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I Fuochi di Sant Elmo sugli alberi delle navi: solo una leggenda, o c’è qualcosa di più?

Il 2 giugno si ricorda il santo in tutto il mondo cristiano

Le prime notizie attestanti il culto di Sant Elmo (meglio conosciuto come Sant Erasmo) risalgono al Martirologio Geronimiano, che già ne riporta la memoria al 2 giugno. San Gregorio Magno poi, in una lettera, riporta che il corpo del vescovo Erasmo era custodito nella chiesa di Formia e che a lui erano dedicati due monasteri, uno a Napoli e uno presso Cuma. A seguito della distruzione di Formia da parte dei saraceni nell’842, le reliquie furono trasferite a Gaeta e nascoste nella chiesa di Santa Maria, dove furono ritrovate nel 917 dal vescovo Bono. Sant Erasmo fu quindi proclamato patrono della città. Durante il Medioevo il suo culto si consolidò grazie ai commercianti e marinai di Gaeta e venne inserito tra i cosiddetti Santi ausiliatori, quale patrono dei marinai e protettore dei malati di stomaco, per via della tradizione che nel martirio fosse stato eviscerato da un argano. In realtà non esistono fonti agiografiche che parlino di questo supplizio. Probabilmente le prime raffigurazioni del santo lo ritraevano, quale patrono dei marinai, accanto ad un argano, che, nell’immaginazione popolare, divenne strumento di martirio.

I FUOCHI DI SANT ELMO

I fuochi di Sant Elmo sono una delle più spettacolari manifestazioni della presenza di elettricità nell’atmosfera. Si tratta di lampi, a volte blu, che durano pochi secondi. Compaiono poco prima dei temporali nei pressi degli alberi maestri delle navi o alla sommità delle antenne. Intorno alle punte, infatti, si crea l’effetto corona: linee di forza che amplificano la maggior carica elettrica atmosferica dovuta all’arrivo della tempesta. In particolare il fenomeno è provocato da una ionizzazione delle molecole di ossigeno (O2) e di azoto atmosferico (N2), che si caricano e, quando tornano nello stato iniziale, emettono un bagliore. L’effetto è visibile quando l’aria è priva di umidità e accumula più facilmente elettricità. Per questo, non appena arriva la pioggia, il bagliore scompare. Sant Elmo, altro nome di Sant Erasmo, era il patrono dei marinai del Mediterraneo e anticamente le luci erano considerate segno della sua presenza.

LA LEGGENDA

La leggenda narra che il santo morì sul ponte di una nave durante una tempesta. Prima della sua morte promise che dall’altro mondo avrebbe pregato per i marinai e dato segni sul loro destino. Il santo mantenne la parola data: da allora, le luci che salivano sugli alberi della nave durante una tempesta predicevano l’imminente fine del maltempo e servivano di buon augurio ai naviganti. Se invece scendevano dall’albero sul ponte o brillavano su una persona, questo era considerato un avvertimento di imminente disgrazia o addirittura di morte.

LA STORIA

La Passio che narra la vita di sant’Erasmo risale al VI secolo: Erasmo era vescovo di Antiochia. Quando iniziarono le persecuzioni contro i cristiani, si rifugiò dapprima per sette anni in una caverna poi, scoperto, venne incarcerato per non aver voluto sacrificare agli idoli pagani. Venne in seguito liberato miracolosamente e, dopo aver convertito a più riprese un numero altissimo di persone (il testo parla di quattrocentomila) e aver compiuto altri miracoli e subito persecuzioni fu martirizzato a Formia nell’anno 303.

(Nicolas Poussin – particolare del martirio)

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