class="wp-caption-text">La nave scuola Cristoforo Colombo a vele spiegate</p>
</div>
<p>Due navi praticamente uguali ma destinate a percorrere due rotte ben differenti, una verso il mito, l’altra verso l’oblio. Fu al termine della Seconda Guerra Mondiale che le navi gemelle si separarono. Al tavolo degli accordi di pace di <strong>Parigi</strong>, infatti, gli italiani si resero conto che non era stata esattamente un’idea intelligente quella di invadere la Russia spedendoci qualche battaglione di alpini. L’<strong>Unione Sovietica</strong> pretese così dal nostro Paese la consegna di una dozzina di navi militari, tra le quali anche la Cristoforo Colombo, come risarcimento di guerra.</p>
<p>La cessione dell’imponente veliero sollevò un grande sdegno nel nostro Paese. La Colombo, così come la sua gemella Vespucci, era considerata una madre da tutti i <strong>cadetti italiani</strong> sul cui ponte avevano appreso le tecniche di navigazione ed erano diventati dei veri marinai. Qualche giorno prima della cessione, alcuni ex esponenti della<strong> Repubblica Sociale</strong> furono arrestati con una valigia piena di <strong>tritolo</strong> con il quale volevano affondare il veliero per risparmiargli l’onta di essere ceduto ad un Paese straniero che, per di più, consideravano la patria del comunismo. Non pensavano al fatto che, se il loro piano fosse riuscito, l’Italia avrebbe dovuto consegnare ai sovietici la Vespucci.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>E così, il 9 febbraio del ’49, la Cristoforo Colombo abbandonò Taranto per dirigersi al porto di <strong>Odessa</strong>, al comando del capitano di Fregata Serafino Rittore. Si racconta che la notte prima della partenza, <strong>un ignoto allievo</strong> della nave scuola rubò il quadro ritraente lo sbarco di Cristoforo Colombo che ornava la sala d’onore dell’omonimo veliero e che ora quel quadro sia appeso nella medesima sala della Amerigo Vespucci.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il veliero raggiunse Odessa il 2 marzo dello stesso anno. Ad <strong>Augusta</strong>, dove la nave aveva fatto tappa, il capitano Rittore ammainò per l’ultima volta il tricolore italiano.<span class="Apple-converted-space"> </span>Entrati in possesso della nave, i sovietici cambiarono il suo nome in <strong>Danubio</strong> e ridipinsero lo scafo di un triste grigio militare. Per i dieci anni successivi il veliero fu utilizzato come nave scuola dalla marina dell’Urss ma senza entusiasmo e molto saltuariamente. Le materie di studio e di addestramento dei cadetti sovietici non prevedevano corsi di navigazione a vela, e ben presto si accorsero che la Danubio non gli serviva a nulla e smisero di prestargli le dovute attenzioni.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Già nel 1961 divenne chiaro che la nave aveva bisogno di precisi <strong>lavori di manutenzione</strong> ma nessuno si prese mai la briga di cominciarli.<span class="Apple-converted-space"> </span>Mentre l’Amerigo Vespucci spiegava le sue vele negli oceani di tutta la terra ed incrociando la portaerei <strong>Uss Indipendence</strong> veniva salutata come “la nave più bella del mondo”, la sua sfortunata gemella veniva disalberata per essere utilizzata come nave cargo a motore per il trasporto commerciale di legname.</p>
<p>Nel ’63 scoppiò un <strong>incendio</strong> a bordo che devastò l’opera viva rendendo economicamente svantaggioso un suo ipotetico recupero. La Danubio fu così abbandonata a se stessa e radiata dal registro delle navi mercantili. Per altri otto anni rimase attraccata nella banchina del porto di Odessa come un <strong>relitto galleggiant</strong>e, fino a che nel 1971 fu, viene da scrivere pietosamente, trascinata in un cantiere e demolita.</p>
<div id="attachment_67962" class="wp-caption alignnone">
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-67962 entered lazyloaded" src="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/LAmerigo-Vespucci-incontra-Uss-Indipendence-600x471.jpg" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" srcset="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/LAmerigo-Vespucci-incontra-Uss-Indipendence-600x471.jpg 600w, https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/LAmerigo-Vespucci-incontra-Uss-Indipendence-768x603.jpg 768w, https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/LAmerigo-Vespucci-incontra-Uss-Indipendence.jpg 1134w" alt="" width="600" height="471" aria-describedby="caption-attachment-67962" data-lazy-srcset="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/LAmerigo-Vespucci-incontra-Uss-Indipendence-600x471.jpg 600w, https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/LAmerigo-Vespucci-incontra-Uss-Indipendence-768x603.jpg 768w, https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/LAmerigo-Vespucci-incontra-Uss-Indipendence.jpg 1134w" data-lazy-sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" data-lazy-src="https://www.dailynautica.com/wp-content/uploads/2021/01/LAmerigo-Vespucci-incontra-Uss-Indipendence-600x471.jpg" data-ll-status="loaded" /></p>
<p id="caption-attachment-67962" class="wp-caption-text">Nel ’62, mentre la Colombo veniva disalberata per il trasporto di legname, la Vespucci incrociò la portaerei Indipendence. La nave scuola si identifico “Siamo l’Amerigo Vespucci”. “Lo sappiamo – risposero gli americani – siete la nave più bella del mondo”.</p>
</div>
<p><em>Fonti foto: www.sandroferuglio.com, Wikipedia e Us Navy</em></p>
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</div>
</div>
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		<title>La voce: un viaggio dall&#8217;antichità alla ricerca di sé</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annachiara de Rubeis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2024 12:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE D'ESTATE E NON SOLO]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[voce]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8212; di Annachiara De Rubeis &#8212; La voce: un viaggio dall&#8217;antichità alla ricerca di sé Bello e maledetto, il ragazzo che mi ha portato via la voce  Uscita dalla sala operatoria, anzi dopo essermi svegliata, la prima cosa che ho pensato è stata Tom, il personaggio del mio libro (che prima o poi spero di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8212; di <strong>Annachiara De Rubeis</strong> &#8212; <em>La voce: un viaggio dall&#8217;antichità alla ricerca di sé</em></p>
<p><strong>Bello e maledetto, il ragazzo che mi ha portato via la voce  </strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11133 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/04/ANNACHIARA-183x300.jpg" alt="" width="183" height="300" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/04/ANNACHIARA-183x300.jpg 183w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/04/ANNACHIARA-625x1024.jpg 625w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/04/ANNACHIARA.jpg 674w" sizes="(max-width: 183px) 100vw, 183px" />Uscita dalla sala operatoria, anzi dopo essermi svegliata, la prima cosa che ho pensato è stata <em>Tom, </em>il personaggio del mio libro (che prima o poi spero di pubblicare). <em>Devo finire quel libro, </em>ho pensato. L’operazione alla gola sarebbe stata il pretesto perfetto per continuare a scrivere, perché non avrei potuto parlare per qualche giorno. Tutt’ora che sono quasi guarita mi è rimasta questa buona abitudine.</p>
<p>E così, scrivendo, scoprii che Tom si era portato via la mia voce. Tom è un alto ragazzo biondo che ho incontrato in vacanza l’anno scorso e che poi è diventato uno dei personaggi del romanzo. <strong>Tom rappresenta la metafora dell’amore perduto</strong> <strong>e della libera espressione di sé</strong>. Da quando io gli avevo negato il mio amore, perché non ero stata sincera, questo era andato via con lui. <strong> La voce era andata via con l’amore</strong>. Nella realtà fisica del mio corpo avevo preso un linfonodo, in quella astrale avevo perso la spontanea e corretta comunicazione con me e con gli altri. Da qui sono iniziate le mie ricerche sulla voce e ho scoperto l’esistenza del <em>Vishuddha</em>.</p>
<p><strong>Il Vishuddha, il chakra della gola che governa la libertà d’espressione</strong></p>
<p>Secondo la filosofia yoga, il corpo umano è composto da tre corpi: il corpo fisico, il corpo astrale e il corpo spirituale. Il corpo astrale (energetico) contiene i 7 chakra, o centri energetici, ognuno dei quali ha un significato e un potere unico sulla nostra salute e sul nostro benessere.</p>
<p>Il Vishuddha, spesso chiamato chakra della gola, è il <strong>quinto chakra </strong>di questo sistema. Il <em>Vishuddha chakra</em> stabilisce una forte connessione con il linguaggio verbale e corporeo e <strong>funge da porta d&#8217;accesso all&#8217;espressione, alla comunicazione e all&#8217;autenticità</strong>. Deriva dal sanscrito, &#8220;Vishuddha&#8221; significa &#8220;<strong>particolarmente puro</strong>&#8220;. Indica la <strong>purificazione dei pensieri, delle parole e delle azioni</strong>; ci permette di abbracciare il nostro vero io e di comunicare con chiarezza, onestà e compassione.</p>
<p>Quando l&#8217;energia del chakra Vishuddha è squilibrata o bloccata, la <strong>comunicazione si interrompe</strong>. Ci rifiutiamo di ascoltare il nostro Sé interiore e gli altri, con conseguenze sulle nostre connessioni interne ed esterne. Questo blocco può influire sul nostro benessere emotivo e fisico in molti modi, nonché alla difficoltà di espressione, portando alla difficoltà di comunicare i propri pensieri, le proprie emozioni o esigenze in modo chiaro e sicuro. Questo può comportare la sensazione di non essere ascoltato o di essere frainteso. Un altro sintomo di un blocco in questo punto è il sentirsi poco ispirati e creativamente stagnanti. Questo può portare a una mancanza di ispirazione e all&#8217;insoddisfazione negli sforzi artistici.</p>
<p>Sono stata senza la mia naturale voce, per un anno. Molti dicevano che quella rauca era sexy, altri mi hanno conosciuto direttamente così, altri ancora si erano dimenticati come fosse la voce di prima, tanto si erano abituati. In realtà, non avevo nulla di maligno, ma il mio Vishuddha era molto debole.</p>
<p><strong>Dopo l’intervento</strong></p>
<p>Nei giorni precedenti l’intervento, la logopedista mi aveva detto che facevo una fatica enorme a parlare. Diceva che sembrava avessi nel petto un uccellino che volesse essere sprigionato. Poi, quando mi ha rivisto, ha detto che sembravo un’altra persona. Mi sono sentita bene sin da subito, non posso negarlo, nonostante l’ansia tremenda dei giorni precedenti. Ho continuato le mie ricerche sul rapporto tra <strong>voce, parola e scrittura, per capire quanto si influenzassero a vicenda.</strong> Ecco cosa ho scoperto.</p>
<p><strong>La voce, senza la quale la parola non esiste</strong></p>
<p>La parola non esisterebbe senza la voce. <strong>La voce esiste</strong>, è effettivamente una cosa di cui apprezziamo anche le qualità, a differenza del pensiero che non vediamo finché non lo verbalizziamo. Sono due concetti inscindibili, prodotti naturali, cioè <strong>la parola è naturale, prodotta senza alcun artificio o intervento tecnico.</strong> È espressione naturale dell’uomo, perché entra in contatto con il mondo interiore, uno strumento di interazione con la realtà circostante. Caratteristica tipica della <strong>mindfulness</strong> (e che caratterizza anche gli antichi) è il fatto che ciò che sgomenta l’uomo è<strong> l’impossibilità di definire ciò che non è conosciuto.</strong> Scrivere ciò che ci dà disagio oggi è una tecnica che viene usata anche in psicoterapia, questo perchè la nominazione è una forma di possesso di qualcosa che ci permette di trattenere e di sapere. Nel momento in cui l’individuo possiede qualcosa, la può combinare con altre conoscenze e questo genera sapere.</p>
<p>Nell’Odissea, se l’aedo è infido merita la morte, perché la sua forza è tale da suggestionare l’uditorio, far fare le cose all’uditorio. <strong>Se si considera l’aedo come una forma di celebrità e medium, si può associarlo alle grandi personalità artistiche che parlano a tutto il mondo: musicisti, attori, artisti su canali di comunicazione come YouTube.</strong> Allora chi è investito di questa capacità dovrebbe essere chiamato a questa grande responsabilità, ma non è sempre così. Colui che ha la possibilità di esprimersi davanti ad un gran numero di persone, non deve tradire questa possibilità. Nella civiltà greca, la voce non mente mai, idealmente non è menzognera, vista come esito di un’affezione esterna, forza esterna, che permette all&#8217;uomo di essere collocato perfettamente al centro del suo cosmo. La voce non arriva dall’uomo, ma dalla divinità.</p>
<p><strong>L’aedo, un dispensatore di voce</strong></p>
<p>Ha un compito, sa e vede più degli altri. Il bardo o l’aedo ha delle caratteristiche fisiche che lo contraddistinguono, la cecità. È proprio questo che secondo gli studiosi gli darebbe maggiore forza, perché non potendo guardare all’esterno, può guardare verso l’interno. È l’uomo dell’introiezione, vede cose che le persone comuni non vedono. Il passato esiste nel momento in cui una persona lo ricorda nella mente. Il bardo conosce il passato, lo guarda dentro di sé. <strong>Con le parole gli aedi avevano il compito di prefigurare il futuro e ricordare il passato, di trasmettere un bagaglio di informazioni ai cittadini</strong>.</p>
<p>Come facciamo ad imparare qualcosa noi? Dal testo scritto, dall’occhio alla mente e dalla mente alla voce. Questo ci permette di essere precisi. Ma in realtà gli antichi non ragionavano tanto in termini di memorizzazione perfetta, quanto più di assimilazione mnemonica, ecco perché la funzione dell&#8217;aedo è essenzialmente didattica. Però occorrono alcuni aspetti fondamentali, primo fra tutti la costanza dell’atto di introiezione.</p>
<p><strong>Il risultato è che la scrittura porta alla riflessione di ciò che si pensa</strong>, potendo il pensiero guardare sé stesso su ciò che si è scritto. Ma la scrittura non è un gesto naturale dell’uomo, la voce lo è. La riflessione è alla base del pensiero analitico: mentre la parola attiva l’udito (che è un senso sintetico) e rende tutto più omogeneo, la scrittura divide, frammenta il pensiero.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Mentre le parole nella società primaria entrano subito a far parte del sistema-mondo trasformando le cose dal <em>disessere</em> all&#8217; essere, in quella secondaria, chirografica, nata appunto dopo l’invenzione della scrittura, la parola non è più l’unico senso su cui basare la conoscenza, ma è <strong>la scrittura lo strumento più potente per esprimere il sé.</strong></p>
<p><strong>Fonti</strong></p>
<p>Sito web: <a href="https://www.arhantayoga.org/it/equilibrio-del-chakra-vishuddha-come-bilanciare-il-chakra-della-gola/">https://www.arhantayoga.org/it/equilibrio-del-chakra-vishuddha-come-bilanciare-il-chakra-della-gola/</a></p>
<p>Libro: <em>Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola</em>, di Walter J. Ong</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Storie d&#8217;estate: il giusto tempo per una proposta di fidanzamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annachiara de Rubeis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 20:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[STORIE D'ESTATE E NON SOLO]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8212; di <strong>Annachiara De Rubeis</strong> &#8212; <em>Il giusto tempo per una proposta di fidanzamento</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-11133 alignleft" src="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/04/ANNACHIARA-183x300.jpg" alt="" width="183" height="300" srcset="https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/04/ANNACHIARA-183x300.jpg 183w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/04/ANNACHIARA-625x1024.jpg 625w, https://trendiest.it/wp-content/uploads/2024/04/ANNACHIARA.jpg 674w" sizes="(max-width: 183px) 100vw, 183px" />Una proposta di fidanzamento, Ostuni, due ragazzi di 28 e 25 anni si sono scambiati gli anelli di fidanzamento in un primo grande passo d’amore. Inutile dire che sono così entusiasta da aver già preparato un ipotetico discorso in inglese per il loro futuro matrimonio. I protagonisti di questa favola? Lorenzo (cugino della sottoscritta), 28 anni, che vive a Londra da tempo immemore, ed Yvie, 25 anni, una bellissima ragazza inglese bionda nata in un paesino vicino Cambridge.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Galeotta fu la <em>Random Coffee Chat</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">I due si sono conosciuti ad una Random Coffee Chat nel febbraio 2021, quando una seconda ondata di Covid era alle porte. La Random Coffee Chat è stata l’idea dell’addetto alle risorse umane dell’azienda in cui lavorano, che cercava di riprodurre quei 15 minuti di pausa caffè dove proventi e lavoratori si potevano riunire. Galeotta fu la Random Coffee Chat? Ebbene sì. Colti da una profonda amicizia, Lorenzo ed Yvie, dapprima a distanza, poi in attesa di vedersi, non si sono più lasciati. Come prima cosa ho chiesto a Lory: “È stato colpo di fulmine?”, “Sì” mi ha risposto. “Cioè, se la intendiamo dalla call, ‘abbiamo connesso dal primo momento’” ha specificato. Poi a maggio 2021, quando si sono visti per la prima volta, è stato colpo di fulmine dal vivo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Era domenica 18 agosto, ero appena uscita fuori sul balcone chiedendomi come ogni domenica pomeriggio dove fosse l’amore. Certo, facilissimo chiederselo se sei sul balcone di casa tua, in cui le probabilità di trovarlo sono vicinissime allo zero. Nel frattempo, Lorenzo in una nota masseria di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi (la preferita di Yvie), si era inginocchiato, con fiori, tramonto, anello che non vedeva l’ora di uscire dalla tasca e occhi pieni di gioia. Dopo un po’ sono rientrata e ho ripreso a scrivere uno degli articoli che avevo lasciato in sospeso. Ed è stato lì che, dopo qualche minuto, è arrivata una videochiamata da <em>Lory English</em>, il suo numero inglese. E mi è sembrato strano visto che ci eravamo visti due giorni prima al mare. Rispondo subito, tolgo le cuffie bluetooth e noto gli occhi pieni di “ti devo dire una cosa” di Lory. “Annachiara ti devo far vedere una cosa” mi ha detto e ha spostato la telecamera sulla mano di Yvie. L’anello di fidanzamento brillava sulle sue dita vicine al volto, incorniciato da un luminosissimo fiero sorriso.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Annachiara ha urlato..” ha raccontato Lory a mio zio, suo padre, quando si sono visti uno o due giorni dopo. (Confermo). Meno male che non mi ero ancora operata al polipo in gola.</p>
<p style="font-weight: 400;">Qualche giorno dopo, in una videochiamata per dirlo a nostro nonno, io e Lory, ci siamo confrontati. “Questo interessa più a te che a me” ha detto nostro nonno, spostando il cellulare verso di me.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La convivenza: su cosa siamo disposti a chiudere un occhio?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">“Sai, ci siamo confrontati, con alcune storie dei nostri amici e tutti nonostante fossero insieme anche da tanti anni, appena andati a vivere insieme si sono lasciati”. Che la convivenza fosse uno step difficile per le neo-coppie non era una novità, ma cosa ha permesso a Lorenzo ed Yvie di godersela? “Direi che tutto quello che di solito le coppie fanno dopo, noi lo abbiamo fatto prima”. “Quando i contratti delle nostre rispettive abitazioni erano giunti a termine, ci frequentavamo da un anno e ci siamo chiesti ‘perché non andare a vivere insieme?’ Credo che oggi sia fondamentale per conoscere a fondo il partner, perché solo così capisci la persona che hai davanti”. Insomma, da questa chiacchierata è emerso che dalla convivenza non s’impara solo a gestire la divisione delle spese -di cui a nessuno importa onestamente, visto che chi come loro va a studiare fuori all’università, impara da subito a gestire la casa con i coinquilini, sono i cosiddetti <em>doveri-</em> ma si tratta anche di ciò che può piacere o no all’altra persona e, inevitabilmente, a te. <em>Su cosa siamo disposti a chiudere un occhio? E quando le cose non vanno?</em> Secondo Lory, notando i due mondi che s’intersecano, molto spesso quando le cose non vanno, le cause possono essere l’insoddisfazione sul lavoro, qualche faccenda familiare o insicurezze di un ambito al di fuori della coppia.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Conoscere senza filtri significa conoscere le imperfezioni</strong></p>
<p>Quando sono andata a casa dei miei zii per congratularmi (e avere qualche notizia in più), mio zio ha detto una frase che non dimenticherò mai: &#8220;Conoscere senza filtri significa conoscere le imperfezioni&#8221;. Senza filtri, cioè indipendentemente dal tempo di utilizzo del cellulare, conta l&#8217;empatia che crei con quella persona. Coppiette che vi siete conosciute al tempo del Covid, come sta andando? Sarà l&#8217;ennesima dimostrazione che la tecnologia è pari ad ogni mezzo? Però, che miseri quelli che si perdono solo a chattare, piuttosto che vivere una relazione fuori! Nell&#8217;ultima in particolare io ne avevo fin sopra i capelli, di messaggini, di flirt&#8230; e poi? Ci si vede due volte in un mese! Perchè? Anche se non si sa quello che si vuole, per me non è tanto una colpa questo, quanto il fatto che venisse data priorità ad una sorta di programmaticità nell&#8217;essere amorevole, delle conversazioni perfette, piuttosto che conoscere una persona con una certa spontaneità e naturalezza. Dopo l&#8217;operazione alla gola ho capito una cosa che forse sarà detta e ridetta, ma è vera: ti rendi conto che se fino a poco tempo prima di entrare in sala operatoria alcune cose ti sembravano importanti, in realtà in quelle ore sotto ai ferri ho capito che non tutto era così importante; che mi sono svegliata dall&#8217;operazione con in mente il mio personaggio preferito del mio romanzo e che tutto quello che mi sembrava urgente in realtà non lo era.</p>
<p><strong>Il tempo</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">“Siamo migliori amici. Un tipo di rapporto come il nostro è molto bello, ti migliora sotto tutti i punti di vista” dice Lorenzo.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Ora la parte bella è che ci conosciamo da tre anni, viviamo insieme da due, dopo il fidanzamento non abbiamo pressioni del tipo: <em>dobbiamo trovare casa, trasferirci, organizzare il matrimonio</em>… abbiamo tutto il tempo per goderci questo tempo”.</p>
<p>Nella città a volte è tutto così immediato o di fretta, che persa una cosa, subito dopo ce n&#8217;è un&#8217;altra.. ma l&#8217;importanza di cogliere le cose nel giusto tempo resta.</p>
<p style="font-weight: 400;">La videochiamata di domenica si è conclusa con la mia ultima, ma non veramente ultima, domanda ad Yvie: “But Yvie, how are you?” e lei che mi risponde: “I’m happy!” sorridendo come non l’avevo mai vista. <em>Happiness, </em>il punto più alto della parabola<em> </em>di una ben coltivata contentezza quotidiana.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Thanks God” ho risposto io, spostandomi la mano sulla fronte.</p>
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